Conquistò la fama di patriota cinese combattendo contro l'espansione coloniale francese nel nord del Vietnam (Tonchino) negli anni 70 e nei primi anni 80 del XIX secolo. Durante la guerra franco-cinese (agosto 1884–aprile 1885) stabilì una stretta amicizia con lo statista e generale cinese Tang Jingsong, e nel 1895 aiutò Tang ad organizzare la resistenza all'invasione giapponese di Taiwan. Fu l'ultimo capo di stato dell'effimera Repubblica di Taiwan (–).

Primi anni Liu Yongfu nacque il nella città di Qinzhou (, ) nella Cina meridionale, vicino al confine con il Vietnam. Qinzhou, ora nella provincia di Guangxi, era a quel tempo nell'estremo sud-ovest della provincia di Guangdong. Il luogo di origine della famiglia di Liu, di etnia Hakka, era il villaggio di Popai nella provincia di Guangxi. Quando Liu aveva otto anni i suoi genitori si trasferirono a (, ) nel Guangxi. La famiglia di Liu era povera e riusciva appena a racimolare qualcosa per vivere.

Nel 1857 Liu Yongfu, divenuto soldato di fortuna, comandò nella provincia di Guangxi un gruppo di circa 200 uomini facente parte di un gruppo di banditi più grande guidato da (). Lasciato questo gruppo insieme ai suoi uomini, si unì alla banda di (, ) e assunse come insegna la propria bandiera, di colore nero. Liu, che da giovane aveva sognato di diventare un famoso "Generale della Tigre Nera", organizzò una cerimonia che ricordava i rituali del tiandihui () e diede vita a quello che divenne poi noto come l'Esercito della bandiera nera (o Bandiere nere). L'esercito operava come unità indipendente della banda comandata da e dal figlio e successore di quest'ultimo, (, ) noto anche come e (, ). Pur non facendo parte delle forze Taiping, sia Wu Yuanqing sia Wu Yazhong rivendicavano di essere "principi" Taiping...

La caduta di Nanchino, il crollo del Regno Celeste di Taiping e il riaffermarsi del controllo delle forze imperiali sul sud-ovest della Cina, costrinsero Wu Yuanqing e Liu a ritirarsi nel 1865 fra le montagne del Tonchino settentrionale. Nel 1868, dopo aver lasciato il gruppo di Wu Yuanqing, Liu marciò attraverso il Tonchino settentrionale alla guida delle sue Bandiere nere, reclutando man mano altri uomini ed accampandosi infine presso Sơn Tây, sulla riva meridionale del Fiume Rosso..

Le regioni montuose del Tonchino occidentale erano abitate da tribù che non riconoscevano la sovranità del governo vietnamita. Queste tribù, temendo che le Bandiere nere potessero rappresentare una minaccia, si prepararono ad attaccarle, ma Liu riuscì a sconfiggerli con un attacco a sorpresa. Il governo vietnamita aveva notato l'efficienza dell'Esercito della bandiera nera: giunto alla conclusione che sarebbe stato difficile allontanarlo dal suo territorio e che Liu poteva essere un utile alleato contro le tribù ribelli, nel 1869 prese quest'ultimo al proprio servizio, riconoscendogli un grado militare nell'esercito vietnamita. A condizione che continuasse ad agire in conformità con il suo ruolo di governatore militare vietnamita, le autorità vietnamite promisero di non disturbare il leader delle Bandiere nere..

Bandiere nere e Bandiere gialle

Avendo assicurato la sua base, Liu iniziò a estendere le sue ambizioni. La sua intenzione era quella di ritagliarsi un piccolo impero che controllasse l'alto corso del Fiume Rosso. Il suo primo obiettivo fu quindi la città di confine di Lào Cai, che era stata recentemente occupata da un gruppo di banditi cantonesi al comando di (, ). Questa banda era alleata con l'Esercito delle bandiere gialle, una forza fondata da (, ) sul modello dell'Esercito delle bandiere nere, ma circa tre volte più grande. Il tentativo di Liu di occupare Lào Cai fu causa dello scontro con le Bandiere Gialle. Le truppe di entrambi gli eserciti si mossero con cautela all'interno della città, mentre i loro capi fingevano di negoziare. Dopo aver tentato senza successo di uccidere Liu facendo esplodere una mina, le Bandiere gialle attaccarono a sorpresa le Bandiere nere ma, nonostante la loro superiorità numerica, furono sconfitte e scacciate dalla città. Lào Cai rimase nelle mani delle Bandiere Nere fino al 1885, diventando la principale roccaforte di Liu..

Nel 1869 Liu ottenne il favore anche delle autorità cinesi, al servizio delle quali partecipò ad una campagna punitiva contro le Bandiere gialle. La spedizione cinese era comandata dal generale Feng Zicai, che sarebbe diventato famoso durante la guerra franco-cinese per aver sconfitto una colonna francese nella battaglia di Bang Bo (). In un'azione militare nota come "l'assalto dei tredici passi", le Bandiere Nere si fecero strada attraverso le montagne e attaccarono il quartier generale di Huang Chongying a Hà Giang., una città sul Fiume Chiaro presso il confine con lo Yunnan. Anche se i cinesi e le Bandiere nere non riuscirono ad annientare le Bandiere gialle, queste subirono una severa sconfitta e furono costrette a rifugiarsi sulle montagne. Feng premiò Liu per il suo aiuto offrendogli un incarico onorario nell'esercito cinese..

Negli anni successivi Liu organizzò una redditizia attività di estorsione a danno del commercio sul Fiume Rosso tra Sơn Tây e Lào Cai. I commercianti erano tassati del 10% sul valore delle loro merci. I profitti che derivavano da questa attività erano così grandi che l'esercito di Liu aumentò di numero durante gli anni 70 del XIX secolo, attirando nelle sue file avventurieri da tutto il mondo. Anche se la maggior parte dei soldati erano cinesi, molti degli ufficiali inferiori erano europei e americani. Alcuni di questi avevano partecipato alla ribellione di Taiping, e Liu sfruttò la loro esperienza per trasformare l'Esercito della bandiera nera in una formidabile forza di combattimento.. Liu arrivò a comandare nel Tochino 7000 soldati provenienti del Guangdong e del Guangxi..

Liu Yongfu e Francis Garnier

Nel 1873 il governo vietnamita chiese l'aiuto dell'Esercito della bandiera nera per sconfiggere il primo tentativo francese di conquistare il Tonchino, guidato dal tenente di marina Francis Garnier. Il Liu e circa 600 Bandiere nere, marciando sotto un enorme stendardo nero, si avvicinarono alla porta occidentale di Hanoi, seguiti da un grande esercito vietnamita. Garnier cominciò a bombardare le Bandiere nere con un pezzo da campo montato sopra la porta e, quando cominciarono a ritirarsi, condusse un gruppo di 18 fanti di marina francesi fuori dalla città per metterle in fuga. L'attacco fallì. Garnier e tre dei suoi uomini caricarono in salita, attaccando alla baionetta un gruppo di Bandiere nere, ma fu trafitto a morte da alcuni soldati delle Bandiere Nere dopo essere inciampato mentre attraversava un corso d'acqua. La giovane enseigne de vaisseau Adrien-Paul Balny d'Avricourt guidò una colonna altrettanto piccola fuori dalla cittadella per sostenere Garnier, ma anche lui morì guidando i suoi uomini. Altri tre soldati francesi persero la vita in queste sortite; gli altri si rifugiarono nella cittadella dopo la morte dei loro ufficiali... Nonostante la morte di Garnier il tentativo di riprendere Hanoi fallì e i francesi mantennero il controllo della maggior parte del Delta del Fiume Rosso.. Il governo francese disapprovò le conquiste non autorizzate che erano state fatte dagli uomini di Garnier e il tenente Paul Philastre fu inviato per allontanarli dalle città che avevano occupato e ricondurli a Saigon nel febbraio 1874..

Liu Yongfu e Henri Rivière Nell'aprile 1882 il capitano di marina Henri Rivière catturò la cittadella di Hanoi, a riprova delle ambizioni coloniali francesi nel Tonchino. Nell'aprile del 1883, in seguito alla presa di Nam Định da parte di Rivière (), i cinesi e i vietnamiti arruolarono nuovamente l'Esercito della bandiera nera per affrontare i francesi.

Il Liu lanciò una sfida i francesi con un messaggio di scherno ampiamente affisso sui muri di Hanoi:

«Il valoroso guerriero Liu, generale e governatore militare delle tre province, ha deciso di fare la guerra. Fa questo proclama ai banditi francesi: tutti sanno che siete dei ladri. Le altre nazioni vi disprezzano. Ogni volta che venite in un paese, affermate di essere venuti a predicare la fiducia, ma in realtà volete sobillare gli abitanti con false voci. Affermate di essere venuti per commerciare, ma in realtà state complottando per impadronirvi del paese. Vi comportate come animali selvaggi. Siete feroci come tigri e lupi. Da quando siete arrivati in Vietnam, vi siete impadroniti delle città e avete ucciso i governatori. I vostri crimini sono numerosi come i capelli sulla testa. Vi siete impadroniti della dogana e vi siete impadroniti delle entrate. Questo crimine merita la morte. Gli abitanti sono stati ridotti in miseria e il paese è quasi in rovina. Dio e gli uomini vi detestano. Il cielo e la terra vi respingono. Ora mi è stato ordinato di fare la guerra. I miei tre eserciti si sono ammassati come nuvole. I miei fucili e i miei cannoni sono tanti quanti gli alberi della foresta. Siamo ansiosi di attaccarvi nella vostra tana del diavolo e di sopprimere tutti i sudditi sleali. Ma il benessere del paese mi pesa molto. Non posso sopportare di trasformare Hanoi in un campo di battaglia, rovinando i suoi mercanti e la sua gente. Quindi faccio prima questo proclama: voi banditi francesi, se pensate di essere abbastanza forti, mandate la vostra marmaglia di soldati a Phủ Hoài per combattere in campo aperto con i miei guerrieri-tigre, e allora vedremo chi è il più forte. Se avete paura di venire, tagliate le teste dei vostri capi e presentatemele. Poi restituite le città che avete preso. Io sono un comandante misericordioso e vi lascerò vivere, miserabili formiche. Ma, se indugiate, il mio esercito prenderà la vostra città e vi ucciderà tutti, e nemmeno un filo d'erba segnerà dove vi trovavate. Dovete scegliere tra la felicità e il disastro. La vita non è che un passo dalla morte. Ricordate bene le mie parole»..

Il Rivière uscì da Hanoi per attaccare le Bandiere nere. La sua piccola forza (circa 450 uomini) avanzò senza le dovute precauzioni, cadendo in un'imboscata ben preparata delle Bandiere nere al "Ponte di carta" (Pont de Papier), poche miglia a ovest di Hanoi. Nella battaglia di Cầu Giấy (o battaglia del Ponte di Carta) i francesi furono circondati su due lati e solo con difficoltà riuscirono a riorganizzarsi e a ripiegare su Hanoi. Come Francis Garnier dieci anni prima, Rivière fu ucciso nella battaglia.

Sơn Tây, Bắc Ninh e Hưng Hóa Liu iniziò con successo una campagna contro i francesi.. Fu coinvolto in due azioni nell'autunno del 1883, la battaglia di Phủ Hoài () e la battaglia di Palan (). In entrambe le battaglie l'Esercito della bandiera nera subì gravissime perdite, ma non fu seriamente danneggiato come forza combattente. Nel dicembre 1883, tuttavia, Liu subì una grave sconfitta ad opera dell'ammiraglio Amédée Courbet, durante la campagna di Sơn Tây. Nonostante avessero combattuto con fanatico coraggio negli scontri di Phu Sa () e di Sơn Tây (), le Bandiere nere non furono in grado di impedire ai francesi di prendere d'assalto Sơn Tây. Pur essendo affiancato da grandi contingenti di truppe regolari cinesi e vietnamite, l'Esercito della bandiera nera si trovò a sopportare il peso maggiore dei combattimenti e subì perdite molto pesanti...