Autrice di tre romanzi, quattro raccolte di saggi pubblicate in vita e una biografia di Herman Melville, è ricordata soprattutto per una critica letteraria fortemente personale, nella quale il giudizio sulle opere si intreccia con la biografia degli scrittori, la storia sociale e l'attenzione allo stile.

Biografia Elizabeth Hardwick nacque a Lexington (Kentucky), ottava di undici figli, in una famiglia di religione presbiteriana. Suo padre Eugene Allen Hardwick era un imprenditore nel settore degli impianti termoidraulici, mentre la madre Mary Ramsey si occupava della famiglia.

Studiò lettere all'Università del Kentucky, dove conseguì il Bachelor of Arts nel 1938 e il Master of Arts in inglese nel 1939. Nello stesso anno si trasferì a New York e si iscrisse a un corso di dottorato alla Columbia University, che abbandonò nel 1941 per dedicarsi alla scrittura. Nella città frequentò i locali jazz della Cinquantaduesima strada, dove ascoltava fra gli altri Billie Holiday, e gli ambienti letterari e intellettuali d'avanguardia. La pubblicazione del suo primo romanzo, The Ghostly Lover, nel 1945 attirò l'attenzione di Philip Rahv, che la invitò a collaborare alla Partisan Review. Hardwick entrò così nell'ambiente dei The New York Intellectuals, nel quale conobbe, fra gli altri, Hannah Arendt, Irving Howe, Dwight Macdonald e Mary McCarthy, con la quale strinse una lunga amicizia.

Nel 1949 sposò il poeta Robert Lowell. La coppia trascorse diversi periodi in Europa e nel 1954 si stabilì a Boston, dove nel 1957 nacque la figlia Harriet. Nel 1960 la famiglia tornò a Manhattan. Il matrimonio, segnato dalle ricorrenti crisi dovute al disturbo bipolare di Lowell, terminò con la separazione nel 1970 e il divorzio nel 1972.

Nel 1961 Hardwick curò un'edizione delle lettere di William James. NNel 1963 fu tra i fondatori della rivista The New York Review of Books, insieme a Lowell, Robert B. Silvers, Barbara Epstein e Jason Epstein. Dal 1965 insegnò al Barnard College e tenne inoltre corsi di scrittura creativa alla Columbia University.

Nel 1996 fu eletta all'American Academy of Arts and Sciences. Morì a New York il 2 dicembre 2007, all'età di novantuno anni.

Attività critica e saggistica La critica letteraria e culturale costituì la parte più continua e influente dell'attività di Hardwick. Il suo metodo non separava rigidamente l'opera dalla vita dello scrittore: lettere, diari e biografie erano impiegati per ricostruire una sensibilità formata dalla storia, dal luogo d'origine, dalla religione e dalla classe sociale, senza ridurre tuttavia il testo letterario alla semplice ricerca di corrispondenze biografiche. La sua prosa critica, spesso aforistica, combinava giudizi netti, osservazione sociale, ricostruzione storica e un uso elaborato della similitudine e del ritratto.

Nel 1959 pubblicò su Harper's Magazine il saggio The Decline of Book Reviewing, nel quale attaccava la tendenza delle pagine culturali statunitensi a sostituire il giudizio critico con una copertura indiscriminata e promozionale delle novità editoriali. Hardwick denunciava in particolare la prevalenza di elogi generici, il tono impersonale e la mancanza di coinvolgimento, carattere ed eccentricità, rivendicando per la recensione dignità e qualità propriamente letterarie.

La prima raccolta, A View of My Own: Essays in Literature and Society, uscì nel 1962 e riunì saggi e recensioni apparsi in gran parte sulla Partisan Review. Il volume alternava ritratti di scrittori e figure della cultura, fra cui Mary McCarthy, Simone de Beauvoir e Bernard Berenson, a testi dedicati alle città e alla società statunitense. Una recensione contemporanea di Time, pur giudicando diseguale la raccolta, riconobbe in Hardwick un'«artista dell'aforisma» e la accostò a Mary McCarthy e Virginia Woolf per la precisione della prosa e la capacità di condensare un ritratto o un giudizio in una singola formulazione.

In Seduction and Betrayal: Women and Literature (1974) Hardwick raccolse saggi dedicati a scrittrici e personaggi femminili, muovendosi liberamente fra opere letterarie e vicende biografiche. Attraverso figure reali e letterarie come Charlotte Brontë, Jane Welsh Carlyle, Zelda Fitzgerald e la protagonista di Hedda Gabler di Henrik Ibsen, affrontò i temi della seduzione, dell'abbandono, della solitudine e della tensione fra dipendenza e autonomia. L'indipendenza non vi è presentata necessariamente come una conquista liberatoria, ma anche come una condizione imposta, difficile da sostenere e talvolta non desiderata.

Le successive raccolte Bartleby in Manhattan and Other Essays (1983) e Sight-Readings: American Fictions (1998) ampliarono il campo alla narrativa americana, alla biografia letteraria, ai rapporti fra scrittori e ai luoghi della cultura contemporanea. In Sight-Readings, composto da diciotto saggi in gran parte apparsi sulla The New York Review of Books, Hardwick esaminò fra gli altri Edith Wharton, Katherine Anne Porter, Mary McCarthy, Philip Roth e John Updike, leggendo le opere attraverso la sensibilità dei loro autori e insieme attraverso la propria esperienza di scrittrice. Nel 2000 pubblicò infine una breve biografia di Herman Melville, nella quale proseguì il proprio interesse per l'intreccio fra vita, opera e costruzione della reputazione letteraria.

Narrativa Hardwick esordì nella narrativa con The Ghostly Lover (1945), romanzo in parte autobiografico incentrato su una giovane donna che lascia il Kentucky per studiare a New York e affronta il rapporto ambivalente fra indipendenza, legami familiari e bisogno di protezione. The Simple Truth (1955), ambientato attorno a un processo per omicidio, osserva invece la mutevolezza del giudizio pubblico e le reazioni individuali prodotte dal procedimento giudiziario.

Il terzo romanzo, Sleepless Nights (1979), segnò un netto allontanamento dalla forma narrativa tradizionale. Narrato da una scrittrice di nome Elizabeth, il libro procede attraverso una composizione ellittica di ricordi, incontri, luoghi, letture e meditazioni, nella quale autobiografia, finzione e saggio si sovrappongono. La narratrice richiama l'infanzia nel Kentucky, gli anni giovanili a New York e le persone conosciute, riflettendo nello stesso tempo sulle proprie decisioni di includere, trasformare o omettere episodi della vita. Il romanzo è stato pubblicato in italiano nell'aprile 2021 con il titolo Notti insonni, nella traduzione di Claudia Durastanti.

Ricezione critica Fin dalla pubblicazione di A View of My Own, la critica individuò nell'aforisma, nel ritratto e nella costruzione della frase gli elementi più riconoscibili della scrittura di Hardwick. Nel 1999 Sanford Pinsker la definì una maestra statunitense del saggio letterario e sostenne che avesse ridefinito le possibilità della forma critica, trasformandola in una scrittura nella quale il giudizio sulle opere conserva l'impronta personale e la sensibilità dell'autrice.

Una nuova selezione della sua produzione è apparsa nel 2017 con The Collected Essays of Elizabeth Hardwick, curato e introdotto da Darryl Pinckney. Il volume comprende più di cinquanta saggi composti fra il 1953 e il 2003 e documenta l'ampiezza dei suoi interessi, dalla letteratura americana alle biografie e agli epistolari, dai diritti civili all'osservazione delle città e della società. Nel 2022 The Uncollected Essays of Elizabeth Hardwick, curato da Alex Andriesse, ha raccolto altri trentacinque testi mai raccolti prima in volume, dedicati non soltanto alla letteratura ma anche alla politica, alle arti, al cinema, ai luoghi e alla vita quotidiana.

Opere Narrativa

In italiano: Notti insonni, traduzione di Claudia Durastanti, Milano, Blackie, 2021, ISBN 978-88-313-2113-6.

Saggistica

Raccolte postume

Curatele

Epistolario

Premi e riconoscimenti 1947: Guggenheim Fellowship. 1966-1967: George Jean Nathan Award for Dramatic Criticism, per una serie di recensioni e interventi pubblicati sulla The New York Review of Books. 1975: finalista al National Book Award nella categoria Arts and Letters con Seduction and Betrayal: Women and Literature. 1979: finalista al National Book Critics Circle Award per la narrativa con Sleepless Nights. 1993: Gold Medal for Belles Lettres and Criticism dell'American Academy of Arts and Letters. 1995: Ivan Sandrof Life Achievement Award, insieme ad Alfred Kazin.

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni Profilo e archivio degli scritti di Elizabeth Hardwick, su The New York Review of Books. Elizabeth Hardwick Papers, presso l'Harry Ransom Center.

Categoria:Scrittori in lingua inglese Categoria:Studenti dell'Università del Kentucky