miniatura|CaravaggioDeposizione, 1602-1604Musei Vaticani, Roma. La Passione di Gesù è il periodo finale della vita di Gesù che include la sua crocifissione e gli eventi avvenuti nei giorni precedenti come il suo arresto e la salita al Calvario. Insieme alla sepoltura, la risurrezione e la sua ascensione, costituisce uno dei misteri del cristianesimo.
Gli avvenimenti della Passione vengono celebrati dai cristiani di tutto il mondo nella "Settimana Santa", ossia la settimana che precede la Pasqua.
Le "narrazioni della Passione", in latino Passio, hanno origine dai Vangeli. L'uso sottende la radice etimologica, dal verbo latino patior, "patire" inteso come "soffrire". In seguito, il termine si è esteso per indicare il racconto del supplizio subito dai martiri.
Avvenimenti I vangeli canonici rappresentano le principali fonti relative agli avvenimenti del processo e della passione di Gesù. Si nota tra i vangeli una sostanziale concordanza negli eventi narrati ma anche differenze, in particolare relativamente alla cronologia.
Cronologia tradizionale miniatura|Probabili tappe della passione di Gesù. Secondo la tradizione cristiana, fondata soprattutto sui tre vangeli sinottici, la Passione di Gesù si svolse secondo le seguenti tappe: la sera del giovedì, Gesù celebra la Pasqua ebraica con i suoi discepoli. Il presunto luogo di questa celebrazione (il Cenacolo) si trova sul monte Sion: oggi è poco al di fuori della città vecchia, ma al tempo di Gesù le mura seguivano un percorso diverso, più a sud, ed esso si trovava al loro interno. Terminata la cena, Gesù scende con i discepoli nella valle del torrente Cedron, appena fuori Gerusalemme, nel giardino del Getsèmani, dove si ritira in preghiera. Nel mentre, Giuda Iscariota va ad avvisare i sacerdoti e li conduce al Getsèmani, dove Gesù viene tratto in arresto. È ormai notte, infatti i soldati portano "torce e bastoni". Una parte del giardino esiste tuttora, e contiene anche alcuni ulivi che, secondo i botanici, hanno più di 2000 anni e quindi esistevano già al tempo di Gesù. Gesù viene poi condotto al palazzo del sommo sacerdote Caifa, dove viene processato dal Sinedrio. Giovanni riferisce anche di un primo interrogatorio in casa del suo predecessore, Anna. I resti del palazzo di Caifa sono stati trovati sul luogo dell'attuale chiesa di San Pietro in Gallicantu, che ricorda il triplice rinnegamento di Pietro apostolo: anche questo luogo si trova oggi fuori dalle mura, ma allora era all'interno. Vi si accedeva dalla valle del Cedron risalendo per una scala di cui un tratto si è conservato fino ad oggi. Il processo si svolge durante la notte e termina al canto del gallo, quando l'alba è ormai vicina. Alcuni contestano l'attendibilità del resoconto dei Vangeli con l'argomento che il Sinedrio, normalmente, non si riuniva di notte. A questa obiezione si può rispondere che i sacerdoti temevano che, processando pubblicamente Gesù, la folla si sollevasse per liberarlo; per questo lo processarono in segreto e con la massima fretta. La mattina del venerdì, appena si fa giorno, i sacerdoti conducono Gesù da Ponzio Pilato, che risiede nella Fortezza Antonia, all'angolo nord-occidentale della spianata del Tempio. Durante la mattina, secondo Luca, Pilato invia Gesù anche da Erode Antipa, il quale dopo averlo interrogato lo rimanda indietro. Secondo Giovanni, il processo presso Pilato si conclude "verso mezzogiorno", ma per i sinottici il processo davanti all'autorità romana fu più breve. Il percorso dal palazzo di Pilato al Golgota, dove oggi sorge la Basilica del Santo Sepolcro, è di alcune centinaia di metri e si può coprire in mezz'ora al massimo; è quindi ancora mezzogiorno, o poco più tardi, quando Gesù viene crocifisso (ancora prima, secondo Marco: Erano le nove del mattino quando lo crocifissero, Mc 15,25Riguardo alla differenza di orari, comunque indicativi dati i mezzi del tempo, sono state proposte diverse teorie per la loro armonizzazione. In particolare, secondo alcuni studiosi, Marco seguirebbe l'usanza comune di fare riferimento a fasce temporali: la sua ora terza comprenderebbe quindi l'arco temporale dalle 9 alle 12 (mentre l'ora sesta coprirebbe il primo pomeriggio, dalle 12 alle 15), coincidendo quindi nella sostanza con i tempi indicati anche da Giovanni. Già in passato è stato inoltre ipotizzato un errore da parte degli amanuensi (solo un trattino distingue infatti la lettera gamma, che esprimeva il tre, dalla lettera digamma, che esprimeva invece il sei). Cfr. Giuseppe Ricciotti, "Vita di Gesù Cristo", Mondadori, 1962.). Il Golgota, al contrario del Cenacolo e del palazzo di Caifa, allora si trovava fuori città (le esecuzioni e le sepolture erano vietate nei centri abitati), mentre oggi è dentro le mura.
Gesù muore la sera del 14 di Nisan, dopo il tramonto. Questa data è in accordo con il vangelo di Giovanni in cui si indica che la morte avvenne la vigilia della Pasqua ebraica, che si verifica approssimativamente in occasione del plenilunio del primo mese dell'anno del calendario lunisolare. Nei calendari solari questa data cade ogni anno in una data diversa. Dopo la morte di Gesù, Giuseppe di Arimatea si reca da Pilato e gli domanda il suo corpo. Pilato, stupito che fosse già morto, manda a chiamare il centurione sul Golgota per interrogarlo: in questo modo trascorre probabilmente circa un'ora. Giuseppe, quindi, va a procurarsi il lenzuolo funebre per seppellire Gesù, spendendo altro tempo. Quando infine, insieme a Nicodemo, Giuseppe depone Gesù dalla croce, il tramonto è ormai imminente, e con esso l'inizio del riposo sabbatico: per fare presto, il corpo di Gesù viene quindi deposto in un sepolcro lì vicino. Secondo Matteo, temendo che i discepoli possano trafugare il corpo e annunciare la risurrezione, i sacerdoti spingono Pilato a ordinare che il sepolcro venga posto sotto sorveglianza da alcune guardie.
Esistono alcune discrepanze nella cronologia evangelica, specialmente tra Giovanni e i sinottici (vedi sotto).
Cronologia lunga È stata recentemente avanzata una cronologia alternativa, basata sull'ipotesi che Gesù abbia seguito per la cena pasquale il "calendario delle settimane", utilizzato a Qumran dagli Esseni, secondo il quale la Pasqua cadeva di mercoledì. In effetti, i vangeli narrano le varie fasi successive della Passione, ma non affermano mai esplicitamente a quali intervalli di tempo esse si siano succedute. L'unico dato affermato esplicitamente è la morte nella vigilia del sabato (che modernamente chiamiamo il venerdì). La Passione si sarebbe quindi svolta nell'arco di più giorni: Gesù avrebbe celebrato la Pasqua e sarebbe stato arrestato al martedì sera, quindi nei due giorni successivi si sarebbe svolto il processo davanti ai vari consessi (sinedrio, Pilato, Erode, Pilato) conclusosi con la sua crocifissione e morte il venerdì.Autori di riferimento: Annie Jaubert, Alberto Giglioli Gli esegeti curatori del Nuovo Grande Commentario Biblico ritengono, comunque, che i "tentativi di armonizzare le due tradizioni, sostenendo che la versione giovannea seguiva un calendario esseno, secondo il quale la Pasqua iniziava al martedì sera e che il processo a Gesù era durato più di due giorni, non hanno nessuna conferma nella narrazione" e sottolineano come invece l'ipotesi più verosimile sia che le fonti della comunità giovannea differissero da quelle dei sinottici, riportando che "Gesù era stato crocifisso il venerdì 14 di Nisan, il giorno prima della Pasqua"..
Sinossi evangelica La narrazione della Passione di Cristo è contenuta nei seguenti capitoli dei vangeli canonici: