L'Associazione Sportiva Dilettantistica Acireale Football Club, meglio nota come Acireale, è una società calcistica italiana con sede nella città di Acireale. Milita in Eccellenza, la quinta divisione del campionato italiano di calcio.
Costituita nell'estate del 2026, è l'erede e la continuatrice de facto della tradizione sportiva iniziata nel 1929 con la fondazione della Società Sportiva Acireale (giunta sino alla Prima Divisione e scioltasi nel 1934) e transitata successivamente attraverso diverse rifondazioni societarie. La più duratura di queste prese il via nel 1946 come Associazione Sportiva Acireale, sodalizio che nella seconda metà degli anni sessanta e fino al 1972 assunse la denominazione di "Acquapozzillo".
Il colore sociale del club è il granata. Dal 1993 la squadra disputa le proprie gare interne allo stadio Aci e Galatea.
Il periodo di maggior prestigio per i granata si colloca tra la fine degli anni ottanta e la prima metà degli anni novanta, un'ascesa culminata con la storica promozione e la successiva permanenza per due stagioni consecutive in Serie B nel biennio 1993-1995. Attualmente il club si trova al 110º posto della classifica perpetua cadetta. L'Acireale vanta inoltre 28 partecipazioni complessive a campionati professionistici di terza serie (22 tra Serie C e Serie C1 e 6 di Serie C2).
Storia S.S. Acireale Calcio La Società Sportiva Acireale Calcio venne fondata nel 1929 grazie alla fusione di diverse realtà sportive preesistenti nel territorio comunale. L'esordio agonistico ufficiale ebbe luogo l'anno seguente, contestualmente all'inaugurazione dell'allora nuovo stadio comunale.
La neonata formazione granata venne iscritta al campionato regionale di Terza Divisione 1930-1931. Al termine della stagione, la squadra beneficiò di un ripescaggio a completamento organici, venendo ammessa in Seconda Divisione. Inserita nel raggruppamento siciliano per l'annata 1931-1932, l'Acireale disputò un campionato di vertice conquistando il secondo posto alle spalle della ; il piazzamento garantì al club la prima, storica promozione in Prima Divisione, che all'epoca rappresentava il terzo livello della piramide calcistica nazionale.
Nel campionato di Prima Divisione 1932-1933, la compagine acese si trovò inizialmente coinvolta nella lotta per non retrocedere. Per far fronte alle difficoltà, la dirigenza optò per un avvicendamento alla guida tecnica: il cambio in panchina produsse gli effetti sperati, permettendo alla squadra di inanellare una serie di risultati utili consecutivi che garantirono la salvezza. Durante la medesima stagione, l'8 gennaio 1933, si disputò inoltre il primo storico derby provinciale in gare ufficiali contro il (all'epoca denominato Società Sportiva Catania), conclusosi con un successo per 3-2 a favore della formazione catanese.
Dopo aver mantenuto la categoria e aver regolarmente disputato anche la successiva stagione di Prima Divisione 1933-1934, nell'estate del 1934 il sodalizio andò incontro al suo primo scioglimento. La fine delle attività sportive fu dettata dall'aggravarsi della crisi societaria, scaturita in seguito all'improvviso decesso del presidente, il cavaliere Peppino Puglisi.
Dal dopoguerra agli anni ottanta LAssociazione Sportiva Acireale venne fondata l'11 giugno 1946 dalle ceneri del precedente sodalizio, venendo ammessa d'ufficio al campionato di Serie C della Lega Interregionale Sud in virtù dell'importanza del bacino d'utenza cittadino.
La prima, storica formazione granata scesa in campo nell'annata 1946-1947 era composta da: Core, Maccarrone, Cantarella, Dereani, Barattucci, Conti, Signorelli, Raciti, Grasso, Creziato e Cusumano. La guida tecnica venne affidata a Luigi Bertolini, ex calciatore della Juventus e campione del mondo con la Nazionale italiana nel 1934. La squadra concluse la sua stagione d'esordio con un onorevole settimo posto nel girone C.
Dopo un declassamento giunto nel 1951, che costrinse i granata a ripartire dai campionati regionali di Promozione, nel 1957 la società mutò la propria denominazione in Associazione Sportiva Acquapozzillo, traendo ispirazione dall'omonima frazione acese nota per le sue sorgenti d'acqua. Con questo nuovo nome, il club si riaffacciò sul panorama interregionale: dopo aver vinto il girone siciliano del Campionato Dilettanti nell'annata 1957-1958, l'Acquapozzillo ottenne l'accesso al Campionato Interregionale (categoria che dall'anno seguente avrebbe assunto il nome di Serie D).
Il ritorno nel professionismo si concretizzò un decennio più tardi, non senza una cocente delusione preliminare. Al termine della stagione 1967-1968, infatti, la squadra terminò il girone F al primo posto a pari merito con il , ma mancò il salto di categoria perdendo lo spareggio promozione decisivo contro i lilibetani. Il riscatto si materializzò l'anno successivo: vincendo nuovamente il girone F della Serie D 1968-1969, la compagine acese conquistò finalmente l'agognata promozione in Serie C, categoria nella quale tornò a militare a partire dalla stagione 1969-1970.
Nel 1972 il sodalizio riassunse la storica denominazione di Associazione Sportiva Acireale. L'avventura in terza serie si interruppe al termine della stagione 1975-1976, quando i granata chiusero il girone C al diciannovesimo posto, andando incontro alla retrocessione. Negli anni successivi la squadra si mantenne stabilmente nel massimo torneo dilettantistico (denominato nuovamente Campionato Interregionale a partire dall'annata 1981-1982).
Nella seconda metà degli anni ottanta prese avvio un nuovo, profondo rinnovamento dirigenziale e sportivo. Il culmine di questa rinascita arrivò al termine del Campionato Interregionale 1988-1989, quando l'Acireale vinse il girone M e riconquistò l'accesso ai campionati professionistici, ponendo le basi per il ciclo di successi che avrebbe proiettato la squadra verso la cadetteria nel decennio successivo.
Gli anni novanta e lo storico biennio in Serie B
Lo spareggio di Salerno Il 14 giugno 1994, sul campo neutro dello Stadio Arechi di Salerno, l'Acireale conquistò la salvezza nello spareggio contro il Pisa. Dopo lo 0-0 ai tempi regolamentari e supplementari, davanti a circa 6.000 tifosi acesi, i granata trionfarono per 4-3 ai tiri di rigore. Furono decisivi gli errori dal dischetto dei toscani Rocco e Rotella (il primo parato dal portiere Carmine Amato, il secondo respinto dalla traversa) e le reti realizzate per gli acesi da Fabio Favi, Elio Migliaccio, Walter Mazzarri e Giacomo Modica.
Il raggiungimento della Serie B rappresenta tutt'oggi l'apice sportivo nella storia della società granata. L'epilogo della stagione di Serie C1 1992-1993 vide l'Acireale chiudere la regular season al terzo posto, conquistando l'accesso allo spareggio promozione contro il Perugia. L'incontro, giocato il 6 giugno 1993 di fronte a circa 18.000 spettatori allo stadio di Foggia, terminò con la vittoria in campo degli umbri per 2-1. La promozione in cadetteria, tuttavia, venne successivamente assegnata a tavolino all'Acireale. Il presidente del Perugia, Luciano Gaucci, fu infatti travolto dallo scandalo calcistico noto come Caso Siracusa-Perugia: le indagini accertarono l'avvenuta corruzione dell'arbitro marchigiano Emanuele Senzacqua prima dell'incontro tra il Siracusa e i grifoni. Il 22 luglio, la Commissione Disciplinare sancì la revoca della promozione umbra, irrogò tre anni di squalifica a Gaucci e decretò il ripescaggio ufficiale degli acesi in Serie B.
L'Acireale militò nella serie cadetta per due stagioni consecutive (1993-1994 e 1994-1995). Per far fronte alle stringenti normative infrastrutturali della categoria, il club abbandonò l'obsoleto stadio Comunale per trasferirsi nel nuovo Stadio Aci e Galatea (all'epoca conosciuto come stadio Tupparello). La prima annata, sotto la guida tecnica di Giuseppe Papadopulo, vide la matricola siciliana ospitare compagini storiche come Atalanta, Brescia, Fiorentina e Verona, disputando inoltre la Coppa Italia a livello nazionale. Sempre in questa stagione, per la prima volta in assoluto nel torneo di seconda divisione, prese forma il derby siciliano contro il Palermo, confronto in cui l'Acireale riuscì a imporsi in due occasioni su quattro incontri totali disputati nel biennio. Il primo campionato si concluse in modo drammatico ma a lieto fine: i granata conquistarono la salvezza nello spareggio contro il Pisa, condannando i toscani al declassamento in terza serie.
Nella stagione 1994-1995, la squadra, affidata al nuovo allenatore Fausto Silipo, lottò fino all'ultimo per mantenere la categoria potendo contare su un organico di esperienza. Nonostante risultati di grande prestigio, tra cui le vittorie contro il Pescara e l'ultima vittoria casalinga nel torneo cadetto ai danni del Cosenza (2-1), la formazione granata chiuse il torneo al diciassettesimo posto con 41 punti. Retrocesse così in Serie C1 beffardamente, per una sola lunghezza di distacco rispetto alla quota salvezza.
Questa retrocessione aprì un prolungato periodo di instabilità per il club sportivo. Dopo quattro annate modeste in C1, l'Acireale visse una disastrosa stagione 1998-1999 che terminò con il diciottesimo e ultimo posto nel girone B, condannando la squadra alla discesa in Serie C2. Quell'anno l'imminente crac finanziario e la potenziale cancellazione dal calcio professionistico furono evitati solo grazie all'intervento dell'imprenditore catanese Antonino Pulvirenti, che rilevò la società. Il nuovo assetto societario si rivelò cruciale per risanare le casse del club, garantendone la sopravvivenza sportiva e ponendo le basi per il rilancio che avrebbe caratterizzato i primi anni del decennio successivo.
I primi anni duemila: l'era Pulvirenti, il sogno Serie B e il fallimento Dopo quattro stagioni trascorse in Serie C2, l'Acireale visse un biennio di grande rilancio sportivo sotto la presidenza di Antonino Pulvirenti e la guida tecnica di Maurizio Costantini. Nel campionato di Serie C2 2002-2003, la squadra granata concluse la stagione regolare al quinto posto nel girone C, ottenendo l'accesso ai play-off. Dopo aver superato le semifinali, l'Acireale affrontò nell'atto conclusivo il più quotato : in seguito allo 0-0 maturato nella gara di andata disputata al Tupparello, i siciliani conquistarono la promozione in Serie C1 espugnando lo stadio Nicola Ceravolo per 2-0 nella finale di ritorno, grazie alle reti di Russo e Suriano.
Nella stagione seguente, la matricola acese si rivelò la vera sorpresa del torneo di terza serie. Inserita nel girone B e sempre guidata da Costantini in panchina, l'Acireale raggiunse un insperato quarto posto finale, qualificandosi per i play-off e ritrovandosi a competere per un clamoroso ritorno in Serie B. Il cammino verso la serie cadetta si interruppe tuttavia in semifinale contro la , che si impose in entrambe le sfide (vincendo per 1-2 la gara di andata ad Acireale e per 1-0 nel match di ritorno a Viterbo).
Nell'estate del 2004, il culmine del progetto sportivo coincise con il disimpegno di Pulvirenti, il quale, dopo aver rilevato la proprietà del , cedette la compagine granata. L'Acireale si trovò così ad affrontare, nelle due stagioni successive, un progressivo indebolimento dell'organico e crescenti difficoltà finanziarie. La crisi si palesò definitivamente nel maggio del 2006, quando la squadra subì la retrocessione in Serie C2 al termine dei play-out persi contro la . La situazione precipitò il successivo 8 luglio con la mancata iscrizione al campionato di competenza. Nonostante un estremo tentativo di salvataggio orchestrato da una cordata di imprenditori nel corso di quella travagliata estate, il ritiro delle loro garanzie economiche a ridosso della scadenza federale decretò il fallimento ufficiale dello storico sodalizio.
La ripartenza dai dilettanti