Il Chieti Football Club 1922, meglio nota come Chieti, è una società calcistica italiana con sede nella città di Chieti. Milita in Eccellenza, la quinta divisione del campionato italiano.
Fondata nel 1922, rifondata nel 1931, nel 2006 e nel 2017, ha all'attivo quaranta partecipazioni alla terza divisione nazionale, ove il miglior risultato conseguito è un secondo posto. Al 2025 occupa l'ottantaduesimo posto nella graduatoria della tradizione sportiva nazionale.
I colori sociali sono il nero e il verde. Disputa le sue partite interne allo Stadio Guido Angelini.
Storia Le origini Il Chieti fu fondato nel 1922, quando, nella Villa comunale, Nicola De Cesare partorì, con alcuni compagni, l'idea di formare una squadra di calcio cittadina. Subito aderirono altre persone; con la somma di ₤ 0,50 fu pagata la quota sociale e nacque la R.I.S.S. che disputò le prime partite nello storico stadio della Civitella contro squadre militari.
Esisteva negli stessi anni lo Sport Club Chieti, che però da molto tempo non svolgeva nessun'attività sportiva; si decise dunque di far sorgere a Chieti un unico sodalizio calcistico: ci fu una riunione tra le squadre cittadine R.I.S.S., Novelli e Sport Club Chieti che diede forma all'Unione Sportiva Chieti, con presidente Carlo Massangioli, i cui colori sociali, il nero e il verde, si dovevano alla scelta di utilizzare in un primo momento alcune divise del .
Dal 1925 al 1929 lUnione Sportiva Pippo Massangioli disputò i campionati di Seconda Divisione Abruzzi.
L'esordio in Serie C e gli anni cinquanta e sessanta Dopo diversi campionati nelle serie minori costellati da difficoltà infrastrutturali e finanziarie, l'approdo in Serie C nazionale avvenne nella stagione 1940-1941, nel girone F, nel quale vennero inclusi anche , , , , , , , , , e . L'allenatore era Orlando Tognotti. Il girone venne vinto dal Pescara, mentre la squadra teatina si classificò al sesto posto. Il miglior marcatore della squadra fu Gino Di Luzio con 8 centri.
Una buona stagione fu il torneo 1942-1943 in cui il Chieti, allenato da Atro, si classificò secondo alle spalle del Forlì; il miglior realizzatore fu Alfiero Rota con 26 reti. Archiviato questo torneo a causa della seconda guerra mondiale, tutti i campionati furono sospesi. Terminata la guerra la vita riprese normalmente anche nel calcio ed il Chieti, nella stagione 1945-1946, fu ammesso alla Serie C, nel girone B. L'allenatore era Moretti. Al termine della stagione ci fu un quarto posto e, per i colori neroverdi, fu Ciriaco Pietrangeli a risultare il miglior realizzatore, con 16 reti.
La stagione 1951-1952 culminò con una retrocessione; in quella stagione nella panchina del Chieti ci furono due tecnici, Walter Crociani ed Umberto De Angelis. Il campionato fu vinto dal ; capocannoniere della squadra teatina fu Oreste Roccasecca, con 16 reti. Nel campionato 1954-1955 la squadra venne soprannominata dai maggiori quotidiani nazionali il "Milan del sud": il Chieti infatti conseguì 18 partite utili consecutive (la serie fu interrotta solo da una sconfitta per 1-0 a Fermo a gennaio). Il Chieti concluse il campionato al quarto posto con 41 punti ed il capocannoniere fu Armando Esposito. Nella stagione 1957-1958, anche grazie alle 16 reti di Cesare Peruzzi, vi fu il ritorno in Serie C.
Dopo tornei mediocri cominciò l'era di Guido Angelini, presidente dal 1962 al 1977, cui successivamente venne intitolato lo stadio cittadino. La gestione del nuovo presidente segnò da subito un netto cambio di passo, infatti nella stagione 1963-1964 il Chieti, guidato da Domenico "Tom" Rosati, sfiorò la Serie B, classificandosi al secondo posto dietro il con soli 2 punti di distacco. In quel campionato il campo del Chieti, che all'epoca era ancora lo stadio della Civitella, fu squalificato per sette turni, in quanto, durante una gara tra Chieti e , l'arbitro, dopo alcune decisioni contestate dai tifosi teatini, fu assalito in campo dagli stessi. Il capocannoniere della squadra fu Feliciano Orazi con 13 centri.
Dopo appena due stagioni però la squadra venne nuovamente retrocessa. Era la stagione 1965-1966 e alla guida dei neroverdi c'era Giosuè Stucchi. Il Chieti totalizzò 24 punti e il miglior marcatore fu Paolo Spinelli con sole 4 reti. Nel campionato seguente il Chieti si piazzò al secondo posto dietro il , ma la commissione disciplinare indagò su un episodio di corruzione da parte dei pugliesi e, in data 9 settembre 1967 la squadra fu condannata ad una penalizzazione di 15 punti che riportò il Chieti in Serie C. Il capocannoniere della squadra fu Fernando Ascatigno con 17 reti, l'allenatore era Pietro Castignani.
Gli anni settanta e ottanta: l'epoca di Ezio Volpi
Nel maggio 1970 venne inaugurato il nuovo stadio Angelini, inizialmente noto come stadio Marrucino. Nell'incontro inaugurale il Chieti affrontò il Milan di fronte a persone. Per l'occasione, il fischietto del match fu Concetto Lo Bello. Dal 1970 si susseguirono diversi campionati con discreti piazzamenti, ma nella stagione 1975-1976, ci fu la retrocessione in Serie D. Nella stagione successiva il Chieti tornò in C con al timone Antonio Giammarinaro. I punti finali furono 49, con piazzamento davanti alla Palmese, finita a quota 43. In quell'estate, dopo 15 anni di presidenza, lamentando troppa solitudine al timone della società, Guido Angelini si dimise nel 1977 regalando la società con l'intero parco giocatori al comune di Chieti; l'intero capitale era a quell'epoca di mezzo miliardo di lire.
Gli anni successivi videro un rendimento altalenante della squadra. Sotto la presidenza dei costruttori Dionino Serano e Luciano Marino, il Chieti disputò campionati di alto livello tecnico grazie all’importante e continuo sforzo economico dei due imprenditori teatini, conseguendo in un primo momento buoni risultati sul campo. Ciò nonostante, e a discapito di una rosa giocatori degna di ben altre categorie, arrivò un’inattesa retrocessione nella stagione 1979-1980. L'allenatore era Ezio Volpi. In quella stagione vi furono inattesi problemi finanziari e una serie di licenziamenti fra i dirigenti societari, questi ultimi rei di aver dilapidato con scelte a dir poco discutibili non solo il patrimonio lasciato in eredità da Angelini, ma anche gli ingenti capitali versati dalla nuova proprietà. Solo l’ulteriore intervento economico e la serietà di Serano, Marino e Volpi salvò la squadra dalla bancarotta e dall’eventuale smantellamento. I problemi però si ripercossero sul lato sportivo, e la squadra retrocedette in Serie C2 con soli 28 punti all'attivo, il capocannoniere fu Giorgio Tomba con 8 reti. La crisi societaria, mai del tutto risolta, si trascinò anche l'anno successivo, mentre la denominazione sociale variò in Società Sportiva Chieti Calcio.
Nella stagione 1981-1982, con allenatore Tom Rosati e con una squadra formata da giovani, il Chieti retrocedette nel Campionato Interregionale. Negli anni successivi si susseguirono alla presidenza del Chieti prima Sergio Supplizi poi Vittorio Barbiero. I problemi economici condizionarono anche l'estate 1985, ma l'ingresso in società di Mario Mancaniello portò una rinnovata stabilità nella gestione della squadra; vi fu un ulteriore cambio di denominazione in Associazione Calcio Chieti. Il primo anno di presidenza Mancaniello si concluse con un primo posto a pari punti con il , seguito dallo spareggio perso ai rigori sul campo neutro di Latina. Il ritorno in C2 si concretizzò l'anno seguente nel campionato 1986-1987, con la nuova denominazione societaria di Chieti Calcio. Al timone della squadra c'era ancora Feliciano Orazi e il capocannoniere della squadra fu Stefano Sgherri.
Nella stagione 1987-1988, che segnò il ritorno dei teatini nel professionismo, il Chieti si piazzò in quinta posizione, mentre nella seguente stagione perse nuovamente ai rigori, sul neutro di Cesena, lo spareggio contro la per la promozione in Serie C1. Nel 1990-1991, con otto turni di anticipo, i neroverdi tornarono in terza serie, sotto la guida dell'allenatore Ezio Volpi; alla morte del tecnico, pochi anni dopo, gli fu intitolata la curva est dello stadio Angelini.
Gli anni novanta
Nel campionato di Serie C1 1991-1992 si mise in mostra l'allora giovane, arrivato a Chieti in prestito dalla , Enrico Chiesa. I problemi però cominciarono presto a riaffiorare: il presidente Mancaniello, la cui attenzione fu distolta anche da problemi personali, iniziò a trascurare la squadra, fino alla retrocessione in Serie C2. Nell'estate 1998 ci fu un avvicendamento societario, ed al posto di Mancaniello subentrò l'imprenditore Pino Albergo.
Il campionato di Serie C2 1998-1999 si concluse con la retrocessione ai play-out contro i siciliani del , che dopo il netto risultato dell'andata di 3 a 0, si imposero con lo stesso risultato anche al ritorno, salvandosi grazie al miglior piazzamento finale in classifica.
Nell'estate 1999, dopo un nuovo avvicendamento societario, subentrò Antonio Buccilli alla presidenza della squadra. Dopo pochi giorni arrivò anche il ripescaggio in Serie C2; in quella stagione il Chieti riuscì a conquistare la salvezza, battendo ai play-out il .
Gli anni duemila: la crisi societaria e la risalita Nel successivo campionato 2000-2001, nel girone B della Serie C2, il Chieti guidato da Gabriele Morganti, capitano della squadra ai tempi di Mancaniello, ottenne la promozione in Serie C1, vincendo la doppia sfida dei play-off contro il (1-1 a Teramo con gol teatino di Sanguinetti e 1-0 a Chieti con gol di Pignotti). In quella squadra l'asso fu il romano, ma abruzzese di adozione e di famiglia, Fabio Grosso, e il capocannoniere fu Giuseppe Aquino. Nel biennio 2001-2002 e 2002-2003, sotto la guida del tecnico Piero Braglia, il Chieti offrì un discreto gioco e riuscì a centrare due campionati di medio alta classifica. Il 9 settembre 2001 arrivò la vittoria di misura nel derby d'Abruzzo contro gli storici rivali del , 1-0 realizzato da Paolo Zaccagnini. Il successivo campionato 2003-2004, sotto la guida di Dino Pagliari, subentrato a Carlo Florimbi, che a sua volta aveva sostituito alla quarta giornata Roberto Alberti, vide il Chieti concludere a ridosso della zona play-off ed ottenere il record di punti ottenuti nel campionato di C1 (48); il miglior realizzatore della squadra fu l'allora giovane Fabio Quagliarella, di proprietà del . Nella stagione 2005-2006 il Chieti conclude il campionato all'ultimo posto; nell'estate due imprenditori romani, Paolo Di Stanislao e Giuseppe Ielo, si dichiarano disposti ad accollarsi parte dei debiti e rilevano la società (come comprovato da regolare atto notarile stipulato in data 9 luglio 2006). Tuttavia, Di Stanislao e Ielo non iscrivono il Chieti Calcio.
Nella stagione 2006-2007 Giustino Angeloni fondò l'''Associazione Sportiva Dilettantistica Chieti, che partecipò al girone B del campionato di Promozione Abruzzese guidato dall'allenatore Amedeo Assetta vincendo il campionato con una giornata di anticipo. La vittoria fu piuttosto sofferta, dato che i 13 punti di vantaggio accumulati alla fine del girone di andata furono sciupati mano a mano nel girone di ritorno, in favore dell'inseguitore Casoli. Fu decisiva proprio fu la sfida con il Casoli, giocata a Lanciano per motivi di ordine pubblico, vinta per 1-0 a tre giornate dalla fine del campionato. Nella penultima giornata il Chieti festeggiò la matematica promozione in Eccellenza, dopo la vittoria sul Vestina Penne. I tifosi teatini a seguito della squadra invasero pacificamente il terreno di gara di Penne per festeggiare assieme a giocatori, allenatore e presidente.
Nella stagione 2007-2008 il Chieti festeggiò la promozione in Serie D il 27 aprile 2008 in seguito alla vittoria per 2 a 0 contro il Notaresco giocatasi sul campo neutro di Teramo. A fine stagione i migliori marcatori della squadra neroverde furono capitan Contini (14 gol) e Antignani (11 gol).