Nato a Genova il 15 giugno 1928, dove visse fino alla morte, era laureato in ingegneria e in psicologia. È stato presidente ligure dell'ANED (Associazione nazionale ex deportati politici e razziali nei campi nazisti). È stato uno degli ultimi sopravvissuti alla Shoah in Italia.
Biografia Famiglia e origini Gilberto, nacque a Genova il 15 giugno 1928. Frequentò le scuole pubbliche fino alla quarta elementare, e poi, nel 1938, a causa dell'emanazione delle leggi razziali, passò a una nota scuola privata genovese, la Scuola Svizzera.
Figlio di Gino Salmoni e Vittorina Belleli, visse con i genitori, il fratello Renato, la sorella Dora e il nonno Vittorio Belleli, nella casa del nonno, a Genova. Il nonno materno, nato nel 1867 a Corfù, di nazionalità greca ma di origini venete, si era trasferito da giovane a Genova e lì, sino al 1938, ebbe una piccola attività di commercio di olio e cereali, con sede nell'allora Piazza Umberto I (successivamente Piazza Matteotti).
Il padre Gino, nato a Firenze nel 1878, era perito agrario e vice direttore di un ufficio statale, la Cattedra Ambulante di Agricoltura, Ispettorato Provinciale di Agricoltura, occupandosi di insegnamento di semina, concimazione, potatura e innesti nelle campagne.
La madre, Vittorina Belleli, nata a Genova nel 1892, era casalinga, appassionata di musica lirica e lettura.
Il fratello Renato, nato a Genova nel 1913, era medico urologo e durante la guerra lavorò all'ospedale San Martino di Genova. Fece il servizio militare negli alpini a Bassano, e poi come sottotenente a San Candido di Pusteria. Fu un appassionato di montagna e sci.
La sorella Dora, nata a Genova nel 1918, frequentò l'istituto Regina Margherita, ove oltre alle usuali materie di studio imparò ricamo, cucito, lavoro a maglia, pittura; suonava il pianoforte e la fisarmonica. Con un’insegnante di madre lingua, studiò a Genova la lingua tedesca. In Austria, a Gmunden, frequentò un noto istituto. Qui, nell'estate del 1936, su alcune panchine dei giardini lesse la scritta "Juden unerwuenscht", ("ebrei indesiderati"), triste presagio del futuro. Si sposò nel 1941-42 con Romolo Porcù.
Le leggi razziali (1938) Con le leggi razziali emanate dal regime fascista nel 1938, il padre Gino venne licenziato, Gilberto invece, fu espulso dalla scuola pubblica, mentre il fratello Renato riuscì a finire gli studi, ma senza poter esercitare la professione di medico. Nell’autunno del 1943, la famiglia Salmoni dovette infine nascondersi.
Arresto, prigionia, deportazione Il tentativo di fuga e l'arresto Nella notte del 17 aprile 1944, mentre con i genitori, il fratello, la sorella e il marito di lei, cercavano di raggiungere il confine svizzero, guidati da due montanari, vennero arrestati a Bormio dalle guardie di frontiera, repubblichini di Salò.
Furono quindi spostati più volte e detenuti nelle carceri di Bormio, Tirano, Como e Milano San Vittore.
Fossoli – Durchgangslager Con il padre, la madre, il fratello e la sorella furono fatti partire dalla stazione di Milano. Dopo un viaggio di oltre dieci ore, stivati in un vagone con altre cinquanta persone, arrivarono a Carpi e furono quindi internati nel campo di smistamento Durchgangslager di Fossoli, classificati come ebrei misti. Il 17 maggio, il campo, che esponeva la bandiera delle SS e somigliava a caserme, subì un mitragliamento aereo con un morto e feriti gravi, tra i quali la sorella Dora. Incinta, fu ricoverata all'ospedale di Carpi, ove le venne salvata la vita fu ricoverata per un certo periodo; perderà però il bambino e rimarrà menomata a una mano.
A Fossoli continuarono le deportazioni di ebrei “puri” e politici in direzione dei campi di sterminio, e il 12 luglio fu compiuta una strage di 67 politici. Ad agosto, il maggiore delle SS Friedrich Bosshammer comandò la deportazione anche degli ebrei “misti”. Per tale decisione che derogava agli ordini, fu poi condannato all'ergastolo negli anni 1970.
Il viaggio per Auschwitz e Buchenwald e la separazione della famiglia Il primo agosto 1944 anche gli ebrei “misti” vennero deportati, via Verona, oltre frontiera.
I fratelli Gilberto e Renato furono divisi dai genitori e dalla sorella. Fatti scendere brevemente dal vagone durante una sosta a Innsbruck per distribuire un surrogato di caffè agli altri, lessero la destinazione del treno: per il loro vagone Buchenwald, per la maggior parte Auschwitz.
Gilberto non rivide mai più né i genitori né la sorella, successivamente uccisi nel campo di Auschwitz.
Buchenwald
Dopo due giorni di viaggio, alle tre del mattino del 4 agosto 1944 i deportati giunsero nel campo di concentramento di Buchenwald. Gilberto ha sedici anni.
Appena arrivati, furono fatti spogliare, condotti alle docce sotto vessazione, e sottoposti a lavaggio e disinfezione. Poi, in quanto mischiling Jude erste Grad, gli venne attribuito il triangolo rosso dei prigionieri politici, con una i (Italia) e un numero: il 44529 per il fratello Renato e il 44753 per Gilberto. Furono quindi assegnati al blocco 43 per la quarantena e, dopo il bombardamento del 24 agosto 1944, assegnati al blocco 48, al Bau 1, per il lavoro. In seguito furono trasferiti nel Blocco 14, dove il fratello Renato entrò in contatto col Comitato Clandestino e ne entrò a far parte.
A fine marzo 1945, il comandante Hermann Pister comunicò l'evacuazione del campo per il trasferimento ad altro luogo, in una di quelle che sarebbero poi passate alla storia come marce della morte.
Iniziarono i trasferimenti che interessarono altri blocchi. L'11 aprile 1945, dopo la fuga della maggior parte delle S.S., fece ingresso nel campo una jeep guidata da due soldati francesi facenti parte dell'esercito statunitense, e i fratelli Salmoni vennero liberati. Il Comitato Clandestino dei prigionieri nel frattempo si era organizzato per gestire l'evoluzione degli eventi prima della liberazione.
Ritorno a casa A giugno, con Gottlieb Branz e un altro compagno di prigionia, si misero in viaggio per cercare di tornare a casa. Fecero prima sosta a Hof per incontrate alcuni familiari di un loro compagno morto nel campo. Poi a Monaco, dove si separarono dai compagni di viaggio per proseguire per Rosenheim. Arrivarono quindi a Woergl e, poi, salirono su un camion verso Innsbruck o il Brennero. A Bolzano presero un treno, un altro camion a Milano e, infine, con il treno rientrarono a Genova. Qui trovarono la casa occupata da estranei, probabilmente sfollati, che poi se ne andarono, la casa era infatti rimasta vuota per la mancanza di tutti i loro quattro familiari morti.
Dopoguerra Nei primi anni del dopoguerra, Salmoni si interessò alla vita politica attiva. Dopo diversi anni si sposò ed ebbe due figli.
Rimasto deluso dal quadro politico dell’Italia post-bellica, per vent’anni lavorò come ingegnere all'Italsider. Si iscrisse all’Università di Padova e, terminati gli studi di Psicologia, lasciò l'attività di ingegnere per proseguire nella specializzazione in psicologia sistemica.
Ricoprì la carica di presidente della sezione genovese dell'ANED.
Il 27 gennaio 2020 fu insignito dal sindaco Marco Bucci della Medaglia della Città di Genova, mentre il 26 gennaio 2026 fu insignito dal sindaco Silvia Salis del Grifo d'Oro, massima onorificenza della città. Morì improvvisamente meno di una settimana dopo, il 1º febbraio, per le complicanze di un problema respiratorio, e fu sepolto al Cimitero monumentale di Staglieno dopo la cerimonia funebre preso il Tempio Laico del cimitero alla presenza delle istituzioni.
Opere I Fratelli hanno ucciso i fratelli in Una gioventù offesa. Ebrei genovesi ricordano a cura di Chiara Bricarelli, Editrice La Giuntina, 1995. ISBN 978-8880570219 Memoria: un telaio infinito. Dialogo su un mondo tutto da scoprire, Sorbello Editore, 1999. ASIN: B00JQE6U6E Sorvolando la Torah e la Bibbia, De FerrarI, 2002. ISBN 978-8871724331 Coerenza e coraggio. Italiani in guerra, Frilli, 2005. ISBN 978-8875630966 Una storia nella storia. Ricordi e riflessioni di un testimone di Fossoli e Buchenwald , Frilli, 2012. ISBN 978-8875638207 Mobilitare il cervello: l'arte di riabilitare la memoria, Controluce (Nardò), 2015. ISBN 978-8862801607 Buchenwald una storia da scoprire, Frilli, 2016. ISBN 978-8869431029
Note
Bibliografia Liliana Picciotto, Il libro della memoria : gli ebrei deportati dall'Italia, 1943-1945 (II ed., Milano: Mursia, 2001) Video
Voci correlate ANED Olocausto in Italia Superstiti dell'Olocausto Bibliografia sull'Olocausto Libri di memorie sull'Olocausto Campo di concentramento di Buchenwald
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