Zara (; ; ; in dalmatico: Jadera)Zara, Eso piccolo, Eso Grande, P.to Schiavina, Rava, in: Blatt 33-44 der Generalkarte von Mitteleuropa 1:200.000 der Franzisco-Josephinischen Landesaufnahme, Österreich-Ungarn, ab 1887 è una città della Croazia che si trova nella Dalmazia settentrionale lungo il Medio Adriatico. Si affaccia sulle isole di Ugliano e Pasmano, dalle quali è separata dallo stretto di Zara. Capitale storica della Dalmazia, pur essendo stata da tempo superata da Spalato per numero di residenti, conta abitantiAl 2021..
Fondata nel IX secolo a.C. dai Liburni, una tribù illirica, divenne prima municipio romano con il nome Iadera e poi colonia romana probabilmente già sotto Cesare. Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente e la distruzione di Salona, agli inizi del VII secolo Zara diventa la capitale della provincia bizantina della Dalmazia, poi Ducato di Dalmazia. Il controllo bizantino fu conteso sino al X secolo da Goti, Franchi e in seguito dai Croati.
Per secoli Zara fu una delle città più importanti della Repubblica di Venezia, di cui fece parte dall'anno mille fino alla sua caduta, che avvenne nel 1797. Dopo una breve parentesi napoleonica fu dominata dagli austriaci fino ai primi del Novecento, divenendo capitale del Regno di Dalmazia. In seguito alla prima guerra mondiale la città divenne un'exclave italiana, capoluogo della provincia di Zara, circondata dalla Dalmazia jugoslava.
Nel corso della seconda guerra mondiale fu gravemente colpita dai bombardamenti aerei e, in seguito al trattato di pace del 1947, fu ufficialmente annessa alla Jugoslavia. Dal 1991, dissoltasi la repubblica jugoslava, fa parte della Croazia ed è oggi il capoluogo della regione zaratina, sede universitaria e arcivescovile.
Zara, fino alla dissoluzione della Jugoslavia era una delle città economicamente più sviluppate della costa dalmata, primato che tuttora conserva, vista la presenza di fabbriche di svariati rami industriali. Questa versatilità ha consentito a Zara di riprendersi relativamente rapidamente dopo la guerra d'indipendenza croata. Il porto di Zara, che è adibito sia al traffico turistico sia a quello merci, è diventato uno dei porti più trafficati della Croazia con una costante tendenza di crescita visto che offre un collegamento diretto tra l'Italia, la Croazia e il resto dell'Europa centrale.
Fino al 1947 la componente di lingua e cultura italiana costituiva la maggioranza della popolazione, ma la gran parte di essa abbandonò la città in seguito ai bombardamenti alleati durante la seconda guerra mondiale e successivamente per la persecuzione etnica e politica. Oggi sopravvive in città solo una piccola minoranza italofona di dalmati italiani, riunita nella locale Comunità degli Italiani.
Le fortificazioni risalenti all'epoca della Repubblica di Venezia presenti a Zara sono state inserite nell'elenco dei Patrimoni dell'Umanità dell'UNESCO nel circuito storico e culturale delle opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo: Stato da Terra-Stato da Mar occidentale.
Geografia fisica Territorio
Zara si trova nella Dalmazia centrale lungo il Medio Adriatico. Si affaccia sulle isole di Ugliano e Pasmano, dalle quali è separata dallo stretto di Zara. Il promontorio su cui sorge la città vecchia era separato dalla terraferma da un profondo fossato che è stato poi colmato. La baia naturale, che è situata a nord-est della città, è molto ampia.
Clima Il clima di Zara è una fusione tra il clima subtropicale umido e il clima mediterraneo (classificazione dei climi di Köppen), tant'è che in un solo un mese estivo si registrano meno di 40 millimetri di pioggia, il mese di luglio. Il clima di Zara è caratterizzato da inverni miti e umidi e da estati molto calde e umide. Le precipitazioni medie annue superano i 917 mm.
Luglio e agosto sono i mesi più caldi, con temperature medie intorno ai 29-30 °C. Le temperature possono raggiungere costantemente i 30 °C durante i mesi estivi. Le temperature inferiori a 0 °C sono rare e non vengono mantenute per più di qualche giorno. Gennaio è il mese più freddo, con una temperatura media intorno ai 7,7 °C. Ottobre e novembre sono i mesi più piovosi con una precipitazione totale, rispettivamente, di circa 114 mm e 119 mm. Luglio è il mese più secco, con una precipitazione totale di circa 35 mm, mentre l'inverno è la stagione più piovosa. La neve è estremamente rara.
I dati climatologici salienti di Zara sono
Origini del nome
Il nome di Zara viene riportato per la prima volta per iscritto su un'iscrizione in greco antico scolpita su un reperto archeologico risalente al 384 a.C. trovato a Cittavecchia, centro abitato situato sull'isola di Lesina in Dalmazia. Gli abitanti di questo primigenio insediamento che ha dato poi origine alla moderna Zara, che fu fondato dai Liburni, sono chiamati Ίαδασινοί (Iadasinoi). Secondo invece il Periplo di Scilace, antico periplo greco possibilmente databile tra la fine del VI secolo a.C. e il principio di quello successivo, la futura Zara è chiamata Ίδασσα (Idassa), denominazione nata probabilmente da una trascrizione greca dell'originale nome liburniano.
In latino il nome è riportato invece in due forme: Iàdera nelle iscrizioni, negli scritti degli scrittori classici, mentre tra gli scrittori della tarda antichità gli abitanti sono chiamati Iàdestini e Iàdertini. L'accento, nei nomi latini di Zara, era sulla prima sillaba: ciò influenzò le denominazioni della città in lingua dalmatica, ovvero Jàdra, Jàdera e Jàdertina, dove l'accento era sempre sulla prima sillaba. In lingua dalmatica Jàdra e Jàdera era pronunciata Zàdra e Zàdera. Ciò si è riflesso anche nel nome italiano "Zàra" e nel nome croato "Zàdar". Quest'ultimo comparve per la prima volta nella forma Zàder su documenti del XII secolo.
I nomi in lingua dalmatica Jadra e Jadera hanno influenzato il nome della città anche in altre lingue e idiomi, come Jatara in dialetto veneziano del IX secolo, Zara o Giara in dialetto toscano, Diadora in tardo latino, Jadres in antico francese, Jādhara (جاذرة) e Jādara (جادرة) in arabo e Jazara, Jara o Sarra in antico catalanoM.Suić: Prošlost Zadra 1, Zadar u starom vijeku, Filozofski Fakultet Zadar, 1981..
Fu durante il dominio della Repubblica di Venezia che l'antico Jadera divenne definitivamente Zara. Quest'ultimo nome comparve per la prima volta su documenti del XV secolo. Il nome veneziano Zara fu in seguito utilizzato durante la denominazione dall'Impero austriaco e nella successiva annessione della città dalmata al Regno d'Italia, che durò dal 1920 al 1947. Dopo il 1947, con il passaggio di Zara prima alla Jugoslavia e poi alla Croazia, il nome della città divenne, su tutti gli atti ufficiali, il croato Zadar.
Storia La fondazione da parte dei Liburni, il periodo romano e la dominazione bizantina
Nel IX secolo a.C. i Liburni, una tribù illirica, fondarono nel luogo dove sorge la moderna Zara un avamposto, poi trasformato in un piccolo centro abitato. I Greci ribattezzarono questo primigenio insediamento con il nome di Idassa. Dal 59 a.C. Idassa diventò un municipio romano con il nome Iadera. Con il tempo diventò una delle più importanti città della Liburnia, antica regione della costa nord-orientale del mare Adriatico appartenente alla provincia romana della Dalmatia).
Gli abitanti di Iadera combatterono al fianco di Gaio Giulio Cesare durante la guerra civile contro Gneo Pompeo Magno.. Divenne poi colonia romana probabilmente già sotto Cesare (colonia Iulia; ). Numerose epigrafi latine testimoniano la prosperità raggiunta dalla città in epoca romana.
Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente e la distruzione di Salona, agli inizi del VII secolo, Zara diventò la capitale della provincia bizantina della Dalmatia, poi diventata Ducato di Dalmazia. Il controllo bizantino fu conteso sino al X secolo da Goti, Franchi e infine dai Croati, che non riuscirono a scalfirlo.
Zara, in questo contesto, diventò una delle località dove si rifugiarono i Dalmati romanizzati, quando il resto del territorio dalmata fu interessato dalle invasioni barbare degli Avari e soprattutto dei Croati, che croatizzarono l'intera regione dalmata.
Il primo periodo della Repubblica di Venezia (1000-1358)
Intorno all'anno mille Zara, come la gran parte delle città della Dalmazia, offrì la propria sottomissione al Doge di Venezia, Pietro II Orseolo. Egli era, almeno formalmente, un Duca sottomesso all'Imperatore bizantino, impegnato con la propria flotta in una spedizione contro i pirati narentani e a riportare sicurezza in un territorio imperiale in un momento di debolezza del potere centrale.
Nel 1004 lo stesso basileus Basilio II riconobbe la nuova condizione, assegnando ai dogi il governo su Zara e sul Ducato di Dalmazia, con il titolo di Duchi di Venezia e Dalmazia. I veneziani si limitarono a fondare in città nuovi fondachi commerciali, ma lasciarono sostanzialmente invariato l'ordinamento locale, richiedendo solo una sottomissione formale e la garanzia di forniture militari in caso di guerra.
Nella metà dell'XI secolo Zara cacciò il conte veneziano Orso Giustinian, consegnandosi a Pietro Cresimiro, re di Croazia, ma venne in breve riconquistata dal doge Domenico I Contarini, che vi lasciò in governo il figlio Marco. Il dominio veneziano venne nuovamente ribadito e rinforzato dai sovrani bizantini con l'assegnazione del titolo di Duchi di Venezia, Croazia e Dalmazia.
Nel 1114, tuttavia, il re Colomanno d'Ungheria, avendo quest'ultimo annesso già la Croazia, occupò Zara e parte della Dalmazia, vantandovi gli antichi diritti teorici dei sovrani croati, che si basavano sull'appartenenza di Zara alla regione geografica croata sebbene la città dalmata non vi fece mai ufficialmente parte, visto che i Croati furono sempre respinti.
Tornata in mano veneziana nel 1116, la città venne nuovamente assalita l'anno successivo da un'armata ungherese: la flotta veneziana, intervenuta in difesa del possedimento, venne respinta in uno scontro costato la vita allo stesso doge Ordelaffo Falier. La pace del 1118, però, confermava il possesso veneziano della città.
Nel 1123, tuttavia, approfittando dell'assenza della flotta veneta impegnata in Oriente, Stefano II d'Ungheria occupò l'intera Dalmazia veneziana, compresa Zaravecchia, ma non Zara. Nel 1125 l'armata navale veneziana, di ritorno da Oriente, rioccupò le città perdute, distruggendo Zaravecchia, che aveva opposto resistenza.
Nuovo Conte di Zara venne nominato Leachim Michiel, figlio del doge Domenico Michiel, che nel 1154 riuscì però a preservare solamente la città dalla nuova invasione ungherese della Dalmazia. In tale occasione il papa Anastasio IV concedeva il pallio all'arcivescovo zaratino Lampredo, riconoscendolo metropolita della Dalmazia. Tre anni dopo, però, il papa Adriano IV ordinava la sottomissione al patriarcato di Grado, provocando lo scoppio di sommosse e un forte scontento in città.
Tale situazione portò gli zaratini a consegnarsi nel 1161 a Stefano III d'Ungheria. La reazione di Venezia non si fece attendere e quello stesso anno Zara venne espugnata dal doge Vitale II Michiel, intervenuto con una flotta di trenta galee. Il doge pretese il giuramento di fedeltà da parte di tutti gli zaratini in grado di portare le armi e la piena sottomissione alla chiesa patriarcale di Grado, lasciando poi come conte Domenico Morosini.
Il dominio veneziano durò fino al 1183, quando la città passò nuovamente al Regno d'Ungheria, consegnandosi a Béla III. L'episodio provocò la prima guerra di Zara (1183-1203), che, a fasi alterne, si trascinò per un ventennio.
Nonostante i ripetuti tentativi veneziani per sottometterla (1187 e 1193) la città rimase saldamente in mani ungheresi, godendo in questo periodo di una forte autonomia, stringendo accordi di alleanza con la Repubblica di Pisa e il Regno di Sicilia.