Biografia Nata nel 1979 a Damietta ha studiato Belle Arti all'Università di Alessandria, laureandosi nel 2000, sezione decorazione, teatro e cinema. Ha poi lavorato nella decorazione d'interni a Damietta. Quindi, ad Alessandria, ha illustrato libri per bambini. Alla fine si è stabilita al Cairo. All'inizio ha ottenuto un lavoro come modellista in una rivista di computer. Ha pubblicato una prima illustrazione sul blog Bent masriya (Ragazza egiziana) ma l'eco è stata limitata.

Carriera Ha iniziato a pubblicare caricature nel 2005 grazie al supporto del fumettista Amr Sélim, che all'epoca le ha dato accesso alla redazione del quotidiano Al-Dustour. Ha poi lavorato come fumettista per diversi giornali: Al-Dustour, Rose al-Yûsuf e Sabah El Kheir, e ha prodotto illustrazioni per Qatr El Nada, Alaa El Din e Bassem. Inizia a lavorare infine su Al-Masri Al-Youm.

Nel 2009 è diventata la prima donna egiziana a ricevere un riconoscimento giornalistico per le caricature. Nel 2014, El Adl è stata premiata nell'ambito della campagna Cartooning for Peace del Centro di informazione regionale delle Nazioni Unite per l'Europa occidentale (UNRIC). Il riconoscimento le è stato consegnato dall'ex Segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan, il quale ha sostenuto che questo premio "vuole distinguere coloro che mettono la loro voce e il loro talento artistico al servizio della pace e della tolleranza e che usano un linguaggio universale di immagini per informare, educare e celebrare la nostra comune umanità". Nel 2016 è stata inclusa nell'elenco stabilito dalla BBC "100 Women", che mette in evidenza le donne considerate influenti per la loro attività.

Vignette polemiche Dopo la rivoluzione egiziana del 2011, il suo lavoro è diventato fortemente critico nei confronti del presidente Mohamed Morsi.

Nel dicembre 2012, una sua vignetta pubblicata da Al-Masry Al-Youm suscita forti reazioni: rappresenta un angelo che informa Adamo ed Eva che sarebbero potuti rimanere nel Giardino dell'Eden se avessero votato per il candidato giusto. Per lei questa vignetta è una critica ai “politici che approfittano della religione e la usano per dominare e influenzare la gente semplice”, ma viene accusata di blasfemia da Khaled El Masry, avvocato salafita e poi segretario generale del Centro Nazionale per la Difesa delle Libertà del Fronte Salafita Nella causa contro di lei viene sostenuto che la vignetta insulta il ruolo di Adamo nell'Islam. Un'indagine è stata ordinata dal procuratore generale Talaat Abdallah, ma questa procedura è stata abbandonata dopo il colpo di stato del 3 luglio 2013 in Egitto.

Lo stesso anno, è stata interrogata dallo stesso procuratore generale Talaat Abdallah per una vignetta in cui criticava gli islamisti in Egitto e la loro influenza in politica. Il fumettista brasiliano Carlos Latuff la sostiene con un disegno che la ritrae mentre si difende da un islamista con una matita a forma di lancia.

Nel febbraio 2013, ha creato un cartone animato per criticare le mutilazioni genitali femminili: raffigura un uomo dall'aspetto squallido che sale una scala e impugna un paio di forbici per tagliare un fiore rosso tra le gambe di una donna. Parlando alla conferenza di Clitoraid nel 2013, ha spiegato: "Prima della rivoluzione, disegnavo casualmente sulle questioni delle donne e sui loro problemi, ma ora sono costretta a disegnare queste caricature sulle donne per difendere la mia stessa esistenza, la mia libertà personale che è minacciata sotto il dominio dei Fratelli Musulmani". Famose anche le sue vignette raffiguranti il processo al presidente Hosni Mubarak.

Nel 2016 il suo lavoro si è concentrato su questioni internazionali come la Brexit, l'attacco all'Università di Charsadda e le campagne contro la violenza nei riguardi delle donne.

Premi 2009 - Distinzione giornalistica del sindacato dei giornalisti egiziani nella caricatura. 2013 - 41º Premio Forte dei Marmi per la satira politica, nella categoria disegni satirici internazionali. 2014 - Premiata nell'ambito della campagna Cartooning for Peace dell'UNRIC.

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