L'offensiva del Donbass () fu una grande battaglia combattuta nella regione del Donbass, nel corso della offensiva dell'Armata Rossa sovietica dell'estate 1943 contro la Wehrmacht tedesca, nella seconda guerra mondiale sul fronte orientale.
Sferrata a partire dal 13 agosto 1943, nel periodo successivo alla battaglia di Kursk, la grande offensiva per liberare il Donbass, una delle più importanti regioni minerarie e industriali dell'Unione Sovietica, si concluse alla fine di settembre 1943 con la vittoria dell'Armata Rossa dopo combattimenti molto accaniti contro le truppe tedesche saldamente schierate sulla linea del Donec e del Mius. I sovietici, al comando del generale Rodion Malinovskij e del generale Fëdor Tolbuchin, liberarono tutte le principali città, tra cui Stalino, Kramatorsk, Taganrog e Mariupol', e costrinsero alla ritirata verso il Dnepr le forze tedesche al comando del feldmaresciallo Erich von Manstein.
La liberazione del Donbass non esaurì la spinta offensiva dell'Armata Rossa che sarebbe proseguita ininterrotta fino a raggiungere e superare il Dnepr nell'autunno 1943.
Storia L'offensiva sovietica dell'estate 1943
La grande regione mineraria e industriale del Donbass, fondamentale area carbonifera, siderurgica e metalmeccanica già nell'Impero russo e anche nell'Unione Sovietica, era caduta rapidamente in mano tedesca nell'autunno 1941 dopo la catastrofica sconfitta sovietica nella battaglia della sacca di Kiev; in questo modo Adolf Hitler era riuscito a raggiungere uno dei suoi principali obiettivi economici da cui sperava di trarre importanti risorse per la macchina da guerra del Terzo ReichE. Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale. vol. 3, pp. 159-160 e 178.. Durante tutto il 1942 il Donbass era rimasto sotto l'occupazione tedesca mentre la Wehrmacht riprendeva l'avanzata verso est nella Russia meridionale.
Solo dopo la battaglia di Stalingrado, che cambiò completamente l'andamento della guerra all'est, l'Armata Rossa fu in grado di prendere l'iniziativa e organizzare una serie di grandi offensive; Stalin era estremamente interessato a liberare al più presto i territori occupati e il Donbass, con le sue grandi risorse industriali e minerarie, era uno dei suoi obiettivi prioritari. Il 29 gennaio 1943, i sovietici diedero inizio all'operazione Galoppo che prevedeva una attacco al Donbass da est e contemporaneamente una rapida avanzata da nord-est da parte di forze meccanizzate dal Donec direttamente su Slavjansk e poi Mariupol' e la costa del Mar d'AzovJ. Erickson, The road to Berlin, pp. 47-48.. L'operazione però, guidata dal generale Nikolaj Vatutin, non ebbe successo; il 14 febbraio 1943 le truppe sovietiche riuscirono a liberare l'importante centro dell'industria ferroviaria di Vorošilovgrad, ma la manovra delle forze mobili, giunta a sud di Slavjansk, venne bloccata e poi respinta dalle riserve corazzate tedesche. I sovietici dovettero ripiegare dietro il Donec e il Mius il 28 febbraio 1943 perdendo una parte delle posizioni riconquistateJ. Erickson, The road to Berlin, pp. 51-55..
All'inizio dell'estate 1943, Stalin e lo Stavka erano soprattutto impegnati a organizzare le difese nel saliente di Kursk contro la prevista offensiva tedesca, ma allo stesso tempo il dittatore sovietico e i suoi generali stavano pianificando dettagliatamente tutta una serie di nuove offensive per riprendere l'avanzata verso ovest e sconfiggere definitivamente la Wehrmacht. La battaglia di Kursk, iniziata il 5 luglio 1943, si concluse in pochi giorni con un pesante fallimento strategico per i tedeschi e Stalin e lo Stavka poterono rapidamente passare alla controffensiva su tutti i settori centro-meridionali del Fronte orientaleJ. Erickson, The road to Berlin, pp. 97-107.. La missione di liberare finalmente il Donbass venne affidata da Stalin al "Fronte Sud-Occidentale" del generale Rodion Malinovskij, schierato sul Donec, e al "Fronte Meridionale" del generale Fëdor Tolbuchin che fronteggiava dall'inverno le linee tedesche della cosiddetta "posizione Maulwulf" sul fiume Mius.
Fin dal 12 luglio 1943 l'Armata Rossa era passata all'offensiva a nord del saliente di Kursk in direzione di Orël (operazione Kutuzov); i generali Malinovskinj e Tolbuchin attaccarono invece il 17 luglio e inizialmente ottennero qualche successo; le truppe tedesche del Gruppo d'armate Sud del feldmaresciallo Erich von Manstein si trovarono in difficoltà e il generale tedesco prese in seria considerazione la ritirata verso ovest e l'abbandono del DonbassJ. Erickson, The road to Berlin, pp. 113-116.. Hitler tuttavia, sempre deciso a non cedere nulla dei territori sovietici conquistati, escluse ogni ripiegamento e inviò forti rinforzi meccanizzati per contrattaccare. Con l'aiuto di queste riserve effettivamente il feldmaresciallo von Manstein riuscì a cambiare la situazione operativa; il 24º Panzerkorps del generale Walther Nehring venne assegnato alla 1. Panzerarmee del generale Eberhard von Mackensen e respinse l'avanzata sovietica verso Slavjansk, mentre il 3º Panzerkorps del generale Hermann Breith e il II SS-Panzerkorps del generale Paul Hausser, arrivati in aiuto della 6. Armee del generale Karl Hollidt, chiusero la breccia nella posizione Maulwulf e costrinsero il 30 luglio a ripiegare con forti perdite dietro il Mius le truppe sovietiche del generale TolbuchinE. Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. 5, pp. 256-258..
Il successo tedesco fu di breve durata; nel settore di Orël i sovietici continuavano lentamente ad avanzare mettendo sempre più sotto pressione le forze motorizzate del generale Walter Model; inoltre il 5 agosto 1943 il maresciallo Georgij Žukov dava inizio all'operazione Rumjancev a sud del saliente di Kursk con una formidabile massa di riserve corazzate; era l'inizio della quarta battaglia di Char'kov che sarebbe terminata il 23 agosto con la liberazione della grande città industriale. Il feldmaresciallo von Manstein si trovò subito in difficoltà e dovette precipitosamente richiamare a nord le riserve meccanizzate impiegate con successo sul Donec e sul Mius; il 3º Panzerkorps e il Panzerkorps SS abbandonarono quindi quel settore del fronte indebolendo fortemente le difese tedesche della 1. Panzeramee e della 6. ArmeeE. Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. 5, pp. 257-260..
Nonostante il fallimento degli attacchi di luglio, Stalin e lo Stavka erano decisi a riprendere l'offensiva anche nel Donbass per sfruttare l'indebolimento delle forze tedesche; il maresciallo Aleksandr Vasilevskij si recò al posto di comando del generale Tolbuchin per sostenere il morale dell'alto ufficiale, deluso dal precedente fallimento, e per studiare i nuovi piani di offensivaJ. Erickson, The road to Berlin, pp. 116-119.. Il nuovo progetto dello Stavka prevedeva due attacchi contemporanei del fronte sud-occidentale e del fronte meridionale sulle ali, a grande distanza l'uno dall'altro per ingannare le difese tedesche e costringere il comando nemico a dividere le limitate riserve disponibiliAA.VV, L'URSS nella seconda guerra mondiale, vol. 3, pp. 960-961.. Dopo la liberazione del Donbass, l'obiettivo finale del generale Malinovskij sarebbe stata la linea del Dnepr a Zaporož'e, mentre il generale Tolbuchin avrebbe dovuto avanzare nella Tauride fino al basso Dnepr e alle vie di accesso per la Crimea.
Sfondamento sovietico della linea del Donec e del Mius
Il generale Tolbuchin era determinato, dopo i passati insuccessi, a sfondare questa volta la linea del Mius; egli concentrò al massimo le sue riserve di artiglieria per ottenere una schiacciate potenza di fuoco; vennero messi in azione oltri pezzi di artiglieria, di cui circa schierati nel principale settore di sfondamentoAA.VV., L'URSS nella seconda guerra mondiale, vol. 3, p. 961.. Il suo piano tattico prevedeva una prima avanzata a Taganrog seguita da una marcia a nord-ovest fino a Stalino; in un secondo momento il fronte meridionale avrebbe cooperato con il fianco meridionale del fronte sud-occidentale del generale Malinovskij per distruggere le forze tedesche nel settore Krasnyj Luc-Gorlovka, infine avrebbe continuato a sud-ovest fino al Dnepr. Nel complesso il generale Tolbuchin disponeva di uomini mentre il generale Malinovskij poté schierare altri soldatiD.Glantz/J.House, La grande guerra patriottica dell'Armata Rossa, p. 255..
Le forze tedesche schierate sul Donec, 1. Panzerarmee del generale von Mackensen, e sul Mius, 6. Armee, ricostituita affrettamente dopo l'annientamento a Stalingrado, al comando del generale Hollidt, erano costituite da divisioni esperte e combattive, inoltre disponevano di solide posizioni fortificate, predisposte già da mesi; nel complesso il feldmaresciallo von Manstein, comandante in capo del Gruppo d'armate Sud, che contemporaneamente doveva anche dirigere la battaglia in corso a Char'kov, schierava circa venti divisioni di fanteria, tuttavia le riserve meccanizzate erano state fortemente ridotte dopo la partenza del 3º Panzerkorps e del II SS-Panzerkorps; al momento dell'inizio dell'offensiva sovietica erano formate da due divisioni corazzate, 17. Panzerdivision e 23. Panzerdivision, e da una divisione motorizzata, la famosa 16. Divisione PanzergrenadierP. Carell, Terra bruciata, p. 391.. In previsione di un possible cedimento delle prime linee, il comando tedesco aveva anche predisposto una serie di ulteriori posizioni difensive più arretrate lungo i fiumi Krynka, Kal'mius e Samara.
Il generale Malinovskij iniziò la sua offensiva il 13 agosto 1943 ma incontrò notevoli difficoltà; sulla sua ala destra le truppe sovietiche riuscirono ad attraversare il Donec e raggiunsero Zmiev, ma nel settore centrale i combattimenti si prolungarono senza risultati decisivi per molti giorni; alla fine di agosto la battaglia continuava e i sovietici non avevano ancora ottenuto un reale sfondamento delle linee della 1. Panzermee tedesca; nel settore a sud di Izjum, la 17. e 23. Panzerdivision e la 16. Divisione Panzergrenadier intervennero con efficacia e contribuirono a bloccare l'avanzata sovietica. Questi combattimenti prolungati sulla linea del Donec, furono duri e sanguinosi per i sovietici ma contribuirono ad agganciare le modeste riserve mobili tedesche e quindi favorirono i successi delle operazioni del generale Ivan Konev, a nord nel settore di Char'kov, e del generale Tolbuchin, a sud sulla linea del Mius.
A ottenere lo sfondamento decisivo fu il Fronte Meridionale del generale Tolbuchin che schierava cinque armate con 28 divisioni di fucilieri, due corpi meccanizzati della Guardia, un corpo di cavalleria e tre brigate corazzate, supportate dall'8ª Armata aerea del generale Kryukin. L'attacco ebbe inizio il 18 agosto 1943 e, grazie al potente supporto di fuoco dell'artiglieria concentrata, le unità sovietiche della 2ª Armata della Guardia del generale Yakov Kreizer e della 5ª Armata d'assalto del generale Vjaceslav Tsvetaev riuscirono a superare le linee della 294ª Divisione di fanteria tedesca appartenente al VII Corpo d'armata della 6. Armee. In particolare la 5ª Armata d'assalto aprì un varco di 16 chilometri di larghezza e dieci chilometri di profondità dove fecero irruzione le unità corazzate del 4º Corpo meccanizzato della Guardia del generale T.I. Tanasčišin. I carri armati sovietici avanzarono di oltre 20 chilometri in un solo giorno, superarono il fiume Krynka e costituirono una testa di ponte sulla riva destra, vicino alla linea ferroviaria per TaganrogAA.VV., L'URSS nella seconda guerra mondiale, vol. 3, pp. 961-962.. I contrattacchi tedeschi sui due lati dell'area di avanzata, sferrati per alcuni giorni dal kampfgruppe Picker e dalla 13. Panzerdivision, richiamata d'urgenza dalla testa di ponte della penisola di Taman, non ebbero successo; il generale Tolbuchin fece intervenire ulteriori forze per consolidare le posizioni e il 23 agosto i soldati sovietici raggiunsero la linea ferroviaria.