Il quenya (AFI: ;Parma Eldalamberon n. 19, p. 74 dedicato alla fonologia del quenya: Il suono quenya corrisponde al suono di new in inglese moderno". In quenya la sillaba "ny" è una combinazione di consonanti, p. 81. in tengwar ) è una lingua artificiale di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J. R. R. Tolkien. Denominato qenya fino alla seconda metà degli anni quaranta,Parma Eldalamberon n. 14, p. 136, 2003. venne sviluppato ininterrottamente a partire dal 1912 fino alla morte del suo creatore.
Parlato dalle razze elfiche dei noldor e dei vanyar, che raggiunsero Valinor e poi migrarono verso la Terra di Mezzo, il quenya è un idioma fittizio ma grammaticalmente e storicamente realistico. Originario di Aman, sarebbe poi stato sviluppato dagli eldar sulla base di una lingua precedente, denominata eldarin comune, mantenendo ancora tutte le caratteristiche principali del primo linguaggio elfico.
Quest'idioma, come gli altri linguaggi ideati da Tolkien, è il risultato di processi linguistici "graduali" comuni a tutte le lingue elfiche, con le quali infatti condivide buona parte del lessico, della grammatica e della fonologia. Fuori da Aman questa lingua, nonostante la sua "fama" di lingua letteraria,Uno degli altri nomi per designare la lingua era parmaquesta o parmalambë ovvero "lingua letteraria" (da parma "libro" e questa o lambë "lingua, idioma") () e Tolkien si riferì più volte al quenya come "latino elfico" () venne presto soppiantata dal sindarin, rimanendo in uso solo presso i più colti o come lingua scritta.
Essendo stata creata puramente per scopi artistici, questa lingua non ha tuttora regolazioni ufficiali, nonostante ci siano molte fonti e siti considerati autorevoli dagli esperti e dagli appassionati della lingua. Tuttavia buona parte del lavoro svolto da Tolkien è inedito.
Da un punto di vista grammaticale la lingua ha un complesso sistema flessivo, ispirato principalmente al finlandese, e un gran numero di affissi e prefissi. Da un punto di vista fonetico, invece, la lingua è molto simile al latino e alle lingue romanze, in particolare lo spagnolo e l'italiano.
Storia esterna
Il quenya deve la sua origine ad altri tre linguaggi: nel 1905, il giovane Tolkien (già impegnato nello studio del latino e dell'anglosassone) sentì due sue cugine (Mary e Marjorie Incledon) parlare in un linguaggio alquanto bizzarro, che usava solo nomi di animali e di numeri per formare parole di senso compiuto; intrigato e divertito da questa scoperta, iniziò a parlarlo anche lui.Molti anni dopo, in "Un vizio segreto", Tolkien definì tale linguaggio "crudo all'estremo". Tempo dopo, gli stessi che avevano ideato il primo linguaggio, insieme ad alcuni amici e compagni di scuola del giovane Tolkien, ne crearono un altro, probabilmente spinti dall'idea di creare una lingua segreta, comprensibile solo per loro. Tale linguaggio, denominato nevbosh, era formato da vocaboli inglesi, latini o francesi storpiati o invertiti. Tuttavia, col passare del tempo l'inversione e la storpiatura non bastarono più ai creatori del nevbosh, che iniziarono a inventare nuovi termini (per esempio lint, ovvero "veloce", rintracciabile anche in lingue successive tra cui nel quenya linta). Questa nuova versione quasi interamente ideata da Tolkien prese il nome di naffarin, e dai pochi testi rinvenuti pare assai più simile alle future lingue elfiche rispetto al nevbosh, molto più grezzo e informale.. Un primo embrione di quenya venne sviluppato dall'autore intorno al 1910-1911, ma il nome qenya (ancora scritto senza la u) apparve solo intorno al 1915. Tolkien a quei tempi studiava al liceo di Exeter, dove dimostrò un buon talento per le lingue e una spiccata capacità creativa. In poco tempo prese familiarità con diverse lingue antiche e moderne: il norreno, lo spagnolo, l'italiano, l'inglese antico, il gotico, il latino e il greco (sia antico sia moderno). Le lingue nordiche in particolare lo portarono in poco tempo a prendere spunto per il suo legendarium dalla mitologia nordica; è da sottolineare specialmente l'enorme importanza di opere come lEdda in poesia o lEdda in prosa di Snorri Sturluson o delle opere in lingua anglosassone che furono particolarmente d'ispirazione per Tolkien. Nel 1914 egli si trovò a studiare un frammento del poema Cristo di Cynewulf, scritto in anglosassone, che può essere considerato di enorme importanza per una buona parte del legendarium tolkieniano.È spiegato molto bene nella lettera n. 297 intitolata "Bozze per una lettera a Mr. Rang", in cui Tolkien spiega che durante l'adolescenza cercò di far combaciare il personaggio mitologico di Earendel con quello elfico di Eärendil apparso come personaggio chiave in La caduta di Gondolin, spiegando anche come il suo nome derivi da una radice ayar "(grande) mare" e (n)dil- "amare", quindi "che ama il mare".
Questa frase si ritrova con molte similitudini anche ne Le due torri, nel quale è fatta pronunciare a Frodo dentro la tana di Shelob:
Le somiglianze semantiche dei due testi sono palesi, tuttavia è da sottolineare anche la somiglianza fonetica tra il termine quenya aiya ed il termine anglosassone éala (entrambi con il significato di "salve") e tra i nomi Eärendil ed Earendel.
In un periodo più tardo Tolkien conobbe anche il finlandese, una scoperta per lui molto importante. Infatti, anni dopo, scrisse proprio a questo proposito:
Tale lingua portò Tolkien ad entrare sempre più in contatto con testi nordici come il Kalevala, la cui influenza è riscontrabile per esempio nei racconti riguardanti Túrin Turambar o nel manoscritto incompiuto La storia di Kullervo.«L’inizio del legendarium di cui la Trilogia è la conclusione, è stato nel tentativo di rielaborare alcuni testi del Kalevala, in particolare il racconto di Kullervo lo sventurato, in forma personalizzata» (rielaborazione di Tolkien delle storie riguardanti l'eroe Kullervo, ). Anche l'italiano, sebbene in misura minore, ebbe un forte impatto sullo scrittore.«Sono innamorato dell’italiano, e mi sento alquanto sperduto senza la possibilità di provare a parlarlo» ().
Tolkien concepì il quenya ancora prima di creare Arda ed i suoi popoli, imitando i meccanismi delle lingue naturali. Fece seguire a tale lingua un proprio corso storico, diversificandosi in numerosi dialetti. L'autore ideò anche altre lingue (sebbene non altrettanto sviluppate) che erano imparentate con il quenya ma ben distinte da esso, per via della separazione delle diverse popolazioni elfiche durante le Ere di Arda.
Tolkien non smise mai, fino alla morte, di modificare e sviluppare il quenya (al contrario di quanto successe al sindarin, che, dopo alcune revisioni fondamentali, venne "abbandonato" quasi totalmente). Sia la grammatica sia il vocabolario furono sottoposti per decenni a continue modifiche, a volte radicali, che rendono molto diversi tra loro il quenya originario da quello maturo.La forma più primordiale di quenya è descritta su Parma Eldalamberon n. 12: "qenyaqetsa: La fonologia del qenya ed il lessico creati da J.R.R. Tolkien" Anche il nome del linguaggio subì alcuni cambiamenti: al momento della sua creazione era chiamato qenya eldarissa o semplicemente qenya, nome che rimase fino agli anni venti, quando venne modificato in favore della forma più breve e sonora quenya.
Le influenze delle altre lingue
Il quenya è la lingua ideata da Tolkien più completa e ricca di vocaboli. L'autore si basò principalmente sulle seguenti lingue: il finlandese, il latino, il greco antico, l'italiano e lo spagnolo. Finlandese: l'autore vi si ispirò per la forma sintattica e grammaticale, i pronomi enclitici, buona parte dei casi e parecchi vocaboli. Col passare del tempo le somiglianze con il finlandese tesero a sbiadire, senza tuttavia scomparire mai del tutto. Latino: vi è soprattutto una derivazione fonetica, per quanto riguarda sia i suoni, sia gli accenti. Greco moderno e greco antico: nonostante l'amore di Tolkien per questa lingua, soltanto anni dopo la sua morte ne sono state rilevate le somiglianze; molti suoni inesistenti in latino sono chiaramente ripresi dal greco. Inoltre, riguardo ai tempi verbali, il quenya e il greco hanno alcuni nessi riguardanti soprattutto il tempo perfetto (che ha un aumento simile a quello dell'imperfetto greco), alcune desinenze simili tra i tempi di presente e passato (aoristo greco) e il cosiddetto aoristo quenya. Tuttavia va sottolineato che l'aoristo quenya ha un utilizzo del tutto diverso da quello greco (vedi paragrafo: I verbi, l'aoristo). I pronomi enclitici sono quasi completamente adottati dal finlandese, tuttavia alcune desinenze hanno similitudini con la lingua greca (es: greco moderno μας (pr. mas) "nostro/a" e quenya -mma). I pronomi enfatici quenya come quelli greci iniziano per e- in greco/greco moderno ἐ-/ε- (pr. e-/e-). Una delle due particelle di negazione del greco οὐ/οὐκ (pr. u/uk) ha lo stesso valore fonetico del quenya u di uguale significato. La desinenza -n del dativo quenya si ritrova in casi isolati (pronomi ecc.) anche in greco con la stessa funzione. La pronuncia per quanto concerne i dittonghi generalmente richiama quella moderna nonostante la maggior parte delle parole vengano dal greco antico, tuttavia non mancano parole derivate che conservano la pronuncia antica.Andreas Andreou, quenya - L'influenza della lingua greca Spagnolo: soprattutto il suono delle vocali, foneticamente uguali nelle due lingue. Italiano e francese: anche qui le somiglianze sono soprattutto fonetiche. Tolkien amava l'italiano quasi quanto il finlandese e lo preferiva nettamente al francese.Il francese, nonostante sia da sempre considerata una lingua dal bel suono, non fu mai presa in considerazione da Tolkien, cui non dava le stesse emozioni del finlandese, del greco o dell'italiano. For instance I dislike French, and prefer Spanish to Italian – but the relation of these facts to my taste in languages (which is obviously a large ingredient in The Lord of the Rings) would take a long time to unravel, and leave you liking (or disliking) the names and bits of language in my books, just as before. (Lettera 213 a Deborah Webster, 25/10/1958)
Similitudini e prestiti nei vocaboli quenya Il lessico del quenya proviene in buona parte dal finlandese e dal greco.Andreas Andreou, Quenya. L'influenza della lingua greca.
Verbi anta- "dare", finlandese: antaa "dare" ora- "esortare", greco: ὥρα, -ας (pr. hṑra, -as) "(periodo di) tempo" panya- "aggiustare, sistemare", finlandese: panna "mettere, sistemare" papa- "tremare", greco: πάπ(π)ας, -ου/-ā (pr. pàp(p)as, -u/-ã) "papà, padre, prete" (ma anche "vecchio", "nonno") tul- "venire", finlandese: tul-, tulla "venire"
Sostantivi cala "luce", greco: καλός, -ή, -όν (pr. kalòs, -ḕ, -òn) "bello" e καλῶς (pr. kalṑs) "bene, d'accordo" culda, cukina "rosso-oro, rosso acceso, rosso fiamma", finlandese: kulta "oro" cúma "vuoto" (indicava il vuoto senza forma, immateriale, in inglese void), finlandese: kuuma "caldo" elen "stella", greco: ἑλένη, -ης (pr. helènē, -ēs) "torcia, fiaccola" hala "piccolo pesce", finlandese: kala "pesce" heri "dama", greco: χείρ, χειρός (pr. chèir, cheiròs) "mano" Ilmarë "ancella di Varda", ilmen “regione delle stelle, cielo”, ilmarin "dimora nell'alto dei cieli, dimora di Manwë”, finlandese: ilma “aria” e ilmarinen (diminutivo di ilmari) Kalavent-/Kalavún- "nave di luce" (forma arcaica per indicare il sole), finlandese: kalavene "barca da pesca" (cfr. hala "piccolo pesce" da kala "pesce", connesso quindi al significato in finlandese "barca da pesca", mantenendo comunque il significato di "nave di luce" in quenya.) lapse "bambino", finlandese: lapsi "bambino" lindëla radice LIN(D)- è presente in tutte le lingue elfiche: sindarin lind, telerin lindai, ilkorin e doriathrin lind e elfico primitivo lindâ () "canto, melodia", lingue germaniche linde "soffice, tenero" e lind "drago, serpente", italiano "linda"