Il terremoto del Marrakech-Safi del 2023 è stato un evento sismico verificatosi nella notte tra l'8 e il 9 settembre 2023 che ha colpito la regione di Marrakech-Safi del Marocco lungo la catena montuosa dell'Atlante.
La scossa di maggiore intensità con una magnitudo del momento sismico di 6,8 è avvenuta intorno alle 23:11 (ora locale) con epicentro nei pressi di Ighil, a circa 71 chilometri da Marrakech, ed ipocentro ad una profondità di circa 19 chilometri.
Il terremoto ha causato circa vittime e circa feriti, provocando anche la distruzione di diversi villaggi vicini all'epicentro e danni ingenti a diversi edifici nel resto del Paese, causandone in alcuni casi il crollo. La zona colpita più duramente è stata la provincia di Al Haouz, in cui era situato l'epicentro, ma sono state riscontrate gravi conseguenze anche nella città di Marrakech, nonché nelle province di Ouarzazate, Azilal, Chichaoua e Taroudant.
Geologia e sismicità
Caratteristiche morfologiche Le montagne dell'Atlante costituiscono una catena montuosa intracontinentale che si estende per circa 2.000 km, lungo un'area che parte dal Marocco e raggiunge la Tunisia. Formatasi per orogenesi da una collisione fra placche durante il Cenozoico, oltre che da fenomeni compressivi interni alla placca africana, la catena dell'Atlante raggiunge le altitudini massime nell'area occidentale. La vetta più alta è il Jbel Toubkal, che raggiunge i 4 167 m. Nel suo complesso, l'intera catena è coinvolta in un processo definito come "inversione di bacino pre-esistente", che ne implica il continuo sollevamento, a causa di un graduale raccorciamento crostale del bacino sottostante, in controtendenza rispetto al passato geologico dell'Atlante stesso (che era un bacino estensionale).
Inoltre il territorio marocchino è vicino ad una faglia trasforme, compresa fra le Isole Azzorre e lo stretto di Gibilterra, che è interessata da movimenti di compressione fra la placca africana, la placca iberica e la placca eurasiatica. Questa zona di trascorrente laterale destra diventa transpressiva nella sua estremità orientale, comportando lo sviluppo di grandi faglie inverse. A est dello stretto di Gibilterra, nel Mare di Alboran, queste placche sono soggette a collisione continentale, fenomeno dovuto ai movimenti della placca africana verso nord, e dunque in direzione di quella eurasiatica.
Quindi, la sismicità nel territorio del Marocco è in gran parte legata ai movimenti che si verificano lungo la faglia stessa.
Le zone a maggior rischio sismico si trovano nell'area settentrionale del paese, la più vicina alla faglia, in quanto affacciata sul Mar Mediterraneo. A sud del Rif, invece, l’attività sismica di solito è meno intensa, ma si concentra nel Medio Atlante, nell’Alto Atlante e nell’Anti Atlante: in particolare, la regione dell'Alto Atlante è soggetta ad una progressiva deformazione, a causa sia del movimento non omogeneo della placca africana verso nord, sia dei movimenti di compressione interni alla placca stessa. Tuttavia, tale deformazione avviene a ritmi estremamente lenti, di circa un millimetro all'anno, e comunque difficili da misurare attraverso gli strumenti attuali.
Infine, la sismicità nell'Atlante Sahariano è, di norma, piuttosto limitata, se non addirittura assente, nel caso della regione sahariana a sud della catena montuosa; anche nelle aree orientali dell'Atlante, in Algeria e Tunisia, gli eventi sismici sono generalmente meno frequenti.
Terremoti precedenti In precedenza, il terremoto più intenso mai verificatosi nell'area dell'Atlante marocchino, aveva colpito la città di Agadir il 29 febbraio 1960, nonostante una magnitudo momento compresa, secondo varie stime, fra 5,5 e 6, la scossa era avvenuta a circa una decina di chilometri di profondità, risultando quindi talmente intensa da distruggere quasi completamente Agadir. Il terremoto di Agadir è considerato il più grave in assoluto nella storia del Paese, avendo causato la morte di più di 12 000 persone, circa un terzo dell'intera popolazione della città.
Il 24 febbraio 2004, invece, la città marocchina di al-Hoseyma, nella regione montuosa del Rif, fu colpita da un terremoto di magnitudo 6,4, che provocò almeno 628 morti e 926 feriti, oltre a gravi danni ad edifici ed infrastrutture.
Terremoto L'8 settembre 2023, intorno alle 23:11 (ora locale), una scossa di terremoto di magnitudo compresa fra 6,8 e 6,9 ha colpito la regione marocchina di Marrakech-Safi, nella zona dell’Alto Atlante. L'epicentro era situato nell'area di Ighil (comune rurale della provincia di Al Haouz), a circa 70–75 km a sud-ovest della città di Marrakech, e a circa 54 km a sud-ovest di Oukaimden; l'ipocentro, invece, si trovava ad una profondità di 18 km, secondo quanto riscontrato dall'USGS.
La scossa, a cui è stata assegnata un'intensità massima Mercalli di grado IX (scossa distruttiva), è stata la più forte mai registrata da strumenti sismografici nella storia moderna del Marocco, seconda solo al terremoto di Meknes del 1755, la cui magnitudo momento è stata stimata intorno a 6,5–7,0. Inoltre, sia l'USGS, sia altri sismologi hanno sottolineato il fatto che il terremoto avesse colpito una zona, l'Alto Atlante, generalmente non soggetta a fenomeni sismici di tale portata ed intensità, dovute alla relativa superficialità dell'epicentro: in particolare, secondo le ricostruzioni, dal 1900 in poi non era stata registrata alcuna scossa di magnitudo momento (Mw) maggiore o uguale a 6,0 avvenuta entro 500 km dall'area dell'epicentro, mentre ne erano state registrate nove di Mw compresa fra 5,0 e 6,0 ad est della stessa zona.
Il terremoto è stato percepito in numerose altre zone del Marocco, inclusa la capitale Rabat (a circa 350 km dall'epicentro), Casablanca, Agadir e altre città della costa atlantica, come Imsouane ed Essaouira. Inoltre, secondo i dati del Centro Sismologico Euro-Mediterraneo, la scossa è stata avvertita anche in Algeria, Spagna, Portogallo, Mauritania e nel Sahara Occidentale, nonché lungo le coste dello stretto di Gibilterra.
Eventi Secondo testimoni diretti, il terremoto è durata circa 20 secondi in totale. Secondo i dati dell'USGS e del CSEM, una prima scossa di assestamento, di magnitudo 4,9, è stata registrata circa 19 minuti dopo quella principale, mentre un'altra meno intensa è stata registrata il 10 settembre.
Di seguito, la lista dettagliata delle scosse telluriche registrate dall'8 settembre 2023, escludendo quelle di magnitudo inferiore a 4,0; le scosse più forti (di magnitudo maggiore o uguale a 4,5) sono evidenziate in blu. Data localeOra locale (UTC+1)MagnitudoProfondità ipocentroEpicentroLatitudineLongitudine8 settembre 202322:11:016,818,031.073 -8.4078 settembre 202322:30:424,910,030.906 -8.4778 settembre 202323:16:314,12,030.865 -8.36910 settembre 202308:00:004,210,031.045 -8.46112 settembre 202300:25:384,010,031.022 -8.45412 settembre 202309:39:504,05,030.849 -8.09714 settembre 202305:53:164,69,730.968 -8.375
Effetti del sisma
Vittime
Secondo i dati ufficiali forniti dal Ministero dell'Interno marocchino, il terremoto ha provocato almeno 2 946 morti e 5 674 feriti. Si è trattato del sisma con il bilancio più grave di vittime dal 1960, anno in cui si era verificato il terremoto di Agadir. Le autorità hanno comunicato che la maggior parte dei morti è stata registrata nelle province di Al Haouz e Taroudant, ma la scossa ha provocato un numero significativo di vittime anche nelle province di Ouarzazate, Azilal e Chichaoua, oltreché nella città di Marrakech.
In una stima preliminare dell'emergenza, l'Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato che il terremoto ha avuto effetti diretti su più di 300 000 persone residenti nel territorio più vicino all'epicentro; fra queste, secondo i dati forniti dall'UNICEF, sarebbero stati compresi almeno 100 000 bambini. Inoltre, secondo il Governo marocchino, oltre 50 000 abitazioni in tutto il Paese avrebbero subito danni significativi a causa della scossa. L'USGS ha stimato che il terremoto avrebbe causato danni economici per un valore minore o uguale all'8% del PIL del Marocco.
Danni alle infrastrutture Marrakech A Marrakech, una delle città più popolose e grandi del Paese, sono crollati diversi edifici storici e parti delle mura cittadine, le cui macerie, in alcuni casi, hanno schiacciato i veicoli sottostanti e bloccato l'accesso ad alcune strade. Nelle ore successive alla scossa, a Marrakech si sono verificati diversi blackout e le connessioni a Internet si sono interrotte.
Una delle zone delle città più colpite dal terremoto è stata la Medina, quartiere antico costituito nel XI secolo, che nel 1985 era stata nominata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. In piazza Jemaa el-Fna, il minareto della moschea di Kharbouch è crollato, ferendo due persone, e almeno un altro edificio di culto ha subito gravi danni. Nelle ore successive al terremoto, nella stessa piazza si sono radunate molte persone che erano fuggite dalle proprie case, per timore di nuove scosse ed ulteriori crolli. Anche la moschea della Kutubiyya, risalente al XII secolo, è stata danneggiata dalla scossa, pur se con esiti più lievi. Infine, il mellah, l'antico quartiere ebraico della città, ha registrato ingenti danni strutturali.
Alto Atlante Molti comuni rurali dell'Alto Atlante, zona dell'epicentro del terremoto, hanno subito gravissime conseguenze in termini di vittime, sfollati e danni strutturali: sono andati completamente distrutti (o quasi) numerosi villaggi di montagna, fra cui Tizi N'Test, Adassil, Ouirgane, Tarouiste, Imi N'Tayart, Amizmiz, Asni, Tansghart, Tafeghaghte, Moulay Brahim e Douzrou.
Gli effetti disastrosi del sisma sui centri abitati vicini all'epicentro sono stati principalmente dovuti alla fragilità di gran parte delle case, generalmente fatte di mattoni di fango, rocce e legno, e alla conseguente mancanza di adeguate infrastrutture antisismiche. Inoltre, il viaggio dei mezzi di soccorso e prima assistenza verso tali zone, già non facilmente accessibili, è stato complicato ulteriormente dalle frane e dalla fanghiglia che hanno invaso diverse strade. Altri gravi disagi sono stati causati dalla carenza di acqua ed elettricità nelle aree colpite più duramente, nonché dal malfunzionamento delle linee telefoniche.
Altre zone colpite L'oasi di Skoura, ai piedi della catena montuosa dell'Atlante, ha subito danni parziali alle abitazioni e agli edifici. Alcuni osservatori hanno temuto che i villaggi della comunità Amazigh, spesso molto isolati, fossero stati coinvolti nel terremoto.
Nell'antica città berbera di Tinmal sono state registrate almeno 15 vittime, e la Grande Moschea della città, risalente al XII secolo, è stata gravemente danneggiata.
Parte di una kasbah ad Agadir, recentemente ristrutturata, è crollata in seguito alla scossa. Sono stati registrati alcuni crolli anche ad Essaouira.
Fasi dell'emergenza
Misure immediate