San Ginese di Compito è una frazione del comune italiano di Capannori, nella zona del Compitese, in provincia di Lucca, in Toscana.
Geografia
Territorio Il territorio della frazione di San Ginese di Compito occupa storicamente una bassa cresta collinare falciforme, ben distinta dai rilievi del massiccio del monte Pisano, che stanno a sud ovest. Questa abbraccia a est una porzione della pianura bonificata del Lago di Sesto fino al corso del Canale Rogio. L'ampia zona di campi strappati alle acque, che si estende dal Palazzaccio dei Bernardini sino all'area ancora oggi chiamata Bernardini ed alla Dogana e poi ancora fino a Collina, arrivando alla stazione della ferrovia scomparsa, ha dato lavoro, pane e anguille ai sanginesini dalla bonifica (anno 1859) sino agli anni 70 del "900, quando l'agricoltura finì di essere il sostegno delle famiglie. Prima della bonifica il lago offriva la possibilità di pescare, attività svolta soprattutto in località al Porto dove è situata oggi la via delle barche, luogo presumibilmente di stazionamento di imbarcazioni.
La frazione si sviluppa per 4,5 km² nella parte sud-est del territorio del Comune di Capannori; fa parte della zona del Compitese; conta abitanti nel 2019. L'insediamento della popolazione è avvenuto in modo del tutto caratteristico per piccoli raggruppamenti di case, i borghi, chiamati ceppi dalla gente del luogo, generalmente sopraelevati rispetto al piano di campagna dell'Alveo di Bientina, ovvero l'ampia pianura lasciata dall'antico lago di Sesto.
La parte rilevata della frazione, che ospita gli abitati, è composta geologicamente da macigno, diversamente dai rilievi che appartengono al massiccio del Monte Pisano, che sono composti da quarziti.
I borghi Gli abitati sono raggruppati in piccoli borghi. Nella fascia di transizione tra la collina e la pianura si trovano nelle carte medievali diversi abitati denominati "Porto", che, privati delle acque dalle opere di bonifica che li lambivano, hanno perso gran parte del loro valore costituito un tempo dalla possibilità di approdo e rimessaggio per le imbarcazioni, che solcavano le acque per motivi commerciali o legate all'attività di pesca.
Castello è il borgo principale, su cui si erge, in posizione dominante, la più alta di San Ginese, la chiesa della Parrocchia di San Ginese Martire, costruita sul colle dove era stato edificato Castel Durante. Sul Colle è certo che sorgesse una chiesa dedicata a sant'Alessandro, attestata da un documento del 1201 e nel 1260 nell'Estimo della Diocesi di LuccaPietro Guidi (a cura di), Estimo della Diocesi di Lucca dell'anno 1260, in La decima degli anni 1274-1280: con carta topografica delle diocesi nel sec. XIII, ms.131..
Villa è sita, come gli altri borghi, che si affacciano sull'Alveo del'antico lago di Sesto, appena sopra il piano di campagna. Fino al XX secolo era chiamata Villora, dal latino villa, villaggio. Si chiama così come, per un fenomeno linguistico prettamente lucchese: Colognola, derivata da colonia, è chiamata Colognora e Capannoli è chiamato Capannori; fu famosa nell'alto medioevo come sede della PieveIl concetto di Pieve è spiegato bene dal Nanni a pag.48 e seguenti del suo libro La parrocchia studiata nei documenti lucchesi dei secoli 8º-13º di San Giovanni Battista e Santo Stefano, che rimase tale sicuramente fino al 1026 come attestato nel documento n. 114Guido-Parenti, Regesto del Capitolo di Lucca, vol I, p. 42, Roma, 1939: "Lignola (Colognora) prope plebem S. Stephani, que dicitur Villula". In seguito la Pieve venne declassata a semplice Ecclesia S. Stefano, che fu accorpata nel 1688 alla Chiesa di S. Ginese fino a scomparire nel 1803. Fu comune indipendente almeno fino alla realizzazione dell'Estimo Guinigiano (1411-1413).
Al Porto è un aggregato di case situato sul promontorio di approdo per l'antico lago di Sesto, chiamato una volta San Pellegrino. Era provvisto di una chiesina, scomparsa prima del secolo XIX. È ricordato anche un suo castello. Ha una piccola altura oggi chiamata Monticello, una volta Monte San Pellegrino, che si spingeva nel lago come un promontorio, provvisto di due rientranze portuali. Era un punto d'imbarco per i pellegrini per Bientina e per l'Arno: provenendo da San Leonardo in Treponzio, dove potevano riposare nell'Ospedale, percorrevano una delle varianti della via Francigena, preferendo la barca al cammino a piedi. Nel 1968 vi sono state rinvenute, ma non si sa esattamente dove, due tombe a incinerazione dell’Età del Ferro. Una a pozzetto con corredo fittile, l’altra a cassetta con suppellettile fittile e bronzea. I materiali datano le sepolture al VII -VI secolo a.C. Collina è probabilmente sede di un castello medievale, di cui si sono perse le tracce; prosegue a sud la strada di Lecci il filare di case, per scendere verso il piano, in direzione della ex stazione di San Ginese di Compito della Ferrovia Lucca-Bientina, dismessa dopo la fine delle Seconda guerra mondiale. Ha un bed & breakfast. Gli abitati più piccoli sono rappresentati da: località La Dogana, zona di antico confine con lo Stato Fiorentino; Al Picchio, citato nel catasto Borbonico come "porto al Picchio", un tempo noto come Case dell'Altogradi; più in alto ci sono i Montanari; a su di Castello sorge Valentini e po Marchetti; a nord invece il Maggiorello, in cui sorgono diverse ville padronali; Francesconi, Luporini ; Palmini a mezza costa tra Pierini e Castello; Cecchini, borgo ventilato, sito appena sotto la cima del Monte Tristo, su cui si erge il serbatorio pubblico a 100 mt. di altitudine; Pierini, quasi continuazione del borgo di Villa; Lecci: borgo una volta tra i più vitali, si affaccia sulla strada principale della frazione, la via San Ginese; Centoni: vi è l'ufficio postale, aperto solo in alcuni giorni della settimana ed ospita una villa rinascimentale con Cappella in via dei Preti.
Origini del nome San Ginese di Compito deve il suo nome a San Ginese MartireMons. Giovan Domenico Mansi, Diario sacro delle chiese di Lucca, pag.206-208., il martire attore e musicante, Lucio Genesio, patrono degli attori e dei musicisti e di quanti stanno sul teatro, cui è dedicata la chiesa della parrocchia posta in Castel Durante, oggi Castello.
Fino al Sei/Settecento la documentazione riguardante il territorio di San Ginese di Compito, per lo più contenuta nell'Archivio di Stato di Lucca e nell'Archivio Arcivescovile di Lucca, faceva riferimento unicamente a due località, Castel Durante e Villora. In seguito compare invece l'entità amministrativa Comune di San Ginese. La chiesa di San Ginese faceva parte del Piviere (o Peviere: termine usato per indicare un raggruppamento di parrocchie facenti capo a una pieve battesimale) di Compito, che era sostanzialmente rappresentato dal territorio dell'attuale Compitese. Con la formazione del Comune di Capannori (anno 1824) scompare l'appellativo "Comune", che diventa frazione.
Storia
L'area del piano è frequentata dall'età del Bronzo medio (area Archeologica del Palazzaccio) e il rinvenimento delle tombe in località Al Porto sta a significare che anche nell'epoca etrusca l'area era abitata, un po' come tutto l'alveo del Bientina, ex lago di Sesto.
La storia di San Ginese di Compito affonda le proprie radici nell'età romana e raggiunse il periodo di maggior prestigio nel corso dell'alto medioevo, durante il quale il borgo di Villa ospita la Pieve ovvero diventa il centro dell'area del compitese.
Conclusosi il periodo della Pieve che venne trasferita nella sede attuale di Pieve di Compito, un altro avvenimento rese noto il paese di San Ginese perché vi fu convocato un concilio. Nel 1080 papa Gregorio VII ricorse a una sinodo per giudicare i canonici del Capitolo di San Martino, che si erano ribellati al rigore della riforma gregoriana, portato avanti dal vescovo di Lucca, Anselmo II, che voleva introdurre la vita comune e casta nel proprio clero. Parecchi vescovi, soprattutto toscani, vi parteciparono, tra cui Pietro Igneo, in rappresentanza del papa. Il Concilio innesca lo scisma di Lucca, il distacco da Roma della chiesa di Lucca. È un momento topico del periodo storico denominato "Lotta per le investiture". I canonici ribelli furono scomunicati: messi quindi alle strette, guidati dal diacono o suddiacono Pietro e appoggiati dalle loro potenti famiglie, riuscirono a sollevare l'intera città contro il vescovo Anselmo II, che venne cacciato. Il Concilio di San Ginese diede avvio a quel periodo insurrezionale della città di Lucca, che durò almeno più di una dozzina d'anni, nato come reazione al movimento riformatore della chiesa.
Successivamente, San Ginese fu coinvolto dalla crisi demografica del XIV secolo, dovuta alle guerre comunali toscane, documentate nel territorio dalla distruzione di Castel Durante nel 1313 dalle truppe di Ugoccione della Fagiuola e dall'incendio di Villora dopo il 1332.
Il 22 dicembre 1819 venne nominato, all'interno del Dipartimento di Capannori, Presidente comunitativo della Sezione di San Ginese di Compito il signor Giovanni Battista Francesconi, presumibilmente collegato all'insediamento di Centoni. Il 24 settembre 1823 fu deciso che la sezione di San Ginese di Compito confluisse nella Comunità di Capannori, circondario di Lucca.Rita Mazzei, L'archivio storico del Comune di Capannori, p.104, 2007
Monumenti e luoghi d'interesse
Chiesa Parrocchiale di San Ginese
La chiesa parrocchiale intitolata a S. Ginese appartiene alla Comunità Parrocchiale del Compitese (10 parrocchie), facente parte dell'area pastorale della Piana di Lucca. L'attuale edificio della chiesa, con pianta a croce latina e abside semicircolare, sorge in posizione strategica sul luogo dell'antica antica fortificazione del Casteldurante; è dedicato a San Ginese martire; è stato ricostruito interamente su progetto di Giuseppe Pardini, probabilmente sostituendo una piccola chiesa di stile barocco, che venne ritratta dal pittore Giuseppe Matraia prima della sua ricostruzione, e consacrato nell'anno 1859. Nel 1869 venne restaurata la facciata con inserimento del portico su colonne binate. Nel 1915 venne portata a termine la costruzione del campanile di marmo bianco, cui presero parte anche dei parrocchiani.
Nel manoscritto 135, conservato nella Biblioteca pubblica di Lucca (ora Biblioteca di Stato), risalente al 1260, riprodotto a stampa con il titolo di "Estimo della diocesi di Lucca dell'anno 1260" da P.Guidi, all'interno della Pieve di Compito "Plebs de Computo" a p.251, risulta invece solo una chiesa dedicata a Sant'Alessandro, ecclesia S. Alexandri de Castra Durantis, e nessuna intitolazione a San Ginese, oltre alla ecclesia di S. Stephani de Villore.
La tradizione vuole che la dedicazione a san Ginese martire risalga al miracoloso ritrovamento di un braccio di San Ginese, avvolto in una antica pergamena, fatto avvenuto nel 1553 presumibilmente durante i lavori di ricostruzione della chiesa in forme barocche, così come vine ritratta dal pittore Giuseppe MatraiaFu letterato e storico, nonché valente disegnatore.
Diede alle stampe, nel 1843, "Lucca nel Milleduecento"; in occasione del Vº Congresso dei Sapienti, che si svolse a Lucca in quell'anno, dove si trova la mappa di Lucca risalente al 1200.(1805-1862) in una sua opera, risalente al secolo XIX.