Biografia
Origini familiari Delle umilissime origini di Rufo, evidentemente homo novusU. Vogel-Weidemann, Die Statthalter von Africa und Asia in den Jahren 14-68 n.Chr., Bonn 1982, pp. 184-188.W. Eck, Die Statthalter der germanischen Provinzen vom 1.-3. Jahrhundert, Köln-Bonn 1985, pp. 17-18.A. Tortoriello, I fasti consolari degli anni di Claudio, Roma 2004, pp. 493-495., già nell'antichità si parlava diffusamente: il princeps Tiberio pare aver detto al riguardo che "a me sembra che Curzio Rufo sia nato da se stesso"Tacito, Annales, XI, 21, 2., mentre Tacito riporta la voce che fosse addirittura figlio di un gladiatore, se non peggio:
È stata ipotizzata una sua origine dalla Gallia Transpadana o persino NarboneseP. Buongiorno, Claudio. Il principe inatteso, Palermo 2017, p. 96.F. Salviat, Quinte Curce, les insulae Furianae, la fossa Augusta et la localisation du cadastre C d'Orange, in Revue archéologique de Narbonnaise, 19 (1986), pp. 101–116., in particolare dalla città di ArausioCfr. con A. Piganiol, Les documents cadastraux de la colonie romaine d'Orange, Paris 1962, p. 305 n° 357., ma, data la scarsità di prove addotte, l'ipotesi è stata contestataJ. Sautel, A. Piganiol, Les inscriptions cadastrales d'Orange (Vaucluse), in Gallia, 13.1 (1955), pp. 5-39, in particolare 34.A. Piganiol, Les documents cadastraux de la colonie romaine d'Orange, Paris 1962, p. 268.R. Syme, Tacitus, II, Oxford 1958, p. 621 nota 3.R. Syme, Roman Papers, VI, Oxford 1991, pp. 215 e 229..
Inizi di carriera tra Augusto e Tiberio Le notizie sulla carriera di Rufo sono testimoniate interamente da due passi degli Annales di TacitoXI, 20, 3, e XI, 21. e da un passo delle Lettere di Plinio il GiovanePlinio il Giovane, Lettere, VII, 27, 2-3..
La sua data di nascita è stata collocataU. Vogel-Weidemann, Die Statthalter von Africa und Asia in den Jahren 14-68 n.Chr., Bonn 1982, p. 185 nota 1217.A. Tortoriello, I fasti consolari degli anni di Claudio, Roma 2004, p. 494 nota 226. tra 15E. Badian, Studies in Greek and Roman history, Oxford 1964, p. 263. e 10 a.C.G.V. Sumner, Curtius Rufus and the Historiae Alexandri, in Journal of the Australasian Universities Language and Literature Association, 15 (1961), pp. 30-39. Giunto all'età adulta, il primo incarico lo vede al seguito di un questore pro praetore in AfricaTacito, Annales, XI, 21., probabilmente negli ultimi anni del principato di Augusto: in questa occasione, sia Tacito che Plinio riportano lo stesso aneddoto relativo ad un fatale praesagium:
Plinio aggiunge inoltre:
Ritornato a Roma, presumibilmente esortato da queste predizioni, Rufo riuscì ad ottenere un posto da questore grazie agli aiuti monetari di alcuni amici e al proprio acre ingenium: ciò sembra essere avvenuto nei primissimi anni di TiberioS.J. De Laet, Die Samenstelling van den Romeinschen Senaat gedurende de eerste eeuw van het principaat (28 vóór Chr. - 68 na Chr.), Antwerpen 1941, p. 115 n° 604.J. Morris, Leges Annales under the Principate, in Listy filologické, 88 (1965), pp. 317-336, in particolare p. 327.G. Camodeca, Nuovi dati sui senatori romani d'origine puteolana. II. M. Hordeonius Flaccus, cos. suff. 47, e la gens Hordeonia, in Puteoli, 11 (1987), pp. 13-36, in particolare p. 21 nota 18. o persino al termine del principato di Augusto. In seguito, dopo aver sicuramente ricoperto anche il tribunato della plebe o l'edilità, Rufo riuscì, nonostante la competizione dei nobiles, persino ad ottenere l'appoggio dello stesso princeps Tiberio, deciso a ricompensarne l'intraprendenzaR. Syme, Tacitus, II, Oxford 1958, p. 589.R. Syme, Roman Papers, III, Oxford 1984, p. 950., che lo portò a ricoprire la pretura, presumibilmente tra il 16 e il 21. Per più di vent'anni, però, non si sente più parlare di Rufo: è stato ipotizzato che possa essere stato legato al prefetto del pretorio Seiano, ma l'ipotesi è indimostrabile allo stato attuale delle nostre conoscenze; in ogni caso, è chiaro che la sua carriera subì un grande rallentamentoG. Camodeca, I consoli del 43 e gli Antistii Veteres d'età claudia dalla riedizione delle Tabulae Herculanenses, in Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik, 140 (2002), pp. 227-236.R. Syme, Roman Papers, II, Oxford 1979, pp. 808-809..
Culmine sotto Claudio Solo sotto ClaudioCfr. R. Syme, Roman Papers, IV, Oxford 1988, p. 367: "[sc. Lurius Varus] An obscure person, yet perhaps in benefit of abnormal favour from Claudius Caesar, like Q. Curtius Rufus, legate in Germania Superior.", infatti, Rufo riemerge, arrivando però al vertice dello stato romano: egli è infatti attestato come console suffetto per i mesi da ottobre a dicembre del 43 al fianco di Spurio Oppio..., sostituendo Aulo Gabinio Secondo e il suo ignoto collega (forse Pompeo Pedone o Publio Anteio Rufo o Gaio Calpurnio Pisone o Publio Ostorio Scapula)A. Tortoriello, I fasti consolari degli anni di Claudio, Roma 2004, pp. 414-419.. È stato proposto che la sua nomina in un periodo di assenza del princeps, impegnato nella conquista della Britannia, fosse stata favorita dai suoi umili nataliB. Levick, Claudius, London 1990, p. 96., dopo che la congiura di Scriboniano e Viniciano dell'anno precedente aveva portato Claudio a diffidare dei ceti senatorii tradizionali.
La carriera di Rufo non terminò però con il consolato. Un'altra notizia di Tacito lo colloca infatti in Germania superiore come legatus Augusti pro praetore nel 47Tacito, Annales, XI, 20, 3.: il suo mandato è stato ricostruito dal 46/47 fino al 49, con Rufo che sostituì Gaio Vibio Rufino e fu rimpiazzato da Publio Pomponio SecondoPIR2 C 1618 (Groag).R. Syme, Roman Papers, III, Oxford 1984, p. 1434; VII, Oxford 1991, p. 497.. Tacito racconta che, nel 47, contemporaneamente al suo omologo in Germania inferiore Gneo Domizio Corbulone, Rufo ricevette gli ornamenta triumphalia da ClaudioCfr. R. Syme, Roman Papers, III, Oxford 1984, p. 1215: "Eagerly exploiting military glory for himself, the emperor went out of his way to conciliate senators. Lavish awards of the ornamenta triumphalia issued in scandal and ridicule. Curtius Rufus got them for opening a silvermine, to the alarm of the soldiers (Ann. xi 20, 3)." per operazioni civili (sempre più importanti come funzioni dell'esercitoB. Levick, Claudius, London 1990, pp. 153-154.), come degli scavi nel territorio dei Mattiaci (presso l'attuale WiesbadenP. Buongiorno, Claudio. Il principe inatteso, Palermo 2017, p. 171.) alla ricerca di vene d'argento: i lavori furono brevi, poco fruttuosi e faticosi, tanto che i soldati, spossati da tali fatiche, avrebbero inviato allo stesso princeps una lettera che lo esortava a concedere gli ornamenta ai governatori ancora prima che arrivassero nelle loro province. Non sono attribuite esplicitamente a Rufo operazioni militari, ed è incerto che avesse un passato nell'esercitoR. Syme, The Augustan Aristocracy, Oxford 1986, p. 484 nota 84.: in ogni caso, se due iscrizioni da Vindonissa si riferiscono al mandato di Rufo.., i principia dell'accampamento furono completati in pietra sotto di lui.
Infine, l'ultimo incarico di Rufo fu, come predettogli dalla figura sovrumana quando era ancora giovane, il proconsolato d'Africa, durante il quale incarico morì di malattia. Il mandato africano di Rufo è generalmente collocato sotto Nerone, in particolare nel 58/59B.E. Thomasson, Fasti Africani. Senatorische und ritterliche Amtsträger in den römischen Provinzen Nordafrikas von Augustus bis Diokletian, Stockholm 1996, pp. 38-39., sulla base della testimonianza di Tacito secondo cui Rufo avrebbe goduto di longa senecta, anche se una simile datazione contravverrebbe alle norme tipiche del primo impero del criterio di anzianità (Rufo, console nel 43, sarebbe inserito come proconsole tra Gneo Osidio Geta, console nel 47, e Aulo Vitellio, console nel 48) e degli otto/dieci anni di distanza tra consolato e proconsolato (Rufo sarebbe stato proconsole ben quindici anni dopo il consolato)A. Tortoriello, I fasti consolari degli anni di Claudio, Roma 2004, p. 495 nota 232.: sulla base di ciò, Annalisa TortorielloGià G. Camodeca, I consoli del 43 e gli Antistii Veteres d'età claudia dalla riedizione delle Tabulae Herculanenses, in Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik, 140 (2002), pp. 227-236, in particolare p. 234 nota 29, aveva espresso dubbi su una datazione così avanzata per il proconsolato di Rufo sulla sola base del sintagma tacitiano. ha proposto una datazione al 51/52, più in linea con i criteri esposti.
Identità con lo storico di Alessandro Magno
Risulta invece ancora molto dibattuta la questione dell'identità di Rufo con il Quinto Curzio Rufo attestato come retoreSvetonio, De grammaticis et rhetoribus, indice (ed. Brugnoli 1960). e soprattutto autore delle Historiae Alexandri Magni macedonis: molti indizi spingono effettivamente a collocare l'opera in età claudia (con inizio in età caligoleaJ.E. Atkinson, A commentary on Q. Curtius Rufus' Historiae Alexandri Magni, Amsterdam 1980, pp. 19ss., e idem, Q. Curtius Rufus' Historiae Alexandri Magni, in Aufstieg und Niedergand der römischen Welt, II 34.4, 1997, pp. 3447-3483.) e a identificare l'autore con il console del 43R. Syme, Tacitus, II, Oxford 1958, p. 563.R. Syme, The Augustan aristocracy, Oxford 1986, p. 438 nota 110.R. Syme, Roman Papers, IV, Oxford 1988, pp. 36-37.B. Levick, Claudius, London 1990, p. 96, sembra sottintendere l'identificazione quando afferma che "Claudius may have had an additional reason for favouring Curtius: a shared interest in history."P. Buongiorno, Claudio. Il principe inatteso, Palermo 2017, pp. 15 e 29 con nota 28. Buongiorno si spinge a ipotizzare persino un periodo di composizione dell'opera: tra il consolato e la legazione in Germania.R. Syme, Roman Papers, VI, Oxford 1991, pp. 316-317, 367-368.; VII, Oxford 1991, p. 497., ma il dibattito resta ancora apertoPIR2 C 1619 (Stein).U. Vogel-Weidemann, Bemerkungen zu den Curtii Rufi der frühen Principatszeit, in Acta Classica, 13 (1970), pp. 79-88; The Curtii Rufi again: A Note on Acta Classica 16,1973,129-33, in Acta Classica, 17 (1974), pp. 141-142..
Note
Bibliografia
PIR2 C 1618 (Groag). J.E. Atkinson, A commentary on Q. Curtius Rufus' Historiae Alexandri Magni, Amsterdam 1980. U. Vogel-Weidemann, Die Statthalter von Africa und Asia in den Jahren 14-68 n.Chr., Bonn 1982, pp. 184-188. W. Eck, Die Statthalter der germanischen Provinzen vom 1.-3. Jahrhundert, Köln-Bonn 1985, pp. 17-18. J.E. Atkinson, Q. Curtius Rufus' Historiae Alexandri Magni, in Aufstieg und Niedergand der römischen Welt, II 34.4, 1997, pp. 3447-3483. A. Tortoriello, I fasti consolari degli anni di Claudio, Roma 2004, pp. 493-495.
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