Lultras o ultrà è un tifoso fanatico di una società sportiva, generalmente appartenente ad un gruppo organizzato. Il fenomeno interessa gli sport di squadra come il calcio, la pallacanestro, la pallanuoto e l'hockey.
Etimologia Il vocabolo deriva dal prefisso latino ultra, con il significato di "oltre", "più in là". In un secondo tempo, nella Francia rivoluzionaria era impiegato come abbreviazione di termini quali ultrarévolutionnaire, ultrapatriote ecc., che designavano gli oltranzisti politici. Durante la Restaurazione si diffuse ultraroyaliste, cioè "ultra realista" in riferimento ai sostenitori irriducibili della monarchia assoluta, mentre dalla metà del XX secolo ultra ha assunto in francese il significato di nazionalista intransigente. In italiano, nell'adattamento ultrà, ha iniziato a coprire il significato di estremista politico e poi è passato a denominare il tifoso calcistico accanito affiliato ad un gruppo organizzato, autore di episodi di violenza e che segue regolarmente la propria squadra dai settori popolari dello stadio.
Caratteristiche L’ultras è un sostenitore di una squadra sportiva che si caratterizza per l’appartenenza ad un gruppo organizzato di tifosi, avente come obiettivo quello di influire sull’esito della gara attraverso il sostegno vocale e scenografico; oltre al perseguimento del primato sul campo e sugli spalti, l’ultras punta ad ottenere anche la supremazia ricorrendo alla violenza fisica. Nel gruppo ultras sono presenti un senso di identità e comunità veicolati da attività simboliche peculiari, quali l’organizzazione di trasferte, l’allestimento di scenografie (dette "coreografie"), la partecipazione alle riunioni decisionali, la produzione di materiali per il tifo, gadget, strumenti di comunicazione e dall'organizzazione di eventi anche a scopo benefico. Per l’ultras questo ruolo dinamico diviene un modo di vivere quotidiano, oltre che uno stile comportamentale dentro e fuori lo stadio.
Tale modello comportamentale, estesosi anche al genere femminile, è imperniato sull’indipendenza e autogestione dei gruppi nell’organizzazione delle varie attività, fattore che rinsalda il senso di appartenenza dei membri del gruppo. In esso sono presenti codici, regole e principi di vita, compresi quelli riguardanti il ricorso alla violenza (ad esempio: si affrontano solo gruppi omologhi, è vietato coinvolgere nei tafferugli persone estranee alla logica ultras, sono disapprovati i saccheggi di pubblici esercizi e i vandalismi gratuiti). Sono definibili come ultras anche alcuni soggetti che incarnano questa identità, ma che invece di essere coinvolti in un gruppo strutturato, agiscono in piccoli nuclei e vivono una forma di aggregazione più informale, oppure individui che per scelta non intendono associarsi ad alcun gruppo costituito.
Principale mezzo di espressione degli ultras sono gli striscioni.
Differenze con gli hooligan
I termini ultras e hooligan sono talvolta impropriamente utilizzati come sinonimi, sebbene questi ultimi si contraddistinguano più che altro per il comportamento segnatamente aggressivo fuori e dentro gli stadi. Prima fra tutte le differenze che spiccano è l'organizzazione dei gruppi ultras, contrapposta alla spontaneità dei nuclei di hooligan (detti crew, mob o firm), meno strutturati, meno coordinati e dunque più difficili da controllare per le forze dell'ordine, in quanto vengono meno quei canali di negoziazione che spesso si creano con gli ultras. Se infatti gli hooligan riconoscono leader e figure di riferimento, sono però privi di quella struttura gerarchica che prevede anche una ripartizione di compiti e incarichi di varia natura caratteristica degli ultras, i quali pianificano collaterali attività di socializzazione mutuate dalla politica, come innesco ad un sempre maggiore coinvolgimento della curva. Anche la mansione del tesseramento attiva nei gruppi ultras, e volta ad incrementare il numero di affiliati, è un aspetto assunto dalla politica inesistente nelle tifoserie hooligan. Tra le formazioni ultras vi è una vivace partecipazione femminile, riconducibile alla matrice controculturale, negata all'interno delle tifoserie britanniche, olandesi e scandinàve. Quanto alle rivalità, gli hooligan considerano come nemiche tutte le tifoserie diverse dalla propria, mentre gli ultras si rivelano ostili solo ad alcune ed anzi con altre creano rapporti di amicizia e di alleanza: in ciò è presente una forma di campanilismo tipicamente italiana. Tra i due modelli cambia anche la componente sociale: se gli hooligan frequentemente appartengono alla classe operaia, gli ultras hanno una componente interclassista.
La sottocultura ultras Il fenomeno ha dato origine anche ad una interpretazione specifica: i gruppi ultras sono considerati come subcultura dalla sociologia. Con questo termine si identifica un gruppo di individui accomunati da un determinato stile di vita, da alcuni vocaboli gergali, dalla diffusione di certi capi d'abbigliamento. Essi hanno dimostrato di avere un proprio sistema di valori e una propria ritualità, oltre ad un peculiare modo di vivere lo stadio che non è lo stesso del tifoso comune. In tal senso possono essere intesi l'utilizzo della violenza contro le tifoserie rivali e l'accettazione di essa secondo codici di comportamento condivisi. Questa sottocultura, in alcuni casi, diventa controcultura, così com'è capitato agli albori del fenomeno ultras tra gli anni sessanta e settanta.
Rivalità e amicizie
Ogni tifoseria o gruppo ultras considera come rivali un certo numero di altre tifoserie di altre squadre. Le rivalità, oltre all'astio e ai tafferugli che ne conseguono, possono avere diversa origine.
Il primo fattore è campanilistico, specialmente in paesi quali Italia e Spagna in cui vi è un forte orgoglio regionalistico o municipalistico. Oltre a tifoserie di squadre della stessa città, è molto comune il confronto fra i tifosi di formazioni provenienti da città vicine o province e regioni confinanti. Vi sono anche storiche rivalità di natura sportiva, sorte come conseguenza ad ingiustizie sportive subite o dopo che due squadre hanno condiviso una sorte simile all'inseguimento dello stesso obiettivo. Forti attriti si possono creare anche fra le tifoserie che sono ispirate da ideologie politiche contrapposte.
Oltre alle rivalità esistono però, come già detto, anche gemellaggi ed amicizie. Il primo gemellaggio tra due tifoserie ultras risale al 6 maggio 1973, tra gli ultras della Sampdoria e dell'Hellas Verona.
Storia Le origini I primi raggruppamenti di tifosi organizzatisi per intonare canti, partecipare a trasferte collettive e intimidire avversari e arbitri, denominati crank dalla stampa, si fanno notare negli stadi statunitensi del baseball tra gli ultimi due decenni del XIX secolo e i primi del XX secolo. Il fenomeno del tifo calcistico violento invece fa la sua comparsa tra il 1880 e il 1885 nel Regno Unito, quando la polizia rileva tafferugli e rinviene persino armi improprie in alcuni impianti sportivi, ipotizzando la premeditazione di certi atti; nel 1889 in un verbale poliziesco viene utilizzato per la prima volta il termine in lingua inglese hooliganism. In Italia il primo gruppo di tifosi organizzati si segnala nel 1931 a Firenze, quando alcuni sostenitori della Fiorentina istituiscono formalmente l'Ordine del Marzocco che, forte di un ampio seguito, compone inni, distribuisce bandiere e materiale scenografico e allestisce treni speciali per seguire la squadra in trasferta. L'anno successivo, all'interno della tifoseria della Lazio, si costituisce un'associazione di tifosi organizzata e gerarchizzata, la Paranza Aquilotti, che in occasione del derby di Roma di quell'anno allestisce una scenografia allo Stadio Nazionale. Successivamente il fenomeno esplode negli anni cinquanta quando i primi tifosi di squadre di calcio iniziano a riunirsi in gruppo, a Roma, con l'Associazione Tifosi Giallorossi "Attilio Ferraris" e i Circoli Biancocelesti 1951, e a Torino con i Fedelissimi Granata 1951. Contemporaneamente, in Gran Bretagna, il termine hooliganism viene riscoperto ed applicato in riferimento alle bande afferenti a subculture giovanili ribelli protagoniste di violenza e atti vandalici, come skinhead, herbert e rude boy, che presto si mescolano con le tifoserie calcistiche: il sostantivo hooligan viene così ad essere applicato sempre più frequentemente al tifoso calcistico violento. In Italia alcuni di questi stili si rafforzano in concomitanza con il movimento del Sessantotto, un'esperienza alla base della creazione di gruppi giovanili di strada all'interno dei quali si amalgamano subculture, politica, ribellismo e contrasto al sistema: uno di questi casi è quello degli ultras. Infatti è di quel periodo la costituzione dei primi gruppi ultras: Commandos Tigre e Fossa dei Leoni del Milan, rispettivamente nel 1967 e 1968, seguiti dagli Ultras Tito Cucchiaroni della Sampdoria, dagli Ultras Granata del Torino, e dai Boys - Furie Nerazzurre dell'Internazionale Milano nel 1969. Nello stesso anno i tifosi della Casertana, non ancora definibili come ultras, danno vita ad un'insurrezione denominata dai mass media la rivolta del pallone.
Queste nuove strutture aggregative iniziano dunque a svilupparsi intorno alle grandi squadre dell'epoca: coinvolti sono per lo più adolescenti che prendono posto nei settori popolari degli stadi alla ricerca di una visibilità ed un protagonismo collettivi, espressi attraverso ampi striscioni recanti il nome del gruppo, grandi bandiere, insistente incitamento corale, ed individuali, manifestati attraverso un abbigliamento militante ricco di gadget con i colori della squadra come sciarpe e altri distintivi; si noteranno a breve i primi accenni coreografici. Parallelamente nasce anche la competizione con i gruppi ultras di altre squadre.
Gli anni 70
Nel 1971 nascono a Verona le Brigate Gialloblù dell'Hellas Verona, mentre l'anno successivo il fenomeno si estende alle metropoli dell'Italia centro-meridionale con la nascita di Boys e Fedayn della Roma e del Commando Ultrà del Napoli. Dopodiché si propaga nel resto d'ItaliaTifare contro. Una storia degli ultras italiani, Giovanni Francesio, Sperling & Kupfer, Milano, 2008, pagg. 29-30 anche nelle città di medie e piccole dimensioni, travalicando l'ambito calcistico. In particolare, inizia ad affermarsi nella pallacanestro: nel 1970 viene costituita la Fossa Dei Leoni della Fortitudo Bologna, e nel 1975 l'Inferno Biancorosso della Victoria Libertas Pesaro.