Il Fussball Club SüdtirolCfr. partita IVA 01659300212 su https://telematici.agenziaentrate.gov.it/VerificaPIVA/Scegli.do?parameter=verificaPiva (scritto anche Fußball Club, Fussballclub o Fußballclub), anche noto come Südtirol-Alto Adige, Südtirol Bolzano-Bozen o semplicemente SüdtirolAFI: Scritto anche Suedtirol; è invece ortograficamente scorretta la pur diffusa forma Sudtirol, è una società calcistica italiana con sede legale nella città di Bolzano e sede operativa nel comune di Appiano sulla Strada del Vino (BZ).
Fondata a Bressanone nel 1974 come sezione della polisportiva Sport Verein Milland, si è scissa dalla "società madre" nel 1995, allorché è stata ridenominata Football Club Südtirol-Alto Adige e ha adottato come colori sociali il bianco e il rosso; la denominazione è quindi divenuta F.C. Südtirol nel 2000, anno dell'esordio nel professionismo e del trasferimento a Bolzano. La ragione sociale simboleggia l'intenzione del club di rappresentare non solo il capoluogo, ma l'intero territorio della relativa provincia.
In meno di trent'anni il club si è imposto quale realtà calcistica di riferimento in Alto Adige: tra le squadre della provincia vanta, infatti, il maggior numero di stagioni nel professionismo. Grazie alla vittoria nel girone A della Serie C 2021-2022 ha ottenuto la sua prima storica promozione in Serie B. È quindi l'unica società del Trentino-Alto Adige ad aver raggiunto un simile traguardo nell'epoca del girone unico (in precedenza solo il cessato aveva preso parte per un solo anno alla divisione cadetta, nella stagione 1947-1948, beneficiando dell'ampliamento del campionato a tre gironi con l'ammissione d'ufficio delle migliori società di Serie C), nonché l'unica ad aver poi ottenuto la salvezza.
Per la stagione 2026-27 il Südtirol milita quindi nella seconda serie del campionato italiano di calcio, nella cui classifica perpetua occupa il 90º posto.
Storia I prodromi: lo Sport Verein Milland La storia sociale affonda le sue origini nel 1973, allorché un gruppo di calciatori tesserati per le due maggiori società calcistiche di Bressanone (il SSV Brixen e l'AC Bressanone) che faticavano a trovare spazio nelle rispettive squadre, iniziarono a trovarsi al campo sportivo Regina Elena per disputare delle partite amichevoli..
Le sorti di questo primo nucleo di calciatori si intrecciarono con quelle dell'assicuratore brissinese Ubald Comper, che il 26 aprile 1974 fondò con un gruppo di sette amici la società polisportiva Sport Verein Milland (espressione del relativo quartiere cittadino), adottante i colori sociali giallo-nero e dedita anche a tennistavolo, faustball, pallamano e canoa. La sezione calcistica fu quindi istituita formalmente con atto del notaio Giancarlo Giatti: essendo tutti i giocatori all'epoca minorenni, fu la segretaria di quest'ultimo a firmare come socia fondatrice.
Le attività partirono col solo settore giovanile e senza affiliazione diretta alla FIGC: nella stagione 1974-1975 il Milland concorse nel campionato Juniores provinciale, dopodiché nelle stagioni successive si aggiunsero le squadre Giovanissimi, Esordienti, Pulcini e da ultimo Allievi, che si dividevano tra i campionati federali e quelli del Verband der Sportvereine Südtirols (VSS, associazione delle società sportive dilettantistiche altoatesine).
L'esordio della prima squadra avvenne nel 1977, quando il Milland ottenne l'immatricolazione FIGC al progressivo 68396 e prese parte ai successivi due campionati zonali di Terza Categoria. Dopo un ulteriore biennio di sola attività giovanile dovuto alla mancata ri-formazione della squadra "senior", il club giallonero riprese a competere nell'ultima divisione del calcio italiano dalla stagione 1980-1981. Forte di un organico d'alto profilo e di munifiche sponsorizzazioni, la squadra crebbe di livello e rapidamente riuscì dapprima a salire in Seconda Categoria nel 1983, quindi in Prima Categoria nel 1986 e infine in Eccellenza nel 1991.. Nell'organigramma spiccava la figura di Josef "Sepp" Insam (1958-2022), che dopo aver concluso la carriera di calciatore divenne dirigente di riferimento del Milland e, a più riprese, allenatore della prima squadra, riuscendo a portarla ai vertici del calcio altoatesino: esemplificativa del livello raggiunto dai gialloneri fu la presenza in rosa, nell'annata 1991-1992, dell'ex nazionale peruviano Gerónimo Barbadillo, mentre in panchina sedeva l'ex juventino Guerrino Rossi..
Nel 1994 la sede operativa (non quella legale) venne spostata a Varna, senza tuttavia cambiare denominazione sociale. Al contempo Insam propose al direttivo di procedere a un ulteriore sviluppo della società, cambiandone la denominazione ed aprendo filiali in altre località della provincia di Bolzano: i soci tuttavia rifiutarono e il dirigente si dimise dai suoi ruoli. Un anno dopo la striscia positiva si interruppe e la squadra retrocesse in Promozione..
La nascita del Südtirol-Alto Adige Sempre nel 1994 l'architetto, imprenditore e mecenate sportivo Hanns Huber trattò la possibile acquisizione del , che versava in difficili condizioni economiche e scontava un prolungato periodo di assenza di risultati (non partecipava infatti a un campionato professionistico dal 1980). Il dialogo con Franco Murano, dirigente di riferimento della storica squadra del capoluogo, si rivelò infruttuoso, obbligando Huber e i suoi soci, comunque desiderosi di investire per il rilancio del calcio a Bolzano e provincia, a rivolgersi altrove. Ulteriori sondaggi con altri club del capoluogo ebbero ugualmente esito negativo, sicché un anno dopo Huber entrò in contatto con Sepp Insam, che era frattanto tornato al Milland; a loro si aggiunse Johann "Hans" Krapf, titolare della ditta Duka, e tutti insieme concordarono di rilevare la sezione calcio giallonera.. Il 1º agosto 1995 la matricola FIGC numero 68396 venne pertanto scissa dalla polisportiva Milland e ridenominata Football Club Südtirol-Alto Adige, adottando come tinte sociali i colori storici della bandiera tirolese, bianco e rosso; il terreno interno fu stabilito al campo polisportivo di Bressanone. La presidenza andò a Huber, Insam divenne direttore generale (mentre suo fratello Walter fu il primo capitano della rosa) e il direttivo fu completato da un altro imprenditore (Leopold Goller, che garantì personalmente la gestione finanziaria del progetto costituendo un'apposita società di capitali) e da altri quattro elementi già legati al Milland (Luciano Giua, Hermann Larcher, Markus Stampfer, Christoph Reifer), mentre Krapf non fu inizialmente coinvolto in ruoli operativi. Il club "madre" giallonero proseguì comunque la propria esistenza autonoma, anche nel calcio.
Nella sua prima stagione il Südtirol-Alto Adige si aggiudicò il campionato provinciale di Promozione senza perdere una partita (26 vittorie e 4 pareggi), con 82 punti accumulati, 26 in più del secondo classificato: in panchina sedeva il tecnico Natalino Pizzolato, mentre la rosa assemblata dal direttore sportivo Fabio Sala annoverava, tra gli altri, il portiere Reinhold Harrasser, futuro professionista in Austria e Ungheria..
Analogo esito ebbe la stagione successiva in Eccellenza regionale: l'ossatura della squadra (allenata da Claudio Coppi, subentrato a seguito del mancato rinnovo di Pizzolato) venne riconfermata e i biancorossi, pur scontando alcune difficoltà logistiche (segnatamente l'indisponibilità di un campo d'allenamento stabile), si rivelarono competitivi, vincendo alla distanza lo scontro con Benacense Riva, e e accedendo così per la prima volta al Campionato Nazionale Dilettanti..
Nell'estate 1997 l'armonia in seno al direttivo si ruppe: la notte del 2 giugno Hanns Huber presentò in assemblea (il cui clima era già teso a causa della rilevante esposizione debitoria del club) la proposta di trasferire la squadra a Termeno sulla Strada del Vino, adducendo a motivo l'opportunità di giocare in una situazione climatica più temperata, soprattutto nel periodo invernale; Giua e Sepp Insam si opposero. La divergenza degenerò e si estese anche alla gestione tecnica della squadra: il presidente infatti pretendeva (contro il parere degli altri membri del direttivo) la conferma di tecnico e direttore sportivo e lo svolgimento del ritiro estivo a Nova Ponente, mentre il gruppo "ex Milland" voleva l'ingaggio di personaggi più quotati e aveva individuato come sede della preparazione Seefeld in Tirol. La riunione si concluse con la sfiducia di Huber e la sua rimozione della presidenza: l'architetto fece ricorso e la battaglia legale si trascinò per un mese, finché il Tribunale di Bolzano non sentenziò in favore degli altri dirigenti, che ebbero pertanto mano libera nel riorganizzare la società..
Durante la vertenza legale la presidenza fu retta transitoriamente da Luciano Giua, dopodiché a metà luglio venne insediato il nuovo direttivo, in cui entrarono Willy Gabalin (imprenditore ortofrutticolo molto vicino all'allora presidente della provincia di Bolzano Luis Durnwalder), Engelbert Schaller (funzionario provinciale e dirigente sportivo di lungo corso), Maurizio Cavallo, Horst Seebacher, Herman Larcher, Flavio De Monte, Gerhard Brandstätter e Angelo Baldassarre.. Il nuovo organo elesse alla massima carica Leopold Goller, che pagò di tasca propria buona parte dei debiti e si adoperò per consolidare la società anche sotto gli aspetti manageriali e di marketing, coltivando altresì i rapporti con la tifoseria. Al contempo si fece più sostanziale l'apporto di Hans Krapf e della Duka, che divenne sponsor principale di maglia., inaugurando un rapporto destinato a superare il quarto di secolo. In un secondo momento lo stesso Krapf entrò a far parte del direttivo, che con l'ulteriore ingresso di Italo Franzoso, ufficiale dell'Arma dei Carabinieri, completò i propri ranghi.
In vista della stagione 1997-1998 alla rifondazione dell'organigramma coincise anche un cambio di guida tecnica, con la direzione sportiva assunta da Sepp Insam (Sala aveva infatti lasciato a seguito dell'uscita di Huber) e la panchina affidata a Franco Pezzato. La squadra però non fu particolarmente competitiva e si trovò stabilmente nella parte bassa della classifica, sicché al termine del girone d'andata l'allenatore rassegnò le dimissioni, venendo sostituito transitoriamente dai due tecnici della squadra juniores (Natale Pasetto e Alfredo Sebastiani) e quindi dall'ex difensore di Palermo e Cremonese Filippo Citterio che riuscì a risollevare il rendimento dei biancorossi e a conseguire la salvezza.