Il debito pubblico degli Stati Uniti d'America è il debito contratto dallo stato federale degli Stati Uniti e dalla relativa pubblica amministrazione a livello locale.
Il 23 ottobre 2025 il debito nazionale ha raggiunto i 38.000 miliardi di dollari, un nuovo massimo storico. Il traguardo è stato raggiunto nel contesto di un blocco delle attività amministrative del governo federale che a quel punto durava da 23 giorni. La chiusura ha causato ritardi nell'attività economica e il rinvio di decisioni finanziarie, facendo aumentare ulteriormente il totale.
Un incremento di 1.000 miliardi di dollari, da 37.000 a 38.000 miliardi, è stato registrato tra il 12 agosto e il 23 ottobre dello stesso anno, un intervallo di soli 71 giorni. Inoltre, nei primi 23 giorni del blocco sono stati aggiunti oltre 382 miliardi di dollari di debito, secondo il Joint Economic Committee (JEC).
Descrizione
Il debito pubblico statunitense (chiamato "national debt", "public debt" o anche alle volte "government debt") si compone sia del debito contratto dal governo federale e dall'amministrazione centrale ("federal debt"), sia dei debiti pubblici contratti dai singoli Stati federati ("State debt") che delle contee e altre amministrazioni minori locali ("Local debt").
Il debito pubblico statunitense si divide altresì in due sottoinsiemi a seconda di chi lo detiene: una parte, la più importante, è detenibile da parte di qualunque privato ("Debt held by the public") e un'altra parte che è detenuto da vari enti pubblici ("intragovernmental debt").
Il debito pubblico può essere aumentato solitamente entro un tetto massimo ("debt ceiling") stabilito per legge dal Congresso. L'ufficio di bilancio del Congresso (o CBO) si occupa di redigere rapporti sul debito e sul bilancio dello stato ogni anno.
Debito federale
Il debito federale costituisce la maggior parte del debito pubblico totale degli Stati Uniti e in rapporto rispetto al PIL nazionale ha subito dei repentini incrementi in occasione delle due guerre mondiali, della crisi del 1929, negli anni ottanta durante la presidenza Reagan e di Bush sr., durante la grande recessione del 2008-2009 e, infine, con la pandemia da COVID-19. Nel 2024 il debito pubblico detenuto da privati si trovava a circa il 99% del PIL nazionale, con una proiezione al 117% per il 2034 e al 172% per il 2054.
Il debito federale è stato valutato ininterrottamente sempre come AAA dalle principali agenzie di rating dal 1949 fino al 2011, quando durante l'estate di quell'anno ci fu il primo downgrade in assoluto seguito da un secondo nell'agosto 2023 da parte di Fitch.
A maggio 2025 la valutazione è: Aa1/stable (Moody's), AA+/stable (S&P), AA+ (Fitch) e AAA/stable (DBRS).
Debiti statali e locali Gli Stati federati e le amministrazioni locali degli Stati Uniti hanno un debito totale di circa 3.250 miliardi di $.
Ciascun Stato federato può emettere i propri titoli di debito e ha un proprio bilancio autonomo separato dal governo federale. Le agenzie di rating internazionali hanno pertanto da sempre condotto valutazioni anche su di essi. La maggior parte degli Stati ha delle buone finanze pubbliche, ma alcuni di essi hanno dei problemi finanziari anche abbastanza seri, acuitisi a partire dagli anni 2000 in poi.
Particolari problemi finanziari sono sorti ad esempio nel caso dello Stato dell'Illinois e la crisi del suo sistema pensionistico e per la bancarotta della città di Detroit nel 2013.
Nel luglio 2011 lo Stato del Minnesota fu interessato da un blocco delle attività amministrative (shutdown) determinato dal mancato accordo sul bilancio statale tra il governatore Mark Dayton e il legislativo dello Stato: oltre 22.000 dipendenti pubblici rimasero temporaneamente senza stipendio e furono chiusi musei, zoo, parchi e alcune infrastrutture.
Storia La crisi del tetto del debito del 2011 Al 28 febbraio 2011 il debito federale aveva raggiunto i 14.194,76 miliardi di dollari, allora massimo storico assoluto, dopo essere cresciuto nel triennio precedente al ritmo di circa 1.000 miliardi di dollari ogni sette mesi. Il valore era prossimo al tetto massimo di indebitamento allora fissato per legge, pari a 14.294 miliardi di dollari, il cui innalzamento richiedeva un voto del Congresso.
Il 12 luglio 2011 il presidente Barack Obama, in un'intervista a CBS News, dichiarò di non poter garantire il pagamento degli assegni pensionistici dopo il 3 agosto in assenza di un accordo tra democratici e repubblicani sull'innalzamento del tetto. Al 25 luglio le posizioni restavano contrapposte: i democratici indicavano come soluzione un aumento dell'imposizione sui redditi più elevati, i repubblicani un taglio della spesa pubblica. Il 1º agosto Obama annunciò che i leader dei due partiti in entrambe le camere avevano raggiunto un'intesa; l'accordo, formalizzato il 2 agosto, ultima data utile per scongiurare il default, prevedeva un innalzamento del tetto del debito per un importo che nei mesi successivi avrebbe potuto raggiungere i 2.500 miliardi di dollari, a fronte di tagli alla spesa pubblica di entità equivalente.
Nonostante l'accordo, tra il 5 e il 6 agosto 2011 l'agenzia di rating Standard & Poor's annunciò la riduzione della valutazione sul debito statunitense da AAA ad AA+: fu il primo declassamento nella storia del debito federale.
Note
Voci correlate Economia degli Stati Uniti d'America Ufficio di bilancio del Congresso (o CBO) Sistema tributario degli Stati Uniti d'America Blocco delle attività amministrative negli Stati Uniti d'America Debito pubblico
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