Lino () è un personaggio della mitologia greca. Fu un bambino la cui tragica e prematura morte divenne l'elemento fondante di antichi rituali di espiazione e canti luttuosi nella città di Argo.
Etimologia
Il nome Lino () costituisce un complesso nodo filologico strettamente legato alla nascita stessa del lamento funebre nel mondo antico. Secondo la moderna ricerca mitografica, il nome del semidio deriva da un prestito linguistico di origine semitica, ricollegabile all'espressione di dolore orientale *ai lanu* (o *lenu*), il cui significato letterale corrisponde a "poveri noi"; tale formula veniva originariamente pronunciata all'inizio delle lamentazioni fenicie e cipriote e fu successivamente ellenizzata nella parola *ailinos* (), utilizzata nei canti di lutto.
Gli scoliasti antichi offrono tuttavia una differente interpretazione razionalizzante, sostenuta anche dal grammatico Zenodoto di Efeso, secondo la quale il termine derivava dal materiale vegetale utilizzato per fabbricare le prime corde degli strumenti musicali impiegati per accompagnare i compianti funebri, costituiti appunto da fili di lino ().Cfr. scolio a Omero, Iliade, XVIII, 570. Nel contesto del mito argivo, la figura del fanciullo Lino si configura dunque come la personificazione stessa del canto melanconico (chiamato appunto *linos*), originatosi storicamente dalle grida di disperazione della madre Psamate e dai lamenti rituali intonati dalle donne della città dopo la tragedia.
Genealogia
Figlio di Apollo e di Psamate.
Non sono noti nomi di eventuali mogli o progenie.
Mitologia
Il mito di Lino è caratterizzato da una sequenza di eventi tragici legati al timore della vergogna, alla vendetta divina e alla successiva espiazione rituale della città di Argo. Il mitografo Conone racconta che la principessa Psamate, dopo aver concepito segretamente il fanciullo con il dio Apollo, visse nel profondo terrore della severità del padre Crotopo e per nascondnere la nascita, la donna decise di abbandonare il neonato subito dopo il parto, lasciandolo esposto nei pressi di una mandria di pecore appartenente ai pastori reali.
Il bambino venne raccolto da un pastore che lo allevò tra le greggi e che, a causa del filato vegetale in cui era parzialmente avvolto, gli diede il nome di Lino e lo allevò insieme agli agnelli, ma un giorno il bambino rimase incustodito ed i cani da guardia del gregge lo sbranarono.
La morte cruenta di Lino e il successivo strazio della madre Psamate spinsero il dio Apollo a punire la città di Argo, inviando Poiné (la vendetta) ed imponendo alla popolazione di placare l'anima del fanciullo attraverso l'istituzione dei canti funebri a lui intitolati (i *linoi*), la ridenominazione del mese della tragedia in Arneios (il mese degli agnelli) e la celebrazione delle festività Arnis, volte a espiare la colpa della sua uccisione ed a coloro che consultavano l'oracolo per sapere come liberarsene, il responso fu che dovevano placare l'ira Psamathe e Lino. Così essi li onorarono e mandarono donne e ragazze a piangere la morte di Lino distinguendo e soffrendo il lutto per Lino. E celebrarono un sacrificio nella festa di Arneios, uccidendo in quel giorno tutti i cani che trovavano, e da questo, e dai poeti successivi, Lino venne cantato come contrappunto a qualsiasi pathos.
Note
Voci correlate Corebo (mitologia) Crotopo Psamate (figlia di Crotopo)
Categoria:Discendenti di Apollo Categoria:Personaggi argivi della mitologia greca