LOlona (Ulona, Urona oppure UònaUrona e Uòna sono i due toponimi che si riferiscono al fiume, rispettivamente, in dialetto legnanese e bustocco. Cfr il testo di D'Ilario (1984) a p. 186. in lombardo) è un fiume italiano lungo 71 km, il cui corso si sviluppa interamente in Lombardia.

Il fiume nasce nelle Prealpi sopra Varese a 548 m s.l.m. in località Fornaci della Riana alla Rasa di Varese in Val di Brinzio, presso il Sacro Monte di Varese in un'area oggi parte del Parco regionale Campo dei Fiori. Solcata la Valle Olona e attraversato l'Alto Milanese, l'Olona giunge a Rho, dove versa parte delle sue acque nel Canale Scolmatore di Nord Ovest. Passata Pero, il fiume entra a Milano dove, all'uscita del suo percorso sotterraneo, confluisce nel Lambro Meridionale in località San Cristoforo ponendo fine al suo corso. Il Lambro Meridionale sfocia poi nel Lambro a Sant'Angelo Lodigiano. Lungo il suo percorso, il sistema idrico formato dall'Olona e dal Lambro Meridionale attraversa o lambisce 45 comuni ricevendo le acque di 19 affluenti..

L'Olona è noto per le cascate e le grotte di Valganna e per essere stato uno dei fiumi più inquinati d'Italia. La valle scavata dal fiume, grazie all'impianto di ruote idrauliche che sfruttavano la forza motrice originata dall'acqua, è stata una delle culle dell'industrializzazione italiana..

Il fiume talvolta è indicato anche come "Olona settentrionale" per l'omonimia con un altro Olona, che nasce a Bornasco e che sfocia nel Po dopo aver attraversato la provincia di Pavia. Questo secondo Olona, a sua volta, viene designato come "inferiore" o "meridionale". L'omonimia non è di origine imitativa o etimologica, ma è dovuta al fatto che originariamente si trattava di due tronconi dello stesso fiume, deviato dagli antichi Romani nel suo tratto superiore verso Milano per portare acqua al fossato delle mura difensive della città.

Geografia fisica Le sorgenti

La sorgente principale dell'Olona è in località Fornaci della Riana, alla Rasa di Varese, frazione dell'omonimo capoluogo di provincia, presso il Sacro Monte di Varese, all'interno del Parco regionale Campo dei Fiori. Le Fornaci della Riana devono il loro nome ad alcune antiche fornaci per il calcare che rimasero attive fino al 1972.

Oltre che dalla fonte principale, il fiume sgorga anche da altre cinque piccole sorgenti, due in Val di Rasa e tre in Valganna; queste sorgenti danno luogo a due rami che si uniscono a valle di Bregazzana (frazione di Varese).

Il ramo che nasce a ovest, in Val di Rasa, è quello più importante; le due sorgenti che originano questo corso d'acqua sono situate al passo Varrò (tra il Monte Legnone e il Monte Pizzella) e sul Monte Chiusarella. La sorgente principale, e quella che si trova al passo Varrò, si uniscono a monte dell'abitato della Rasa di Varese, mentre la sorgente che sgorga dal Monte Chiusarella confluisce nell'Olona più a valle. Il ramo della Valganna, che si trova a est e che viene chiamato Margorabbia, nasce invece a sud del Monte Martica.

Il ramo della Rasa è alimentato da sette piccoli affluenti (più precisamente, i torrenti Legnone, Grassi, Boccaccia, Brasché, Pissabò, Valle del Forno e Sesnini), mentre il ramo della Valganna è accresciuto da quattro corsi d'acqua (i torrenti Margorabbia, Valfredda, Valpissavacca e Pedana della Madonna).

Il ramo della Valganna dà origine anche al laghetto Fonteviva, dedicato alla pesca sportiva, e alle cascate di Valganna, che in inverno, a causa del clima rigido, sono spesso ghiacciate. Si trovano nel comune di Induno Olona e sono vicine alle famose e omonime grotte. Sulle cascate, che sono state create artificialmente all'inizio del XX secolo per migliorare il prelievo dell'acqua, si può ammirare il fenomeno dell'affioramento del travertino.

Il percorso

Dopo il tratto iniziale, il fiume inizia a percorrere la valle omonima. Questa valle è stata originata dall'Olona e dal ritiro dei ghiacciai durante l'ultima era glaciale; si presenta come una valle profondamente incisa con i centri abitati posti sulle colline prospicienti l'alveo del fiume, i cosiddetti "pianalti". I versanti sono perlopiù ricoperti di boschi, mentre nel fondovalle sono presenti zone coltivate, prati e brughiere. L'affluente principale in provincia di Varese è la Bevera; altri tributari importanti di questo tratto del fiume sono il Vellone, il Gaggiolo (chiamato anche Rio Lanza, Ranza, Anza o Clivio), la Quadronna, la Selvagna, il Mornaga, il Riale delle Selve e il Tenore.

A Gorla Minore il fiume si dirama nell'Olonella, che si ricongiunge all'alveo principale dopo 1200 m.. In questo tratto, nascono molti canali artificiali a servizio dell'agricoltura e delle industrie che si reimmettono nell'Olona prima di Castellanza. Dopo aver superato Castellanza, il corso d'acqua esce dalla Valle Olona e si dirige verso la pianura padana. Un tempo esisteva anche un'altra diramazione naturale che era indicata con il nome di Olonella e che attraversava Legnano passando dietro la basilica di San Magno. L'isola naturale che era formata dai due rami del fiume era conosciuta come "Braida Arcivescovile".. Questo ramo legnanese è stato interrato nella prima parte del XX secoloCfr. le due topografie di Legnano (datate 1925 e 1938) che sono presenti nel testo di D'Ilario a p. 352 e a p. 353.

Dopo aver attraversato San Lorenzo (frazione di Parabiago) e Nerviano, il fiume riceve a Rho i suoi due principali affluenti, il Bozzente e il Lura. A Rho ha origine anche il "deviatore dell'Olona", completato negli anni ottanta del XX secolo, che si immette nel Canale Scolmatore di Nord-Ovest. Quest'opera è sempre stata fonte di polemiche: da una parte non ha evitato tutte le esondazioni come era stato progettato e, dall'altra, porta acque inquinate verso il Ticino. Nel novembre 2002, in condizioni climatiche particolari, hanno straripato contemporaneamente l'Olona, il Seveso, lo scolmatore e il Ticino.

Da Lucernate in poi il fiume non scorre più nell'alveo naturale, ma segue il percorso deviato dagli antichi Romani verso il Bozzente. Entrata a Pero, dopo un tratto iniziale ancora all'aperto, l'Olona inizia a scorrere sotto il manto stradale e giunge a Milano attraversando dapprima i quartieri Gallaratese, Lampugnano e QT8, dove raccoglie le acque del fiume Merlata (chiamato anche Fugone), per poi costeggiare il versante meridionale del Monte Stella. Giunto in piazza Stuparich riceve la confluenza del Pudiga (conosciuto come Mussa nel suo tratto milanese).

Merlata e Pudiga sono i collettori delle acque che provengono dall'area a nord di Milano, le cosiddette "groane". L'Olona costeggia quindi i quartieri Lampugnano e San Siro, per poi proseguire sotto i viali della circonvallazione filoviaria.

Il percorso sotto la circonvallazione, che venne disegnato per la prima volta sul Piano Regolatore Generale di Milano del 1884 (il cosiddetto "Piano Beruto"), è stato canalizzato nei primi due decenni del XX secolo e coperto in un periodo che va dal 1950 al 1970. All'uscita da questo tratto coperto, dopo avere sottopassato il Naviglio Grande, l'Olona termina il suo corso confluendo nel Lambro Meridionale.

Fino all'entrata in funzione del sistema di depurazione delle acque del capoluogo lombardo (2005), il Lambro Meridionale era un collettore di scolo che raccoglieva gli esiti della parte occidentale della rete fognaria cittadina. In seguito, questi liquami sono stati deviati ai depuratori di San Rocco e di Nosedo. Dal medesimo scaricatore, il Lambro Meridionale ha la sua "sorgente pulita".

Il bacino

L'Olona misura 71 km di lunghezza e possiede un bacino idrografico di 911 km². Il bacino idrografico dell'Olona si estende su parte delle province di Varese, Milano e, in minima parte, Como, interessando anche una parte di territorio svizzero. Una piccola parte del bacino del Gaggiolo, suo affluente, appartiene infatti al Canton Ticino.

Con i suoi 911 km², il bacino idrografico dell'Olona occupa il 5% della superficie della Lombardia e ospita approssimativamente 1.000.000 di abitanti (che corrisponde a circa il 10% dei residenti nella regione). Il bacino imbrifero misura invece 370 km².

La maggior parte degli studiosi di idrografia descrive l'Olona e il Lambro Meridionale come un solo corso d'acqua che sfocia nel Lambro a Sant'Angelo Lodigiano e che ha una lunghezza complessiva di 121 km..

L'alveo originario e le due Olona

Uno dei più importanti studi riguardanti l'idrografia milanese è stato compiuto dall'ingegnere Felice Poggi. Nel 1911 Poggi affermò che i due Olona, quella che sfocia nel Lambro Meridionale e il corso d'acqua che si scarica nel Po a San Zenone, costituivano fino ai primi anni dell'Era volgare un solo fiume che aveva una lunghezza complessiva di 120 km. Tale ipotesi è stata confermata anche da studi successivi.

La località in cui il fiume è stato deviato verso Milano dai Romani è Lucernate, frazione di Rho.. Da qui, per trovare l'antico alveo dell'Olona seguendo le pur minime ondulazioni e le ridottissime variazioni altimetriche del terreno, si arriva a Cascina Olona (frazione di Settimo Milanese; è indicativo il toponimo), a Baggio e a Corsico, con una possibile variante che da Settimo porterebbe a Muggiano e a Trezzano sul Naviglio (o a Cesano Boscone).

Nelle località contigue di Cesano Boscone, Corsico e Trezzano sul Naviglio, che sorgono tutte e tre sul Naviglio Grande, è possibile individuare due corsi d'acqua che potrebbero scorrere - verso sud - nell'antico alveo naturale dell'Olona fino a Binasco: a Trezzano sul Naviglio e Cesano Boscone la roggia Belgioioso, mentre a Corsico la roggia Vecchia.

Da Binasco, con la derivazione del Canale Ticinello, si giunge poi poco più a sud, nel territorio di Lacchiarella, dove le rogge Colombana e Carona portano acqua alla rete irrigua dando origine al Roggione. Il Roggione, quando alla cascina Settimo di BornascoCarta Tecnica Regionale 1:10.000 Milano-Pavia riceve la roggia Olonetta, cambia nome in Olona inferiore o meridionale. L'Olonetta, assieme alla roggia Misana, proviene da un fontanile di Misano Olona, pochi chilometri a monte. Ripreso il vecchio corso e il suo nome, l'Olona meridionale sfocia nel Po a San Zenone.

I due Olona non hanno un'idrografia autonoma: all'altezza di Rozzano, dal Lambro Meridionale, diparte un ramo che si dirige verso sud-ovest acquisendo vigore grazie all'apporto idrico fornito da fontanili e canali artificiali. Questo corso d'acqua confluisce poi nell'Olona meridionale. È in progetto la riconnessone dei due Olona con la costruzione di un alveo artificiale che riprenderebbe l'antico corso del fiume

La deviazione verso Milano

Fino dall'antichità classica, all'altezza della Maddalena, odierno quartiere di Milano, l'Olona fu deviato verso la città con l'obiettivo di portarvi acqua: in epoca romana sboccava nel fossato delle mura difensive repubblicane poi, dal XII secolo, nel fossato difensivo attorno ai bastioni medievali e successivamente (1603) nella Darsena di Porta Ticinese.

In particolare l'Olona, durante il Medioevo, confluiva nel fossato in corrispondenza della moderna piazza della Resistenza Partigiana, mentre in epoca romana continuava il percorso cittadino arrivando alla moderna piazza Vetra, dove riversava le sue acque nel fossato grazie all'omonimo canale. Dal fossato medievale ebbe poi origine la Cerchia dei Navigli, mentre i due rami del fossato romano diventarono il Grande Sevese e il Piccolo Sevese.