LInferno è la prima delle tre cantiche della Commedia di Dante Alighieri, corrispondente al primo dei Tre Regni dell'Oltretomba dove regna Lucifero e il primo luogo visitato da Dante nel suo pellegrinaggio ultraterreno, viaggio destinato a portarlo alla Salvezza. Il mondo dei dannati, suddiviso secondo una precisa logica morale derivante dallEtica Nicomachea di Aristotele, è frutto della somma e della sintesi del sapere a lui contemporaneo. L'inferno dantesco è il luogo della miseria morale in cui versa l'umanità decaduta, privata ormai della Grazia divina capace d'illuminare le azioni degli uomini. Le successive cantiche sono il Purgatorio ed il Paradiso.

Caratteristiche generali dell'Inferno

Origini dell'Inferno Fonti e modelli Secondo la concezione geografica dantesca, basata su fonti greco-arabe (largamente condivise dal mondo cristiano, ebraico e islamico del tempo), il mondo è diviso in due distinti emisferi, di cui uno interamente formato dalle terre emerse e l'altro completamente coperto dalle acque. In base al sistema tolemaico, la Terra si trova al centro dell'universo e il Sole e gli altri pianeti ruotano intorno ad essa.

La caduta di Lucifero Quando Lucifero, originariamente uno dei migliori angeli, si ribellò a Dio, venne fatto precipitare dal Paradiso, luogo situato oltre il sistema di rotazione geocentrico. Il demone precipitò (a testa in giù) in corrispondenza dell’emisfero australe: la terra inorridita dal contatto con l’essere demoniaco, si ritrasse, raccogliendosi completamente nell'emisfero boreale e lasciando l’emisfero australe completamente sommerso dalle acque. In questo sconvolgimento geologico, una porzione di terra, in corrispondenza del punto in cui sarebbe stata fondata Gerusalemme (sebbene nell'Apocalisse di Giovanni venga descritto che la battaglia tra diavoli e angeli e la caduta del Drago dell'Apocalisse alias Lucifero, fossero accadute ad Armageddon, cioè sulle colline di Megiddo, e quindi 90 km da Gerusalemme), venne spinta oltre il centro della Terra, dando origine alla voragine infernale, ed emergendo nell'emisfero australe a formare la montagna del Purgatorio, unico punto non sommerso dalle acque. Lucifero è quindi conficcato nel centro della Terra (con la testa rivolta all'imbuto infernale e i piedi che puntano, in direzione opposta, verso l'uscita), nel punto più lontano da Dio, immerso fino al busto nel lago sotterraneo di Cocito, il quale è perennemente congelato a causa del vento gelido prodotto dal continuo movimento delle sue sei ali. Dal centro della Terra (in corrispondenza del bacino di Lucifero che divide i due emisferi del pianeta), a partire dalle gambe di Lucifero, inizia uno stretto passaggio naturale, detto Burella, che conduce all'emisfero australe, direttamente alla Montagna del Purgatorio (Inferno XXXIV, 106-126).

Com'è formato

L'Inferno è una gigantesca voragine a forma d'imbuto che si apre sotto Gerusalemme e raggiunge il centro della Terra. È composta da nove cerchi. Dante e Virgilio infatti percorrono il loro cammino girando lungo i nove cerchi che pian piano si spingono a spirale giù in profondità. Man mano che si scende, i cerchi si restringono; infatti minore è il numero dei peccatori puniti nei cerchi, che via via sono più lontani dalla superficie. I cerchi più grandi si trovano più in alto perché più diffuso è il peccato che in essi è punito e maggiore è il numero dei peccatori condannati. Più si scende, più si è lontani da Dio e maggiore è la gravità del peccato punito.

La configurazione architettonica dell'Inferno come voragine ipogea fu oggetto di approfonditi studi anche in epoca scientifica. In particolare, Galileo Galilei tenne nel 1588 due lezioni presso l'Accademia Fiorentina circa la figura, il sito e la grandezza dell'Inferno di Dante. Basandosi sulla descrizione del poeta, Galileo applicò principi geometrici per calcolare che la cupola che sovrasta l'abisso infernale debba avere uno spessore di centinaia di miglia per sostenere il proprio peso senza crollare, individuando nel cono rovesciato una struttura architettonicamente coerente con la topografia del centro della Terra.

L'ordinamento delle pene, come dice Virgilio nel canto XI, è riferibile all'Etica Nicomachea di Aristotele rivista dalla teologia tomista medievale, e poggia sull'uso della ragione. La scelta delle pene segue la legge del contrappasso.

Sotto il profilo giuridico-dottrinale, l'ordinamento delle pene nell'Inferno si fonda sulla legge del contrappasso, termine derivante dal latino medievale contrapassum (traduzione del termine aristotelico antipaponthos). Tale legge si articola in due modalità: per analogia, quando la pena riproduce la colpa in modo simbolico, e per contrasto, quando la punizione consiste nell'opposto del peccato commesso. Questa struttura riflette la concezione della giustizia divina come ordine razionale e proporzionato, influenzata dalla teologia di Tommaso d'Aquino.

La summa divisio del concetto di peccato è rappresentata, come detto, dalla Ragione. Tralasciando l'Antinferno e il Limbo, i cerchi dal secondo al quinto vedono punite le anime dannate di coloro che in vita commisero peccato d'Incontinenza. Vale a dire che la loro Ragione, il senno, ha ceduto di fronte agli istinti primordiali (necessari comunque per ogni essere umano) e alle pulsioni, la Mente non ha saputo dominare il corpo e non ha resistito alle tentazioni. I peccati d'Incontinenza corrispondono ai sette Vizi capitali, anche se la superbia e l'invidia non trovano una collocazione precisa ed autonoma all'interno dei cerchi.

Il quinto cerchio è separato dal sesto dalle mura della città di Dite (abbreviazione latina con cui si indicava il Dio degli Inferi Plutone). Al di là delle Mura si trovano i peccatori che hanno commesso la colpa più grave: i fraudolenti non hanno perso la Ragione, bensì l'hanno sapientemente usata come supporto per commettere del male. È una scelta consapevole e malvagia: il loro intelletto è stato posto al servizio del male per costruire un'azione peccaminosa con la consapevolezza di quello che stavano facendo.

Lucifero è l'origine di ogni male. Egli maciulla con le fauci dei suoi tre volti i corpi di Giuda (traditore di Gesù e della Chiesa), Bruto e Cassio (traditori di Cesare). Secondo la teoria dei Due Soli, vale a dire il Papato e l'Impero, che erano i due Poteri dominanti, i tre peccatori rappresenterebbero i traditori dei fondatori di tali due poteri.

Giuda è il traditore di Cristo, fondatore del potere papale, mentre Bruto e Cassio sono i traditori di Cesare, che nella medievale concezione dantesca veniva indicato come il fondatore del potere imperiale e quindi del potere laico e politico in generale. La pena di Cassio e Bruto, traditori della Maestà Terrena, è quella di essere divorati dal Diavolo nella metà inferiore del corpo nelle fauci (sono quindi stritolati le gambe e la parte bassa del ventre). Giuda, invece, traditore della Maestà Divina, è macellato alla parte superiore (è quindi stritolato l'intero corpo, tranne le gambe). Dopo l'ultima parte dell'Inferno, al di sotto di Lucifero, si estende la burella, un corridoio lungo e stretto che attraversa le viscere dell'emisfero australe e arriva fino al Purgatorio.

Schema In grassetto i nomi dei personaggi effettivamente presenti in quel cerchio (incontrati da Dante o semplicemente citati da qualcuno come presenti o nominati nelle frasi), esclusi quelli dei quali si profetizza una venuta futura; gli altri sono solo oggetto di varie perifrasi, citazioni e descrizioni. I luoghi citati tra parentesi sono in genere non nominati direttamente ma presentati da perifrasi.

LuogoDannatiPenaPersonaggi presenti o citatiLuoghi citatiCanto Selva oscura - - lonza, leone, lupa, veltro, Virgilio, Cesare, Augusto, Enea, Anchise, Camilla, Eurialo e Niso, Turno, Muse, Enea, Silvio, (Dio), San Pietro, San Paolo, Beatrice, Madonna, Santa Lucia, Rachele Lombardia, Mantova, Roma, Troia, Italia I

II Antinferno (anche se mai nominato da Dante così) Ignavi (anche se Dante non li nomina mai così) e angeli neutrali che durante la ribellione di Lucifero non si schierarono né con Dio né con Lucifero Corrono nudi seguendo un'insegna che ruota, punti da vespe e mosconi; il loro sangue misto con le loro lacrime è raccolto da molti vermi. "Colui che fece per viltade il gran rifiuto" (alcune teorie prendono in considerazione per esempio papa Celestino V, Ponzio Pilato, Giano Della Bella o Esaù) Roma IIIFiume Acheronte Anime che attendono di essere traghettate verso l'Inferno -Caronte -III Primo cerchio

Limbo Non battezzati Nessuna pena, eccetto il desiderio inappagabile di vedere Dio. Abele, Noè, Mosè, Abramo, Re David, Giacobbe, Rachele, Adamo, Isacco (liberati da Cristo dopo la Resurrezione). Grandi spiriti dell'antichitàOmero, Orazio, Ovidio, Lucano, Elettra, Ettore, Enea, Cesare, Camilla, Pantasilea, Re Latino, Lavinia, Bruto, Tarquinio il Superbo, Lucrezia, Giulia, Marzia, Cornelia, Saladino, Aristotele, Socrate, Platone, Democrito, Diogene di Sinope (o forse Diogene di Babilonia), Anassagora, Talete, Empedocle, Eraclito, Zenone (identità incerta), Dioscoride, Orfeo, Cicerone, Lino, Seneca, Euclide, Tolomeo, Ippocrate, Avicenna, Galeno, Averroè, Virgilio - IV Secondo cerchio

Incontinenti Peccatori carnali Sono trasportati e percossi da una bufera. Minosse, Paolo e Francesca, Gianciotto Malatesta, Semiramide, Nino, Didone, Sicheo, Cleopatra, Elena, Achille, Paride, Tristano, Lancillotto, Galeotto Po, Ravenna V Terzo cerchio

Incontinenti Golosi Giacciono stesi a terra, esposti a pioggia, grandine e neve in un pantano reso maleodorante dalle precipitazioni, mentre il cane a tre teste Cerbero li squarta. Cerbero, Ciacco, Farinata degli Uberti, Tegghiaio Aldobrandi, Iacopo Rusticucci, Arrigo (?), Mosca dei Lamberti, Bonifacio VIII Firenze VI Quarto cerchio

Incontinenti Avari e prodighi Spingono degli enormi massi, divisi in due schiere, ognuna delle quali percorre una metà del cerchio. Quando le due schiere si incontrano, i dannati si azzuffano e si insultano, rinfacciandosi gli uni il peccato degli altri. Pluto, Arcangelo Michele, Fortuna Stretto di Messina (chiamato Cariddi) VII Quinto cerchio Palude Stigia

Incontinenti Iracondi e accidiosi Gli iracondi nuotano nelle acque dello Stige azzuffandosi tra loro.

Gli accidiosi stanno inerti sott'acqua, facendo gorgogliare la superficie del fiume. Flegias, Filippo Argenti, diavoli, Eritone, Erinni (Megera, Aletto e Tesifone), Medusa, Persefone, Teseo, Messo celeste, Cerbero VII VIII

IX Sesto cerchio

Città di Dite Eretici (epicurei) Giacciono in sepolcri infuocati, senza coperchio. Le tombe verranno sigillate dopo il Giudizio Universale. Epicuro, Farinata degli Uberti, Cavalcante dei Cavalcanti, Federico II di Svevia, Ottaviano degli Ubaldini, Papa Anastasio II, Fotino, Proserpina - Ecate ("la donna che qui regge") Arles, Rodano, Pola, Quarnaro, Italia, Iosafat, Arbia, Firenze, Sodoma, Cahors IXX XI Settimo cerchio

Girone I

Violenti Violenti contro il prossimo (omicidi, tiranni e predoni) Sono immersi nel fiume di sangue bollente Flegetonte, più o meno in profondità a seconda della gravità della loro colpa, colpiti dalle frecce dei Centauri se tentano di uscire dal sangue più di quanto sia stabilito. Minotauro, Teseo, Arianna, Centauri (Chirone, Nesso e Folo), Deianira, Achille,Alessandro di Fere, Dionisio di Siracusa, Ezzelino III da Romano, Obizzo II d'Este, Azzo VIII d'Este, Guido di Montfort, Attila, Pirro Neottolemo, Sesto Pompeo, Rinieri da Corneto, Rinieri de' Pazzi Trento, Adige (Lavini di Marco), Creta, Atene, Cilicia, Tamigi (Londra), XIISettimo cerchio

Girone II

Violenti Violenti contro se stessi (suicidi e scialacquatori) I suicidi sono trasformati in alberi e tormentati dalle arpie, che si nutrono delle loro foglie.