Nella presente pagina sono riportate informazioni sulla 'tifoseria della nazionale di calcio dell'Italia.
Composizione demografica In ambito nazionale al 2024, secondo la ricerca realizzata dalla società Ipsos alla vigilia del campionato europeo in Germania, il 61% degli italiani si dimostra interessato a seguire gli incontri degli Azzurri, percentuale che scende al 50% tra la popolazione femminile e che, invece, sale fino all'86,5% tra coloro che sono abitualmente appassionati di calcio. Un dato in linea con precedenti statistiche commissionate dalla FIGC, che nel 2017 rilevò come il 59% degli italiani dichiarava di essere interessato alle vicende della nazionale A.
L'interesse per la nazionale varca anche i confini del Paese, poiché il 38% degli emigrati italiani nel mondo dichiarava, nel 2019, di riconoscersi nei colori azzurri e di seguirne in modo assiduo gli incontri, su un bacino d'utenza compreso tra i 60 e gli 80 milioni di persone, che sarebbe la somma dei residenti italiani all'estero e dei discendenti di tante generazioni di emigrati dall'Italia.
Contesto sociale Spesso i risultati positivi dell'Italia in una determinata nazione sono stati anche motivo di riscatto sociale per gli italiani ivi residenti, come accadde in Germania nel 2006 con la conquista del titolo mondiale o, ancora prima, per la vittoria a Wembley nel 1973 contro l'Inghilterra, che fu motivo di rivalsa gioisa degli emigrati che nei giorni precedenti erano stati presi in giro dai media locali. Questo aspetto sociale è stato più volte rappresentato dal cinema italiano in numerosi film.
Seguito della nazionale Spettatori allo stadio
Secondo le statistiche commissionate dalla FIGC, nel 2019 il 37% dei tifosi della nazionale A dichiarava di aver assistito allo stadio ad almeno 2 incontri degli Azzurri.
Gli incontri casalinghi con il maggior numero di supporters sugli spalti si ebbero nei primi decenni del secondo dopoguerra, quando le tribune degli stadi italiani accoglievano un numero maggiori di spettatori rispetto a oggi, in quanto l'avvento successivo delle norme di sicurezza ne ha contenuto le capacità; pertanto, è in questo periodo di tempo che si registrarono incontri con anche più di ottantamila spettatori. Dopo quel periodo, l'unica volta che tale soglia è stata superata nuovamente, è stato l'8 settembre 2007 quando lo stadio Giuseppe Meazza di Milano registrò il «tutto esaurito» per la sfida tra e .
Il record di spettatori per un incontro casalingo della nazionale di calcio dell'Italia è detenuto dall'incontro amichevole con l', disputato allo Stadio Comunale di Firenze (attuale Stadio Artemio Franchi) il , quando assistettero alla gara spettatori. Alcune fonti scrivono invece di persone nell'impianto, a fronte comunque degli paganti (con un incasso di di lire italiane) e di una struttura che era stata progettata per contenere non oltre spettatori.
Di seguito la tabella con gli incontri casalinghi della nazionale italiana che hanno registrato un minimo di spettatori:
Dati aggiornati al 14 ottobre 2023, dopo l'incontro Italia-Malta.
Pos.StadioCittàIncontroCompetizioneDataSpettatoriNote1ºStadio ComunaleFirenzeItalia- Amichevole18 maggio 1952 2ºStadio OlimpicoRomaItalia-Coppa Internazionale 1948-195317 maggio 19533ºStadio ComunaleFirenzeItalia-Coppa Internazionale 1948-195322 maggio 19494ºStadio San PaoloNapoliItalia-Qualificazioni al campionato mondiale di calcio 197022 novembre 19695ºStadio San PaoloNapoliItalia-Qualificazioni al campionato europeo di calcio 196820 aprile 19686ºStadio OlimpicoRomaItalia-Amichevole18 dicembre 19557ºStadio Giuseppe MeazzaMilanoItalia-Qualificazioni al campionato europeo di calcio 20088 settembre 20078ºStadio OlimpicoRomaItalia-Amichevole5 dicembre 1954
Per quanto riguarda la tifoseria italiana sugli spalti negli incontri in trasferta o nelle rassegne continentali o mondiali disputate all'estero, spesso la maggior parte di essa è formata dagli emigrati italiani residenti in quella determinata località o nazione. Per questo motivo, ad esempio, all'epoca del torneo mondiale di , la Federcalcio italiana chiese e ottenne dalla FIFA che l'Italia venisse inserita nel girone in cui vi erano gli incontri da disputare a New York, metropoli con una forte immigrazione italiana.
Raduni e manifestazioni di piazza
Per gli incontri degli Azzurri al campionato mondiale o dell'europeo, vengono spesso allestiti dei maxischermi, da parte delle amministrazioni comunali, nelle principali piazze delle città d'Italia, ma anche da parte di privati in pubblici esercizi come bar, pub, lidi, davanti ai quali i tifosi possono assistere agli incontri. In molti luoghi di raduno iconici delle città italiane come piazza del Popolo o il Circo Massimo a Roma, piazza Duomo a Milano, piazza Plebiscito a Napoli, piazza San Carlo a Torino o piazza Maggiore a Bologna, in passato vi sono stati posizionati dei maxischermi.
In caso di vittoria negli incontri dei due principali tornei, si assiste spesso ai caroselli di auto dei tifosi per le strade dei centri urbani, aumentando la partecipazione agli stessi in proporzione ai vari passaggi di turno nel torneo, ai quali si aggiungono numerosi spettacoli pirotecnici nei cieli delle città italiane in caso di successo finale dell'evento.
Inoltre, in molti balconi o terrazze delle abitazioni italiane si assiste all'esposizione della bandiera d'Italia.
Capita, non di rado, che tutte le sopracitate manifestazioni organizzate o spontanee di tifo per gli Azzurri si riscontrino anche nelle grandi metropoli di ogni continente, se vi sono comunità numerose di emigrati italiani: dall'Europa (Berlino, Bruxelles, Londra), alle Americhe (Caracas, Boston, Montreal, Toronto) fino all'Oceania (Sydney, Melbourne), con la particolarità su tutte di New York dove i festeggiamenti avvengono pressoché in ogni distretto (da Brooklyn al Bronx e Staten Island fino alla più celebre Little Italy di Manhattan).
In ogni caso le maggiori manifestazioni organizzate e spontanee in onore della nazionale, si ebbero i giorni seguenti ai titoli conquistati. Per la vittoria a Roma del primo mondiale, il 10 giugno 1934, vi fu il primo bagno di folla per i calciatori azzurri: dallo Stadio Nazionale, sede della finale del torneo, la squadra si spostò per essere ricevuta alle 21 a piazza Colonna nei locali del Circolo della Stampa, dove ad attenderli c'era il segretario del Partito Nazionale Fascista Achille Starace, il presidente della FIGC Giorgio Vaccaro e alcuni dirigenti della FIFA; dopo essere proceduti a stento per la strada, a causa dei tifosi che inneggiavano sulle note di Giovinezza (inno del regime fascista), i calciatori si affacciarono dal balcone dell'edificio per salutare i presenti. Al termine della cerimonia i tifosi abbandonarono la piazza per riversarsi nel centro storico della Capitale fino a tarda notte. Già in questa occasione si ha notizia di festeggiamenti all'Estero per una vittoria dell'Italia, poiché molti italo-argentini si erano radunati in concomitanza della finale sotto le sedi delle redazioni di giornali argentini in lingua italiana, in attesa di notizie sul risultato dell'incontro, festeggiando la conquista del primo mondiale.
Due giorni dopo la vittoria a Parigi del secondo titolo mondiale, avvenuta il 19 giugno 1938, la squadra rientrò in treno dalla Francia ed ebbe le prime manifestazioni di tifo all'arrivo alla stazione Porta Vittoria di Torino, dove scesero prendendo ognuno la propria strada alla presenza di centinaia di tifosi festanti, tra i quali le dirigenze di e e i vertici piemontesi della FIGC, in attesa delle cerimonie ufficiali del 29 giugno nella Capitale. In quest'ultima data gli Azzurri furono ricevuti in mattinata a Palazzo Venezia dal Presidente del Consiglio dei Ministri Benito Mussolini, entrando nell'edificio attraverso una piazza Venezia gremita di tifosi, che li attese anche all'uscita dalla cerimonia istituzionale. Nel pomeriggio, la squadra fu premiata da Mussolini allo Stadio Olimpico, dove si svolgeva il saggio finale ginnico atletico dell'Opera Nazionale Dopolavoro; all'annuncio della premiazione fatto da Achille Starace, i più acclamati dagli spettatori furono Giuseppe Meazza e Silvio Piola.
Trent'anni dopo, la conquista del primo titolo europeo comportò, nella notte del 10 giugno 1968, colonne di auto festanti con clacson lungo le strade di Roma, dove ebbe luogo la finale vinta dagli Azzurri in uno Stadio Olimpico illuminato dai fuochi d'artificio e con il pubblico che invase il campo al fischio finale dell'arbitro per festeggiare la squadra.
Il giorno seguente la vittoria del terzo mondiale, conquistato a Madrid l'11 luglio 1982, la squadra atterrò all'aeroporto di Ciampino, alla periferia della Capitale, dove ad accoglierli assieme al Presidente della Repubblica italiana Sandro Pertini, che viaggiò con gli Azzurri su un DC-9 dell'Aeronautica militare, c'erano trentamila tifosi festanti con bandiere e striscioni. La nazionale e Pertini impiegarono circa quarantacinque minuti per andare al Palazzo del Quirinale (dove ci sarebbe stato un pranzo con tutte le più alte cariche dello sport italiano), in quanto la via Appia era intasata dai tifosi, calcolati nel numero di centomila, con auto che formavano code di anche cinque chilometri. La squadra fu successivamente ricevuta nel pomeriggio a Palazzo Chigi dall'allora Presidente del Consiglio dei Ministri Giovanni Spadolini. Ma al di là della folla a margine degli impegni istituzionali, la vittoria di fu una festa senza precedenti per l'intera nazione, alla quale parteciparono milioni di persone già al fischio finale dell'incontro, con note di colore come l'immensa bandiera italiana posta in via del Corso a Roma o un camion dipinto con il tricolore sul quale viaggiarono alcuni attori famosi (Ugo Tognazzi, Paolo Villaggio, Enrico Montesano, Mariangela Melato e Edwige Fenech) sempre nella Capitale, con anche qualche caso di danni (venne ad esempio danneggiata dai festeggiamenti la fontana del Nettuno in piazza della Signoria a Firenze).
La conquista del quarto mondiale, il 9 luglio 2006, provocò festeggiamenti in tutta la penisola; ad esempio Roma i tifosi che seguirono l'incontro nel maxischermo al Circo Massimo si riversarono nel centro cittadino con altre decine di migliaia di persone che erano raggruppate in altri punti della città, con alcuni di essi che si tuffarono nella fontana di Trevi, mentre a Milano, in piazza Duomo, furono in oltre ad esultare dopo il tiro di rigore decisivo segnato da Fabio Grosso. Il giorno seguente, invece, vi fu la più grande manifestazione di tifo per la nazionale: gli Azzurri rientrarono in mattinata in Italia, provenienti da Berlino sede della finale vinta del torneo, atterrando a Pratica di Mare, aeroporto militare situato a venti chilometri a sud della Capitale, con la presenza di migliaia di persone già bordo pista al momento dello sbarco dei calciatori con il trofeo. Dopo il passaggio sui cieli della pattuglia acrobatica delle Frecce Tricolori, i calciatori si avviarono verso il centro di Roma su due pullman scoperti e "scortati" dai tifosi in scooter, con bandiere e gente in festa ai lati delle strade, venendo accolti a Palazzo Chigi dall'allora Presidente del Consiglio dei Ministri Romano Prodi. Nel frattempo, furono stimati in un milione i tifosi in giro per le strade del centro storico, dei quali circa settecentomila al Circo Massimo in attesa della squadra, che vi arrivò in serata dopo un pomeriggio passato tra le strade e piazze principali della città. La serata al Circo Massimo con i neo campioni del mondo fu presentata dall'attore Carlo Verdone.