Nesthocker - Familie zu verschenken è una serie televisiva tedesca, ideata da Christos Yiannopoulos, prodotta da Network Movie e trasmessa dal 2000 al 2002 sull'emittente ZDF. Protagonisti della serie sono Sabine Postel, Ralph Schicha, Tanja Wedhorn, Christian Wunderlich e Margret Homayer .

La serie si compone di tre stagioni, per un totale di 29 episodi.: l'episodio pilota, in due parti, intitolato Olli muss zum Bund, fu trasmesso in prima visione l'11 gennaio 2000 ; l'ultimo, intitolato Entscheidung aus Liebe, fu trasmesso in prima visione il 28 maggio 2002.

Trama Fresca di divorzio dopo essere stata sposata per vent'anni con Theo, Marianne Brandt decide di prendere in mano la propria vita e di provare a costruirsi un nuovo futuro professionale. Tuttavia, è difficile per lei affrancarsi dal ruolo di madre, in quanto è sempre lei la donna di casa: oltre a dover prendersi cura dei figli Nina e Oliver, deve anche badare alla suocera Lotte, che vive ancora con lei.

Episodi Stagione Episodi Prima TV Germania Prima TV Italia Prima stagione 62000inedita Seconda stagione122000inedita Terza stagione11 2002inedita

Personaggi e interpreti Marianne Brandt, interpretata da Sabine Postel (s. 1-3). Theo Brandt, interpretato da Ralph Schicha (s. 1-3). È l'ex-marito di Marianne. Nina Brandt, interpretata da Tanja Wedhorn (s. 1-3). È la figlia di Marianne e Theo. Oliver Brandt, interpretato da Christian Wunderlich. È il figlio di Marianne e Theo. Lotte Brandt, interpretata da Margret Homayer (s. 1-3). È la suocera di Marianne. Jennifer Busche, interpretata da Jana Hora-Goosmann (s. 1-3). Lutz Marquardt, interpretato da Kai Lentrodt (s. 1-3). Jan König, interpretato da Helmut Zierl (s. 1-3). Paula König, interpretata da Kim Hardt (s. 1-2). Nils Jansen, interpretato da Andreas Elsholz (s. 1-3). Achim Brinckmann, interpretato da Thomas Balou Martin (s. 1-3). Umi Brinckmann, interpretato da Eric Benz (s. 1-2). Inge Hertel, interpretata da Nina Hoger (s. 1-2). Joseph, interpretato da Ernst H. Hilbich (s. 1-2). Maja, interpretata da Felicitas Woll (s. 1-2).

Note

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