I Clash (in inglese The Clash) sono stati un gruppo musicale punk rock britannico. Attivi dal 1976 al 1986, furono uno dei gruppi più acclamati dalla critica del periodo. Furono formati principalmente da Joe Strummer (voce, chitarra ritmica), Mick Jones (chitarra solista, voce), Paul Simonon (basso, voce) e Nick "Topper" Headon (batteria, percussioni).

I Clash erano famosi per la varietà della loro musica (nel loro repertorio trovano posto reggae, dub, rap, rockabilly, ska e altri generi), per le loro esibizioni dal vivo particolarmente intense, per la sofisticatezza lirica e politica dei loro testi, che li distingueva dalla maggior parte dei loro colleghi appartenenti al movimento punk.

Ottennero successo di critica e di pubblico, soprattutto nel Regno Unito, con l'uscita del loro album di debutto The Clash (1977) e del loro secondo, Give 'Em Enough Rope (1978). Il loro terzo disco, London Calling, uscito nel dicembre del 1979, fece guadagnare loro popolarità anche negli Stati Uniti e, un decennio dopo, la rivista Rolling Stone lo nominò miglior album degli anni '80. La sperimentazione con nuovi generi musicali, iniziata con London Calling, continuò sul loro quarto album Sandinista! (1980). La band poi ottenne un ulteriore successo commerciale con l'uscita di Combat Rock (1982), che include la hit Rock the Casbah.

Nel 1982, il batterista Headon lasciò la band a causa di attriti interni legati alla sua crescente dipendenza dall'eroina, sostituito con il loro primissimo batterista, Terry Chimes. A settembre del 1983, Strummer e Simonon licenziarono Mick Jones perché, a loro dire "si era allontanato dall'idea originale dei Clash". Con una nuova formazione, i Clash pubblicarono il loro ultimo album Cut the Crap nel 1985, prima di sciogliersi poche settimane dopo.

Noti anche con l'appellativo di "The Only Band That Matters" (L'unico gruppo che conta), nel 2010 i Clash sono stati inseriti al ventottesimo posto nella classifica degli artisti immortali stilata dalla rivista Rolling Stone.

Storia

1976 - Gli inizi Prima della fondazione dei Clash, i futuri membri della band erano già attivi nella scena musicale londinese.

Joe Strummer, il cui vero nome era John Graham Mellor, era nato ad Ankara e proveniva da buona famiglia di diplomatici, a differenza degli altri membri del gruppo, che avevano origini proletarie. Nei primi anni settanta occupa una casa al numero 101 di Walterton Road a Maida Vale e fonda la sua prima band pub rock The 101ers, nel 1974. Mellor in seguito abbandonò il suo nome d'arte originale Woody Mellor in favore di Joe Strummer (lo “strimpellatore”), un riferimento alle sue rudimentali abilità di suonare l'ukulele quando era un musicista di strada, nella metropolitana di Londra.

Mick Jones (nato Michael Geoffrey Jones) già nei primi anni '70 aveva iniziato a suonare in una band glam-rock chiamata Delinquents. Nel 1975 si unì alla band proto-punk, London SS, con cui non suonò mai dal vivo ma registrò solo un demo. I London SS erano gestiti dal manager Bernard Rhodes, socio di Malcolm McLaren e amico dei membri dei Sex Pistols, di cui Mclaren era il manager. Dopo che i London SS si sciolsero, all'inizio del 1976, Rhodes continuò a essere il manager di Jones. A febbraio, Jones vide i Sex Pistols esibirsi per la prima volta e commentò: "Sapevi subito che era finita, e che da quel momento in poi sarebbe stato così. Era una nuova scena, nuovi valori, così diversi da quelli che erano accaduti prima. Un po' pericolosi". A marzo di quell'anno, spinto da Rhodes, Jones contattò Paul Simonon e gli suggerì di imparare a suonare uno strumento in modo da poter entrare nella nuova band che Jones stava organizzando, assieme al chitarrista Keith Levene.

La band era ancora alla ricerca di un cantante solista. Rhodes, Jones e Levene avevano visto Strummer esibirsi e ne erano rimasti colpiti. Il 3 aprile del 1976, quando i Sex Pistols aprirono per i suoi 101’ers al Nashville Rooms di Londra, Strummer ne rimase affascinato e disse: "Sapevo che stava succedendo qualcosa, quindi sono uscito tra la folla, che era piuttosto rada. E ho visto il futuro, proprio davanti a me. È stato subito chiaro [...] I Pistols sono usciti quel martedì sera e il loro atteggiamento era: 'ecco le nostre canzoni, e non ce ne potrebbe fregare di meno se vi piacciono o no. Infatti, le suoneremo anche se le odiate fottutamente".

Il 30 maggio 1976, Rhodes e Levene contattarono Strummer dopo un concerto dei 101ers e lo invitarono a incontrarsi nel luogo delle prove della band, in Davis Road. Rhodes diede a Strummer 48 ore per decidere se unirsi alla nuova band che avrebbe "rivaleggiato con i Pistols". Dopo 24 ore Strummer accettò. Paul Simonon in seguito disse: "Con Joe a bordo, tutto iniziò a prendere forma". Terry Chimes venne reclutato come batterista per la band.

Appena formati la band utilizzò diversi nomi: Weak Heartdrops, Psychotic Negatives e Outsiders. Paul Simonon, in seguito, dopo aver visto quante volte il nome ricorreva sulle pagine dell'Evening Standard pensò che il nome della band doveva essere The Clash: "Mi è venuto davvero in mente quando ho iniziato a leggere i giornali e una parola che continuava a ricorrere era la parola 'clash', quindi ho pensato 'the Clash, che ne dite?'."

Dopo meno di un mese di prove, i Clash fecero il loro debutto il 4 luglio 1976 al Black Swan di Sheffield, come band di supporto ai Sex Pistols. La performance si rivela un mezzo insuccesso. Rhodes insistette sul fatto che i Clash non si sarebbero più esibiti dal vivo finché non si fossero sentiti molto più uniti, così provarono intensamente il mese successivo. Il 13 agosto 1976, i Clash, indossando abiti "Jackson Pollock" macchiati di vernice, suonarono nel loro studio di Camden davanti a un piccolo pubblico, su invito, che includeva il critico della rivista Sounds, Giovanni Dadamo, la cui recensione descrisse la band come un "treno in fuga, così potenti, sono il primo nuovo gruppo ad arrivare che può davvero spaventare a morte i Sex Pistols". Il 29 agosto, i Clash e i Buzzcocks aprirono per i Sex Pistols al The Screen on the Green di Londra.

All'inizio di settembre, Keith Levene fu licenziato dai Clash. Secondo Strummer, il calo di interesse di Levene per la band era dovuto al suo uso di speed, cosa che chitarrista negò. Terry Chimes se ne andò a novembre, fu brevemente sostituito da Rob Harper durante l'Anarchy Tour di dicembre.Pat Gilbert, The Clash: Death or Glory, Editori Arcana, Roma, 2006, pp. 163, 203, 196, 208-210, 265, 106, 363-369, 238

La band fece la sua prima esperienza in uno studio di registrazione fu con il produttore Guy Stevens, per registrare un demo con l'etichetta Polydor, nel mese di novembre del 1976. Il risultato, poco convincente venne quindi accantonato.

Nel gennaio del 1977, il punk era diventato un importante fenomeno mediatico nel Regno Unito; secondo il New Musical Express: "Il 1977 è l'anno dei Clash". Il 25 gennaio, la band firmò un contratto con la CBS Records per 100.000 sterline, una cifra notevole per una band che aveva suonato circa trenta concerti e pochissimi spettacoli da headliner.Mauro Zaccuri, Paolo Vites, The Clash, collana Legends: Punk, Editori Riuniti, Roma, 2003, pp.17

1977 - The Clash

Il gruppo era pronto per registrare il suo album di debutto. La maggior parte del disco venne concepita in un appartamento londinese affittato dalla nonna di Mick Jones, ad Harrow Road componendo brani come What's My Name (prima canzone del gruppo), 48 Hours e I'm So Bored with the U.S.A. Quest'ultimo, intitolato originariamente I'm So Bored with You, verrà modificato nel titolo quando Strummer, durante le prove in studio, cambiò la parola "You" in "USA", e di conseguenza anche il testo (che parlava di una storia sentimentale di Mick Jones) venne rivoluzionato, divenendo un attacco diretto al tentativo di "americanizzazione culturale" dell'Inghilterra.

L'album venne poi registrato allo Studio 3 della CBS, tra il mese di febbraio e quello di marzo del 1977. La registrazione venne realizzata da Simon Humphrey, un giovane tecnico del suono impiegato dell'etichetta, più abituato al pop che al punk rock. Il gruppo, diffidente nei confronti della casa discografica, affidò la produzione ad un loro conoscente, Mickey Foote, che lavorava come tecnico ai concerti della band. Terry Chimes fu richiamato per aggiungere le parti di batteria nella registrazione. Le sessioni durano 8-10 giorni, più tre giorni di mixaggio, per un costo di circa 4.000 sterline.

Il primo singolo della band, White Riot, venne pubblicato a marzo del 1977 e raggiunse il numero 34 nella UK Singles Chart.

L'album The Clash fu pubblicato l'8 aprile 1977 dalla CBS Records e raggiunse il numero 12 nella UK Albums Chart. I testi affrontavano temi come l'alienazione e la noia e criticavano l'establishment al potere e la polizia. Già da questo primo album, i Clash mostrarono la propria attitudine politico-sociale nelle loro tematiche: la condizione dei giovani proletari inglesi, il vuoto esistenziale e le sofferenze nelle quali erano costretti a vivere. I loro messaggi erano diretti e in fondo anche positivi nella loro rabbia, a differenza del nichilismo senza via di uscita espresso dai Pistols.

Il disco ottenne un successo considerevole nel Regno Unito ma la CBS, inizialmente, rifiutò di pubblicarlo negli USA, sostenendo che sarebbe stato commercialmente difficile da vendere, visto che il suono era troppo rozzo.

Terry Chimes, le cui aspirazioni di carriera avevano forse poco a che fare con l'etica punk, lasciò nuovamente la band poco dopo le registrazioni del disco ("Il fatto era che io volevo un tipo di vita e loro un altro e, quindi, perché lavorare insieme, se vogliamo cose completamente diverse?"). Di conseguenza, solo Simonon, Jones e Strummer furono presenti sulla foto di copertina dell'album. La foto, scattata da Kate Simon, venne realizzata nel vicolo di fronte alla sala prove della band, l'edificio Rehearsal Rehearsals, nei pressi del Camden Market.

La band si mise quindi alla ricerca di un nuovo batterista. Fu tramite Mick Jones, che Nicholas Bowen Headon, un batterista dalle influenze soul e jazz, venne a sapere della possibilità di fare un provino con i Clash.

Come disse in seguito Strummer: "Abbiamo provato qualsiasi batterista che allora aveva un kit (di batteria, ndr). Tutti quelli che c'erano a Londra. Credo che ne avremo contati 205. Ed è per questo che eravamo persi finché non abbiamo trovato Topper Headon". Headon si unì al gruppo e Simonon lo soprannominò subito "Topper" perché secondo lui assomigliava a Mickey the Monkey, un personaggio del fumetto Topper. Headon che, oltre alla batteria, sapeva suonare anche il pianoforte, il basso e la chitarra, in un'intervista più di vent'anni dopo, disse che il suo piano originale era di restare per un breve periodo con la band: farsi un nome e poi passare a una situazione migliore. Rimase invece per gran parte della carriera con i Clash, fino alla fine del 1982.

A maggio del 1977, con la formazione ormai stabilizzata dopo l'arrivo di Headon, prese il via il "White Riot Tour". Il tour, con i Clash headliner e Buzzcocks, Jam, Subway Sect, The Slits come gruppi di supporto, oltre ad Inghilterra ed Irlanda, toccò anche Svezia, Francia e Germania.

In quello stesso mese la CBS decise, senza consultare la band, di pubblicare Remote Control come secondo singolo, cosa che fece infuriare il gruppo, che lo vedeva come uno dei brani più deboli dell'album. Sebbene i Clash inizialmente fossero molto orgogliosi del brano, lo rinnegarono rapidamente. In un'intervista rilasciata poche settimane prima alla rivista Melody Maker, la band confermò (o almeno così pensavano) che il singolo sarebbe stato Janie Jones.