Le operazioni Kinetc e Assault furono i nomi in codice dati a una campagna di attacchi navali intrapresa dalla Royal Navy britannica lungo le coste del Golfo di Biscaglia tra il 31 luglio e il 16 settembre 1944, nell'ambito degli scontri della più ampia battaglia di Normandia della seconda guerra mondiale. Scopo della campagna era quello di intercettare e interrompere il traffico navale gestito dalla Kriegsmarine tedesca nel golfo a sostegno delle piazzeforti qui collocate, nonché di impedire la fuga delle unità tedesche dopo lo sfondamento del fronte in Normandia avvenuto a seguito della vittoriosa operazione Cobra statunitense.

Le due operazioni (in pratica l'una continuazione dell'altra) videro gruppi di incrociatori e cacciatorpediniere britannici (ma anche canadesi e polacchi) del comando navale di Plymouth compiere incursioni diurne e notturne lungo le rotte più trafficate dai convogli tedeschi lungo la costa occidentale della Francia, culminate in vari scontri tra navi di superficie; anche il Coastal Command della Royal Air Force contribuì alle operazioni sferrando attacchi aerei alle navi tedesche. L'operazione fu poi sospesa alla metà di settembre 1944, dopo la ritirata di gran parte delle forze tedesche dalle coste del Golfo di Biscaglia sotto i colpi delle offensive degli Alleati in Francia; senza in pratica subire perdite, la Royal Navy annientò quasi completamente la presenza navale tedesca nel golfo, contribuendo al blocco dei porti francesi rimasti in mano alla Wehrmacht.

Antefatti

Tra il 25 e il 30 luglio 1944 una massiccia offensiva da parte delle forze statunitensi (operazione Cobra) portò all'apertura di una breccia all'estremità occidentale del fronte tedesco in Normandia, stabilito dopo lo sbarco dei reparti alleati il 6 giugno precedente: dopo quasi di due mesi di duri combattimenti nel difficile teatro delle campagne normanne che avevano visto solo una lenta avanzata del fronte, gli Alleati avevano finalmente ottenuto lo sfondamento decisivo per consentire alle loro superiori forze meccanizzate di avanzare in profondità nell'interno della Francia. La Third United States Army del generale George Smith Patton fu subito incaricata di sfruttare il successo dell'operazione Cobra: piegando verso ovest da Avranches, le forze di Patton dovevano avanzare a fondo e occupare l'intera penisola della Bretagna, di importanza strategica per gli Alleati e secondo più importante obiettivo dell'operazione Overlord dopo la creazione della testa di ponte in Normandia. Con il porto di Cherbourg, catturato dagli statunitensi il 1º luglio seguente, ancora inservibile a causa delle demolizioni causate dai tedeschi prima di arrendersi, i rifornimenti per le forze alleate dipendevano ancora dal porto artificiale (Mulberry Harbour) allestito lungo le coste normanne ad Arromanches-les-Bains subito dopo lo sbarco, capace tuttavia di garantire solo il 75% del flusso richiesto: assicurarsi il controllo dei grandi porti bretoni, nonché della Baia di Quiberon dove si contava di allestire un altro porto artificiale, era quindi vitale per garantire l'afflusso di truppe e rifornimenti necessari a ulteriori avanzate in Francia..

Con le avanguardie statunitensi già a Rennes e il fronte tedesco in Bretagna in pieno disfacimento, il 2 agosto Adolf Hitler emanò uno specifico ordine perché i porti bretoni di Brest, Saint-Malo e Lorient, unitamente agli scali di Saint-Nazaire, La Rochelle e Bordeaux più a sud lungo la costa del Golfo di Biscaglia venissero trasformati in "fortezze" e difesi fino all'ultimo uomo dalle locali guarnigioni tedesche. Oltre che per gli Alleati i porti bretoni erano importanti anche per i tedeschi: sin dalla loro occupazione nel 1940, questi scali erano stati trasformati in basi avanzate per la flotta di sommergibili tedeschi (U-Boot) impegnata ad attaccare i convogli di rifornimento degli Alleati nell'oceano Atlantico, e ancora nell'agosto 1944 erano 53 gli U-Boot dislocati nella Francia occidentale; perdere i porti del Golfo di Biscaglia avrebbe obbligato gli U-Boot a raggiungere l'Atlantico partendo dalle basi in Germania e Norvegia, allungando il percorso ed esponendosi ancora di più alle azioni anti-sommergibili degli Alleati.

I porti avevano anche una considerevole importanza logistica per i tedeschi. Lo sbarco in Normandia era stato preceduto da un'intesa campagna di attacchi aerei e della Resistenza francese contro le linee ferroviarie e i ponti più importanti in tutta la Francia, mandando nel caos i trasporti su terra; i tedeschi ripiegarono quindi per il trasporto di truppe e rifornimenti sull'organizzazione di una serie di convogli navali lungo la costa del Golfo di Biscaglia, dove le navi potevano sfruttare come protezione la linea costiera frastagliata e rocciosa, gli sbarramenti difensivi di mine navali e le numerose postazioni di radar e artiglieria costiera allestite dai tedeschi in funzione anti-sbarco, presenti in concentrazione anche maggiore della Normandia. Nell'eventualità ormai certa che le guarnigioni dei porti bretoni venissero tagliate fuori e isolate dalle forze statunitensi, questi convogli sarebbero rimasti la loro unica fonte di approvvigionamenti per prolungarne la resistenza secondo i voleri di Hitler. A parte l'artiglieria costiera, il Comando navale tedesco per l'Ovest (Marinegruppenkommando West) dell'ammiraglio Theodor Krancke aveva tuttavia pochi mezzi per difendere i convogli: nell'agosto 1944 erano rimasti solo quattro cacciatorpediniere a Brest, per quanto la Kriegsmarine potesse mettere in campo alcune decine di mezzi di scorta più piccoli quali dragamine, pattugliatori e pescherecci armati...

Sul finire del luglio 1944, mentre gli statunitensi si accingevano a entrare in Bretagna da est, il comando della Royal Navy iniziò a progettare delle operazioni navali di supporto all'avanzata della Third Army di Patton lungo le coste del Golfo di Biscaglia, a guisa di "incudine" verso cui avanzava il "martello" rappresentato dagli statunitensi. Lo scopo di queste operazioni era duplice: da un lato, le forze navali alleate dovevano impedire il trasferimento degli U-Boot tedeschi dai porti bretoni ora minacciati agli ancora sicuri scali portuali nel sud-ovest della Francia, se non proprio a impedire una ritirata generale dei sommergibili della Kriegsmarine alla volta delle basi in Norvegia e Germania. In secondo luogo, le forze navali alleate dovevano neutralizzare le rimanenti forze di superficie della Kriegsmarine nel Golfo di Biscaglia, imporre il blocco navale ai porti francesi e interrompere il sistema di convogli di rifornimento dei tedeschi: questo avrebbe tagliato i rifornimenti alle guarnigioni tedesche, come pure impedito loro di evacuare via mare le truppe accerchiate dall'avanzata degli statunitensi. L'azione, nome in codice "operazione Kinetic", fu quindi affidata alla responsabilità del Comando navale di Plymouth dell'ammiraglio Ralph Leatham, rafforzato per l'occasione da una considerevole forza di unità di superficie: gli incrociatori del 10th Cruiser Squadron distaccato dalla Home Fleet, e i cacciatorpediniere della 10th Destroyer Flotilla composta da unità britanniche, canadesi e polacche. Supporto aereo sarebbe venuto dai velivoli della portaerei di scorta , distaccata a Plymouth appositamente per l'operazione, nonché dai velivoli di base a terra del Coastal Command della RAF, agli ordini del maresciallo dell'aria Sholto Douglas.

L'operazione Operazione Kinetic - prima fase

L'operazione Kinetic prese il via nel pomeriggio del 31 luglio, quando l'ammiraglio Frederick Dalrymple-Hamilton lasciò Plymouth al comando di una vasta formazione, designata come "Force 26" e comprendente gli incrociatori e e sei cacciatorpediniere: e (britannici), e (canadesi), e (polacchi); la portaerei Striker, scortata da altri tre cacciatorpediniere canadesi, forniva supporto a distanza. La Force 26 rimase a incrociare la largo delle coste francesi del Golfo di Biscaglia fino al pomeriggio del 2 agosto, ma nonostante l'assistenza della ricognizione aerea gli Alleati non individuarono alcun bersaglio da attaccare e rientrarono quindi a Plymouth a mani vuote la mattina del 3 agosto.. Dalrymple-Hamilton riprese il mare la mattina del 4 agosto con il Diadem e i cacciatorpediniere Tartar, Ashanti, Haida e per pattugliare le acque comprese tra il banco di Chaussée de Sein a nord e l'isola di Belle Île a sud, ma l'operazione fu poi annullata e la forza rientrò a Plymouth nelle prime ore del 5 agosto senza aver incontrato navi nemiche.

Questi primi colpi a vuoto furono tuttavia subito seguiti da un successo. L'avanzata statunitense in direzione di Brest portò i tedeschi a ordinare l'evacuazione dalla città di tutto il personale non necessario alla difesa, e l'aumento del traffico navale dovuto a ciò non sfuggì all'attenzione degli Alleati. Sotto la guida del capitano Charles Norris, la Force 26 salpò nuovamente da Plymouth nella tarda mattinata del 5 agosto con l'incrociatore Bellona e i cacciatorpediniere Tartar, Ashanti, Haida e Iroquois, dirigendo a sud verso una zona di pattugliamento compresa tra le isole di Belle Île a nord e L'Île-d'Yeu a sud. Un minuto dopo la mezzanotte del 6 agosto, le navi alleate stabilirono un contatto radar con un convoglio tedesco a nord-ovest di Île-d'Yeu, composto da quattro navi da trasporto e tre o quattro unità di scorta e diretto a sud verso Saint-Nazaire con a bordo circa 800 o 900 specialisti delle unità sommergibilistiche evacuati dalla Bretagna; la formazione anglo-canadese era stata a sua volta rilevata dalle stazioni radar sulla costa della Francia, ma questo non aveva spinto il comando tedesco a richiamare il convoglio. Muovendo furtivamente, Norris riuscì a frapporsi tra il convoglio e la costa, lanciando un attacco a sorpresa alle 00:34 da una direzione inaspettata per i tedeschi. Mentre il Bellona sparava proiettili illuminati, i cacciatorpediniere si fecero sotto bersagliando le navi tedesche con i loro cannoni, continuando a dare la caccia al nemico per le successive due ore; il convoglio fu quasi completamente annientato, con solo una nave che riuscì a fuggire in direzione della costa: vennero affondate una grossa nave posacavi, due piccole navi da trasporto, due dragamine e uno o due pescherecci armati. La Force 26 rimase a incrociare in zona e, alle 03:30 stabilì un altro contatto radar con un convoglio di quattro o cinque navi tedesche, possibilmente dragamine, in navigazione verso sud al largo di Belle Île; questo convoglio era tuttavia più veloce del precedente e riuscì a portarsi rapidamente sotto la protezione dei campi minati e dell'artiglieria costiera tedesca dopo aver incassato solo qualche colpo di cannone. Nel corso di questo secondo scontro un cannone del cacciatorpediniere Haida esplose accidentalmente, uccidendo due marinai canadesi e ferendone altrettanti; erroneamente informato della presenza di motosiluranti tedesche in zona e con l'alba ormai prossima, Norris ordinò la ritirata e la Force 26 fece quindi ritorno a Plymouth nel pomeriggio del 6 agosto...