Il sistema educativo francese ha subito grandi cambiamenti nel corso della storia, la cui caratteristica principale è stata l'accesso sempre più ampio all'istruzione per il popolo francese, dallAncien Régime a oggi. Da tempo riservata a una certa élite, l'istruzione è stata notevolmente democratizzata. Il tema dell'istruzione è soggetto ad aspetti politici, ideologici ed economici che contribuiscono alla sua storia.
Persone, famiglie, Stato e istituzioni (religiose, economiche, ecc.) hanno costituito i gruppi di pressione che hanno condotto all'introduzione generalizzata della scolarizzazione, in particolare attraverso le leggi Jules Ferry. La storia dell'istruzione in Francia è quindi segnata da considerazioni economiche (costo della scuola, valore economico dei bambini) e sociali, oltreché da dibattiti sulla libertà di educazione e sul secolarismo.
Medioevo
Un aneddoto di Notker di San Gallo, secondo cui Carlo Magno avrebbe visitato una delle scuole da lui istituite per verificare le conoscenze degli alunni, è all'origine della falsa convinzione che l'imperatore avrebbe "inventato la scuola" in Francia. È vero che, consigliato su questo punto da Alcuino, creò la Schola palatina di Aquisgrana: le lezioni erano strutturate intorno alle sette arti liberali del Trivio e del Quadrivio, che erano state definite nel VI secolo. In effetti, il suo capitolare Admonitio Generalis, promulgato il 23 marzo 789, includeva tra le decisioni più rilevanti il ripristino delle scuole monastiche ed episcopali. In realtà, la Gallia romanizzata aveva scuole municipali (elementari insegnate dal magister, secondarie dal grammatico, superiori sotto la direzione del retore). Questo modello romano si perpetuò nelle scuole presbiterali, monastiche o episcopali, che vi aggiunsero l'insegnamento religioso, come attesta il Concilio di Vaison, ma si sviluppò soprattutto nella Spagna visigota, in Irlanda, in Italia e in Inghilterra, dove Carlo Magno chiamò i maestri di questi grandi centri di apprendimento per formare un corpo di rigorosi funzionari e un'élite aristocratica..
Il XII secolo vide una vera e proprio cambio di paradigma nel campo dell'istruzione. Il Rinascimento del XII secolo vide il progresso nel campo educativo, la nascita delle università con l'organizzazione unitaria dell'insegnamento in tutti i collegi medievali delle grandi città e l'approfondimento della conoscenza degli autori greci, quali: Aristotele, ma anche Talete, Euclide, Archimede.
Le università erano organizzate in quattro facoltà, a partire dai collegi della Facoltà delle Arti, che continuavano a insegnare il trivium e il quadrivium e fungevano da elemento propedeutico per proseguire in una delle altre tre facoltà superiori (teologia, medicina, giurisprudenza), a seconda del campo di attività previsto per lo studente.
Sia durante il Medioevo che durante il Rinascimento, la didattica era interamente erogata in latino. Tuttavia, a partire dal 1530, quando fu fondato il Collège Royal (poi Collège de France), alcuni professori -come il grammatico , il matematico Pierre Forcadel- iniziarono a insegnare in francese.
Sia durante il Medioevo che durante il Rinascimento, l'insegnamento era interamente in latino. Tuttavia, a partire dal 1530 (quando fu fondato il Collège Royal, poi Collège de France), alcuni professori (il grammatico Ramuz, il matematico Pierre Forcadel) insegnarono in francese.
Ancien Régime L'era moderna ha visto lo sviluppo delle "petits écoles", progettate per fornire ai bambini un'istruzione di base (lettura, scrittura e aritmetica), in particolare con l'ordinanza del 13 dicembre 1698. Il re Luigi XIV obbligò i genitori francesi a mandare i propri figli nelle scuole parrocchiali, dette petites écoles. Questo obbligo valeva per i bambini fino all'età di quattordici anni. Le autorità reali incoraggiavano queste scuole, ma non erano coinvolte nella loro organizzazione o nel loro finanziamento. Le piccole scuole dipendevano quindi dai vescovi e dalle comunità locali. I finanziamenti provenivano esclusivamente dalle famiglie, che non incoraggiavano l'insegnamento regolare. Queste piccole scuole, che si trovano soprattutto nelle città e in alcune regioni, erano generalmente riservate ai ragazzi.
Questa educazione era impartita in francese, sia dai Fratelli delle scuole cristiane che dalle Piccole scuole di Port Royal. Nelle campagne, all'interno delle scuole destinate a insegnare ai bambini poveri a leggere e scrivere, la lettura veniva impartita dai libri di preghiera in latino, nelle lingue regionali e nei dialetti locali. Anche l'istruzione femminile, che rimaneva piuttosto limitata (lettura, scrittura, grammatica, storia e letteratura), veniva impartita in francese: ne è un buon esempio l'istituzione di Saint-Cyr, per l'educazione delle giovani nobili che non avevano disponibilità economiche.
Nelle principali città furono istituiti collegi gestiti da ordini religiosi. Questi si emanciparono dalle università con vari gradi di difficoltà. Tra il XVI e il XVIII secolo, i Gesuiti fondarono e gestirono una serie di prestigiosi istituti nei quali le lezioni erano gratuite (il più famoso è l'attuale Lycée Louis-le-Grand di Parigi). L'insegnamento era esclusivamente in latino, mentre gli Oratoriani accettavano un po' di francese. Tutti questi collegi formavano una gran parte dei figli della borghesia, sebbene non proseguissero gli studi all'università. Quest'ultima continuò ad esistere, poiché i diplomi erano essenziali per l'esercizio di alcune funzioni, in particolare le cariche giudiziarie e il sacerdozio. Nel XVIII secolo, il francese iniziò a prendere piede nei collegi: a metà del secolo, il latino non era più obbligatorio nelle conversazioni degli studenti; poco prima della Rivoluzione, il francese iniziò a essere utilizzato nell'insegnamento della matematica, delle scienze e della filosofia. La soppressione della Compagnia di Gesù nel 1763 fu il primo punto messo a segno nel programma che voleva di eliminare la dimensione religiosa dall'istruzione. Dopo la chiusura delle istituzioni gesuitiche, la grammatica e l'ortografia francese furono insegnate in tutti i collegi.
In questo periodo, furono creati anche i primi istituti di istruzione superiore specializzati, in particolare per l'ingegneria, che prefiguravano le Grande école.
L'opera della Rivoluzione L'istruzione divenne un tema importante fin dall'inizio della Rivoluzione francese (1789) e oggetto di numerosi dibattiti, anche se sarebbe passato del tempo primaché venisse riformata. Nel 1791, ad esempio, il Comitato per l'istruzione pubblica dell'Assemblea legislativa avviò un'indagine sugli istituti di istruzione pubblicaEhrhardt Caroline, D’Enfert Renaud, [ www.cairn.info/revue-histoire-et-mesure-2014-1-page-9.htm La statistique éducative, outil de gouvernement et de mobilisation des enseignants ? Le cas de l'enquête de l'an VII sur les écoles centrales], in Histoire & mesure 1/ 2014 (Vol. XXIX), pp. 9-40. si veda, in particolare, il §13. Nell'anno II, il 5 novembre, la Convenzione nazionale approvò un testo fondativo che rendeva l'istruzione laica e gratuita. Louis Joseph Charlier fece aggiungere un emendamento che rendeva l'istruzione obbligatoria in Francia. La situazione mutò con le restrizioni imposte all'istruzione religiosa. Il governo prevedeva l'organizzazione dell'istruzione statale. Il magister del villaggio e il cancelliere della parrocchia, che fungevano da maestri di scuola, furono sostituiti da maestri elementari. Il corpo docente fu costituito dalla legge del 12 dicembre 1792, che stabiliva come scopo quello di aprire l'istruzione primaria a tutti, fatto attestato dalla creazione del Ministero dell'Istruzione Pubblica. La riforma condusse alla legge Daunou del 3 brumaio dell'anno IV (25 ottobre 1795), legge che organizzò l'istruzione primaria abolendo l'obbligo scolastico. Inoltre, creò scuole centrali di breve durata per l'istruzione secondaria, il cui scopo principale era quello di dare maggiore rilievo alle scienze, rompendo così con l'istruzione umanistica tramandata dall'Ancien Régime.
Secondo i rivoluzionari, le sfide dell'educazione erano: dare una cultura a tutti i cittadini tale che, una volta illuminati, non sarebbero caduti nella trappola di una vita interamente orientata a soddisfare le enormi esigenze di lavoro del sistema produttivo o al culto; legittimare e garantire la sopravvivenza del nuovo sistema politico francese che stava nascendo: la democrazia.
Le università furono abolite nel 1793 e sostituite, a partire dal 1794, da scuole professionali: giurisprudenza e medicina. La Rivoluzione sviluppò anche il sistema delle grande école, come l'École polytechnique, fondata nel 1794. Allo stesso tempo, Nicolas de Condorcet lanciò il movimento per l'educazione permanente, che aveva lo scopo di consentire a tutti i cittadini di ricevere una formazione continua. In questo periodo, fu creato il Conservatoire national des arts et métiers.
Da Napoleone a Jules Ferry Quando Napoleone I salì al potere nel 1799, notò la disorganizzazione dell'istruzione primaria e ristabilì le scuole religiose. Nel 1802, con la legge del 1º maggio, durante il Consolato, furono fondati i primi lycée, accanto ai collège che erano considerati secondari. Il 18 maggio 1804, Napoleone Bonaparte diventò imperatore dei francesi: questo fatto segnò la fine della Prima Repubblica e la nascita del Primo Impero. Il 15 agosto 1808, l'articolo 38 del decreto napoleonico sull'educazione stabilì che le scuole dovessero da allora in poi seguire i "principi della Chiesa cattolica", mentre l'articolo 109 affermò che i Fratelli delle scuole cristiane erano responsabili dell'istruzione primaria e della formazione degli insegnanti. Questi "lasalliani", i principali attori dell'educazione primaria cattolica, ripresero gradualmente le loro funzioni. Tuttavia, l'apertura di nuove scuole fu così lenta (a causa della mancanza di un numero sufficiente di insegnanti già formati) che esse cedettero temporaneamente il passo al forte sviluppo delle scuole mutualiAnne Querrien, prefazione di L'école mutuelle : une pédagogie trop efficace ?, éditions Les Empêcheurs de penser en rond, 2005. Citazione: "In un anno furono create cento scuole, che insegnavano a dodicimila alunni, mentre i Fratelli delle Scuole Cristiane, che erano stati ristabiliti dall'Imperatore nel 1803, erano riusciti a ristabilire solo sessanta scuole nel 1816.".
La più grande riforma di Napoleone I fu la creazione dell'Università Imperiale, con la legge del 10 maggio 1806 e soprattutto il decreto del 17 marzo 1808. Quest'ultimo includeva la filosofia, sotto il nome di "logica", tra le materie necessarie per l'istruzione secondariaÉmile Durkheim, «L’enseignement philosophique et l’agrégation de philosophie.», 1895. L'anno successivo, un regolamento sostituì questa parola con "filosofia" e un decreto del 1810 estese questa disposizione a tutti i licei.
Oltre alle disposizioni istituzionali, questi testi legislativi organizzarono il monopolio dell'istruzione statale. Secondo il decreto, i diversi livelli di istruzione erano: facoltà, lycée, collèges, istituti, collegi e scuole elementari.
Le scuole di medicina e giurisprudenza erano state rinominate "facoltà" e, contestualmente, furono create le facoltà di arti e scienze.
Dal 1815 al 1830 la Francia fu governata dalla Seconda Restaurazione. Il decreto del 29 febbraio 1816 determinò una svolta nel campo dell'istruzione. Esso istituì un comitato cantonale responsabile della supervisione delle scuole. Senza specificare i metodi di insegnamento, se simultanei o reciproci, l'articolo 14 obbligava i comuni a "garantire che i bambini residenti ricevessero l'istruzione primaria, e che i bambini indigenti la ricevessero gratuitamente". I comuni avevano facoltà di unirsi per adempiere a questo obbligoFrançoise Mayeur, Histoire générale de l’enseignement et de l’éducation en France, p. 329..