Con una carriera durata cinquant'anni, Miyazaki è col tempo divenuto l'esponente dell'animazione giapponese più conosciuto all'estero. Il suo nome è inoltre intimamente legato a quello dello Studio Ghibli, studio cinematografico d'animazione da lui fondato nel 1985 insieme al collega e mentore Isao Takahata, oggi ritenuto uno dei più importanti del settore.

È considerato uno dei più influenti animatori della storia del cinema e secondo molti il più grande regista d'animazione vivente: la sua figura è stata paragonata più volte a quella di Walt Disney per l'importanza dei suoi contributi nel settore dell'animazione e ad Akira Kurosawa per la centralità nella storia del cinema giapponese. A Miyazaki secondo molti critici è da attribuire il merito, insieme ad altri colleghi del calibro del già citato Isao Takahata, Hideaki Anno, Katsuhiro Ōtomo, Satoshi Kon e Mamoru Oshii, di aver contribuito a eliminare lo stereotipo dell'animazione giapponese come di una realtà cinematografica inferiore o addirittura di valore artistico nullo.

La sua fama internazionale è aumentata dopo le vittorie dell'Orso d'oro e dell'Oscar al miglior film d'animazione per La città incantata, primo anime ad aggiudicarsi tali premi. Alcuni dei suoi dodici lungometraggi hanno detenuto, o detengono tuttora, record d'incassi in patria: Principessa Mononoke fu il film di maggiore incasso nella storia del Giappone prima del colossal Titanic, a sua volta battuto tre anni dopo da La città incantata, la quale rimane la pellicola che ha incassato di più nelle sale nipponiche fino al 2020. Al 2025, tre suoi film (oltre ai due già citati, anche Il castello errante di Howl) sono inclusi nella classifica dei 10 più alti incassi della storia in Giappone. La sua lunga attività è stata insignita con il Winsor McCay Award nel 1998, il Leone d'oro alla carriera al Festival di Venezia del 2005 e con l'Oscar onorario conferitogli dall'Academy nel novembre 2014. Infine nel 2024 arriva il suo secondo Oscar al miglior film d'animazione per Il ragazzo e l'airone.

Oltre che nel mondo del cinema e dell'animazione in generale, Miyazaki è apprezzato anche per la sua produzione fumettistica: la sua più importante opera in questo campo è il manga Nausicaä della Valle del vento, dalla quale è liberamente tratto l'omonimo film del 1984, diretto dallo stesso Miyazaki.

Biografia

Hayao Miyazaki nacque il 5 gennaio 1941 a Bunkyō, uno dei 23 quartieri speciali di Tokyo, capitale dell'Impero giapponese, secondo dei quattro figli dell'ingegnere aeronautico Katsuji Miyazaki (1915-1993) e di sua moglie Yoshiko (1909-1980). Nonostante l'insorgere della seconda guerra mondiale egli poté trascorrere sereno la propria infanzia insieme ai fratelli Arita (1939), Yutaka (1944) e Shirou, riuscendo peraltro a vivere in condizioni straordinariamente agiate poiché suo padre Katsuji era direttore della Miyazaki Airplane, l'azienda di famiglia specializzata nella produzione di timoni per i caccia Mitsubishi A6M (aerei centrali nella trama di uno dei suoi film Si alza il vento). Nel dopoguerra il padre passò poi a lavorare, sempre in qualità di ingegnere, per conto della Toyo Radiator Company. Il lavoro del padre e l'azienda di famiglia contribuirono alla grande passione che sviluppò fin da piccolo per il volo e per le macchine volanti e che divenne in seguito uno degli elementi ricorrenti nella sua produzione artistica. Tra il 1947 e il 1955, la madre fu ricoverata quasi ininterrottamente in ospedale per una tubercolosi spinale dalla quale si riprese, fino alla morte avvenuta nel luglio 1980. A questo evento il regista fece poi un esplicito riferimento nei film Il mio vicino Totoro e Si alza il vento.

L'inizio del percorso artistico Durante l'adolescenza negli anni cinquanta, da sempre appassionato disegnatore, fu conquistato dalla scoperta dei manga e degli anime. Dopo la laurea in scienze politiche ed economia conseguita nel 1963 all'università Gakushūin, entrò a far parte dello staff dei disegnatori della Toei. Il suo primo importante contributo lo diede proponendo un finale migliore per il film Garibaa no uchu ryoko (1965), conosciuto anche come Gulliver's Travels Beyond the Moon.

Alcuni anni più tardi partecipò, sotto la direzione del suo maestro Yasuo Ōtsuka, come animatore chiave e scenografo a La grande avventura del piccolo principe Valiant, lungometraggio d'animazione diretto da Isao Takahata: era l'inizio di una collaborazione che sarebbe durata nel tempo. Nel frattempo pubblicò il manga Sabaku no tami, negli anni 1969-70.

Le serie animate e il primo film Nel 1971, insieme ai colleghi Isao Takahata e Yōichi Kotabe, seguì Yasuo Ōtsuka alla A Production; per questo studio, insieme a Takahata diresse alcuni episodi (7, 8, 10, 11, 13-23) de Le avventure di Lupin III. Sempre allo stesso anno risale il progetto di Nagagutsushita no Pippi, ovvero l'adattamento di Pippi Calzelunghe, mai portato a termine per via del disinteresse dell'autrice Astrid Lindgren verso adattamenti animati delle sue opere; Miyazaki e Yutaka Fujioka si recarono personalmente in Svezia per discutere con la scrittrice,Dossier su Miyazaki in Mangazine, nº 2, maggio 1991. ma non riuscirono neanche ad incontrarla. I materiali preliminari prodotti per Nagagutsushita no Pippi furono dunque riutilizzati per un progetto originale concretizzatosi il successivo 1972 nel mediometraggio Panda! Go, Panda! composto dai due episodi Panda! Go, Panda! e Il circo sotto la pioggia, entrambi disegnati da Miyazaki e diretti da Takahata.

Nel 1973, Miyazaki e Takahata iniziarono la collaborazione con Zuiyō Pictures, poi Nippon Animation, lavorando ad alcune serie animate relative al programma televisivo di Fuji TV World Masterpiece Theater, che proponeva serie animate di durata annuale basate su romanzi occidentali di letteratura per ragazzi. Furono affidati a lui disegni e layout nelle tre serie dirette da Takahata Heidi del 1974 (tratto dall'omonimo romanzo di Johanna Spyri), Marco del 1975 (da Dagli Appennini alle Ande, una delle storie narrate nel libro Cuore), e Anna dai capelli rossi del 1979 (tratto dall'omonimo romanzo di Lucy Maud Montgomery). Fu inoltre animatore in Rascal, il mio amico orsetto (Araiguma Rasukaru) del 1977 tratto da un romanzo di Sterling North.

Nel 1978 fu prodotta la serie animata Conan il ragazzo del futuro, che riscosse grande successo, tratta dall'omonimo romanzo per ragazzi di Alexander Key; Miyazaki ne fu regista e character designer (assieme a Yasuo Ōtsuka), nonché curatore delle scenografie e degli storyboard.

Nel 1979 abbandonò Nippon Animation per tornare in TMS e dirigere il suo primo lungometraggio, Lupin III - Il castello di Cagliostro, il secondo dei film dedicati all'omonimo personaggio di Monkey Punch, affiancato ancora una volta da Ōtsuka. Nel 1980 diresse ancora due episodi de Le nuove avventure di Lupin III, ovvero l'episodio 145 Albatros, le ali della morte e l'episodio 155 I ladri amano la pace; in particolare in quest'ultimo, che è anche l'episodio conclusivo della serie, Miyazaki inserisce per la prima volta il personaggio del robot-soldato, il cui design verrà da lui stesso riutilizzato cinque anni dopo nel suo film Laputa - Castello nel cielo. Dalla Rai venne cofinanziata la serie Il fiuto di Sherlock Holmes di cui diresse sei episodi nel 1982.

Lo Studio Ghibli e il successo

Nel 1982 la rivista Animage iniziò la pubblicazione del manga Nausicaä della Valle del vento, disegnato esclusivamente da Miyazaki, e riuscì a convincere l'artista a sceneggiare e dirigere un film tratto dal manga. Prodotto da Takahata per lo studio Topcraft, l'anime uscì nelle sale nel 1984.

Il successo ottenuto dal film permise al regista di fare il grande salto: fondare uno studio di produzione proprio. Nel 1985, da Miyazaki e Takahata nacque lo Studio Ghibli (il cui nome deriva da Ghibli, vento caldo del Sahara, ma anche un aereo italiano degli anni trenta), in cui i due registi si sarebbero potuti esprimere con la libertà che la loro creatività richiedeva e con le necessarie coperture finanziarie. Miyazaki stabilì, inoltre, un proficuo sodalizio anche con Joe Hisaishi, il compositore di numerose colonne sonore dei suoi film.

Il primo lungometraggio dello studio vide la luce nel 1986: Laputa - Castello nel cielo, che narrava dell'avventura di due ragazzi, sulle tracce di una misteriosa e magica isola fluttuante nel cielo, (lo spunto fu la città di Laputa, descritta da Jonathan Swift ne I viaggi di Gulliver) premiato miglior film di animazione in Giappone.

Nel 1988, mentre Takahata portava a termine Una tomba per le lucciole Miyazaki presentò Il mio vicino Totoro, poetica favola moderna sull'incontro di due bambine con un essere magico chiamato Totoro (la cui sagoma fu poi scelta come logo dello studio) premiata come miglior film dell'anno.

Nel 1989 con Kiki - Consegne a domicilio iniziarono i successi al botteghino, nel paese del Sol Levante. Con essi arrivò anche l'ingrandimento dello Studio, la produzione di diversi film d'animazione, assunzioni permanenti di collaboratori, l'aumento dei costi e dei rischi: tutto questo ebbe come conseguenza un aumento delle politiche di marketing da parte dello studio.

Nel 1992 portò a termine Porco Rosso, il cui titolo internazionale in italiano rimase intradotto nelle altre lingue: esso narrava le avventure di un pilota di caccia dal volto di maiale, leggenda dell'aviazione italiana all'inizio degli anni trenta.

In questi anni il regista si dedicò alla sceneggiatura e alla produzione di molti progetti, nei propri film e in altri prodotti da Ghibli: produsse il film di Isao Takahata Pioggia di ricordi del 1991; collaborò al soggetto di Pom Poko, di Takahata, uscito nel 1994; l'anno successivo fu sceneggiatore e produttore di I sospiri del mio cuore, la cui regia era affidata a Yoshifumi Kondō.

Nel luglio 1996, Miyazaki pubblica Shuppatsu Ten: 1979–1996 (出発点―1979~1996). Sorta di autobiografia artistica, il volume si presenta come una raccolta di scritti di varia natura (saggi, articoli, interviste, fumetti) che ripercorrono le tappe più importanti della sua carriera. Tra gli oltre 90 capitoli di cui si compone il libro si segnalano la postfazione di Isao Takahata, il manga breve in otto pagine a colori Kuuchuu de Oshokuji e il saggio in cui Miyazaki critica la visione artistica di Osamu Tezuka nel momento successivo alla sua morte. L'edizione italiana del volume è stata pubblicata nel settembre 2026 da La nave di Teseo con il titolo Punto di partenza 1979-1996.

Dopo alcuni anni di lavorazione uscì nel 1997, Princess Mononoke che batté ogni record di incassi in Giappone e collezionò numerosi premi. Il film inscenava il difficile rapporto tra l'uomo e la natura (e tra gli uomini stessi), il suo lato violento e quello armonioso, all'interno di un'atmosfera mistica popolata di dei ed era ambientato nel periodo Muromachi (1336-1573).

In quest'occasione Miyazaki affermò di volersi dedicare ad altri ruoli all'interno dello Studio Ghibli, lasciando la regia ai giovani autori nel frattempo cresciuti alla sua scuola. Ritornò però presto dietro la macchina da presa e nel 2001 uscì La città incantata che in patria ripeté l'ormai consueto rituale di successi presso la critica e il pubblico, ma lo stesso avvenne nel resto del mondo: tra i premi vinti l'Orso d'oro al Festival di Berlino e l'Oscar al miglior film d'animazione 2003, premio per altro non ritirato personalmente in segno di protesta contro la guerra in Iraq; anni dopo, infatti, Miyazaki dichiarò di non aver voluto partecipare alla premiazione degli Oscar perché «non volevo far visita a un paese che stava bombardando l'Iraq».