Palamede () è un personaggio della mitologia greca, generalmente ritenuto figlio di Nauplio e Climene, figlia di Catreo. Re dell'isola di Eubea, esperto nell'arte bellica e valoroso guerriero.

Il mito Origini

Le origini di Palamede sono discusse. Secondo la versione più nota del mito, suo padre è identificato in Nauplio il Giovane, così definito per distinguerlo dall'omonimo antenato, figlio di Poseidone. NellEneide Virgilio lo definisce Belide ("figlio o discendente di Belo")Virgilio, Eneide, II, 82; Ibico fr. 290 Campbell. È però possibile che Virgilio abbia confuso Nauplio, figlio di Poseidone e Amimone e avo del Nauplio padre di Palamede, con Belo, figlio di Poseidone e Libia; su questo problema si veda . e Servio, nel commentare questo passo, chiarisce che tra Belo e Palamede sono trascorse sette generazioni.Servio, Commentarii in Vergilii Aeneidos libros, II, 81. Una notizia molto simile è fornita da Lattanzio Placido, Commentarium in Achilleida, I, 93, che invece nel commento alla Tebaide di Stazio (VI, 266) fornisce la seguente discendenza: Belo, Danao, Amimone, Nauplio, Palamede.

Lo Pseudo-Apollodoro informa che secondo il poema perduto Nostoi Nauplio avrebbe sposato Filira, mentre secondo il poeta orfico Cercope avrebbe sposato Esione; tuttavia, lo stesso Pseudo-Apollodoro e la maggior parte degli autori sostengono che la madre di Palamede sia Climene, figlia del re di Creta Catreo. (= Esiodo fr. 297 Merkelbach-West).

Suoi fratelli erano Eace e Nausimedonte.. Palamede fu istruito dal centauro Chirone a fianco di Achille, Aiace, Enea e altri eroi a lui coetanei.

L'ambasciata presso Priamo Ditti Cretese racconta del viaggio che Palamede fece a Troia per conto di Menelao, di cui era cugino dal lato materno.Menelao era infatti figlio di Atreo e di Erope, sorella di Climene. Mentre i re di Grecia discendenti da Minosse, tra cui Palamede e Menelao,Catreo, nonno sia di Palamede che di Menelao, era infatti figlio di Minosse. si radunarono a Creta per ricevere i beni e le terre lasciate loro da Atreo, ParideNella Storia della guerra di Troia Paride è chiamato Alessandro il frigio (cioè "troiano")., che era stato accolto in casa di Menelao insieme ad altri compagni, approfittò dell'assenza del re e gli sottrasse la moglie Elena, portandola a Troia.. Quando la notizia del rapimento giunse a Creta, Menelao fu preso dall'ira e dall'indignazione e per questo Palamede decise di riportarlo a casa a Sparta, dove nel frattempo si erano radunati i re discendenti di Pelope, che erano venuti a conoscenza del fatto; insieme decisero di inviare un'ambasciata a Troia, composta da Odisseo, Menelao e Palamede, per ottenere la restituzione di Elena e degli altri beni sottratti.. L'ambasciata fu ricevuta da Priamo e Palamede ottenne il permesso di parlare presso il re troiano: denunciò le brutalità commesse da Paride e la violazione dei legami di amicizia, nonché la possibilità che da questo fatto si scatenasse un conflitto tra greci e troiani come quello che aveva visto contrapposti Pelope e Ilo.. Il discorso di Palamede, che fu tenuto con grande eloquenza, convinse molti dei presenti, ma Priamo non volle prendere decisioni in assenza di Paride.. Alcuni giorni dopo, Paride si presentò con Elena e quando Priamo le chiese se voleva tornare in Grecia con Menelao, ella rispose che non era giunta in Asia contro la sua volontà e che non era contenta del matrimonio con Menelao, perciò rimase con Paride.. Secondo altre fonti, l'ambasciata fallì per colpa di Antimaco, che convinse i Troiani ad opporsi alle richieste dei Greci ().

La spedizione contro Troia Tornati in Grecia, gli inviati riferirono agli altri re gli esiti negativi dell'ambasceria; sdegnati dal comportamento di Paride, i re decisero di formare un esercito da guidare contro Troia per vendicare l'affronto. Palamede ebbe un ruolo importante nel reclutamento di due eroi che avrebbero avuto in ruolo di primo piano durante la guerra: Odisseo ed Achille. Riuscì infatti a smascherare Odisseo, che per non aggregarsi alla spedizione fingeva di essere pazzo, e, insieme a Nestore e allo stesso Odisseo, convinse Achille ad abbandonare Sciro, dove la madre Teti lo aveva nascosto travestito da donna, e ad unirsi all'esercito..

Agamennone fu scelto come comandante supremo, Achille, Aiace Telamonio e Fenice come comandanti della flotta, Palamede, Diomede ed Odisseo come comandanti dell'esercito.. Giunti in Misia, sulle coste dell'Asia Minore, credendo di essere invece giunti nei pressi di Troia, Achille, Palamede ed altri guerrieri greci si scontrarono contro la popolazione locale, guidata dal re Telefo e dalla moglie Iera: durante questa battaglia molti soldati di entrambi gli schieramenti persero la vita, il re misio fu ferito alla coscia da Achille, mentre la regina fu uccisa da Nireo; terminato lo scontro, fu siglato un accordo di pace tra Telefo ed i Greci, che fecero ritorno ad Argo..

Successivamente Agamennone perse il comando supremo poiché si rifiutava di compiere un sacrificio ad Artemide,Prima di salpare per Troia, Agamennone aveva ucciso una capra sacra ad Artemide e, a seguito di questo fatto, i soldati greci erano stati colpiti da un'epidemia di peste; ai greci era stato profetizzato che questo era dovuto all'ira della dea e solo il sacrificio ad Artemide della figlia maggiore di Agamennone, Ifigenia, avrebbe placato l'epidemia (.). e, secondo la versione di Ditti Cretese, l'esercito fu diviso in parti uguali ai comandi di Palamede, Diomede, Aiace e Idomeneo.. Secondo altre fonti, invece, Palamede fu eletto per acclamazione dai soldati e tenne per sé solo il comando supremo..

La finta pazzia di Odisseo Palamede dimostrò il suo ingegno smascherando un trucco di Odisseo. A seguito del rapimento di Elena, Menelao richiese ai re greci di rispettare il giuramento con il quale si erano impegnati a difendere lo sposo;. Odisseo, non volendo partire per la guerra di Troia per via di un oracolo che gli aveva predetto che sarebbe tornato dopo vent'anni e senza compagni, si era finto pazzo e, aggiogati ad un aratro un bue ed un asino, seminava sulla riva del mare e arava la sabbia. Palamede prese in braccio il piccolo Telemaco, figlio di Odisseo, e lo depose davanti all'aratro: Odisseo alzò immediatamente il vomere per non colpire il bambino e così Palamede capì che Odisseo era perfettamente lucido.. La pazzia di Odisseo era stata rappresentata anche in un quadro che Plinio il Vecchio afferma di aver visto ad Efeso (). Secondo un'altra tradizione, riferita nei Cypria e seguita dallo Pseudo-Apollodoro e da Luciano di Samosata, Palamede afferrò il bambino dalle braccia della madre e minacciò di ucciderlo con la spada; Odisseo allora ammise la finzione e partì per Troia.Cypria arg. 5 ; ; Luciano di Samosata, De domo, 30.

Servio riferisce un altro motivo di scontro: Odisseo fu inviato in Tracia a raccogliere frumento, ma, dopo essere tornato a mani vuote poiché a suo dire non ne aveva trovato, fu ripreso con forza da Palamede; questi, per dimostrare che Odisseo mentiva, partì a sua volta per la Tracia, da cui tornò con molto frumento.

Alcune fonti riferiscono un ulteriore episodio che contribuì ad aumentare l'odio di Odisseo verso Palamede. Al termine della battaglia in Misia, le tende dei Greci furono prese d'assalto da lupi scesi dal monte Ida, che rubarono le loro schiave ed i loro muli. Odisseo, volendo dimostrarsi più coraggioso di Palamede, prese con sé alcuni arcieri e si mise ad inseguire i lupi, ma Palamede criticò quest'azione, poiché riteneva che la venuta dei lupi fosse il presagio di una pestilenza imminente; invitò i suoi compagni a non nutrirsi più di carne ma di consumare erbe selvatiche e di esercitarsi in mare remando e navigando intorno alla costa, perché così avrebbero respirato un'aria più pura. In seguito, una pestilenza colpì effettivamente le città della Troade e i Greci, scampati al pericolo, considerarono Palamede come una divinità.Filostrato, Eroico, XXXIII, 14-19; .

La vendetta di Odisseo e la fine di Palamede A seguito di questi fatti e della gelosia che provava nei suoi confronti, Odisseo meditò come vendicarsi di Palamede. Quest'ultimo aveva infatti usato in più occasioni il suo ingegno per aiutare l'esercito greco: aveva scoperto Epipola, una giovane mascheratasi da uomo ed arruolatasi nell'esercito acheo per salvare il padre anziano dalla guerra;Tolomeo Efestione, Novarum historiarum excerpta, V. aveva inventato dei passatempi per i soldati per distrarsi dalla guerra e insegnato ai suoi compagni come fosse meglio nutrirsi; secondo alcuni autori, aveva partecipato alla spedizione a Delo organizzata da Menelao per portare a Troia le Oinotrope (Eno, Spermo ed Elaide) per garantire ai soldati i rifornimenti di cibo.Scholia ad Lycophron, 581 (= Cypria fr. 26 ). Le Oinotrope ("trasformatrici in vino"), figlie di Anio, potevano trasformare in vino, grano o olio ciò che toccavano. Licofrone (Alessandra, 569-575) racconta che Anio promise ai Greci di ospitarli sulla sua isola per nove anni perché un oracolo aveva predetto che non avrebbero espugnato Troia prima del decimo anno; promise inoltre che durante questo periodo le sue figlie avrebbero provveduto a nutrirli. La stessa versione era raccontata anche da Ferecide di Atene (fr. 140 Fowler). Ciò attirava su di lui la gran parte dell'ammirazione dei soldati e soprattutto dei capi achei, in particolar modo Agamennone.

Esistono diverse versioni a proposito della fine di Palamede, ma quasi tutte lo vedono cadere vittima di un inganno preparato da Odisseo. Secondo il racconto riportato da numerosi autori antichi, Odisseo introdusse nella tenda di Palamede una grossa somma di denaro e una falsa lettera in cui simulava che Priamo ringraziasse Palamede per avergli riferito notizie sui movimenti dell'esercito acheo. Odisseo, fatta ritrovare la lettera, andò a denunciarlo come traditore presso Agamennone: l'assemblea dei Greci, viste le prove, condannò l'eroe che fu lapidato.; Filostrato, Eroico, XXXIII, 25-27.31; cfr. Ovidio, Metamorfosi, XIII, 56-60.308-312; Cicerone, De officiis, III, 26; Polieno, Stratagemmi, I, pref. 12. Secondo la lettera non fu trovata nella tenda di Palamede ma addosso ad un prigioniero frigio a cui Odisseo la aveva consegnata e che aveva in seguito fatto uccidere in modo che la lettera fosse trovata e Palamede accusato. Giovanni Tzetzes aggiunge le parole che Palamede avrebbe pronunciato durante la lapidazione: «Addio, gloriosa Verità! La tua morte è stata più rapida della mia» (; Filostrato, Eroico, XXXIII, 37). Agamennone proibì ai Greci di coprirlo di terra e di celebrarne il rito funebre, minacciando di uccidere chi avesse trasgredito quest'ordine; tuttavia Aiace Telamonio non se ne curò e, dopo aver pianto per la morte del compagno e aver svolto il rito funebre, seppellì il cadavere di Palamede.; Filostrato, Eroico, XXXIII, 31-36. Nell'antica Grecia era considerato sacrilego non celebrare un rito funebre per il defunto e non seppellirlo o coprirlo di terra; un simile trattamento era riservato solo ai traditori della patria, come testimonia anche la fine di Polinice, considerato da Creonte traditore della propria patria Tebe, descritta nellAntigone di Sofocle.