La chiesa di San Francesco d'Assisi all'Immacolata è un edificio di culto situato a Noto, in Sicilia. Edificata nella prima metà del XVIII secolo insieme all'annesso ex convento dei Frati minori conventuali, la chiesa è stata eretta a Santuario Mariano l'8 maggio 2019. Il complesso fa parte delle Città tardo barocche del Val di Noto, sito inserito nella lista del Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.
Lo scorcio prospettico formato dal complesso architettonico della chiesa e dal lato sud-orientale dell'ex monastero benedettino del Santissimo Salvatore costituisce uno dei luoghi più rappresentativi del barocco siciliano.
Storia La chiesa fu progettata dall'architetto siracusano Rosario Gagliardi, coadiuvato nella direzione dei lavori dal discepolo e parente Vincenzo SinatraMarco Rosario Nobile, Maria Mercedes Bares (a cura di), Rosario Gagliardi (1690 ca. -1762), 2013, pp. 19, 45.. La costruzione avvenne per volontà dei religiosi e del padre guardiano Filippo Tortora tra il 1704 ed il 1755, unitamente all'annesso convento. Sotto la direzione dei padri guardiani Francesco Ternullo — principale artefice del chiostro — e Salvatore Gallo, furono ultimati i lavori del convento e l'apparato decorativo in stucco della chiesa.
Con l’avvento del Regno d’Italia e l'emanazione delle leggi di soppressione del 7 luglio 1866, il convento fu confiscato e i frati dispersi, mentre la chiesa rimase aperta al culto. I locali dell'ex convento ospitarono dapprima la sottoprefettura di Noto, poi l'ufficio di Pubblica Sicurezza, l'ufficio di conciliazione, la commissione di leva e, in epoca fascista, la sede del Fascio e scuole inferiori maschili.
Dopo la prima guerra mondiale, il lato occidentale del chiostro fu destinato ai locali della nuova parrocchia, eretta il 18 gennaio 1921. Tra il 1953 e il 1955 vennero eseguiti il restauro della volta e la decorazione dell'abside, in concomitanza con la riapertura del convento da parte della provincia dei frati minori conventuali. Nel 1964 fu realizzato il nuovo tabernacolo dell'altare maggiore in bronzo e argento sbalzato, mentre nel 1970 si provvide alla ripavimentazione dell'aula e al restauro di alcune teleP. Filippo Rotolo, La Chiesa di S. Francesco d'Assisi a Noto, Biblioteca Francescana Editrice, Palermo 1978..
Descrizione
Esterno La chiesa sorge lungo il Corso Vittorio Emanuele, l'asse urbanistico principale della città rifondata sul colle Meti dopo il terremoto del 1693.
L'edificio è posto alla sommità di una scalinata a tre rampe. La facciata, divisa in due ordini, è scandita da quattro lesene con capitelli corinzi sovrapposti e si conclude al centro con un timpano triangolare. Il portale d'ingresso è inquadrato da due colonne, i cui fusti presentano motivi a racemi intagliati nella pietra calcarea nel terzo inferiore. Ai lati e sopra il portale si aprono tre nicchie a conchiglia con timpano ad arco spezzato.
Interno L'impianto planimetrico è ad aula longitudinale a navata unica, secondo la tipologia architettonica francescana, suddiviso in sei campate e coperto da una volta a botte lunettata in corrispondenza delle finestre.
L'interno presenta una ricca decorazione in stucco eseguita dal maestro ragusano Pasquale Cascone e dal palermitano Giuseppe Gianforma (esponente della scuola del Serpotta). Lungo la navata si trovano altari e lapidi sepolcrali in marmi policromi di notabili locali; alcune di esse provengono da Noto Antica, come la pietra tombale del padre Giuseppe Bonasia (†1576), ministro provinciale di Sicilia e custode del Sacro Convento di Assisi. Sotto l'arco trionfale si conserva un pulpito settecentesco in noce intagliato a pianta poligonale.
Il presbiterio e la statua dell'Immacolata La navata termina in un'abside introdotta da otto nicchie perimetrali a conchiglia. La nicchia centrale, di dimensioni maggiori, ospita la statua lignea policroma dell'Immacolata Concezione, Patrona Civitatis.
L'opera, tradizionalmente ritenuta un reperto antecedente al sisma del 1693 e attribuita ad Antonino del Monachello, è stata stilisticamente ricondotta al primo terzo del XVIII secolo e attribuita alla bottega napoletana di Giacomo Colombo. La commissione si inserisce nelle dispute teologiche settecentesche sul dogma dell'Immacolata, sostenuto dai frati conventuali netini in linea con il pensiero di Giovanni Duns Scoto. La scultura mostra forti affinità con l'Immacolata di Ostuni (firmata dal Colombo) e con i modelli barocchi partenopei di gusto arcadico-rococò influenzati dalla statuaria spagnola. La Vergine è raffigurata su una nuvola sorretta da quattro cherubini mentre schiaccia il serpente; indossa una veste dorata con maniche rosse, velo verde e un manto blu cobalto stellato.
Nel piazzale esterno, la statua in pietra dell'Immacolata coeva alla chiesa fu sostituita nel XIX secolo da una copia in marmo di CarraraMaurizio Santoro, Opere d'arte e attribuzioni nel Santuario di San Francesco d'Assisi all'Immacolata in Noto, 2026, breve monografia depositata presso l'Archivio parrocchiale.
Opere d'arte
Dipinti Tra i dipinti conservati all'interno della chiesa si segnalano: La strage degli innocenti (1706) di Antonino Vizzini; Il trapasso di Frà Andrea M. Conti di Anagni, dotato di cornice policroma e dorata; L'Estasi di San Francesco e la Predica di Sant'Antonio di Padova ai pesci, tele speculari attribuite a Vito D'Anna; San Francesco genuflesso dinanzi alla Vergine e al Cristo, opera settecentesca proveniente dalla chiesa di Sant'Andrea; Natività (1783), commissionata dal padre Salvatore Gallo; Annunciazione, di scuola napoletana del XVIII secolo.
Sculture e arredi sacri Tra i beni scultorei si conservano un'acquasantiera in pietra pece (1570-1580) proveniente da Noto Antica, caratterizzata da un balaustro ornato da testine di cherubini e festoni, e un Christus patiens in legno, databile tra i secoli finali del Medioevo e l'inizio dell'età moderna. Quest'ultimo ha subito rifacimenti e ridipinture in epoche successive ed è tipologicamente riconducibile ai crocifissi monumentali di area centroitaliana, come quello della Basilica vaticana o di San Marcello al Corso a Roma. Ai lati del Crocifisso, a completamento della rappresentazione plastica del Calvario, sono collocate su colonne tortili lignee del XVII secolo (ornate da tralci di vite ricolmi di grappoli d'uva, con putti raccoglitori e pellicani che beccano gli acini quali simboli eucaristici) due statue lignee policrome del XVIII secolo raffiguranti l'Addolorata e San Giovanni Evangelista. Alcune opere sono frutto di donazioni e rari esempi di mecenatismo silenzioso e artigianato d'eccellenza.
Sul lato destro della navata si trovano, disposti su un altare ligneo decorato in policromia, il simulacro settecentesco di San Francesco d'Assisi (in cartapesta, legno e terracotta policromi), affiancato dalle statue di Sant'Antonio di Padova col Bambino (scuola italiana del XIX secolo) e Santa Chiara d'Assisi che impugna l'ostensorio (legno dipinto e dorato, opera di ignoto scultore del XVI secolo). Il dossale dell'altare si compone di una coppia di putti del XVII secolo che reggono lo scudo araldico francescano in legno dorato a mecca e di un dossello polimaterico eseguito con l'antica tecnica della tela-colla su legno che fa da sfondo alla figura del santo d'Assisi.
A sinistra dell'ingresso principale è infine collocata la statua lignea policroma di Santa Agnese vergine e martire con l'agnelloMaurizio Santoro, Santuario di San Francesco d'Assisi all'Immacolata in Noto - Inventario delle opere d'arte e degli arredi, 2026, elenco depositato presso l'Archivio parrocchiale..
Note
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