Il governo Bayrou è stato il quarantaseiesimo governo della Quinta Repubblica francese, in carica dal 13 dicembre 2024 al 9 settembre 2025 sotto la presidenza di Emmanuel Macron.

Si è insediato in seguito alle dimissioni di Michel Barnier dalla carica di Primo ministro, sfiduciato a causa dell’approvazione di una mozione di censura, con i ministri che hanno prestato giuramento il 23 dicembre 2024.

L’8 settembre 2025, tuttavia, l’esecutivo è ufficialmente caduto dopo aver perso un voto di fiducia precedentemente posto su se stesso (secondo quanto previsto dall’Art. 49 § (1) Cost.), risultando così essere il secondo governo a cadere per il mancato conferimento della fiducia parlamentare in meno di un anno.

Storia Formazione In seguito all’approvazione, in data 4 dicembre, di una mozione di sfiducia nei confronti del Governo Barnier, per il paese si è nuovamente palesato, come ampiamente previsto, un significativo periodo di incertezza, caratterizzato da lunghe negoziazioni e difficoltà in tutto il processo di formazione, complice la complessa situazione parlamentare derivante dalle elezioni legislative dello stesso anno ed i vincoli imposti dalla Legge fondamentale.

In tale contesto, dunque, nonostante il Presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, avesse promesso la nomina di un nuovo Primo ministro entro pochi giorni dalla sfiducia, in realtà tale atto, avendo il Presidente deciso di esaminare scrupolosamente ogni candidato nel mentre che le negoziazioni con le forze politiche andavano avanti (conscio della necessità di evitare una nuova mozione di sfiducia, trattando dunque sia con parti del Nuovo Fronte Popolare (NFP) che, soprattutto, con il forte Rassemblement National (RN) di Marine Le Pen), è avvenuto solo il 13 dicembre con la nomina del leader di Movimento Democratico (MoDem), François Bayrou.

Tale nomina, dunque, pur essendo stato recepita senza giubili dalle fazioni dell’Assemblea nazionale, ha comunque portato ad un’apertura moderata del Rassemblement National (RN) ed in parte anche dalle fazioni più moderate del Nuovo Fronte Popolare (NFP), sebbene con riserve e molta cautela, facendo sì che il governo potesse avere, almeno sulla carta, un minimo spazio di manovra, salvo poi vedere tali aperture ridimensionarsi di molto (pur sopravvivendo, eventualmente, in una forma di appoggio passivo) per alcune discordanze di vario tipo.

Alla fine, dopo la nomina di Bayrou, i ministri sono stati nominati solo il 23 dicembre, dopo molti giorni d’attesa. Le nomine, nonostante una consistente ricerca di equilibrio tra centro-sinistra e centro-destra (che ha portato alla nomina di molti ex-ministri dell’area di area macronista, ma anche di alcuni indipendenti e di altri ideologicamente affini ad ambo gli schieramenti), sono state criticate sia dalla sinistra (soprattutto per lo spostamento a destra) sia in parte dalla destra (soprattutto per l’influenza di alcune parti politiche nelle nomine). Il governo è entrato in carica il medesimo giorno.

Primo tentativo di censura ed apertura di RN e PS alla “non-sfiducia” Il 16 gennaio 2025, in seguito al primo tentativo di mozione di sfiducia dopo le dichiarazioni programmatiche generali del governo (tenute dal Primo ministro il precedente 14 gennaio), poiché il capo del governo ha aperto alla possibilità di revisionare l’assai criticata riforma delle pensioni dell’anno precedente, i socialisti (insieme ad altri dissidenti) hanno deciso di astenersi dalla votazione, unendosi così al Rassemblement National (RN) ed all’Unione delle Destre per la Repubblica (UDR), già intenzionati a non votare la mozione (al fine di “dare tempo al Premier” e permettere l’attuazione di una riforma elettorale proporzionale e di forti misure contro l’immigrazione illegale), e facendo così sopravvivere l’esecutivo.

Ritorno del PS all’opposizione Il 19 febbraio, frustrati dai mancati progressi sulle promesse e, nello specifico, dalle grandi concessioni fatte dal Governo al Rassemblement National (RN), i deputati del Partito Socialista (PS) ritirano il loro appoggio al governo, presentando una mozione di sfiducia. Essa, tuttavia, fu respinta proprio grazie al supporto dei rimanenti partiti politici tra cui Libertà, Indipendenza, Oltremare, Territori (LIOT), ormai alleato fisso dell’esecutivo, sebbene in solo appoggio esterno.

Fallito voto di fiducia e dimissioni Preannunciatasi ancora una volta, sin dai mesi precedenti, una legge di bilancio particolarmente austera per via della negativa situazione finanziaria del paese, ed avendo ciò ancora una volta causato numerose divergenze e disaccordi nella definizione delle relative misure economiche — specialmente con il Rassemblement National (RN) di Marine Le Pen che, con la sua astensione aveva fino a quel momento consentito la permanenza in carica dell'esecutivo —, al fine di risolvere l’impasse e forzare i partiti politici alla collaborazione, il Primo ministro François Bayrou ha ufficialmente annunciato, in data 26 agosto 2025 e secondo quanto prescritto dall’Art.49, § (1) della Costituzione, di aver apposto sull’esecutivo un voto di fiducia, che sarebbe stato previsto all’Assemblea nazionale per il successivo 8 settembre.

Essendo tuttavia il quadro politico assai sfavorevole per quest’ultimo, il capo del governo si è presto mobilitato per cercare di ottenere l’appoggio delle formazioni politiche (specialmente di quelle più idealmente disposte a tollerarlo), facendo leva sulla critica condizione di debito pubblico e deficit nazionali — cosa che aveva, nel mentre, sì intimorito i mercati, ma sulla cui effettiva gravità vari economisti avevano anche dubitato — sebbene senza alcun successo, avendo già Marine Le Pen, ma anche Olivier Faure del Partito Socialista (PS), i leader delle uniche formazioni al di fuori della Coalizione presidenziale ancora dialoganti, seppur senza idillio, con il governo — manifestato la loro compatta contrarietà alla permanenza in carica del Primo ministro, così come una grande fetta dell’elettorato. Conseguentemente a ciò, dunque, l’8 settembre 2025 il governo ha ufficialmente perso il voto di fiducia, venendo così contestualmente dimissionato.

Compagine di governo Appartenenza politica L'appartenenza politica dei membri del Governo alla sua formazione è la seguente: PartitoPresidenteMinistriMinistri delegatiTotaleMovimento Democratico1113Renaissance -6814I Repubblicani -257Indipendenti -224Unione dei Democratici e degli Indipendenti - -22Horizons -112Federazione Progressista (Divers gauche-Ensemble) -112Divers droite -1 -1Partito Radicale - -11Totale1142136

Situazione parlamentare Al pari del precedente, poiché la Costituzione della Francia non la dispone come obbligatoria per l’esecutivo, questo governo non si è sottoposto ad una esplicita mozione di fiducia e, per questo motivo, il grafico seguente è frutto di dichiarazioni ufficiali dei partiti e delle loro posizioni durante i voti di fiducia o le mozioni di sfiducia.

Al momento della formazione dell’esecutivo, il 13 dicembre 2024: CameraCollocazionePartitiSeggiAssemblea NazionaleGovernoENS (166):RE (99), MoDem (36), HOR (31);Altri (47):LR (47)OpposizioneNFP (193):LFI (72), SOC (66), ECO (38), GDR (17);Altri (172):RN (126), (22), UDR (16), N-I (7)

Al momento del primo tentativo di mozione di sfiducia, il 16 gennaio 2025: CameraCollocazionePartitiSeggiAssemblea NazionaleGovernoENS (166):RE (99), MoDem (36), HOR (31);Altri (47):LR (47)AstensioneNFP (61):SOC (58), ECO- (2), GDR- (1);Altri (171):RN (126), (22), UDR (16), N-I (7)OpposizioneNFP (133):LFI (72), ECO (36), GDR (16), SOC- (8)

Al momento del ritorno del Partito Socialista all’opposizione, in occasione di una tentata mozione di sfiducia, il 19 febbraio 2025: CameraCollocazionePartitiSeggiAssemblea NazionaleGovernoENS (163):RE (96), MoDem (36), HOR (33);Altri (47):LR (47)AstensioneRN (123), (23), UDR (16), N-I (11)OpposizioneNFP (192):LFI (71), SOC (66), ECO (38), GDR (17)

Al momento del fallito voto di fiducia verso l’esecutivo, l’8 settembre 2025: CameraCollocazionePartitiSeggiAssemblea NazionaleGovernoENS (161):RE (91), MoDem (36), HOR (34);Altri (49):LR (49)Astensione (23), N-I (11) OpposizioneNFP (192):LFI (71), SOC (66), ECO (38), GDR (17);Altri (142):RN (126), UDR (16)

Composizione Ufficio del Primo ministro CaricaTitolareMinistri delegati Primo ministroFrançois Bayrou (MoDem) Aurore Bergé (RE)Incaricata dell’uguaglianza tra donne e uomini e della lotta contro la discriminazione Patrick Mignola (MoDem)Incaricato dei rapporti con il Parlamento Sophie Primas (LR-)Portavoce del Governo MinisteriMinistri Ministri delegati o affiancati Segretari di Stato Ministro di Stato Educazione nazionale, Insegnamento superiore e RicercaÉlisabeth Borne (RE)Philippe Baptiste (IND)Incaricato dell'insegnamento superiore e della ricercaCarica non assegnata Ministro di Stato Oltremare Manuel Valls (RE)Carica non assegnataCarica non assegnata Ministro di Stato Giustizia e Guardasigilli Gérald Darmanin (RE)Carica non assegnataCarica non assegnata Ministro di Stato InternoBruno Retailleau (LR)François-Noël Buffet (LR)Carica non assegnataEuropa ed Affari esteriJean-Noël Barrot (MoDem) Laurent Saint-Martin (RE)Incaricato del commercio con l'estero e dei Francesi all'estero Benjamin Haddad (RE) Incaricato dell'Europa Thani Mohamed Soilihi (RE)Incaricato della francofonia e dei partenariati internazionaliCarica non assegnataEconomia, Finanze e Sovranità industriale e digitaleÉric Lombard (IND) Amélie de Montchalin (RE)Incaricata dei conti pubblici Marc Ferracci (RE)Incaricato dell’industria e dell’energia Véronique Louwagie (LR)Incaricata del commercio, dell’artigianato, delle PMI, dell'economia sociale e solidale Clara Chappaz (IND)Incaricata dell'intelligenza artificiale e della digitalizzazione Nathalie Delattre (PR)Incaricata del turismoCarica non assegnataForze armateSébastien Lecornu (RE) Patricia Mirallès (RE)Incaricata della difesaCarica non assegnata Lavoro, Salute, Solidarietà e FamiglieCatherine Vautrin (RE) Astrid Panosyan-Bouvet (RE)Incaricata del lavoro e dell’impiego Yannick Neuder (LR)Incaricato della salute e dell’accesso alle cure Charlotte Parmentier-Lecocq (HOR)Incaricata dell'autonomia e della disabilitàCarica non assegnataGestione del territorio e DecentralizzazioneFrançois Rebsamen (DVG-) Valérie Létard (UDI)Incaricata degli alloggi Françoise Gatel (UDI)Incaricata della ruralità Philippe Tabarot (LR)Incaricato dei trasporti Juliette Méadel (DVG-) Incaricata delle cittàCarica non assegnataCulturaRachida Dati (DVD)Carica non assegnataCarica non assegnataTransizione ecologica, Biodiversità, Foreste, Mare e PescaAgnès Pannier-Runacher (RE-)Carica non assegnataCarica non assegnataAgricoltura e Sovranità alimentareAnnie Genevard (LR)Carica non assegnataCarica non assegnataSport e Vita associativaMarie Barsacq (IND)Carica non assegnataCarica non assegnataFunzione pubblica, Semplificazione e Trasformazione dell’azione pubblicaLaurent Marcangeli (HOR-CCB)Carica non assegnataCarica non assegnata

Note Esplicative

Bibliografiche

Altri progetti

Bayrou Categoria:Presidenza di Emmanuel Macron