La storia del colonialismo in Africa è il susseguirsi delle interferenze esterne (in particolare arabe, europee e turco-ottomane) che si manifestarono sul suolo africano nel corso dei secoli.John Reader, Africa. A Biography of the Continent, Hamish Hamilton, Londra, 1997. Edizione italiana: Africa. Biografia di un continente, Mondadori, 2001 (p. 276) In una prospettiva eurocentrica, il termine è utilizzato prevalentemente per indicare la presenza europea in Africa nei cento anni compresi tra il 1881 (l'anno in cui la Francia proclamò il suo protettorato sulla Tunisia)Suraiya Faroqhi, Geschichte des Osmanischen Reiches, Beck, 2000. Edizione italiana: Storia dell’Impero ottomano, Il Mulino, 2018 (p. 117) e il 1980 (l'anno in cui venne riconosciuta l'indipendenza della Rhodesia, ultima colonia europea in Africa):Michael Charlton, The Last Colony in Africa: Diplomacy and the Independence of Rhodesia, Blackwell Pub, 1990 l'epoca della corsa all'Africa, i cui protagonisti furono soprattutto Francia e Gran Bretagna e, in misura minore, Germania, Portogallo, Italia, Belgio e Spagna.Catherine Coquery-Vidrovitch, Petite histoire de l'Afrique, La Découvert, 2010. Edizione italiana: Breve storia dell'Africa, Il Mulino, 2011 (p. 158, mappa)
Indicativamente, possono essere distinti tre periodi. Il primo, dal VII al XV secolo, quando gli Arabi conquistarono l'Africa settentrionale e la valle del Nilo,Bernard Lewis, The Arabs in History, Oxford University Press, 1993. Edizione italiana: Gli Arabi nella storia, Laterza, 2006 (pp. 55-56) raggiunsero il Sahel attraversando il Sahara, si insediarono sulla costa orientale del continente fondandovi delle colonie e svilupparono il commercio degli schiavi.Paul Lovejoy, Transformations of Slavery: A History of Slavery in Africa, Cambridge University Press, 2012. Edizione italiana: Storia della schiavitù in Africa, Bompiani, 2012 (p. 34) Il secondo periodo, dal XV al XIX secolo, quando sulla costa occidentale e meridionale del continente arrivarono i primi mercanti europei, che diedero inizio ai commerci tra l’Africa subsahariana e l'Europa e, successivamente, alla tratta atlantica degli schiavi,Olivier Grenouilleau, Quand les Européens découvraint l'Afrique intériere, Tallandier, 2017 (pp. 17 e 19) e quando, contemporaneamente, i Turchi ottomani conquistarono i territori arabi dell'Africa settentrionale.Suraiya Faroqhi, op. cit. (pp. 67-68) Infine, un terzo periodo, il più breve, tra il XIX e il XX secolo, quando gli Europei, dichiarato illegale il commercio degli schiavi, presero il controllo di tutto il continente africano, comprese le regioni dell'interno e quelle precedentemente colonizzate dagli Arabi.Paul Lovejoy, op. cit. (p. 447) Al termine di questo processo, l'Africa risultò divisa in Stati indipendenti entro confini in gran parte tracciati dalle ex potenze coloniali.Putzger Historischer Weltatlas, Cornelsen, 1999 (pp. 144-145)
Gli Arabi e l'Africa Quando, nel 1482, il Regno del Portogallo edificò il Castello di Elmina (primo insediamento europeo nel Golfo di Guinea), gli Arabi erano in contatto con l'Africa subsahariana da almeno sei secoli.Tidiane N'Diaye, Le génocide voilé. Enquête historique, Gallimard, Parigi, 2008 (p. 93) L'esplorazione, la conquista e la colonizzazione
Partiti dall'Higiaz nel VII secolo, conquistata l'Africa del Nord, gli Arabi raggiunsero, attraverso le vie commerciali trans-sahariane, il margine meridionale del deserto, il Sahel, e i grandi imperi sorti sul medio corso del Niger (come l'Impero del Ghana). A differenza di quanto accadde nell'Africa settentrionale (dove gli Arabi si insediarono nelle terre conquistate, accanto alle preesistenti popolazioni berbere), nella regione saheliana l'insediamento di coloni arabi fu marginale; in compenso, fu preponderante la loro influenza politica, culturale, religiosa e soprattutto commerciale.Alain Gallay, De mil, d'or et d'esclaves. Le Sahel précolonial, Presse polytechniques et universitaires romandes, Losanna, 2011 (p. 56) Parallelamente, gli Arabi iniziarono l'esplorazione e la colonizzazione dell'Africa orientale, dove fondarono una lunga catena di città costiere e di sultanati (da Mogadiscio a Kilwa) che prosperarono grazie al commercio dell'avorio e degli schiavi.Jacques Heers, Négriers en terres d’islam, Perrin, Parigi, 2007 (p. 87) La tratta araba
Per gli Arabi, l'intero continente africano fu il più grande fornitore di schiavi, oltre che preziosa riserva di oro e derrate alimentari durante tutto il Medioevo.Alain Gallay, op. cit. (p. 14) La tratta araba prese forma lungo la valle del Nilo nella seconda metà del VII secolo, quando i regni cristiani sconfitti dal califfo ʿOmar ibn al-Khaṭṭāb furono costretti a pagare un tributo annuo in schiavi all'Egitto.Catherine Coquery-Vidrovitch, op. cit. (p. 85) L'unificazione politica dell'Africa settentrionale sotto gli Omayyadi fu inoltre la premessa per lo sviluppo delle piste carovaniere, lungo le quali, nel corso dei secoli, transitarono circa di schiavi provenienti dalla regione saheliana.Olivier Grenouilleau, Les traites négrières, Gallimard, 2004. Edizione italiana: La tratta degli schiavi, Il Mulino, 2006 (p. 149) Con cadenza regolare, carovane provenienti da nord sostavano nelle oasi situate in prossimità delle miniere di sale e ripartivano con il prezioso carico verso il Sahel, dove il sale veniva scambiato con oro e schiavi.Felipe Fernández-Armesto, 1492. The Year Our World Began, Bloomsbury Publishing, 2013 (p. 55) Una seconda direttrice della tratta araba si sviluppò in direzione est: dalla regione dei Grandi Laghi, altri di schiavi vennero deportati attraverso il Mar Rosso e l'Oceano Indiano sino al Medio Oriente.
Il primo colonialismo europeo
Attraverso gli Arabi, le notizie dell'abbondanza di oro e di schiavi nella Guinea giunsero in Europa attorno al XIV secolo:Catherine Coquery-Vidrovitch, op. cit. (p. 86) dapprima rari mercanti raggiunsero il Sahel per via terrestre,Felipe Fernández-Armesto, op. cit. (p. 51) successivamente i Portoghesi cercarono una via diretta e marittima verso l'Africa subsahariana, iniziando quell'esplorazione della costa che li avrebbe portati a circumnavigare l'intero continente.Michel Schlup e Michael Schmidt, Explorateures voyageurs et savants. Grands livres de voyages terrestres su XVII au XIX siècle, Edition Gilles Attinger, 2001 (pp. 16-19)
Esplorazione e commercio
Costeggiando il litorale africano, i mercanti lusitani instaurarono rapporti commerciali con gli abitanti della Guinea, scambiando tessuti, grano, cavalli e metalli provenienti dall'Europa con pepe di Guinea, avorio, oro e schiavi provenienti dalle regioni interne del continente. Le relazioni economiche tra europei e africani si svolsero senza conflittualità,John Thornton, Africa and Africans in the Making of the Atlantic World, 1400-1800, Cambridge University Press, 1998. Edizione italiana: L'Africa e gli africani nella formazione del mondo atlantico, 1400-1800, Il Mulino, 2010 (p. 60) con gli Stati guineani in posizione di forza e in grado di imporre regole e tributi.Olivier Grenouilleau (2017), op. cit. (p. 75) Per tal motivo, la penetrazione degli europei fu lenta e graduale: i primi insediamenti, precari e di piccole dimensioni, sorsero sulla costa o sulle isole poco distanti dal continente.Arlindo Manuel Caldeira, Escravos e Traficantes no Império Portugués, 2013. Edizione italiana: Schiavi e trafficanti attraverso l'Atlantico, Mimesis, 2020 (p. 59) In Africa orientale, i Portoghesi dovettero invece scontare la rivalità dei mercanti arabi, da tempo insediati nella regione, ai quali contesero il dominio sulla rotta per l'India.Glenn J. Ames, The World Encompassed: The Age of European Discovery (1500-1700), Pearson Education Inc, 2008. Edizione italiana: L'età delle scoperte geografiche (1500-1700), Il Mulino, 2011 (pp. 33-41)
Gli scali commerciali costieri erano presidiati solo pochi mesi all'anno, poiché il clima e le malattie tropicali rendevano impossibile l'insediamento stabile degli europei: il commercio era quindi dominato dai mercanti africani,Arlindo Manuel Caldeira, op. cit. (p. 179) che seppero diversificare le importazioni e sfruttare a proprio vantaggio le rivalità fra le compagnie europee.Olivier Grenouilleau (2017), op. cit. (p. 74) Unica eccezione, grazie al clima temperato, la Colonia del Capo ospitò dal XVII secolo una stabile comunità europea: la Compagnia Olandese delle Indie Orientali promosse infatti l'insediamento di coloni provenienti dai Paesi Bassi per garantire la produzione di derrate alimentari necessarie a rifornire le sue navi in transito verso l’Asia.John Hunt, Dutch South Africa: Early Settlers at the Cape, 1652-1708, University of Pennsylvania Press, 2005 (pp. 13–35) Gli Olandesi vennero poi raggiunti da ugonotti francesi in fuga dalle persecuzioni religiose e da protestanti tedeschi.
Nel XVI secolo il continente africano era un punto di riferimento portuale e marittimo, in special modo per Portoghesi, Inglesi, Francesi e Olandesi, che possedevano bastimenti fissi in rotta lungo le grandi vie di comunicazione marittima, fungendo da centri di smistamento e raccolta delle merci e dei prodotti africani (oro, pelli, avorio, legni pregiati, caffè, pietre preziose) destinati all'esportazione verso l'Europa.Rondo Cameron e Larry Neal, A Concise Economic History of the World from Paleolithic Times to the Present, Oxford University Press, 1997. Edizione italiana: Stortia economica del mondo dalla preistoria a oggi, Il Mulino, 2003 (p. 191) Nei due secoli successivi, la necessità di rifornire di manodopera i nuovi possedimenti americani indusse questi stessi Paesi ad acquistare un numero sempre maggiore di schiavi da destinare al Nuovo Mondo:Glenn J. Ames, op. cit. (p. 49) questo commercio poté svilupparsi rapidamente poiché si appoggiò al traffico già ampiamente utilizzato dagli Arabi.Niall Ferguson, Civilization: The West and the Rest, Penguin, 2011. Edizione italiana: Occidente, Mondadori, 2017 (p. 159)
La tratta atlantica degli schiavi
In tre secoli e mezzo, dagli inizi del XVI secolo alla metà del XIX, circa di schiavi furono venduti dagli Stati africani ai mercanti europei e deportati, attraverso l'Oceano Atlantico, nelle Americhe.Olivier Grenouilleau (2006), op. cit. (p. 166) Inizialmente gli schiavi erano acquistati dai Portoghesi nel Regno del Benin, che fu il primo Stato africano ad approfittare della tratta,Lisa Lindsay, Captives as Commodities: The Transatlantic Slave Trade, Pearson Education Inc., New Jersey (USA), 2008. Edizione italiana: Il commercio degli schiavi, Il Mulino, 2011 (p. 73) e il cui litorale divenne noto come Costa degli Schiavi.Paul Lovejoy, op. cit. (p. 90) Successivamente, nella tratta degli schiavi fecero il loro ingresso il Regno del Congo, l'Impero Oyo, il Regno del Dahomey e infine l'Impero Ashanti, che vendettero schiavi anche alle Province Unite, alla Francia e alla Gran Bretagna per le loro colonie americane.Lisa Lindsay, op. cit. (pp. 74, 77, 82 e 86) Gli Stati africani che parteciparono alla tratta si arricchirono notevolmente, e questa risultò determinante anche per la loro ascesa politica.Alain Gallay, op. cit. (p. 17)
L’espansione turco-ottomana
Conquistata la penisola anatolica e i Balcani meridionali, agli inizi del XVI secolo l'Impero ottomano rivolse le sue mire all'Africa e, in pochi decenni, si impadronì di quasi tutta la costa settentrionale del continente: il sultanato mamelucco d'Egitto e le terre della dinastia hafside in Tripolitania, Tunisia e Algeria.Bernard Lewis, op. cit. (p. 170) Eccettuate alcune postazioni portoghesi occupate ininterrottamente dal XV al XX secolo, quello turco fu il più lungo dominio straniero su suolo africano.Mostafa Minawi, The Ottoman Scramble for Africa, Stanford University Press, 2016 La conquista turca del Nordafrica