Col termine iato (dal latino hiatus, "apertura") si indica un fenomeno linguistico che consiste nel dividere tra due sillabe due vocali (o meglio: due vocoidi) che altrimenti farebbero parte della stessa sillaba, vocali quindi che vengono accostate e pronunciate con due emissioni di voce.
Pronuncia La pronuncia tradizionale di iato è , trisillabo (i-à-to), ma la variante bisillaba è ammessa: Ugo Foscolo scriveva il iato, Giosuè Carducci gli iatiAldo Gabrielli, Il piacere dell'italiano (a cura di Paolo Pivetti) Milano, Mondadori. 1999; il latinista Alfonso Traìna è per la pronuncia trisillaba, Luciano Canepàri preferisce quella bisillaba .
La pronuncia oggi prevalente, lo iato , non contiene iato bensì un suo opposto, il cosiddetto dittongo ascendente, la sequenza di una consonante approssimante /j/ e di una vocale /a/, al contrario della pronuncia tradizionale l'iato che contiene un vero iato.
Tipi di iato in italiano Con iato nella grammatica italiana si intendono due fenomeni letteralmente distinti.
In primo luogo, si considera tradizionalmente iato l'incontro di due vocali forti , con l'accento sulla prima vocale; in secondo luogo si considera iato l'incontro di due vocali forti con l'accento sulla seconda, oppure l'incontro di una vocale forte con una debole la quale è però accentata (oppure ancora la sequenza /ii/).
Ogni lista ha restrizioni date all'inizio: a parte queste, non tutte le possibilità d'incontro sono attualmente realizzate nella lingua italiana; non si considerano pertinenti le parole dialettali né le interiezioni.
Nessi vocalici "forti" come in Nausìcaa come in paesàno come in baobàb
come in Galilèa come in idèe come in galatèo
come in lealménte come in idónee come in leoncìno
come in òasi come in eròe come in zòo
come in coacèrvo come in coesióne come in Alcìnoo
Nessi vocalici con la prima vocale ("debole") accentata come in zìa come in zìe come in zìo
come in sùa come in sùe come in sùo
Altri casi come in zìi come in contìnuum Nessi vocalici non accentati
come in flüidità; intüirài come in indivìdüano come in insinüerò come in *àrgüono
Nessi vocalici con l'accento sulla vocale successiva come in Caàba come in paése come in aèdo come in Caìno come in licaóne come in Aòsta come in paùra
come in beàto come in lineétta come in Geènna come in veìcolo come in beóne come in beòta come in reùccio
come in ïàto (pronuncia tradizionale) come in zïétta come in clïènte come in pïìssimo come in pïóne come in pïòlo come in Frïùli
come in coàna come in coéso come in Noè come in moìna come in coórte come in coòpero come in noùmeno
come in Lüàna come in düétto come in crüènto come in Lüìgi come in müóne come in flüòro come in düùnviro Nessi vocalici con l'accento sulla terza vocale come in continüiamo Iati e dittonghi Questa definizione di iato è però contestata da Piero FiorelliAmerindo Camilli, Piero Fiorelli (a cura di). Pronuncia e grafia dell'italiano. Firenze, Sansoni. 19653 e dallo stesso Luciano CanepariLuciano Canepari. Il MaPI – Manuale di pronuncia italiana. Bologna, Zanichelli. 20042b, i quali ritengono che solo l'ultima lista sia da considerarsi contenente veri iati: la prima e la seconda conterrebbero dittonghi a tutti gli effetti; anche nella metrica poetica, in effetti, i nessi vocalici "forti" (con l'accento sulla prima vocale) vengono solitamente considerati dittonghi, a meno che il poeta non usi la dieresi, che talvolta viene posta tipograficamente sulla prima vocale grafica.
Note
Voci correlate Dittongo Trittongo
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