Il Palazzo Baronale di Casapesenna è un palazzo storico di Casapesenna (CE) situato in piazza Agostino Petrillo.

Storia Il palazzo baronale, costruito tra il XV e XVI secolo da Cesare Mormile, nasce come una casina di caccia. Di impianto vicereale, occupava la parte centrale di un complesso architettonico dove sul lato est vi erano le scuderie e sul lato ovest il giardino, che era presente fino al 1930.

Del palazzo si fa menzione in un documento della Regia Camera, datato 23 marzo 1551, ciò implica che fosse stato costruito molto tempo prima. Nel 1623 tornò sotto la Regia Corte. Dopo passo alla famiglia Bonito, che dal re Filippo IV ottenne il titolo di principe di Casapesenna. Per volere di Giulio Cesare Bonito questo palazzo, che rappresentava il centro antico del paese, fu restaurato e ampliato.

In seguito, l'eredità passo alla famiglia Vargas Machuca, avendo Ferdinando sposato Carmela Bonito. L'ultimo intestatario del palazzo risulta il figlio di questi ultimi, Tommaso Vargas Machuca, che nel 1858 ereditò il titolo di principe di Casapesenna, duca d'Isola e marchese di Positano. Alla fine del XIX secolo risulta proprietario un nobile napoletano, il duca Gaetano Sancez-Santa MariaPro Loco - Comune di Casapesenna 2016.

Il palazzo ha ospitato scuderie di cavalli da cui deriva il nome della comunità "casa per selle" poi divenuto per i cittadini in gergo locale "Casapesella", ed infine Casapesenna.

Descrizione

Il palazzo si sviluppa su una pianta a corte centrale con l'asse nord-sud che collega la piazza Agostino Petrillo con via Chiesa tramite due portali. La corte centrale, delimitata da archi a tutto sesto, presenta su due lati un portico coperto da volte a crociere. Ai piani superiori si accede con due scale.

L'impianto planimetrico ha matrice cinquecentesca con corte centrale settecentesca, come è possibile leggere dalle murature in tufo del portico, e torri. Il portale posteriore è seicentesco mentre quello di facciata è settecentesco, cosi come le cornici delle finestre ed i balconi. Sul lato settentrionale, si può individuare la precedente organizzazione del portico, con quattro arcate, differente da quello settecentesco, a tre arcate di diversa ampiezza.

Sul lato occidentale della corte il cellaro conserva l’originario portone in legno di castagno. Sul fronte est, invece, gli ambienti sono rimasti quasi intatti: si accede da un portone settecentesco con cornici in pietra del XVI secolo. Un tempo era un unico locale con volta a botte lunettata, pareti con nicchie allineate su entrambi i lati e, probabilmente, affreschi con figure grottesche. Di questi affreschi restano solo poche tracce leggibili su una nicchia.

L'attuale condizione del Palazzo è caratterizzata da gravi dissesti statici dovuti, oltre che all’incuria, ai danni provocati dal sisma del 1980 che ha causato il crollo parziale del piano di copertura nella parte occidentale.

Note

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