La resurrezione di Lazzaro è un dipinto a olio su tela (199 x 233 cm) di Giovanni Francesco Barbieri, detto Guercino, databile al 1619 e conservato al Louvre di Parigi.

Storia Benché il dipinto non sia menzionato da Carlo Cesare Malvasia, Denis Mahon lo ha collocato tra le opere eseguite per il cardinale Jacopo Serra, legato pontificio di Ferrara, e datato al 1619. Roberto Longhi aveva ipotizzato che La resurrezione di Lazzaro fosse il pendant del Sansone arrestato dai Filistei, basandosi su una copia di quest'ultimo, conservata al Musée d’Angoulême e ritenuta derivata da un dipinto perduto del Guercino. Nel 1968 Denis Mahon si dichiarò d'accordo con tale ipotesi,formulata prima che l’originale del Sansone arrestato dai Filistei fosse riscoperto dallo stesso Mahon nel 1981.

Secondo Stone, invece, sarebbe il pendant di San Sebastiano soccorso da Irene oggi alla Pinacoteca Nazionale di Bologna. Stéphane Loire ritiene questa ipotesi poco convincente, perché le dimensioni della Resurrezione di Lazzaro (199x233 cm) sono sensibilmente superiori a quelle del San Sebastiano soccorso da Irene (179×255 cm) e molto simile a quelle del Sansone arrestato dai Filistei (191,1×236,9 cm).

La resurrezione di Lazzaro appartenne per lungo tempo alla famiglia Garofali di Napoli. In quella sede lo vide anche Cochin. Successivamente lo segnalò anche Marcello Oretti nella medesima sede.Marcello Oretti, ms. B. 16522, Biblioteca comunale dell'Archiginnasio, Bologna. Nel 1785 fu acquistato per Luigi XIV da Jules Guiffrey e fu collocato nel Cabinet du Pavillon neuf au Louvre e da allora compare in tutti i cataloghi successivi del Louvre. Notice des tableaux des écoles...de Lombardie et de Bologne dont l'exposition a eu lieu le 25 Messidor an IX (1801) e Description raisonnée des peintures du Louvre. Écoles étrangères: Italie et Espagne.

Descrizione e Stile Il dipinto raffigura l’episodio evangelico della resurrezione di Lazzaro (Giovanni 11, 1-44). Al centro della scena, Gesù, con il braccio destro disteso in un gesto autorevole, ordina al miracolato di alzarsi dal sepolcro. Lazzaro, ancora avvolto in un sudario, si solleva faticosamente mentre due uomini lo aiutano a sciogliersi dalle bende. Ai piedi del Cristo, una giovane donna — probabilmente Maria o Marta — si volta verso di lui con un moto di stupore e gratitudine.

L’impianto compositivo è serrato: le figure, disposte in un primo piano affollato, si accalcano in uno spazio ristretto, mosse da gesti incrociati e da un intenso dinamismo. La luce, proveniente da destra, investe i corpi nudi di Lazzaro e dei suoi assistenti, creando un forte contrasto con le zone d’ombra sul fondo. Le tinte calde e terrose e la materia pittorica densa contribuiscono all’atmosfera drammatica e partecipata della scena.

Del dipinto esiste un’incisione in controparte di Giovanni Battista Pasqualini, del 1623, conservata al Rijksmuseum di Amsterdam.

Note

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