I Miami Heat sono una squadra di pallacanestro professionistica con sede a Miami, Florida. Sono membri della Southeast Division nella Eastern Conference della NBA (National Basketball Association), il campionato professionistico degli Stati Uniti d'America. Giocano le loro partite casalinghe nel Kaseya Center. L'attuale proprietario è Micky Arison, figlio di Ted Arison, mentre l'allenatore è Erik Spoelstra che è subentrato a Pat Riley che attualmente veste il ruolo di general manager.

Gli Heat e gli Orlando Magic sono le uniche due squadre della lega della Florida. Nonostante siano una squadra giovane nello scenario della lega, essendo nati nel 1988, gli Heat hanno raggiunto i play-off in 23 delle 37 stagioni disputate, vincendo tre titoli, nel 2006 contro i Dallas Mavericks per 4-2, nel 2012 contro gli Oklahoma City Thunder per 4-1 e nel 2013 contro i San Antonio Spurs per 4-3. Prima della loro nascita l'unica franchigia di pallacanestro di rilievo della città erano i Miami Floridians che giocarono nella ABA tra il 1968 e il 1972. Nel 2016 il valore totale della franchigia era stimato per 1.300 milioni di dollari, di cui il 7% sono i debiti accumulati e il budget è di 180 milioni di dollari; sono proprietari degli Sioux Falls Skyforce della NBA Development League.

Storia La nascita degli Heat (1988-1995) Nel mese di aprile 1987 la commissione approvò le offerte di espansione delle città di Charlotte e Minneapolis e successivamente di due città della Florida, Orlando e Miami. Fu deciso così di espandere la NBA a quattro nuove squadre, con i Charlotte Hornets e Miami Heat che debuttarono nella stagione 1988-89 e i Minnesota Timberwolves e gli Orlando Magic nella stagione 1989-90. Gli Heat furono fondati nel 1988 come expansion team dell'NBA dall'armatore miliardario Ted Arison proprietario anche della Carnival Corporation & plc. Il nome Miami Heat fu scelto con un sondaggio tra i tifosi che lo preferirono a Miami Vice, il nome del noto telefilm poliziesco ambientato tra le palme di South Beach.

Tra i giocatori del roster dell'anno inaugurale furono chiamati giovani come Rony Seikaly, Kevin Edwards e Grant Long, mentre l'allenatore era Ron Rothstein. Gli Heat giocarono la loro prima partita contro i Los Angeles Clippers alla Miami Arena perdendo 111-91, e nonostante le 17 sconfitte consecutive iniziali tra cui anche uno sconvolgente 138-91 dai Los Angeles Lakers di Magic Johnson, riuscirono a chiudere la loro prima stagione con un record di 15-67. A incidere sul record negativo fu anche la scelta di collocare gli Heat nella Midwest Division della Western Conference a dispetto di una realtà geografica del tutto diversa. Questo obbligò la squadra a fare i viaggi più lunghi visto che gli avversari divisionali più vicini erano gli Houston Rockets che distano 900 miglia da Miami. Nel draft NBA 1989, gli Heat scelsero Glen Rice con la scelta numero quattro. Con lui e con l'aiuto di Sherman Douglas, Rony Seikaly, Willie Burton e Steve Smith e sotto la guida del coach Kevin Loughery, gli Heat che ora giocavano in una divisione di ferro con Boston Celtics, New York Knicks e Philadelphia 76ers raggiunsero i play-off per la prima volta nel 1991-92, dove furono eliminati dai Chicago Bulls di Michael Jordan in tre partite. In quella stagione gli Heat subirono la sconfitta più larga della storia dai Cleveland Cavaliers per 148-80. Due anni dopo nel 1993-94 gli Heat tornarono ai play-off con un record di 42-40 trascinati dalla giovane stella Rice con 21,1ppg dove incontrarono al primo turno gli Atlanta Hawks che furono capaci di ribaltare l'iniziale 2-1 di Miami, eliminandoli per 3-2. Sempre nel 1994 ottennero la loro miglior vittoria nella storia quando batterono i Clippers per 126-83. Nel 1995 la famiglia Arison, fino a quel momento faceva parte solo dei soci, acquistò la franchigia; Micky Arison dopo la sua nomina a general manager licenziò Loughery sostituendolo con Alvin Gentry.

L'era Hardaway-Mourning (1995-2003) Tra il 1994 e il 1997 i Miami Heat cercarono dei piani di trasferimento, le città alternative con cui furono instaurati dei colloqui furono Las Vegas, Memphis, St. Louis e San Diego. Mentre i Miami Heat stavano lottando per rimanere a South Beach fu ingaggiato Pat Riley nel 1995 al posto di Gentry, un dirigente e un allenatore che aveva già risollevato alcune franchigie come i Los Angeles Lakers e i New York Knicks prima di arrivare a Miami. Riley orchestrò uno scambio che mandò Rice agli Charlotte Hornets in cambio del centro Alonzo Mourning, destinato a diventare il giocatore simbolo della franchigia. La scelta fu subito premiante: Mourning fu il primo giocatore della franchigia ed essere convocato per l'NBA All-Star Game e permise agli Heat di vincere 11 delle prime 14 partite nel 1995-96 e di raggiungere i play-off a fine anno dove furono raffreddati dai Bulls in tre partite. Da li in avanti furono ingaggiati Tim Hardaway, P.J. Brown, Kurt Thomas, Chris Gatling, Dan Majerle, Terry Porter e Jamal Mashburn e gli Heat cominciarono una saga che li vide raggiungere la post-season per sei volte consecutive, con quattro vittorie della Atlantic Division tra il 1997 e il 2000. In quegli anni si accesero delle rivalità con i Chicago Bulls, i New York Knicks e gli Orlando Magic.

Nella stagione 1996-97 la coppia Mourning-Hardaway esplose e gli Heat furono la più grande sorpresa dell'anno, ottennero un record di 61-21 con anche una serie di 11 vittorie consecutive, con cui vinsero il loro primo titolo dell'Atlantic Division ai danni dei Knicks. Riley fu nominato allenatore dell'anno mentre Hardaway fu il primo giocatore della franchigia a essere inserito nell'All-NBA Team. Nei play-off gli Heat rimasero infuocati ed eliminarono gli Orlando Magic per 3-2 e i New York Knicks per 4-3, nonostante i Knicks si fossero portati sul 3-1, perdendo poi nelle finali della Eastern Conference con i Chicago Bulls della dinastia di Michael Jordan per 4-1. Nella stagione 1997-98 gli Heat vinsero l'Atlantic Division con un record di 55-27 ma vennero eliminati al primo turno dai Knicks, con tanto di rissa tra Alonzo Mourning e Larry Johnson, ex compagni di squadra agli Charlotte Hornets. L'anno successivo la stagione cominciò solo a febbraio a causa del lockout. Gli Heat guidati da Mourning (che ebbe una campagna pazzesca con 20,1ppg vincendo il primo dei due consecutivi premi di difensore dell'anno) raggiunsero il record di 33-17 e il terzo titolo dell'Atlantic Division vinto al tie-break che permise a Miami di essere la testa di serie nei play-off dove però furono eliminati clamorosamente al primo turno dai New York Knicks di Patrick Ewing negli ultimi secondi di gara-5. Gli Heat diventarono il secondo team testa di serie nº 1 a subire un upset dopo i Seattle SuperSonics cinque anni prima. L'anno successivo I Miami Heat vinsero il loro quarto titolo consecutivo di division con un record 52-30 e Mourning guidò la classifica delle stoppate per il secondo anno consecutivo. Dopo avere battuto i Detroit Pistons con un secco 3-0 furono eliminati dai play-off ancora una volta per mano dei Knicks per 4-3, ma soprattutto lasciarono la loro storica casa, la Miami Arena per trasferirsi nella nuova AmericanAirlines Arena. La prima giocata fu vinta per 111-103 contro gli Orlando Magic.

Il tentativo di Miami di costruire una squadra da titolo subì un durissimo colpo alla vigilia della stagione 2000-01, allorché ad Alonzo Mourning fu diagnosticata una glomerulosclerosi segmentaria e focale. Al di là dell'aspetto umano gli Heat si ritrovarono di colpo senza un giocatore chiave che in quel periodo era tra i candidati più forti a vincere l'MVP e furono costretti nelle stagioni successive a rivedere il roster: perso Tracy McGrady finito agli Orlando Magic arrivarono Eddie Jones, A.C. Green, Anthony Mason, Jim Jackson, Cedric Ceballos, Rod Strickland, Bruce Bowen e Caron Butler e venne lasciato partire Tim Hardaway ai Dallas Mavericks. Miami chiuse la stagione seconda con un record 50-32 e venne eliminata al primo turno dei play-off dagli Charlotte Hornets con un umiliante 3-0, mentre nelle due stagioni successive non raggiunse nemmeno la post-season. In estate, dopo avere visto svanire ogni chance di selezionare Yao Ming, Miami preferì non rischiare di firmare la problematica superstar della high school Lenny Cooke al draft NBA 2002.

Shaq-Wade e il primo titolo NBA (2003-2006)

Dopo diversi anni di ricostruzione e scelte per sostituire Hardaway e Mourning passato ai New Jersey Nets, gli Heat sbaragliarono il draft NBA 2003 scegliendo Dwyane Wade da Marquette University con la quinta chiamata, piuttosto che prendere un free-agent di grande livello come Gilbert Arenas, con lui arrivarono anche Lamar Odom e Udonis Haslem. Nonostante la scioccante notizia dell'abbandono della panchina di Riley che fu sostituito da Stan Van Gundy, la squadra che partì con un terribile inizio 5-15, finisce l'anno con un record di 42-40 tornando così a fare i play-off dove eliminarono i New Orleans Hornets in 7 partite prima di essere sconfitti al secondo turno dagli Indiana Pacers per 4-2. Un altro punto di svolta avvenne nell'estate del 2004, quando Pat Riley, diventato presidente, annunciò l'acquisizione del centro tre volte campione NBA, Shaquille O'Neal con un contratto da 100 milioni di dollari per cinque anni e del veterano Christian Laettner. Provò anche a prendere l'ala Karl Malone che poi decise di ritirarsi. La coppia Shaq-Wade, sotto la regia di Pat Riley e con la collaborazione di scafati veterani, avrebbe portato gli Heat allo status d'élite nella lega guidando Miami a tre titoli di Southeast Division e alla vittoria del titolo nel 2006 contro i favoriti Dallas Mavericks.

Nella stagione 2004-05 Miami chiuse la regular season con un solido 59-23 con anche una striscia di 14 vittorie consecutive con Shaq che chiuse con 22,9ppg, e il titolo della Southeast Division. Nei play-off come testa di serie avanzarono senza problemi spazzando via New Jersey Nets e Washington Wizards per 4-0, nelle finali della Eastern Conference incontrarono i campioni in carica dei Detroit Pistons dove furono sconfitti per 4-3 in una serie tiratissima che hanno anche condotto sul 3-2. Dopo la sconfitta in finale di Conference contro i Detroit Pistons, nella stagione 2005-06 gli Heat diedero di nuovo l'assalto al titolo ancora con Shaq e Wade, ma anche con l'arrivo di nuove stelle del calibro di Gary Payton, Antoine Walker, James Posey, Jason Kapono e Jason Williams, fortemente voluti dal presidente Pat Riley, che da metà stagione subentrò al posto di coach Van Gundy, alla guida della squadra con ottimi risultati. A questi va aggiunto il grande ritorno di Alonzo Mourning, che non era stato rinnovato dagli Heat nel 2002 per i suoi problemi di salute e che era stato costretto a sottoporsi a trapianto di reni nel dicembre 2003. Pat Riley non fallì infatti la sua caccia al titolo e grazie a un sempre più dominante Wade e al solito Shaq, i Miami Heat chiusero la regular season con un record 52-30, il migliore della Southeast Division e il secondo miglior record della Eastern Conference. Nonostante la crescita nel finale di stagione gli Heat non erano considerati una squadra in grado di vincere il titolo soprattutto tenendo conto delle sconfitte accumulate contro gli avversari più forti come i San Antonio Spurs, i Phoenix Suns e i Dallas Mavericks. Ai play-off eliminarono di seguito Chicago Bulls per 4-2, New Jersey Nets per 4-1 e in finale di conference, i Pistons in sei gare, diventando così per la prima volta nella loro storia i campioni della Eastern Conference, e raggiungendo di conseguenza le prime, storiche, finali NBA, contro i favoriti Dallas Mavericks di Dirk Nowitzki.