Alla morte senza eredi di Carlo II succedette una fase di tensione in Europa, poiché questi aveva indicato nel proprio testamento il suo pronipote e cugino Filippo d'Angiò (nipote di Luigi XIV di FranciaLuigi XIV e Carlo II erano cugini primi, nipoti diretti di Filippo III di Spagna; inoltre la nonna di Filippo, moglie e cugina del Re Sole, era la sorellastra di Carlo II, figlia del primo matrimonio di Filippo IV) erede universale, a condizione di non unire la Corona di Spagna ad altre corone europee. Gli Asburgo, casa regnante in Austria e imperatori del Sacro Romano Impero, rivendicavano il diritto alla successione. Ma il rischio di vedere i Borbone sui troni di Spagna e Francia allarmò anche la Gran Bretagna, preoccupata di vedere la Francia impossessarsi delle colonie spagnole. La controversia dinastica condusse alla Guerra di successione spagnola (1702-1714).
Biografia Infanzia e problemi di salute
Nato il 6 novembre 1661 al Real Alcázar di Madrid, Carlo fu l'ultimogenito e l'unico figlio maschio sopravvissuto di Filippo IV di Spagna, nato dalla sua seconda moglie, sua nipote Maria Anna d'Austria. Per quanto debole e malaticcio, la sua nascita fu accolta con grande gioia, dal momento che l'altro erede di Filippo IV, Filippo Prospero, principe delle Asturie, era morto a quattro anni solo cinque giorni prima che Carlo nascesse, e prima di lui erano deceduti il fratello Ferdinando Tommaso, neonato, e il fratellastro Baltasar Carlos, di sedici anni. Carlo nacque quindi come unico erede al trono paterno.
La salute dell'infante sin dalla nascita fu particolarmente debole, tanto che l'ambasciatore francese presso la corte di Madrid, appena pochi mesi dopo la nascita dell'infante, riportò così a Luigi XIV:
Per via della salute particolarmente precaria, Carlo II non fu capace di parlare fino all'età di quattro anni, né di camminare fino a otto anni, e fu trattato come un bambino piccolo fino all'età di dieci anni: i suoi tutori avevano evitato di sottoporlo a qualunque sforzo sia fisico sia intellettuale, fino al punto di non considerare neppure l'igiene personale del ragazzo, tanto che il fratellastro don Giovanni d'Austria, divenuto uno dei suoi tutori, gli impose di lavarsi e di curare i capelli.
Oltre a ciò, il re era sovente colpito da fortissimi attacchi di emicrania, epilessia e da continue malattie di carattere influenzale, che la credenza popolare attribuiva a una maledizione. Per questo motivo, egli è passato alla storia come el Hechizado (in italiano, lo Stregato). Riguardo a tale credenza lo stesso sovrano disse:
Recenti studi medici hanno dimostrato che, invece, la cattiva salute del re dipendeva principalmente dalla politica matrimoniale endogamica, quindi dalla pratica di contrarre matrimoni tra consanguinei all'interno della dinastia degli Asburgo (molto frequente era il matrimonio tra primi cugini o tra zio e nipote), finalizzata a non disperdere i territori asburgici, ma tutt'altro che vantaggiosa dal punto di vista genetico. La madre di Carlo, Maria Anna d'Austria, era figlia di Maria Anna di Spagna, che era però anche sorella di Filippo IV di Spagna, il quale, a sua volta, era padre di Carlo. Dunque, Filippo IV e Marianna d'Austria, genitori di Carlo, erano rispettivamente zio e nipote, mentre Maria Anna di Spagna era contemporaneamente zia paterna e nonna materna di Carlo. Quest'ultimo, quindi, aveva quattro bisnonni al posto di otto e sei trisnonni invece di sedici. Secondo uno studio medico, il suo coefficiente di consanguineità era 0,254, ossia oltre 10 volte rispetto a quello di Filippo I di Castiglia, padre dell'imperatore Carlo V..
La teoria maggiormente seguita attribuisce il suo rachitismo, la sua debolezza mentale e la sterilità alla sindrome di Klinefelter, ma oltre a questa il re soffriva di un marcato progenismo mandibolare, presente in molti membri della famiglia e per questo detto mento asburgico, che impediva all'arcata superiore e inferiore dei denti di incontrarsi, rendendogli estremamente difficile la parola e la masticazione. Infine i tratti marcati del volto hanno suggerito la possibilità che fosse affetto da acromegalia, mentre le frequenti gastriti e i conati di vomito possono essere ricondotti al fatto che fosse malato di acidosi tubulare renale.
Descrizione del re Le sue condizioni precarie di salute influirono moltissimo sul suo aspetto fisico, tanto che il nunzio apostolico in Spagna, dopo aver incontrato il sovrano all'età di vent'anni circa, così riportò:
Gli storici statunitensi William e Ariel Durant aggiunsero: "Basso, zoppicante, epilettico, precocemente anziano e completamente calvo prima dei 35 anni, era sempre vicino alla morte".
Altre testimonianze, tuttavia, sembrano ridimensionare l'estensione delle disabilità fisiche e mentali del sovrano: a dispetto della salute precaria era un abile cacciatore.; nonostante gli attacchi di depressione, era solito partecipare attivamente agli affari di Stato al punto che l'ambasciatore francese Jean-Baptiste Colbert, Marchese di Torcy, scrisse nelle sue relazioni che le capacità mentali del re erano intatte.. Nel 1691 Carlo II partecipò alle trattative con la missione diplomatica inviata dal Sultano del Marocco.. Il diplomatico del Ducato di Savoia, Costanzo Operti, tenne udienze regolari con il sovrano durante la Guerra della Grande Alleanza e lo descrisse nei rapporti come affabile e generoso ma timido e con scarsa confidenza, tratti frequentemente menzionati anche da altri diplomatici stranieri..
La timidezza fu sottolineata anche dallo storico Modesto Lafuente, secondo il quale Carlo II fu un re schivo e religioso e con il tempo divenne sempre più riflessivo, angosciato e triste per i molti problemi del regno..
Riguardo al suo comportamento, scrisse così Antonio Castillo:
Regno Reggenza di Marianna d'Austria
Filippo IV morì nella mattina del 17 settembre 1665 dichiarando suo figlio Carlo, di appena quattro anni, come suo erede universale. Data la giovane età di Carlo e le sue precarie condizioni di salute, con la clausola 21 del testamento Filippo IV affidò la reggenza alla regina Marianna d'Austria, la quale doveva essere assistita da altri sei funzionari, tra cui l'arcivescovo di Toledo e inquisitore generale, cardinale Baltasar Moscoso y Sandoval.
Filippo IV poi, con la disposizione 37, riconobbe come proprio figlio don Giovanni d'Austria, che si era distinto come generale nelle Fiandre e aveva riunito alla corona Napoli e la Catalogna e che al momento aveva la carica di viceré d'Aragona, raccomandando alla moglie di rispettarlo e di promuoverne la carriera.
Valimiento di Juan Everardo Nithard La regina madre, invece, morto l'arcivescovo di Toledo, assegnò la carica vacante di inquisitore generale e di presidente del consiglio di reggenza al suo confessore personale, il gesuita austriaco Juan Everardo Nithard, cui conferì in forma ufficiosa il titolo di validoIl termine spagnolo valido non indica propriamente una carica istituzionalizzata, ma semplicemente il favorito del monarca, al quale il sovrano stesso concedeva determinati poteri e competenze che in ogni momento potevano essere revocate; particolarmente famosi, sia per l'influenza sugli affari pubblici, sia per la durata del loro incarico, furono il duca di Lerma per conto di Filippo III e il conte duca di Olivares in nome di Filippo IV., escludendo don Giovanni d'Austria, che ben presto incominciò a odiare la regina e il suo valido, mentre la nobiltà disprezzò il Nithard per via della sua eccessiva influenza sulla regina e in secondo luogo poiché la sua nomina non era stata approvata dal papa Alessandro VII..
Nithard aveva ereditato una situazione politica particolarmente complessa, dal momento che da un lato la sconfitta nella guerra franco-spagnola aveva scosso il potere e il prestigio spagnolo in Europa, mentre dall'altro la guerra di restaurazione portoghese, che si trascinava dal 1640, assorbiva le scarse energie del regno..
Durante il governo di Nithard la situazione portoghese precipitò ulteriormente, dal momento che l'esercito spagnolo, mal equipaggiato e mal diretto, si dimostrò totalmente incapace di difendere i confini e regolarmente truppe portoghesi riuscirono a penetrare nella Castiglia e nell'Andalusia, ponendole a sacco. Incapace di respingere l'esercito portoghese, Nithard stipulò nel 1668 il disastroso trattato di Lisbona con cui, in cambio di Ceuta, la Spagna riconosceva l'indipendenza del Portogallo e dei suoi possedimenti (il Brasile e le piazzeforti commerciali in India e in Indocina).
Nello stesso anno, inoltre, Luigi XIV di Francia intraprese la guerra di devoluzione contro la Spagna, che solo grazie all'aiuto dell'Inghilterra, della Svezia e delle Province Unite, preoccupate dell'espansionismo francese, riuscì a evitare, nel trattato di Aquisgrana, gravi perdite territoriali..
Il trattato di Lisbona prima e la guerra di devoluzione poi avevano gravemente screditato il governo del gesuita presso la nobiltà, mentre era cresciuto lo scontento dei ceti deboli a causa del forte aumento delle tasse disposto dal gesuita per finanziare i due conflitti fallimentari.. Di tale scontento si fece interprete don Giovanni d'Austria: nel 1669 marciò verso Madrid e, occupata la capitale senza incontrare resistenza, obbligò la regina madre a destituire Nithard..
Valimiento di Fernando de Valenzuela
In sostituzione di Nithard fu nominato valido Fernando de Valenzuela, marchese di Villasierra., il cui governo non fu però più efficiente di quello del predecessore. Sul piano economico, infatti, Valenzuela non tentò di adottare riforme per rendere più equo ed efficiente il fisco e neppure riuscì a riordinare la circolazione monetaria, sconvolta dall'eccessiva coniazione di monete avvenuta durante gli ultimi decenni del regno di Filippo IV, ma, per risolvere i gravi problemi finanziari, ricorse ancora una volta all'aumento delle imposte dirette che gravavano sui ceti popolari e ridusse gli effettivi dell'esercito..
Ugualmente negativa fu la sua politica estera, dal momento che fu il principale responsabile dell'entrata in guerra della Spagna nella guerra d'Olanda nel 1672.. In questo conflitto l'esercito spagnolo, fortemente indebolito, non riuscì a difendere la Franca Contea, perse le importanti piazzeforti di Namur e Charleroi e subì diverse incursioni in Catalogna. Nel 1674 avvenne la rivolta di Messina, per sopprimere la quale chiese aiuto alla Francia, che si impadronì prima della città stessa e poi della città di Augusta mirando all'intera Sicilia; nell'ambito di tali eventi, sul mare, una flotta congiunta ispano-olandese combatté alcune battaglie inconcludenti presso le isole Eolie (7, 8 e 9 gennaio 1676: seconda battaglia di Stromboli) e presso la città di Augusta. (22 Aprile 1676: battaglia di Augusta, nella quale perse la vita il famoso ammiraglio olandese Michiel de Ruyter), mentre la successiva battaglia navale di Palermo (2 giugno 1676) tra la flotta ispano-olandese e la flotta francese si concluse con un'importante vittoria francese.Pietro Maniscalco, La battaglia navale di Palermo, di Stromboli e di Augusta, Palermo, Arsenale di Palermo, 2002, p. 11.
Nel 1678 fu stipulato il trattato di Nimega, in base al quale la Francia ottenne la Franca Contea e numerose piazzeforti fiamminghe in cambio della riconsegna di Charleroi, Namur e della città di Messina. Furibondo per la rivolta, Carlo II dichiarò la città "morta civilmente", abolì tutti i privilegi, tra cui il porto franco e fece distruggere il Palazzo Senatoriale, in cui si riuniva il senato di Messina, ordinando, in segno di disprezzo, di spargere sale sul suolo in cui si riuniva e di erigere una statua che lo ritraeva a cavallo mentre calpestava un serpente, Messina.