Biografia Si iscrive all'Accademia di belle arti di Roma ma dopo poco tempo abbandona per dedicarsi all'attività di illustratore per diverse testate: esordì sul settimanale satirico Il Monocolo e poi collaborò con altre come La Tribuna illustrata, Il Travaso, Il Tevere e Il Caffè. Collabora anche con il Marc'Aurelio, il Bertoldo e il Guerin Meschino; nel 1928 si trasferisce in Germania dove, a Berlino, conosce George Grosz che lo inserisce come illustratore nella redazione del Lustige Blätter; nel 1936 ritornò in Italia e pubblica tre volumi dedicati all'infanzia e incomincia a realizzare storie per la rivista Argentovivo!; all'inizio degli anni quaranta si trasferì a Milano dove lavora come disegnatore di fumetti collaborando con diverse case editrici come la Mondadori; per questo editore pubblica sulla testata Paperino una storia scritta da Federico Pedrocchi, La regina dei Caraibi, scritta da Federico Pedrocch e una sceneggiata da Guido Mellini, Jolanda la figlia del Corsaro Nero mentre, su Topolino, pubblica la seconda parte del serial Un gentiluomo di sedici anni. Per altri editori collabora alle testate Albo dei bambini, Albo dei ragazzi e Ragazzi avventurosi della Edital, il Corsaro Nero (1939-41) e Capitan l'Audace (1943).

Nel 1943 realizza per la rivista L'Avventuroso la trasposizione a fumetti di un romanzo di Salgari, La zattera del naufragio, su sceneggiatura di Luigi Motta e, con i disegnatori Libico Maraja, Mai e Caprioli vari episodi della serie di Cesare Solini Le aquile di Roma, pubblicata su Le più belle avventure della Casa Editrice Alpe.

Durante la guerra, tra il 1943 e il 1945, realizzò in clandestinità una serie di vignette satiriche sul nazi-fascismo che vennero pubblicate dopo la Liberazione sul Corriere della Sera.

Finita la guerra realizza un volume di sessanta disegni che illustra gli orrori del periodo appena concluso e della dittatura e inizia a collaborare con quotidiani come Avanti! e L'Unità. In questo periodo realizza la serie Gengis Khan scritta da Pedrocchi e pubblicata su Dinamite della Primula Editrice oltre a realizzare varie illustrazioni per la Domenica del Corriere.

Nel 1946 pubblica in appendice a un numero degli Albi 3 spade delle Edizioni il Carro il racconto La montagna dell'oro sceneggiato da Luciano Pedrocchi, mentre sulla collana Albi Dinamite pubblica la storia Il cammeo maledetto; nello stesso anno collabora col settimanale Gamma. L'anno successivo collabora con la casa Casa Editrice Audace realizzando la serie I quattro picciotti, pubblicata in appendice alla serie Mani in alto! Lo stesso anno inizia a collaborare con la Casa Editrice Universo realizzando storie per la rivista Intrepido (le serie La Freccia d'argento e Il tenente dei dragoni, 1947-49) e per la collana Albi dell'Intrepido, della quale realizza 25 numeri dal 1949 al 1951. Contemporaneamente collabora per diversi quotidiani, riviste letterarie, periodici umoristici, politici e per ragazzi, spesso firmandosi "Sem". Pubblica anche tre libri per bambini e ne illustra molti altri per diversi editori. Dopo aver abbandonato il fumetto si dedica alla pittura fino agli anni sessanta.

Note