È stata la leader del partito All India Dravidian Progressive Federation (All India Anna Dravida Munnetra Kazhagam; AIADMK), nonché per sei volte governatrice (chief minister) dello stato indiano di Tamil Nadu, benvoluta dal popolo sia per la sua carriera cinematografica sia per la sua carriera politica, al punto da svilupparne un culto della personalità e una venerazione.
Biografia Nacque nel 1948 nei pressi di Mysore, nello stato di Karnataka. All'età di due anni rimase orfana di padre e la famiglia si trasferì a Bangalore e Madras. Studiò uno stile di danza classica indiana (il bharata natyam). Dopo il suo debutto sulle scene nel 1960, l'attore tamil Sivaji Ganesan la spinse a intraprendere la carriera cinematografica.
Cinema
Nel 1965 debuttò sul grande schermo in lingua tamil con Vennira Aadai e divenne subito famosa grazie al film campione d'incassi Ayirathil Oruvan, al fianco di Maruthur Gopalan Ramachandran. L'accoppiata diventò un sodalizio di successo al botteghino per numerosi film. Tra il 1964 e il 1980 la donna interpretò più di 140 film in diverse lingue dal tamil all'hindi, passando per l'inglese.
Politica Ramachandran divenne già chief minister di Tamil Nadu nel 1977 e nel 1982 convinse Jayalalithaa a entrare nel suo partito, nei cui ranghi ascese con una certa rapidità. Già l'anno successivo divenne segreteria della propaganda e nel 1984 ottenne un seggio in parlamento (nella Rajya Sabha).
Nel 1987 Ramachandran morì e sin dai suoi funerali si palesarono lotte intestine nel loro partito. Nel corso dell'anno si crearono due fazioni, l'una capeggiata dalla moglie di Ramachandran, l'altra da Jayalalithaa; solo il ritiro della prima risolse lo scisma dopo il febbraio 1989 e la seconda divenne la leader del movimento politico. Eletta all'assemblea legislativa statale, fece opposizione contro il partito al governo (Dravida Munnetra Kazhagam, DMK). Nell'assemblea fu protagonista di un incidente con un deputato di maggioranza che le strappò il sari durante un confronto, circostanza che fomentò la sua battaglia politica contro il sessismo nelle istituzioni locali.
Governatrice Nel 1991 l'AIADMK stravinse le elezioni statali e Jayalalithaa iniziò il primo di sei mandati come governatrice (chief minister) di Tamil Nadu, guidando una coalizione con il Congresso nazionale indiano. Fu la prima donna a riuscire a ricoprire l'incarico per un intero mandato. Si distinse per la capacità di tornare al potere più volte (2001, 2002, 2011, 2015 e 2016) dopo numerose debacle, segnando un record storico.
Controversie La sua carriera politica fu costellata da accuse di corruzione, sin dal primo mandato in cui fu accusata di aver acquisito proprietà per milioni di dollari. Nel 1995 suscitò sdegno nell'opinione pubblica la sfarzosità del matrimonio del suo figlio in affido. Quando il DMK tornò al potere nel 1996, aprì 40 inchieste di corruzione contro Jayalalithaa, che scontò un mese di prigione per un supposto acquisto illecito di migliaia di televisori. Tra il 2001 e il 2014 i verdetti di colpevolezza provocarono numerose brevi dimissioni, compresa una nuova incarcerazione per corruzione nel 2014. Nel 2015, infine, fu prosciolta da tutte le accuse.
Morte Morì a 68 anni per un arresto cardiaco dopo una lunga degenza in un ospedale di Chennai. L'afflusso alle sue esequie richiese la messa in campo di migliaia di agenti delle forze dell'ordine e per l'occasione furono indetti tre giorni di lutto nello Stato.
Politica La sua politica è stata improntata al populismo. Ha portato avanti progetti per la diffusione di cibo e acqua potabile, iniziative per disincentivare l'infanticidio femminile in favore dell'adozione anonima, programmi di supporto economico per permettere alle donne svantaggiate di sposarsi. È ricordata inoltre per un digiuno di quattro giorni in protesta contro il Karnataka per l'ingiusta distribuzione delle acque del fiume Kaveri e per la cattura del famigerato criminale Veerappan da parte delle autorità sotto il suo ministero.
Premi e riconoscimenti Per i suoi sforzi nella promozione della parità di genere, il Comitato internazionale di difesa dei diritti umani le conferì la Golden Star of Honour and Dignity Award nel 2004.
Note
Altri progetti
Collegamenti esterni