Biografia
Primi anni e formazione William Scott nacque a Greenock, in Scozia, nel 1913. Nel 1924 la sua famiglia si trasferì nella città natale del padre, Enniskillen, nell'Irlanda del Nord, dove Scott iniziò presto a seguire lezioni di arte con un'insegnante locale, Kathleen Bridle. Nel 1928 si iscrisse alla Belfast School of Art, trasferendosi a Londra tre anni dopo per frequentare la Royal Academy Schools, inizialmente nel dipartimento di scultura, per poi passare alla pittura. Nel maggio 1937 sposò la sua compagna di studi Mary Lucas e poco dopo i due viaggiarono in Italia e in Francia, fondando una scuola d'arte a Pont-Aven con il pittore Geoffrey Nelson.
La carriera Nel 1938 Scott espose al Salon d'Automne di Parigi e nello stesso anno fu eletto Socio. Pochi giorni prima dello scoppio della seconda Guerra Mondiale, gli Scott lasciarono la Francia, trasferendosi prima a Dublino e poi a Londra, prima di stabilirsi definitivamente nel Somerset. Scott si arruolò nell'esercito nel luglio 1942, prestando servizio prima nel Royal Army Ordnance Corps e poi come disegnatore litografico nel Royal Engineers.
Sebbene non fosse stato smobilitato fino al gennaio 1946, continuò a dipingere e ad esporre durante la guerra sia in mostre collettive che personali. Dopo aver lasciato l'esercito, Scott assunse la carica di Senior Painting Master presso la Bath Academy of Art, a Corsham Court, nel Wiltshire. Durante il decennio in cui insegnò a Corsham, Scott fece frequenti viaggi in Cornovaglia e strinse una forte amicizia con molti degli artisti del St Ives Group.
Continuò inoltre a dedicare gran parte del suo tempo alla propria attività pittorica, che in quel periodo era incentrata principalmente sul tema della natura morta. Alcune di queste opere furono esposte in due mostre personali alla Leicester Galleries di Londra, la prima nel 1948 e la seconda nel 1951.
Il successo Il 1951 fu l'anno del Festival of Britain: Scott fu uno dei sessanta artisti invitati dall'Arts Council England a esporre nell'ambito dei festeggiamenti. In questo periodo il lavoro di Scott si avvicinò alla non figurazione e la sua prima mostra personale alla Hanover Gallery di Londra, inaugurata nel giugno 1953, incluse una serie di dipinti vagamente astratti. Nello stesso anno, un lungo soggiorno in Nord America gli permise di stringere amicizia con artisti newyorkesi come Rothko e de Kooning. Essendo uno dei primi artisti britannici a conoscere l'Espressionismo astratto, le opere che vide in America fecero capire a Scott quanto la sua pittura fosse, e avrebbe continuato ad essere, legata alla tradizione artistica europea.
Nel 1956 il successo di Scott come artista, sia a livello nazionale che internazionale, gli permise di abbandonare l'insegnamento a tempo pieno, anche se rimase interessato e coinvolto nell'istruzione artistica per il resto della sua vita. Nel 1958 rappresentò la Gran Bretagna alla Biennale di Venezia, una delle tante occasioni in cui il suo lavoro fu scelto dal British Council per essere esposto all'estero. Alla Biennale di San Paolo del 1961, Scott vinse il Premio Sanbra (Critici Internazionali).
Mostre e restrospettive Gli anni '60 videro mostre retrospettive a Zurigo, Hannover, Berna e Belfast. Ci furono anche importanti esposizioni a Londra, Tokyo, Parigi, Bruxelles, Copenaghen, Oslo e Rotterdam. Nel 1963 Scott fu invitato ad accettare l'offerta di una residenza di 12 mesi a Berlino da parte della Fondazione Ford. Nel 1966, in riconoscimento del suo contributo alle arti, fu nominato CBE (Commander of the Order of the British Empire) nella New Year's Honours List; l'investitura ebbe luogo il 15 marzo. Successivamente ricevette lauree honoris causa dal Royal College of Art di Londra, dalla Queen's University di Belfast e dal Trinity College di Dublino.
Nel 1972 la Tate Gallery allestì una grande retrospettiva che comprendeva più di 125 dipinti risalenti al 1938 in poi. L'anno successivo Scott visitò l'India, l'Australia e il Messico come docente del British Council. Dopo essere stato nominato membro associato della Royal Academy nel 1977, nel 1984 Scott fu eletto Accademico Reale. L'anno successivo suo figlio James Scott realizzò il film Every Picture Tells A Story, sulla giovinezza dell'artista, per Channel 4 Television. Una mostra retrospettiva del 1986 all'Ulster Museum di Belfast fu poi trasferita a Dublino e Edimburgo.
Ultimi anni e morte Il 28 dicembre 1989, dopo aver convissuto per diversi anni con il morbo di Alzheimer, Scott è deceduto nella sua casa nel Somerset. Le mostre postume hanno spaziato da una retrospettiva del 1998 all'Irish Museum of Modern Art alla mostra del 2016 alla Verey Gallery dell'Eton College.
Egli stesso affermò: “Sono un artista astratto nel senso che astraggo. Non posso essere definito non figurativo finché sono ancora interessato alla magia moderna dello spazio, alle forme sessuali primitive, al sensuale e all'erotico, ai contorni sconcertanti, alle cose della vita”.
Mostre Scott rappresentò la Gran Bretagna nel 1958 alla Biennale di Venezia. Espose alla Hanover Gallery di Londra, alla Martha Jackson Gallery di New York, in Italia, Svizzera, Germania Ovest, Francia, alla Kasahara Gallery in Giappone, in Canada e Australia, alla Dawson Gallery di Dublino e a Belfast. Retrospettive del suo lavoro sono state organizzate alla Tate Gallery di Londra nel 1972, a Edimburgo, Dublino e Belfast nel 1986, dall'Irish Museum of Modern Art di Dublino nel 1998 e dalla Jerwood Gallery nel 2013. Nel 2025 è stata allestita una mostra di tre delle sue opere di grandi dimensioni al Museum of Somerset di Taunton. Sono state in parte selezionate per indicare la sua interazione con Mark Rothko.
Opere principali
Natura morta con nota arancione (1970), olio su tela, collezione Arts Council of Northern Ireland Porto della Cornovaglia (1951), litografia, collezione Museum of New Zealand Te Papa Tongarewa Pesce (1951), litografia, collezione Museum of New Zealand Te Papa Tongarewa Ritratto di ragazza (1948), litografia, collezione Museum of New Zealand Te Papa Tongarewa Ragazza seduta a un tavolo (1938), precedentemente di proprietà di David Bowie
Note
Bibliografia
Altri progetti
Collegamenti esterni