La Venere è una scultura in marmo realizzata nel 2018 da Jago, attualmente conservata presso la chiesa di Sant'Aspreno ai Crociferi di Napoli, sede dello Jago Museum.
Storia La scultura fu elaborata da Jago tra il 2017 e il 2018 e portata a termine in quest'ultimo anno. Per tale opera l'artista scelse di utilizzare il marmo di Lasa, tipologia di marmo che si caratterizza per la particolare durezza e la peculiare uniformità del colore di fondo bianco traslucido. Dal 2020, grazie a un intervento congiunto tra il Fondo edifici di culto, la Curia napoletana e Jago, la chiesa di Sant'Aspreno ai Crociferi - in stato di abbandono - venne adibita dapprima a studio dell'artista e successivamente a museo. Dal mese di giugno del 2023, tra le varie opere presenti al suo interno è visibile anche la Venere.
La realizzazione della scultura è stata documentata nel tempo grazie a un peculiare e inedito utilizzo dei social network e dei canali di comunicazione digitali, così come accaduto in altri casi di opere dello stesso scultore.
Esposizioni Nel corso degli anni, Venere è stata esposta diverse volte, in occasione di mostre ed eventi culturali:
nel febbraio 2018 presso il Museo Carlo Bilotti di Roma all'interno della mostra "HABEMUS HOMINEM"; nel maggio 2019 negli spazi espositivi degli Highline Stages di New York; nel 2022 a Palazzo Bonaparte a Roma nell'ambito della mostra "JAGO. The Exhibition"; tra novembre 2022 e maggio 2023 a Palazzo Albergati a Bologna per la mostra "Jago, Banksy, TvBoy e altre storie controcorrente".
Descrizione La statua, che ha come soggetto Venere, la dea romana della bellezza, raffigura una donna anziana e completamente nuda, consumata dal naturale trascorrere del tempo. La posa rimanda alla rappresentazione classica dellAfrodite pudica, che coglie la dea nel momento in cui si copre, con le sole braccia, il pube e il seno. Pur essendo numerosi gli esempi di tale tema presenti nella scultura greca, romana e posteriore - come nei casi dell'Afrodite di Menofanto o della Venere de' Medici - nella Venere di Jago la rappresentazione è volutamente differente: la pelle rugosa, le imperfezioni e la perdita di tono nella muscolatura sono infatti ben evidenti, quasi a voler ricercare un nuovo canone di bellezza.
Analisi Intervistato dalla giornalista e critica d'arte Giorgia Basili, lo stesso artista definì la sua personale concezione della Venere:
Secondo il critico d'arte Giovanni Cardone, la scultura «è bruscamente sottratta a significati tradizionali, privata di giovinezza e di ogni seduzione estetica»; purtuttavia, riesce a preservare e manifestare una forma di «antica grazia». Nell'espressione della dea, caratterizzata dalla presenza di occhi che "inseguono" lo spettatore, si può scorgere un sentimento di accettazione: non vi è, quindi, alcun timore nell'esporre il proprio corpo imperfetto. L'esperta Maria Pia Cappello si concentra su un aspetto ulteriore, ovverosia la presenza del piedistallo e dei mattoni che affiancano la figura. Non si tratterebbe di elementi inseriti con finalità meramente decorative; al contrario, sarebbero evocativi del pensiero che «sale [...] dalle profondità della materia verso la superficie».Cappello 2022, p. 22
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Note
Bibliografia
Categoria:Sculture su Venere Categoria:Sculture a Napoli Categoria:Sculture marmoree