Come direttore generale dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI) dal 1992 al 2009 "favorì la crescita quantitativa e qualitativa", trasformando l’associazione in un centro di innovazione e di policy finanziaria, promuovendo iniziative come PattiChiari, ABI Lab e Corporate Banking Interbancario (CBI), che rinnovarono profondamente l’infrastruttura del credito in Italia. Ebbe un parte nel guidare le banche italiane attraverso le privatizzazioni, l’ingresso nell’euro e la crisi finanziaria globale.

Biografia e formazione Nato a Trento il 25 agosto 1941, figlio di un generale della Guardia di Finanza, si laureò in giurisprudenza presso l’Università La Sapienza di Roma e successivamente conseguì un MBA alla Harvard Business School, dove nel 1972 svolse anche uno stage presso Goldman Sachs. In seguito collaborò con la banca d’investimento romana Afin, esperienza che lo introdusse ai circuiti della finanza internazionale.

Carriera e attività Zadra iniziò la carriera nel credito locale, diventando vicedirettore generale della Banca di Trento e Bolzano e poi direttore generale del Credito Milanese.

Nel 1985 entrò alla Consob, l’autorità italiana di vigilanza sui mercati finanziari, come direttore della Divisione Mercati. Qui promosse la modernizzazione della Borsa italiana, il passaggio dalla negoziazione cartacea a quella elettronica e contribuì alla redazione della Legge 1/1991, la quale introdusse importanti riforme in materia di trasparenza e tutela degli investitori. Queste innovazioni prepararono il terreno per un mercato finanziario più aperto e competitivo.

Direzione generale dell’ABI (1992–2009) La nomina di Zadra a direttore generale dell’Associazione Bancaria Italiana nel 1992 giocò un ruolo importante nel panorama bancario italiano. Per diciassette anni guidò l’associazione, diventando partecipe di una fase di profonda trasformazione:

Privatizzazioni e consolidamento: coordinò la transizione dalle banche pubbliche a un sistema concorrenziale e privato, mediando tra governo, sindacati e istituti per evitare crisi sistemiche. Ingresso nell’euro: supervisionò l’allineamento delle banche italiane agli standard dell’Unione economica e monetaria europea. Tutela dei consumatori: lanciò PattiChiari, progetto pionieristico che permise ai cittadini di confrontare i costi e i servizi bancari, migliorando la fiducia verso il settore. Infrastrutture tecnologiche: sotto la sua guida nacquero ABI Lab, CBI (Corporate Banking Interbancario) e Bancomat, oggi pilastri del sistema bancario nazionale.

A livello internazionale, fu presidente del comitato esecutivo della Federazione bancaria europea (EBF) nei periodi 1994–1996 e 2006–2008, promuovendo il coordinamento tra i sistemi bancari europei e la rappresentanza italiana nelle istituzioni comunitarie.

Durante la crisi finanziaria del 2007-2008, Zadra apparve più volte in televisione, dichiarando che «il sistema bancario italiano è solido e i depositi sono sicuri».

Attività successive Dopo il ritiro dall’ABI nel 2009, assunse vari incarichi dirigenziali nel settore privato: Presidente di Prima SGR e Prima Holding; Presidente di Anima Holding fino alla quotazione in borsa nel 2014; Vicepresidente della Cassa del Trentino. Presidente di C. Card

Fu anche segretario generale dell’Fondazione Luigi Einaudi, dove promosse progetti di ricerca e di educazione finanziaria.

Visione e influenza Zadra è considerato una figura chiave nella modernizzazione della finanza italiana: contribuì al passaggio da un sistema frammentato a uno moderno e competitivo. cercò l’equilibrio tra redditività e stabilità del sistema. favorì la comunicazione e la fiducia tra banche e cittadini. rappresentò l’Italia nei principali consessi bancari europei.

Mario Draghi, allora governatore della Banca d'Italia, lo definì «costruttore della moderna Consob e instancabile sostenitore del bene comune».

Stile La stampa finanziaria lo descrisse come un "banchiere gentiluomo" per i toni pacati e lo stile conciliante. Spesso definito “il più americano dei banchieri italiani”, univa apertura al mercato e rispetto delle regole.

Critiche Alcune associazioni dei consumatori, tra cui ADUSBEF, criticarono l’iniziativa PattiChiari ritenendola troppo indulgente verso gli istituti di credito coinvolti nella vendita di obbligazioni rischiose come quelle di Lehman Brothers. Nel 2009 Zadra si oppose inoltre alla proposta governativa di introdurre “prefetti bancari”, giudicandola una misura di eccessiva tutela pubblica.

Onorificenze

Attività filantropiche

Giuseppe Zadra è stato tra i soci fondatori dell’Associazione Amici di Claudio Demattè, ente senza scopo di lucro costituito con l’obiettivo di sostenere la formazione avanzata e la ricerca attraverso l’assegnazione di borse di studio e iniziative di collegamento tra università, mondo della ricerca e sistema produttivo.

In suo ricordo, l’associazione ha promosso l’istituzione di una borsa di ricerca intitolata a Giuseppe Zadra presso l’Università di Trento, destinata al sostegno di giovani ricercatori in ambito scientifico.

Nel suo paese natale di Denno, in provincia di Trento, un parco urbano pubblico è stato dedicato alla memoria di Giuseppe Zadra, realizzato su un terreno messo a disposizione dalla sua famiglia.

Pubblicazioni

Securities markets intermediaries’ regulation (1992).

Structure and regulation of securities markets (1998).

Shadow banking system: a potential new financing channel to be regulated (2012). Morte e eredità Zadra morì a Milano il 27 settembre 2015, all’età di 74 anni. La sua scomparsa suscitò ampi tributi da parte del mondo finanziario italiano ed europeo, che ne ricordò la lungimiranza e la capacità di mediazione.

Note

Voci correlate Associazione Bancaria Italiana Federazione bancaria europea Consob

Categoria:Studenti della Sapienza - Università di Roma Categoria:Studenti dell'Harvard Business School