Biografia Figlia di Thomas Edward Beatty e Jane Mary Boxwell, entrambi i genitori erano emigrati dall'Irlanda, insediatisi prima nel Midwest e successivamente in California, dove il padre divenne direttore della prima linea ferroviaria elettrica della cittàJohn A. Garraty e Mark C. Carnes, American National Biography, Vol. 2, Oxford University Press, Oxford, 1999, pp.418-19. Nel 1903 si immatricolò presso il campus di Highland Park dell'Occidental College, con l'intento di diventare una scrittrice. Fu molto attiva nelle associazioni letterarie del college e scrisse diversi articoli per la rivista studentesca, questa esperienza gli consentì di entrare come reporter, raggiunta la maggiore età, per le colonne del Los Angeles Herald, dopo aver abbandonato gli studi al college. La sua prima assegnazione fu scrivere articoli su uno sciopero di minatori nel Nevada, dove rimanse per oltre un anno, e i cui articoli sarebbero stati pubblicato in un libro dal titolo Who's who in Nevada nel 1907. Positivamente impressionati dai suoi articoli e dal suo stile, il giornalista e attivista Fremont Older, editore del San Francisco Bulletin, decise di assumerla come reporter per il suo giornale. Fu in questi anni che la Beatty si impegnò per una campagna in favore del voto alle donne e quando lo stato della California concesse il suffragio femminile nel 1911, scrisse una sorta di manuale, A Political Primer for the New Voter, nel 1912 come prontuario per le donne nel loro esercizio di voto. In qualità sia di attivista che di giornalista, sostenne diverse campagne progressiste compresa quella in favore di Thomas Joseph Mooney, arrestato per l'accusa di aver preparato un attentato dinamitardo a San Francisco nel 1916 in occasione di una parata in favore dell'entrata in guerra degli Stati Uniti nella Prima guerra mondiale. Un'altra campagna giornalistica fu dedicata ai diritti delle prostitute ad ottenere una occupazione alternativa in occasione della chiusura dei bordelli da parte delle forze di polizia. Allo scoppio della Prima guerra mondiale, la Beatty prestò servizio come reporter di guerra per il Bulletin su diversi fronti in Giappone, Corea, Cina e Russia. In Cina fu testimone diretta della lunga guerra civile nel Periodo dei signori della guerra, intervistando gran parte dei suoi protagonisti principali. Viaggiando sulla ferrovia transiberiana, la Beatty lasciò la Cina per raggiungere nel giugno 1917 Petrograd, dove avrebbe iniziato a scrivere articoli sulla Rivoluzione russa ancora in corsoRobert Service, Spies and Commissars: The Early Years of the Russian Revolution, Public Affairs, 2012, ISBN 1610392396. Direttasi lungo il fronte durante l'Offensiva Kerenskij, intervistò per settimane le volontarie dei Battaglioni femminili della morte mentre combattevano lungo le linee, al fianco della giornalista Rheta Childe DorrChris Dubbs, American Journalists in the Great War: Rewriting the Rules of Reporting, University of Nebraska Press, 2017, pp. 187-88. Tornata a Petrograd intervistò Lev Trotskij e Lenin presso il quartier generale bolscevico dell'Istituto Smol'nyj. Il 7 novembre 1917, quando l'incrociatore Aurora sparò i primi colpi contro il Palazzo d'Inverno, Bessie Beatty si trovava insieme ad altri giornalisti americani, John Reed, Louise Bryant, Albert Rhys Williams, e Alexander Gomberg, e tutti insieme, a bordo di un camion scoperto si diressero sulla piazza antistante il Palazzo d'Inverno per assistere in prima persona alla sua conquista da parte dei Bolscevichi. Dopo la fine dell'assalto, su richiesta dello scrittore ed economista Raymond Robbins, che operava in Europa per conto della Croce Rossa, fu incaricata di ispezionare le condizioni dei prigionieri di guerra presso la fortezza di Pietro e Paolo. Dopo otto mesi di permanenza in Russa fece ritorno negli Stati Uniti, dove scrisse della sua esperienza tra i rivoluzionari russi nel libro The Red Heart of Russia, pubblicato nel 1918Ingrid Sharp e Matthew Stibbe, Women's International Activism during the Inter-War Period, 1919-1939, Routledge, 2018. Nel 1919 fu chiamata a testimoniare di fronte al Comitato Overman, il primo comitato voluto dal Senato degli Stati Uniti d'America, guidato dal senatore Lee Slater Overman, per indagare sulle attività in territorio statunitense degli attivisti bolscevichi e filo-germanici. In quello stesso anno, insieme a Louise Bryant, fu ammesso al gruppo di attiviste radicali americane, HeterodoxyJudith A. Allen, The Feminism of Charlotte Perkins Gillman: Sexualities, Histories, and Progressivism, University of Chicago Press, 2009, p. 180. ISBN 9780226014623, che annoverava come affiliate alcune tra le più celebri figure femminili del paese. Dopo aver lasciato il San Francisco Bulletin, divenne editore per tre anni (dal 1918 al 1921) della celebre rivista femminile americana McCall'sJaime Harker, America the Middlebrow: Women's Novels, Progressivism, and Middlebrow Authorship Between the Wars, University of Massachusetts Press, 2007, pp. 37-38, ISBN 9781558495975, per poi dedicarsi al giornalismo freelance e di viaggio, pubblicando i suoi articoli sulle più importanti riviste femminili dell'epoca, come Ladies' Home Journal o Good Housekeeping. Nel 1926 si sposò con l'attore britannico William Sauter, ma la coppia non ebbe figli. Nei dieci anni successivi si dedicò in svariate attività, come quella di sceneggiatrice per la Metro Goldwyn Mayer,nel 1932 fu co-autrice teatrale di un dramma in tre atti dal titolo Jamboree che ebbe scarso successo, fu segretaria per l'America dell'associazione non governativa di scrittori PEN International. Nel 1940, su invito della scrittrice e giornalista Mary Margaret McBride, diede inizio alla sua brillante carriera di conduttrice radiofonicaSusan Ware, It's One O'Clock and Here is Mary Margaret McBride, New York University Press, New York, 2005, p. 59, ISBN 9780814784662, per il celebre programma di interviste radiofoniche Martha Deane Show per la stazione radiofonica newyorchese WOR (AM). Nel 1947, all'apice del successo nella sua nuova carriera, fu stroncata da un infarto all'età di 61 anni.
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