Biografi Nato a Cosenza, attualmente capoluogo di provincia e sede metropolitana, il 10 luglio 1679, è figlio dei coniugi Domenico e Cecilia Ciaccia. Ha quattro fratelli: Giovanni Battista, entrato nella Compagnia di Gesù; Francesco Maria, marchese legato alla Corona imperiale d'Austria; Nicola, marchese presidente della provincia di Lecce; Gennaro, menzionato nel processo per la nomina episcopale del fratello. Dopo un'infanzia agiata, compie gli studi presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza".
Formazione e ministero presbiterale Consegue il dottorato in diritto civile e canonico l'11 marzo 1702, avviando quindi il suo percorso ecclesiastico. Nel 1703 ottiene la tonsura e gli ordini minori. Il 25 novembre dello stesso anno riceve l'ordinazione diaconale e il 22 dicembre successivo l'ordinazione presbiterale.
Trascorre i primi anni del suo ministero a Cosenza, dove frequenta abitualmente il collegio della Compagnia di Gesù. Si reca a Roma per studiare le cause dall'uditore del cardinale Tommaso Maria Ferrari. Il 29 maggio 1713 il cardinale Giovanni Battista Tolomei propone la sua nomina alla guida della diocesi di Molfetta.
Ministero episcopale Il 17 settembre 1714 papa Clemente XI lo nomina vescovo di Molfetta; il 28 ottobre successivo riceve l'ordinazione episcopale. Nel 1715 prende possesso della diocesi, dove nei primi anni del suo ministero episcopale, si preoccupa delle visite pastorali e delle visite ad limina, recandosi poi a Roma, nel 1725, per partecipare al giubileo indetto da papa Benedetto XIII e al sinodo provinciale. Convoca inoltre un sinodo diocesano a Molfetta, cinque mesi dopo la pubblicazione degli atti del sinodo romano, in linea con le direttive papali.
I suoi provvedimenti suscitano contrasti con il presidente del Tribunale della Real giurisdizione Gaetano Argento, con i principi di Molfetta e con l'universitas. Assume numerose disposizioni durante il sinodo, tra cui l'impulso al seminario diocesano e la riaffermazione della giurisdizione vescovile. Ribadisce il divieto agli ecclesiastici di indossare parrucche e berretti bianchi e di ballare con donne.
Mecenatismo Il suo ministero episcopale è contrassegnato da importanti opere di mecenatismo; per esempio, nel 1731, si occupa di far riparare il tetto e le pareti della cattedrale di San Corrado. Promuove poi la realizzazione di un nuovo altare maggiore, dove è collocato il dipinto dell'Assunta di Corrado Giaquinto. L'attività internazionale di quest'ultimo si colloca nel contesto del suo episcopato poiché questi lo indirizza a Roma.
Presso la basilica della Madonna dei Martiri in Molfetta, di proprietà vescovile, commissiona la costruzione dell'altare maggiore in marmo. Presso l'ospizio, attiguo alla basilica, trascorre gli ultimi anni della sua vita, in un equilibrio di salute reso precario. Qui muore il 14 aprile 1754, venendo poi sepolto presso il duomo di San Corrado, dove è ancora presente un'epigrafe sepolcrale.
Voci correlate
Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi
Bibliografia
F. Sancilio, Studi e documenti sull'episcopato di mons. Fabrizio Antonio Salerni (1679-1754) vescovo di Molfetta, Mezzina, Molfetta 1987
Collegamenti esterni