Il santuario della Madonna del Faggio, anticamente santuario della Madonna del Rio Scorticato, è un edificio religioso situato nel comune di Alto Reno Terme, a circa tre chilometri da Castelluccio, immerso in una faggeta. Vi si accede da un sentiero sterrato non carrabile.
Fin dalla sua istituzione è meta di devozione popolare e negli ultimi decenni ha attratto anche gli appassionati di trekking.
Descrizione
Esterno Sulla facciata in pietra sorge un portico che corre per tre lati della chiesa ed è pavimentato con lastroni di pietra. Il portico è sorretto da colonne di color crema nelle membrature verticali e di color ocra al di sotto della trabeazione.
Storia L'origine del santuario L'origine del santuario e del nome risalgono ad una immagine della Vergine Maria con Bambino appesa ad un albero di faggio, databile al 1670 circa, a cui la popolazione locale attribuisce presto dei miracoli.
Settecento e Ottocento In origine dedicato alla Madonna del Rio Scorticato, solo a metà del secolo successivo il santuario verrà rinominato "del faggio".
Il santuario viene realizzato nel corso del 1722, e rimangono tracce molto dettagliate dei lavoranti e dei loro compensi nei rendiconti del parroco don Giuseppe Pranzini. Modifiche all'edificio vengono fatte nel 1727, con l'aggiunta di un campanile a vela. Nel 1735 il pavimento della chiesa viene lastricato.
Vengono fatti importanti restauri già tra il 1752 e il 1755 ma acquisisce l'aspetto attuale soltanto nel secolo successivo.
Nel 1831 il pittore Lorenzo Pranzini (1767 ca.-?) dipinge un ciclo di affreschi all'interno della chiesa, per i due nuovi altari laterali e per la cupoletta del presbiterio.
Nel 1832 viene rilastricata la chiesa e e la cella campanaria e vengono gettate le basi del porticato; i lavori vengono considerati conclusi nel 1848, dopo la costruzione della fontana, finanziati dalla famiglia bolognese Nanni Levera, molto legata al santuario.
Dal Novecento ad oggi Nel 1970 crolla il faggio plurisecolare da cui nasce il santuario; per la sua importanza ne viene recuperato il fusto, conservato all'interno della chiesa. Il ceppo del tronco rimasto sul posto viene coperto dalle intemperie con una tettoia nel 1981.
Sebbene nel santuario, sin dalla sua istituzione, è presente un eremita, che risiede nell'edificio e ne fa anche veci di custode ufficiale, nel Novecento si ha l'ultimo romitto, Gino Ronchi, che lascia la chiesa nel 1964. Negli anni successivi l'edificio è abbandonato, alcune opere ed ex voto vengono trafugate, fino al furto eclatante dell'immagine di terracotta della Madonna che ha ispirato la creazione del santuario. Essendo stata trafugata anche la copia appena sostituita, quella presente nell'edificio negli anni Duemilaventi è una ulteriore copia.
Il santuario è raggiungibile a piedi, da Monteacuto delle Alpi sul sentiero CAI 109, dal Monte Cavallo sul sentiero CAI 105 e dal sentiero CAI 147.Carta escursionistica 07BO allegata a Club Alpino Italiano E.R. (a cura di), Corno alle Scale. Alto Appennino bolognese e pistoiese, L'Escursionista, Rimini, 2018.
Devozione Alla Madonna del Faggio vengono attribuite facoltà miracolose sin dalla sua prima posa: dal 1756, in analogia con quanto accadede a San Luca, la chiesa è ripetutamente oggetto di processioni per miracoli ricevuti o per preghiere, presenta diversi oggetti ex voto come tavolette dipinte, quadretti ricamati, immagini di cuori sacri fino a stampelle, simbolo di guarigioni avvenute. Tra di esse, la processione storica e principale è quella del giorno dell'Ascensione, quando l'immagine sacra viene portata a Castelluccio e successivamente riportata al santuario. Ogni anno, il 26 luglio giorno della festa di sant'Anna, è organizzata anche una festa gastronomica a Castelluccio per celebrare l'apparizione della Madonna.
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
Madonna del Faggio