Il caso di maltrattamento di animali a Jieyang, Cina, del 2026 riguarda un episodio di violenza avvenuto il 28 giugno 2026 nel villaggio di Pingpu, situato nella cittadina di Xinxing (distretto di Jiedong, città-prefettura di Jieyang, provincia del Guangdong, Cina). Quattro minori di età inferiore ai hanno maltrattato e ucciso una cagna randagia chiamata "Wang Wang" (旺旺) e i suoi tre cuccioli di circa due settimane, legandole un filo di ferro al collo per trascinarla, colpendola ripetutamente con un bastone insieme ai cuccioli e versando successivamente sulla madre del liquido infiammabile per darle fuoco. Durante l'atto di violenza, i quattro ridevano e registravano un video dell'accaduto, poi diffuso in chat di gruppo locali e propagatosi in modo virale su piattaforme quali Weibo, Douyin, Xiaohongshu e sui social media internazionali, suscitando un'ampia indignazione e condanna sociale.

I quattro responsabili, non avendo raggiunto l'età minima per la responsabilità penale secondo la legge cinese, sono stati esentati da sanzioni penali e inviati presso una scuola specializzata per percorsi rieducativi. La vicenda ha riaperto il dibattito sulla tutela degli animali in Cina e ha catturato l'attenzione dei media nella Cina continentale, a Hong Kong, a Taiwan e a livello internazionale.

Contesto La cagna vittima dell'aggressione era un animale randagio accudito dagli abitanti del villaggio di Pingpu, che le avevano dato il nome "Wang Wang". Circa due settimane prima dell'incidente, l'animale aveva dato alla luce tre cuccioli. Secondo alcune fonti di stampa, prima dell'evento la cagna era già stata picchiata dai quattro minori e aveva tentato di spostarsi con i cuccioli in un altro luogo per cercare rifugio, venendo tuttavia rintracciata e nuovamente sottoposta a violenze.

In Cina continentale non esiste una legge quadro nazionale specifica contro il maltrattamento degli animali. Zhao Wanping (趙皖平), deputato dell'Assemblea nazionale del popolo, ha proposto per otto anni consecutivi la criminalizzazione dei maltrattamenti sugli animali, senza tuttavia ottenere l'approvazione della legge. Inoltre, il codice penale cinese fissa la soglia di punibilità ordinaria a , rendendo i minori di tale età non perseguibili penalmente nella maggior parte dei casi.

Svolgimento dei fatti Il 28 giugno 2026, nel villaggio di Pingpu, quattro ragazzi di cognome Zhong, di età inferiore ai e frequentanti la scuola primaria locale, hanno attuato il maltrattamento ai danni della cagna "Wang Wang" e dei suoi cuccioli.

Inizialmente, i quattro minori hanno stretto un filo di ferro attorno al collo della cagna, trascinandola lungo il terreno, per poi colpirla ripetutamente con bastoni di legno. Cercando di proteggere i cuccioli, l'animale non ha tentato una fuga definitiva: ha cercato riparo infilando la testa tra le masserizie di un vicolo e si è poi rifugiato in un angolo, dove è stato nuovamente raggiunto e picchiato dai quattro ragazzi.

Anche i tre cuccioli, di circa due settimane di vita, sono stati sottoposti a gravi violenze, venendo calpestati, afferrati per il collo, agitati e colpiti più volte con bastoni. Dopo che uno dei cuccioli aveva perso conoscenza, è stato ulteriormente colpito alla tempia con la punta di un bastone, provocando una fuoriuscita di sangue dal naso e dalla bocca; un altro cucciolo, situato all'interno di un edificio abbandonato, è stato ucciso con modalità analoghe dai quattro minori.

Successivamente, i quattro ragazzi hanno versato del liquido infiammabile (secondo alcune fonti, presunta benzina) sulla madre già gravemente ferita, dandole fuoco. Avvolta dalle fiamme, la cagna ha corso e si è dibattuta tra le strade del quartiere residenziale emettendo lamenti continui, fino alla morte. Secondo quanto riferito da alcune testate che hanno visionato frammenti dei video del terribile fatto - che circolano su X e su Instagram a scopo di sensibilizzazione -, prima di spirare la madre avrebbe tentato ancora di leccare il cucciolo al suo fianco.

Durante l'atto di violenza, i quattro ridevano e registravano un video dell'accaduto, poi diffuso in chat di gruppo locali e propagatosi in modo virale sul web.

Secondo alcune fonti, la tortura si sarebbe protratta per circa . Infine, i ragazzi l'avrebbero data alle fiamme per un'altra ora, rendendo la vicenda ancora più agghiacciante ed inumana.

Reazione delle autorità e aspetti legali L'Ufficio di pubblica sicurezza del distretto di Jiedong ha avviato le indagini sull'accaduto. Il 30 giugno 2026, il governo locale di Xinxing ha dichiarato di aver istituito una squadra d'intervento speciale e di aver predisposto il trasferimento dei quattro minori presso una scuola specializzata per la rieducazione e la correzione comportamentale.

L'avvocato Zhou Zhaocheng (周兆成) ha evidenziato come, in assenza di un reato specifico di maltrattamento di animali nel codice penale cinese e vista la minore età dei soggetti, la rieducazione in una scuola specializzata rappresenti la misura massima consentita dall'ordinamento giuridico vigente.

Reazioni Cina continentale e Taiwan La diffusione del filmato ha generato forti proteste online nella Cina continentale. Numerosi utenti hanno espresso insoddisfazione per la misura applicata ai minori, chiedendo con insistenza l'approvazione di una legge a tutela degli animali.

Diversi personaggi del mondo dello spettacolo hanno condannato pubblicamente l'episodio. L'attore cinese Du Jiang (杜江) ha sollecitato l'introduzione di norme per la tutela degli animali, denunciando la rimozione ripetuta dei suoi post da parte delle piattaforme social. Analogamente, un messaggio di condanna dell'attrice taiwanese Joe Chen (陳喬恩) è stato rimosso poche ore dopo la pubblicazione, diventando comunque un argomento di tendenza su Weibo. Nonostante le restrizioni sui contenuti, gruppi di cittadini in diverse città della Cina continentale hanno finanziato campagne pubblicitarie su schermi esterni per richiedere leggi contro i maltrattamenti.

Hong Kong A Hong Kong, l'attore Andrew Yuen Man-kit (袁文傑) ha denunciato la crudeltà del gesto, auspicando punizioni più severe per i responsabili e una legge nazionale sulla tutela degli animali. La Società per la prevenzione della crudeltà verso gli animali (SPCA) di Hong Kong ha espresso sdegno per la vicenda. La richiesta della polizia locale di rimuovere il video violento dal web ha suscitato critiche da parte dell'opinione pubblica, che ha interpretato l'intervento come un tentativo di censura; l'associazione ha successivamente annullato un evento di raccolta fondi e diffuso una nota di chiarimento.

Comunità internazionale L'Organizzazione Internazionale per la Protezione degli Animali (OIPA) ha inviato il 17 luglio 2026 una richiesta formale alle autorità cinesi e alle rappresentanze diplomatiche, chiedendo la massima trasparenza sulle misure rieducative adottate e sollecitando l'approvazione di una legge specifica a tutela degli animali. Anche l'organizzazione Humane World for Animals ha chiesto riforme legislative e un rafforzamento del quadro normativo contro i maltrattamenti per contrastare gli abusi sistematici sugli animali. Diverse organizzazioni non governative internazionali sono intervenute a sostegno di una riforma legislativa in Cina. L'organizzazione per i diritti degli animali Lady Freethinker ha lanciato una petizione chiedendo giustizia per la cagna madre e i suoi cuccioli, che al luglio 2026 ha raccolto oltre firme.

Su change.org, la petizione "The Tragedy: Innocent Animal Lives Destroyed" ha raccolto in due settimane dal lancio firme.

Note

Voci correlate Diritti degli animali in Cina Maltrattamento di animali Delinquenza giovanile

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