Identità dell'architettura italiana è un convegno internazionale di architettura che si svolge annualmente a Firenze dal 2003. Fondato e coordinato da Paolo Zermani nell'ambito dell'Università degli Studi di Firenze, è dedicato al confronto sui caratteri dell'architettura italiana contemporanea e sulle sue relazioni con il paesaggio, la città e la storia.

Nel corso delle sue edizioni il convegno ha riunito architetti, studiosi e personalità provenienti anche dalla filosofia, dalla letteratura, dalla critica, dalla musica, dal cinema, dal teatro e dalla fotografia. Agli incontri si accompagna una serie numerata di cataloghi e atti, nei quali sono raccolti testi, immagini, disegni, opere e progetti presentati dagli autori invitati.

Storia

La prima edizione si svolse nel 2003. Il catalogo del primo convegno venne pubblicato nello stesso anno da Diabasis. Il ciclo proseguì con cadenza annuale, raggiungendo la ventunesima edizione nel 2023, la ventiduesima nel 2024 e la ventitreesima nel 2025.

Le prime edizioni furono promosse nell'ambito delle strutture di architettura dell'Università di Firenze. Il Dipartimento di Architettura assunse successivamente un ruolo stabile nell'organizzazione, affiancato, in fasi differenti, dalla rivista Casabella, dalla Federazione degli Ordini degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Toscana e da altre istituzioni culturali e professionali.

Per diversi anni gli incontri si tennero nell'aula magna dell'Università di Firenze in piazza San Marco; le edizioni più recenti sono state ospitate nel Salone Brunelleschi dello Istituto degli Innocenti.

Sebbene il progetto sia nato nel quadro della ricerca teorica e dell'attività didattica di Zermani, dedicate ai rapporti fra architettura italiana, paesaggio e storia, il convegno assunse progressivamente una dimensione collettiva, ponendo a confronto generazioni, scuole e orientamenti progettuali differenti.

Impostazione culturale

Paolo Zermani ha interpretato il titolo del convegno non come la definizione di uno stile unitario, ma come una riflessione sulla consapevolezza del patrimonio culturale italiano nel contesto occidentale. In un testo del 2022 ha infatti escluso che tale identità possa essere ricondotta alla riproposizione di «tratti somatici smarriti o estinti».

Le diverse edizioni hanno affrontato i temi del tempo, del restauro, del paesaggio, della città, della continuità fra antico e nuovo, della frugalità e delle condizioni materiali del progetto. Gli incontri hanno alternato la presentazione di opere e ricerche progettuali a relazioni teoriche e contributi provenienti da discipline diverse dall'architettura.

A questo confronto hanno partecipato, fra gli altri, gli scrittori Antonio Scurati, Valerio Magrelli ed Emanuele Trevi, il filosofo e politico Mario Tronti, i filosofi Sergio Givone e Silvano Petrosino, il musicista Mario Brunello, il critico cinematografico Paolo Mereghetti, il fotografo Giovanni Chiaramonte e il regista e scenografo Giancarlo Cauteruccio.

Il rapporto con Casabella

Il rapporto con Casabella si consolidò nel corso degli anni assumendo forme diverse. La rivista patrocinò alcune edizioni, collaborò alla loro promozione e, in altre occasioni, partecipò direttamente all'organizzazione del convegno. Attraverso Casabella Formazione contribuì inoltre a inserire gli incontri fra le iniziative rivolte all'aggiornamento culturale e professionale degli architetti.

Francesco Dal Co, direttore della rivista dal marzo 1996, prese parte ripetutamente agli incontri e concluse diverse edizioni. Fra i titoli dei suoi interventi finali figurano Del restauro nel 2015, Perché l'Italia? nel 2017 e Frugalità nel 2019.

Architetti e studi invitati

Negli oltre vent'anni di attività il convegno ha riunito numerosi protagonisti dell'architettura italiana appartenenti a generazioni, scuole e orientamenti differenti. Fra i nomi italiani figurano Paolo Portoghesi, Vittorio Gregotti, Adolfo Natalini, Franco Purini, Francesco Cellini, Giorgio Grassi, Massimo Carmassi, Aimaro Isola, Antonio Monestiroli, Alberto Ferlenga, Pierluigi Nicolin, Renato Rizzi, Gianni Braghieri, Franco Stella, Luciano Semerani, Pietro Derossi, Nicola Pagliara, Angelo Torricelli, Claudio D'Amato Guerrieri, Vincenzo Melluso, Mauro Galantino, Laura Thermes, Carlo Magnani, Carmen Andriani, Fabrizio Rossi Prodi, Marcello Panzarella, Roberto Collovà e Pietro Valle.

Fra gli studi e i gruppi italiani invitati compaiono Labics, TAMassociati, MAP Studio, Studio Wok, Pedevilla Architects, Gri e Zucchi, Liverani/Molteni e gli studi associati di Giovanni Tortelli e Roberto Frassoni e di Aimaro e Saverio Isola con Flavio Bruna.

La componente internazionale o stabilmente attiva in istituzioni estere ha compreso Uwe Schröder, lo studio Barozzi Veiga, con sede a Barcellona, Nicola Braghieri, docente all'École Polytechnique Fédérale de Lausanne, e gli architetti dell'area alpina Walter Angonese, Werner Tscholl e Markus Scherer.

Cataloghi e atti

La manifestazione è accompagnata da una serie numerata di volumi. I cataloghi furono pubblicati per lungo tempo da Diabasis; dalla ventunesima edizione la pubblicazione è passata a DIDA Press.

La struttura ricorrente dei cataloghi prevede la presentazione di un'opera o di un progetto per ciascun architetto o studio invitato, illustrato da un breve testo, fotografie e disegni. Alcune edizioni hanno assunto la forma di una ricognizione della produzione architettonica contemporanea, riunendo decine di opere e progetti; in altri casi ai materiali progettuali si sono aggiunti gli atti, le relazioni e i contributi teorici sviluppati durante il convegno.

Il sesto volume, pubblicato nel 2008, raccolse quarantotto opere e progetti e affiancò alla documentazione architettonica fotografie di Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Giovanni Chiaramonte e Mimmo Jodice.

Ricezione e diffusione

Il convegno è stato seguito dalla stampa professionale di architettura e dagli ordini territoriali, mentre i contributi raccolti nei cataloghi sono stati registrati negli archivi della ricerca di numerose università italiane.

Presentando il proprio intervento alla terza edizione, Francesco Cellini ricordò che il ciclo, iniziato nel 2003 e proseguito con cadenza annuale, si era costituito come «il più importante confronto nazionale delle linee di ricerca progettuale».

Nel 2014 il Dipartimento di Architettura dell'Università di Firenze descrisse la dodicesima edizione come un momento di riflessione ormai consolidato nel dibattito critico sul paesaggio italiano. In occasione della quindicesima edizione, nel 2017, Professione Architetto presentò la manifestazione come un confronto fra il mondo accademico, la professione e le arti entro un panorama internazionale e multidisciplinare. Nel 2019 la stessa testata la definì un importante momento di confronto fra alcuni dei protagonisti della progettazione architettonica italiana ed europea.

Note

Bibliografia Cataloghi selezionati

Categoria:Congressi e conferenze accademiche Categoria:Eventi a Firenze Categoria:Architettura in Italia