Corso Amedeo di Savoia è una strada di Napoli, nel quartiere Stella. Sale dal ponte della Sanità fino al Tondo di Capodimonte, costituendo il prolungamento di via Santa Teresa degli Scalzi verso il bosco di Capodimonte.

Storia Il Corso Napoleone La strada fu voluta da Giuseppe Bonaparte, che ne avviò la costruzione nel 1806; i lavori proseguirono sotto Gioacchino Murat, che la inaugurò nel 1810. Superando con un grande ponte il vallone della Sanità, l'arteria collegava per la prima volta il centro della città alla collina di Capodimonte, sede della reggia e dei boschi reali, e prese il nome di corso Napoleone, o Strada Nuova di Capodimonte; l'appellativo popolare di "'a via nova" (la via nuova) è sopravvissuto fino a oggi. In origine il corso e l'attuale via Santa Teresa degli Scalzi, oggi due strade distinte, formavano un unico asse.

I documenti dell'Archivio storico del Banco di Napoli conservano tracce dei lavori: nell'aprile del 1808 il Dipartimento delle Strade del Regno dispose il pagamento all'architetto Gioacchino Avellino per la realizzazione di un modello in rilievo della nuova strada, da presentare al sovrano insieme all'elenco dei lavori ancora da eseguire.

L'intitolazione ad Amedeo di Savoia Dopo l'Unità d'Italia, nell'ambito della revisione toponomastica avviata per celebrare la dinastia sabauda, la strada fu intitolata ad Amedeo di Savoia, duca d'Aosta, secondogenito di Vittorio Emanuele II e primo duca d'Aosta del ramo omonimo.

Il Regresso Il tratto superiore del corso, dalla zona del Bosco fino al Tondo, era anticamente chiamato "il Regresso": qui sostavano le carrozze dei nobili diretti alla riserva di caccia di Capodimonte, per il cambio dei cavalli affaticati durante la salita, che tornavano poi a valle.

Sull'esterno di una delle curve di questo tratto, subito dopo la basilica dell'Incoronata Madre del Buon Consiglio, si trova una fontana monumentale in piperno e mattoni, donata alla città nel 1939 dalla duchessa Elena d'Orléans, moglie di Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta. Vissuta a lungo a Capodimonte, la duchessa fu ricordata dai napoletani per il proprio impegno benefico a favore dei poveri e delle periferie cittadine, ed è sepolta proprio nella basilica antistante la fontana.

La basilica, nota tra i napoletani come "la San Pietro napoletana" per la sua cupola, ha un aspetto che richiama l'architettura antica ma fu in realtà inaugurata solo nel 1960.

Il corso termina al Tondo di Capodimonte, toponimo unico in città, dove si apre l'ingresso ai Giardini della Principessa Iolanda e alla loro scalinata monumentale, che taglia trasversalmente la strada del Regresso.

Luoghi di interesse Sul lato sinistro del corso si apre via Cagnazzi che, prima dell'urbanizzazione della zona, conduceva a un'area isolata dove sorgeva la villa dello scrittore Ferdinando Russo.

Il corso è fiancheggiato da palazzi residenziali di gusto neoclassico e neorinascimentale, costruiti tra Otto e Novecento per la nobiltà e l'alta borghesia che sceglievano di risiedere lungo questo nuovo asse cerimoniale della città, con portali monumentali, basamenti in bugnato e balconi affacciati sul vallone della Sanità.

Attraverso il complesso dell'ex ospedale di San Gennaro dei Poveri, nato come monastero nel V secolo e trasformato nel Seicento in ospizio e lazzaretto durante l'epidemia di peste del 1656, si accede alla basilica di San Gennaro fuori le mura, tra i più antichi luoghi di culto paleocristiani del Mezzogiorno e primo sito di sepoltura del santo patrono dopo il trasferimento delle spoglie da Pozzuoli. Dal medesimo complesso si accede alle Catacombe di San Gennaro.

Lungo il corso sorge inoltre la chiesa di Santa Maria del Soccorso.

Note

Voci correlate Via Santa Teresa degli Scalzi Ponte della Sanità Strade di Napoli

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