La psicoterapia costruttivista è un approccio psicoterapeutico fondato sull'epistemologia costruttivista, secondo cui la realtà non è una proprietà oggettiva indipendente dall'osservatore, bensì il risultato di un processo attivo di costruzione di senso da parte dell'individuo.

In ambito clinico, questo modello non considera la sofferenza psicologica o il sintomo come una deviazione da una norma oggettiva o un guasto da riparare, ma come il tentativo dell'individuo di dare un significato coerente alla propria esperienza di vita di fronte a eventi critici o cambiamenti che mettono in crisi il suo sistema conoscitivo.

Storia e sviluppo Le radici teoriche della psicoterapia costruttivista risalgono agli anni cinquanta del XX secolo, principalmente con l'opera dello psicologo statunitense George Kelly, creatore della Teoria dei Costrutti Personali (PCP). Kelly propose un'alternativa sia alle teorie psicoanalitiche sia al comportamentismo, definendo l'essere umano come un "ricercatore" impegnato a formulare e verificare ipotesi sul mondo per predirne gli eventi.

A partire dagli anni ottanta, l'approccio costruttivista ha incorporato i contributi della teoria dei sistemi complessi, dell'autopoiesi (Humberto Maturana e Francisco Varela) e dell'epistemologia genetica (Ernst von Glasersfeld). In Italia, una tappa fondamentale è stata la nascita del cognitivismo post-razionalista per opera di Vittorio Guidano e Giovanni Liotti, che hanno integrato il costruttivismo con la teoria dell'attaccamento e le neuroscienze narrative.

Principi teorici

Il postulato fondamentale e i corollari di Kelly La psicologia dei costrutti personali si articola attorno a un postulato fondamentale: «I processi di una persona sono psicologicamente canalizzati dai modi in cui essa anticipa gli eventi».

L'elaborazione teorica si sviluppa attraverso undici corollari, i quali descrivono come gli individui costruiscono, organizzano e modificano la propria rete di costrutti bipolari (es. sicuro-pericoloso, accettabile-inaccettabile) per interpretare e prevedere la realtà.

L'approccio post-razionalista e narrativo Nelle varianti ad orientamento post-razionalista e narrativo, l'accento si sposta dalla sola dimensione cognitiva alla complessa relazione tra l'esperienza immediata (il sentire emotivo) e la spiegazione che la persona ne dà a livello razionale e narrativo. Il Sé è concepito come una struttura dinamica in continuo divenire, impegnata a mantenere la propria coerenza interna (auto-organizzazione).

Metodologia e prassi terapeutica Nella psicoterapia costruttivista, la relazione terapeutica si configura come una cooperazione tra due esperti: Il paziente è l'esperto del proprio contenuto di esperienza e del proprio sistema di significati; Il terapeuta è l'esperto del metodo di indagine e facilita la riorganizzazione del sistema conoscitivo del paziente.

Tecniche e strumenti d'indagine Tra le metodologie cliniche e di ricerca maggiormente impiegate figurano: Griglie di repertorio: tecnica sviluppata da Kelly per mappare quantitativamente e qualitativamente la struttura dei costrutti personali; Autocaratterizzazione: stesura di uno schizzo di personalità in terza persona, utile per comprendere la visione di sé e del mondo dal punto di vista dell'intervistato; Movimento sulla freccia verso il basso: tecniche di colloquio volte a esplorare i costrutti sovraordinati e i valori nucleari dell'individuo; Tecnica della Moviola: sviluppata nell'ambito post-razionalista per decostruire e analizzare eventi critici della vita del paziente attraverso la separazione tra la dimensione esperienziale e quella rielaborativa.

Note

Bibliografia

Voci correlate Costruttivismo (psicologia) George Kelly Vittorio Guidano Psicoterapia cognitiva Teoria dell'attaccamento

Collegamenti esterni

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