Il Luogotenente Generale d'Albania o del Regno d'Albania, ufficialmente il Luogotenente Generale di Stato Maggiore in Albania, fu il rappresentante ufficiale del re e imperatore Vittorio Emanuele III di Savoia nel Regno d'Albania durante il periodo dell'unione personale, di fatto una dittatura militare di stampo coloniale sotto dominio italiano, che durò dal 12 aprile 1939 all'8 settembre 1943.

Storia La corona d'Albania venne ufficialmente consegnata a Vittorio Emanuele con la legge 16 aprile 1939 n. 580 pubblicata sul numero 94 della Gazzetta Ufficiale il 19 aprile, e con questo l'attuale ambasciatore in Albania, Francesco Jacomoni di San Savino, ottenne l'incarico di rappresentanza del sovrano. La carica di luogotenente venne ufficialmente creata solo diversi mesi dopo la creazione del regno in unione personale e assegnata a Jacomoni con la legge 13 luglio 1939 n. 1103, pubblicata quasi un mese dopo sul numero 186 della Gazzetta Ufficiale del 10 agosto ma avente retroattività dalla promulgazione. La carica di ambasciatore venne invece trasferita da Jacomoni ad Alberto Pariani, che cadde presto fuori dal favore di Benito Mussolini, avendo comunicato a quest'ultimo come secondo lui l'esercito fosse troppo impreparato per entrare in guerra, in cui l'Italia entrò il 10 giugno 1940, dando le sue dimissioni poco dopo.

La carica di luogotenente sottostava inizialmente al Sottosegretariato di Stato per gli Affari Albanesi (S.S.A.A.) facente parte del Ministero degli Affari Esteri avente come sottosegretario Zenone Benini, istituito durante l'invasione italiana dell'Albania dal regio decreto 18 aprile 1939 n. 624 pubblicata sul numero 102 della Gazzetta Ufficiale del 29 aprile. Il sottosegretariato venne però sciolto a giugno del 1941, avendo Benini perso progressivamente la fiducia di Mussolini essendo generalmente favorevole alla neutralità dell'Italia nella seconda guerra mondiale. Da qui in poi il luogotenente generale rispose direttamente al ministero.

Jacomoni non si dimostrò però all'altezza del compito, messo in particolare difficoltà nel gestire la resistenza albanese, che continuò a crescere e rafforzarsi con la fondazione del Partito Comunista d'Albania l'8 settembre 1941 e poi del Movimento di Liberazione Nazionale il 16 settembre 1942, venendo sostituito il 18 marzo 1943 da Pariani, che nel mentre aveva riconquistato la fiducia di Mussolini. La carica sotto Pariani ebbe però durata breve e, con la proclama Badoglio dell'8 settembre 1943, che metteva in atto l'Armistizio di Cassibile firmato il 3 dello stesso mese, il Regno d'Albania venne occupato dalla Germania nazista e Pariani preso prigioniero, mentre veniva formato il Consiglio Superiore della Reggenza dai collaborazionisti del Fronte Nazionale, precedentemente un gruppo di resistenza che si opponeva ai comunisti e lealisti di Zog I con ideali nazionalisti e repubblicani.

La carica venne ufficialmente sciolta il 10 febbraio 1947 con il Trattato di Parigi, firmato tra le forze alleate e l'Italia, diventata repubblica, dove quest'ultima riconosceva la sovranità dell'Albania, diventata una repubblica socialista, nullificando ogni legge e pretesa di influenza sul piccolo stato balcanico.

I luogotenenti Luogotenenti Generali d'AlbaniaInizioFineNoteFrancesco Jacomoni di San Savino22 aprile 1939 (de facto) 13 luglio 1939 (de jure)18 Marzo 1943Dal 22 aprile al 13 luglio come ambasciatore, avente di fatto gli stessi poteri del luogotenente, ma tenendo la carica che aveva già dal 7 agosto 1936.Alberto Pariani18 Marzo 19436 settembre 1943Sostituì già Francesco Jacomini come ambasciatore alla nomina di luogotenente generale il 13 luglio 1939.

Note

Voci correlate

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Categoria:Occupazione italiana dell'Albania (1939-1943)