La chiesa dei Santi Giacomo e Andrea è la parrocchiale di Chiuro, in provincia di Sondrio e diocesi di Como; fa parte del vicariato di Tresivio.

Storia Il nucleo originale della chiesa dei Santi Giacomo e Andrea risale all'epoca medioevale: infatti, già attestata nel XIII secolo come cappella sotto la giurisdizione della pieve di Tresivio, fu consacrata il 24 giugno 1487 da Antonio vescovo di Salona.

Dopo essere stato elevato a sede di arcipretura, il luogo di culto venne ricostruito in stile barocco nel 1643.

Dalla relazione della visita pastorale del 1893 del vescovo Andrea Carlo Ferrari si apprende che il numero dei fedeli era pari a 1094 e che la parrocchiale, da cui dipendevano l'oratorio della Beata Vergine Immacolata e le due chiese della Beata Vergine della Neve e di Sant'Antonio, era sede delle confraternite del Santissimo Sacramento e del Santissimo Rosario e del Suffragio.

Nel 1896-97, a causa dell'incremento demografico, si decise di ampliare la chiesa prolungandola di una campata.

Di tipo decorativo furono alcuni interventi intercorsi negli anni 1950: la facciata venne arricchita da mosaici, mentre la campata più recente fu affrescata dall'uggiatese Torildo Conconi.

Descrizione Esterno La facciata della chiesa, rivolta a sudovest, presenta il portale d'ingresso con frontoncino e sopra tre mosaici raffiguranti Gesù con i santi Andrea e Giacomo; il prospetto è inoltre scandito da quattro lesene sorreggenti il timpano di forma triangolare, entro il quale si apre un oculo.

Annesso alla parrocchiale è il campanile, eretto su progetto del vacallese Giovanni Antonio Piotti; la cella presenta su ogni lato una monofora a tutto sesto ed è coperta dal tetto a quattro falde.

Interno L'interno dell'edificio, abbellito da ricche decorazioni in stucco del ticinese Agostino Silva, si compone di un'unica navata, sulla quale si affacciano le cappelle laterali, introdotte da archi a tutto sesto, e le cui pareti sono scandite da lesene sorreggenti la trabeazione modanata e aggettante, al sopra della quale si imposta la volta; al termine dell'aula si sviluppa il presbiterio, rialzato di un gradino, delimitato da balaustre e chiuso dalla parete di fondo piatta.

Qui sono conservate diverse opere di pregio, tra le quali, nella seconda cappella a sinistra, la Crocifissione di Gian Giacomo Borni (1635-1700), detto Giacomo Bate, una predella con i Quattro Evangelisti di scuola valorsiana del 1567, nel presbiterio tele e affreschi del pittore di Caspano, nel comune di Civo, Giacomo Parravicini (1660-1729) dai toni cupi, sopra l'altare maggiore il ciborio ligneo dorato, realizzato da Michele Cogoli nel 1692, e gli stalli del coro, intagliati dal comasco Pietro Brasca del 1527. La volta presenta affreschi del bergamasco Giuseppe Brina.

Note

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