La Villa Amerika (in ceco anche Michnův letohrádek, «padiglione estivo Michna») è una villa barocca situata nella Città Nuova di Praga, in via Ke Karlovu.

Costruita all'inizio del XVIII secolo per il conte Jan Václav Michna z Vacínova e completata entro il 1720, è tradizionalmente attribuita a Kilian Ignaz Dientzenhofer. Studi più recenti hanno tuttavia messo in discussione l'attribuzione del corpo principale dell'edificio, mentre viene ritenuta più plausibile una partecipazione dell'architetto alla realizzazione dei due padiglioni laterali.

Dal 1932 ospita il Museo Antonín Dvořák, appartenente al Museo nazionale di Praga.

Storia

Costruzione All'inizio del XVIII secolo la zona di Ke Karlovu, situata ai margini della Città Nuova, era ancora scarsamente edificata ed era caratterizzata soprattutto da giardini e vigneti.

Nel 1715 il conte Jan Václav Michna z Vacínova acquistò un terreno sul quale sorgeva una piccola casa nota come U Hrnečků, con l'intenzione di costruirvi una residenza suburbana.

La villa fu completata non oltre il 1720, data attestata anche dal testamento del committente. Le fonti tradizionali collocano generalmente la costruzione tra il 1717 e il 1720 e attribuiscono il progetto a Kilian Ignaz Dientzenhofer.

L'attribuzione a Dientzenhofer, a lungo accettata dalla letteratura storico-artistica, è stata successivamente discussa. Secondo studi più recenti, il linguaggio architettonico del corpo principale differisce sensibilmente dalle opere certe dell'architetto e appare particolarmente maturo per una sua opera giovanile. I due padiglioni simmetrici posti verso la strada, probabilmente realizzati in una fase leggermente successiva, mostrano invece caratteristiche maggiormente compatibili con la sua produzione.

Dal XVIII al XIX secolo Nel corso del XVIII secolo la proprietà passò attraverso diversi proprietari e la villa conobbe un progressivo declino.

Nel 1793 il giardino fu trasformato secondo il gusto del giardino all'inglese dal giardiniere imperiale Franz Weppel.

Dopo il 1826 nell'edificio fu aperto un ristorante con giardino chiamato Amerika, dal quale deriva il nome con cui la villa è oggi comunemente conosciuta.

Nel 1843 la proprietà fu acquistata dalla città di Praga e destinata nel tempo a diversi usi pubblici e scolastici. Vi trovarono sede, tra l'altro, un museo di materiale didattico e alcune classi del ginnasio femminile Minerva.

Nel corso del XIX secolo il giardino originario venne progressivamente ridotto a causa della vendita di porzioni del terreno per nuove costruzioni.

Restauro del XX secolo All'inizio del XX secolo la villa rischiò la demolizione. L'intervento della commissione viennese per la tutela dei monumenti e in particolare dell'architetto e storico dell'arte Bedřich Ohmann contribuì alla sua conservazione.

Tra il 1907 e il 1908 l'edificio fu sottoposto a un importante restauro. In quell'occasione venne realizzata anche la cancellata verso la strada, ispirata a quella della chiesa di San Carlo Borromeo progettata da Dientzenhofer.

Fu inoltre avanzata l'idea di creare nell'edificio un museo dedicato alla famiglia Dientzenhofer, progetto che non venne tuttavia realizzato.

Architettura La Villa Amerika è costituita da tre corpi distinti: l'edificio principale a un piano e due padiglioni più bassi, simmetricamente disposti lungo il fronte verso via Ke Karlovu.

Il corpo principale è caratterizzato da un alto tetto a mansarda e da facciate plasticamente articolate. Gli ambienti interni sono organizzati intorno a una particolare scala a pianta esagonale con angoli smussati, sviluppata attorno a un massiccio nucleo centrale.

La decorazione pittorica degli interni comprende affreschi con soggetti della mitologia classica, attribuiti al pittore Johann Ferdinand Schor.

L'intero complesso, comprendente villa, padiglioni, giardino, recinzione e decorazione scultorea, è tutelato come monumento culturale della Repubblica Ceca.

Il giardino Il giardino costituisce una parte integrante del complesso.

Intorno agli anni trenta del XVIII secolo vi furono collocate diverse sculture barocche tradizionalmente attribuite alla bottega di Matthias Bernard Braun.

Tra le opere conservate figurano gruppi scultorei allegorici raffiguranti le stagioni, figure di satiri e vasi decorativi. Il Národní památkový ústav considera tuttavia non del tutto certa l'attribuzione di alcune opere alla cerchia di Braun.

Altre sei statue mitologiche un tempo collocate nel giardino, raffiguranti tra gli altri Mercurio, Venere, Bacco e un fauno, furono trasferite nel 1899 al Lapidario del Museo nazionale.

Museo Antonín Dvořák Dal 1932 la Villa Amerika ospita il Museo Antonín Dvořák, istituzione dedicata alla vita e all'opera del compositore ceco Antonín Dvořák.

Il museo fu fondato dallo Spolek pro postavení pomníku Mistra Antonína Dvořáka v Praze, associazione costituita per preservare la memoria del compositore. La prima esposizione, inaugurata il 20 giugno 1932 al piano superiore della villa, comprendeva mobili provenienti dallo studio di Dvořák e oggetti personali trasferiti dalla sua abitazione praghese dopo la morte della moglie Anna nel 1931.

Nel 1956 il museo passò allo Stato e successivamente entrò a far parte del Museo ceco della musica, a sua volta sezione del Museo nazionale di Praga.

Le collezioni comprendono manoscritti musicali autografi, corrispondenza, fotografie d'epoca, documenti, oggetti personali e parte dell'archivio e della biblioteca del compositore.

Tra gli oggetti esposti figurano il pianoforte di Dvořák, la sua viola, mobili provenienti dallo studio e la toga accademica ricevuta dall'Università di Cambridge.

Note

Voci correlate Antonín Dvořák Kilian Ignaz Dientzenhofer Museo nazionale di Praga Città Nuova (Praga) Matthias Bernard Braun

Altri progetti

Collegamenti esterni Museo nazionale di Praga – Museo Antonín Dvořák Památkový katalog – Michnův letohrádek

Categoria:Architetture di Praga Categoria:Architetture barocche della Repubblica Ceca Categoria:Città Nuova di Praga