Biografia Formazione Figlio di Eleonora Campagnoli e Stanislao Cittadella, notaio e segretario capo del municipio, rimase orfano del padre nel dicembre 1817. Si formò al liceo dei Gesuiti e successivamente all'Università di Ingegneria Civile, ottenendo il titolo di baccelliere.. Ebbe come fratello Pietro. Luigi Napoleone si sposò il 4 novembre 1838 con Rita Tebaldi, con la quale ebbe cinque figli, un maschio e quattro femmine, tutti mancati in tenera età eccetto una,Rita Tebaldi, deceduta il 12 settembre 1864, in .. e con Catterina Righetti. Morì «alle 4 ant» del 18 dicembre 1877.. La figlia Ida gli dedicò lAutobiografia edita a Ferrara nel 1913.

Prime attività Piuttosto capace nel disegno, lavorò all'ufficio del Genio Civile con compiti riguardo l'arginatura del Po, lasciando poi il lavoro (1827) a causa della sua irrequietezza e di dissidi familiari. Arruolatosi nella cavalleria pontificia a Bologna, servì Ancona, Senigallia e Roma, congedandosi nel 1828 e tornando a Ferrara. Dopo aver lavorato come copista e assistente a lavori stradali, emigrò in Francia, rientrando in Italia dopo l'arruolamento in Corsica e a Tolone.. Ritenuto sospetto provenendo dalla Francia rivoluzionaria ed essendo «del tutto privo di mezzi» fu arrestato ed espulso sia dalla polizia del Regno di Sardegna che da quella del Granducato di Toscana. Riprese brevemente servizio nel Corpo dei dragoni ma aderì al moto rivoluzionario del febbraio 1831, preferendo infine il congedo anziché la ferma a Roma a fronte della capitolazione dovuta all'entrata degli austriaci in Emilia.

Gli impieghi comunali Rimpatriato quindi a Ferrara nell'aprile 1831, dopo un breve e fallimentare impiego come fattore, fu ospitato da una cugina e lavorò come aiutante di un pittore, dedicandosi anche a ricerche di carattere storico-artistico. Le conoscenze familiari lo portarono all'assunzione come personale amministrativo del Comune (aprile 1834), con funzioni anche di segretario delle commissioni di sanità e di belle arti e di inventario dellArchivio storico, compito sospeso per qualche tempo nel 1848 per ricoprire come maggiore il comando della Guardia Civica, ruolo al quale rinunciò dopo la caduta del governo pontificio e la proclamazione della repubblica. Le mansioni nell'Amministrazione comunale, soprattutto allArchivio Comunale, gli permisero di dedicarsi ad una decina di studi su monumenti e arte locale, pubblicati a partire dal 1843 fino al 1860. Sfumate le aspirazioni di ricoprire la carica di segretario comunale ad Ancona e Gubbio e avendo rifiutato un posto similare a Bondeno, nel marzo 1862 venne sostituito al cugino e monsignor Giuseppe Antonelli alla direzione della Biblioteca comunale,. pare senza avervi direttamente aspirato, come dichiarò nel 1864. Tale impiego gli permise di ampliare la sua produzione storico-erudita, partendo dal volume diviso in due parti Notizie relative a Ferrara (1864) «ricchissima silloge di minuzie e curiosità storiche» accorpate in «ventott'anni (a suo dire) di custodia dell'Archivio municipale» e di indagini effettuate nelle raccolte di Antonelli e di alcuni amici e corrispondenti, quali il N. U. marchese Giuseppe Campori, il cav. Gaetano Giordani e Michelangelo Gualandi, suddividendo il testo in parte amministrativa e storica e l'altra riguardante arte e manifatture.

Non fu l'impegno editoriale di questa e successive pubblicazioni ma «la stessa casualità della destinazione e la scarsa fiducia nell'utilità di ogni opera di promozione culturale» a trattenere Cittadella riguardo l'impegno dovuto come bibliotecario: chiuse la sala di lettura al pubblico spostandola in «ambienti più angusti e facilmente controllabili; trascurò di ordinare e catalogare le nuove accessioni, lasciandole ammucchiate alla rinfusa in quella stessa sala»; si oppose al trasferimento, divenuto necessario per fornire altro spazio alle raccolte librarie, del Gabinetto archeologico, numismatico e medagliere (1865).. Tali modalità fecero sorgere riserve nei decenni successivi riguardo al suo operato direttivo. Suoi meriti invece furono: far entrare nel patrimonio dell'Ariostea trentotto Statuti delle Arti o Corporazioni ferraresi (1872) al quale è legato il «meritorio intervento di salvaguardia di tale importantissima documentazione per lo studio della vita economica e istituzionale cittadina» il quale «correva seri rischi di deterioramento, trafugamento e dispersione in altre sedimentazioni archivistiche»; aver acquisito il codice del 1467 di Borso d'Este proveniente dalll’Archivio di Stato di Modena;.. aver fatto trascrivere ad un amanuense le schede del vecchio catalogo per consentire l'adeguamento ai nuovi princìpi all'epoca entrati in vigore, attività lasciata incompiuta per il sui ritiro dal lavoro (1876) poco prima del decesso.

Altre attività Oltre a firmarsi Luigi Napoleone Cav. Cittadella, tra i ruoli da lui ricoperti, parte di essi venivano riportati, come d'uso all'epoca, nelle prime pagine delle sue pubblicazioni, come nel 1864 in Notizie relative a Ferrara per la maggior parte inedite ricavate dai documenti ed illustrate: «Bibliotecario, socio attivo della R. Deput. di Storia Patria per le Romagne, corrispondente della Reale di Torino, e della Società lombarda di econ. politica, socio di molte accademie letterarie e di belle arti, corrispondente dell'istituto storico, e della Imperiale Accademia degli Antiquari di Francia».

Gli scritti di Cittadella, assieme a quelli di altri eruditi come l'abate Cesare Cittadella, Girolamo Baruffaldi e Marco Antonio Guarini prima, Antonio Frizzi e Avventi poi, contribuiscono tuttora a fornire dettagli importanti riguardo personaggi, collezioni o storia locale.. Lo stesso Cittadella "polemizzò" con gli storici d'arte romani riguardo le opere d'arte ferraresi «trafugate e condotte nella capitale durante l'amministrazione legatizia dello Stato» i quali non menzionarono i reali autori o cambiarono il nome «agli Autori medesimi attribuendole ai suoi grandi Maestri»..

Collezionismo ed epistolari Seguendo la moda collezionistica in auge, nata in Francia a seguito della dispersione di vari archivi durante il periodo rivoluzionario e poi esplosa in Europa, seppur in un arco di tempo delimitato e senza disporre della liquidità che avevano altri collezionisti,. Cittadella durante la sua vita raccolse circa un migliaio di incisioni e oltre autografi, collezione poi venduta al Comune. che l'acquisì intorno al 1860 anche se vi sono documenti che ne attestano la trattativa già dal 1853. Tale raccolta era costituita da 3104. autografi di personaggi illustri sia ferraresi che non, legati sia alla comunità ferrarese che a quella nazionale o internazionale. All'interno di essa lettere, documenti e autografi di «re, regine, imperatori, pontefici, cardinali, ministri, generali, letterati, artisti», due nuclei più cospicui, elogiati da Antonelli per rarità e preziosità, verranno estrapolati da Cittadella per formare rispettivamente lAlbo Bonapartiano e lAlbo Estense...

Parte della sua corrispondenza è confluita in diversi archivi, tra i quali il corpus più consistente è l'epistolario tra Cittadella e Giuseppe Campori nellAutografoteca Campori. ora nel Fondo speciale Giuseppe Campori della Biblioteca comunale dell’Archiginnasio di Bologna: migliaia di lettere inviate tra il quarto e il settimo decennio dell’Ottocento da decine di corrispondenti all’«archivista, bibliotecario, erudito e collezionista ferrarese [...] che testimoniano la rilevanza di questa figura all’interno della rete del collezionismo di autografi in area estense e non solo». permettendo anche di valutare quali fossero i criteri sia della raccolta che dello scambio, riguardante ad esempio i doppioni, o ancora della predilezione di Luigi Napoleone per le lettere.. Grazie ai suoi studi si è potuto costituire, ad esempio, il fondo attuale riguardante la famiglia Guarini conservato alla Biblioteca Civica di Verona: attraverso la corrispondenza tra Cittadella e Giovanni Battista Carlo Giuliari, bibliotecario della Biblioteca Capitolare, si è potuto constatare che successivamente alle ricerche del ferrarese riguardo l'estinta famiglia Guarini, confluite nel volume ad essa dedicato nel 1870, a causa di problematiche economiche Luigi Napoleone si vide costretto a vendere al Comune veronese i documenti acquisiti durante la ricerca, trattativa conclusasi nel gennaio del 1872...

Sepoltura L'«autore di volumi su Ferrara» è sepolto nella zona sud del Gran Claustro, in una lapide a parete del muro esterno, cella 14,.. nella Certosa di Ferrara.Nessun risultato su: La lapide ne ricorda «la paziente opera di ricercatore erudito» che «volse in bene della patria, illustrandone monumenti e memorie».

Opere Notizie sul palazzo dei Diamanti ora Ateneo civico ferrarese, Ferrara, 1843 Memorie per servire alla biografia di G.B. Aleotti, Ferrara, 1843 Indice manuale delle cose più rimarcabili in pittura, scultura, architettura della città e borghi di Ferrara, Ferrara, Taddei Editore, 1844 Il sedici luglio, Ferrara, 1846 (ode) A Pio IX, Ferrara, 1849 (ode saffica) Sul teatro pubblico in Ferrara, Ferrara, 1850  L'altar maggiore della chiesa comunale detta Chiesa nuova, Ferrara, 1852  Storia patria, documenti ed illustrazioni, Ferrara, 1852  Memorie del pittore Sebastiano Filippi detto Bastianino, Ferrara, 1853 Bondeno e la sua chiesa arcipretale, Ferrara, 1859  Opere di scultura di G. Ferrari, Ferrara, 1859  Memorie storico-monumentali-artistiche del tempio di S. Francesco, Ferrara, 1860 Annotazioni ai capitali pel concilio di Ferrara, Bologna, 1862 Monumento Costabili nella Certosa di Ferrara, Ferrara, 1863 Cenno biografico intorno al prof. B. Ferriani, Ferrara, 1864 

Notizie amministrative, storiche, artistiche relative a Ferrara, ricavate dai documenti, Ferrara, 1868  La famiglia degli Alighieri in Ferrara, Ferrara, 1865  Ricordi e documenti intorno alla vita di Cosimo Tura detto Cosmè, Ferrara, 1866 La nobile famiglia Savonarola in Padova e Ferrara, Ferrara, 1867 Documenti ed illustrazioni riguardanti la storia artistica ferrarese, Ferrara, 1868 Relazione sulla Biblioteca municipale di Ferrara, Ferrara, Bresciani, 1868 Notizie amministrative, storiche, artistiche relative a Ferrara, Ferrara, 1868  I Guarini, famiglia nobile ferrarese oriunda di Verona, Bologna, 1870 I due Dossi, Ferrara, 1870 Riduzione in ferrarese del primo canto dell'Inferno, Ferrara, 1870 Benvenuto Tisi da Garofalo, pittore ferrarese del sec. XVI, Ferrara, 1872  Un palazzo estense in Ferrara, Ferrara, 1872 Saggio di albero genealogico della famiglia Borgia, Torino, 1872 Sullo stemma di Ferrara, Firenze, 1873 La stampa in Ferrara, Torino, Fratelli Bocca, 1873 Guida pel forestiero in Ferrara, Ferrara, Taddei e figli,1873Anche indicato Guida per il forestiere in Ferrara in e Guida pel forestiere in . La casa di fra Girolamo Savonarola in Ferrara, Ferrara, 1873 Il castello di Ferrara, Ferrara, 1875 Il Petrarca di Ferrara, 1348-1370, Venezia, 1876 Saggio di storia politica di Ferrara, anni 1549-1559, Firenze, 1877.

Opere postume e riedizioni

Riconoscimenti 10/09/1854 - Accademico Onorario, Accademia delle Arti del Disegno 18/04/1865 - Accademico Onorario, Accademia delle Arti del Disegno.

Note

Bibliografia

Voci correlate Storia di Ferrara

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Categoria:Sepolti nel cimitero monumentale della Certosa di Ferrara